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	<title>Ecumenici</title>
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		<title>Ecumenici</title>
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		<title>Da Enzo, che vive nel comasco&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 19:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra biglietti di auguri che riceviamo segnaliamo in questi giorni:
Decalogo della convivenza:
-non avere altro io all’infuori di te,
-non nominare la nazionalità degli altri,
-onora tutte le festività (anche quelle delle altre religioni e culture),
-onora la memoria della tua città e raccontala ai nuovi cittadini,
-non testimoniare sulla cultura degli altri se non la conosci abbastanza,
-non rubare la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1646&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fra biglietti di auguri che riceviamo segnaliamo in questi giorni:</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Decalogo della convivenza:</span></strong></p>
<p>-non avere altro io all’infuori di te,</p>
<p>-non nominare la nazionalità degli altri,</p>
<p>-onora tutte le festività (anche quelle delle altre religioni e culture),</p>
<p>-onora la memoria della tua città e raccontala ai nuovi cittadini,</p>
<p>-non testimoniare sulla cultura degli altri se non la conosci abbastanza,</p>
<p>-non rubare la parola agli altri ed impara ad ascoltare,</p>
<p>-non imporre solo i tuoi valori culturali,</p>
<p>-non desiderare solo la tua cultura,</p>
<p>-non desiderare solo la cultura degli altri,</p>
<p>-mai uccidere le differenze culturali.</p>
<p>Grazie di cuore a tutt*</p>
Posted in Pace Tagged: convivenza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1646/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1646&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Caini</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/16/caini/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 21:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>

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		<description><![CDATA[18/12/1865      Gli USA aboliscono la schiavitù
18/12/1965      l’Inghilterra abolisce la pena di morte
LA FURBATA DEL TROMBONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE.
C’era una volta il Movimento Abolizionista.
Era un movimento piccolo ma tosto.
Era solito vincere le sue battaglie perché formato da gente preparata che leggeva, scriveva e convinceva.
Ottenne il suo successo più grande nel 1989, quando le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1644&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>18/12/1865      Gli USA aboliscono la schiavitù</p>
<p>18/12/1965      l’Inghilterra abolisce la pena di morte</p>
<p><strong>LA FURBATA DEL TROMBONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE.</strong></p>
<p>C’era una volta il Movimento Abolizionista.<br />
Era un movimento piccolo ma tosto.</p>
<p>Era solito vincere le sue battaglie perché formato da gente preparata che leggeva, scriveva e convinceva.</p>
<p>Ottenne il suo successo più grande nel 1989, quando le Nazioni Unite approvarono il Secondo Protocollo: quello al cui primo articolo si legge che “Nessuno &#8230; sarà giustiziato”.</p>
<p><a href="http://www.worldcoalition.org/modules/smartsection/item.php?itemid=378">http://www.worldcoalition.org/modules/smartsection/item.php?itemid=378</a><br />
Purtroppo le risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’ONU non hanno potere coercitivo e non possono costringere un governo a fare quello che non vuol fare. Così il Secondo Protocollo si aggiunse ai molti atti abolizionisti delle NU; mentre il Movimento continuava a convincere i paesi a chiudere con la pena capitale.</p>
<p><a href="http://www.paulrougeau.altervista.org/foglio%20145.htm">http://www.paulrougeau.altervista.org/foglio%20145.htm</a></p>
<p>Fu a questo punto che arrivarono i Furbini.</p>
<p>Costoro, che nulla sapevano di pena di morte e diritti umani, ma erano bravissimi a farsi pubblicità, si proclamarono gli unici veri abolizionisti e tirarono fuori la Furbata del trombone, della santa e del fico fiorone.</p>
<p>Perché chiedere l’abolizione della pena di morte? – dicevano &#8211; Perché condurre queste assurde battaglie fondamentaliste?</p>
<p>Lavoriamo da furbi, agiamo d’astuzia, facciamo un passo verso i forcaioli e offriamo loro un “punto di equilibrio”. Chiediamogli solo una moratoria delle esecuzioni. Così da portarli dalla nostra parte senza che nemmeno se ne accorgano.<br />
Proponiamo quindi:</p>
<p> “un compromesso creativo con la pena di morte, un luogo di incontro, il minimo comune denominatore tra abolizionisti e mantenitori: i paesi che la hanno abolita fanno un passo verso coloro che ancora la prevedono nelle leggi e la praticano, i paesi che la mantengono e la praticano fanno un passo verso gli abolizionisti e, pur mantenendola nei codici, decidono di non eseguirla.”<br />
I Furbini non furono mai in grado di spiegare per quale oscura ragione i paesi forcaioli avrebbero dovuto accettare la moratoria e per quale arcano motivo avrebbero dovuto abboccare al “compromesso creativo” sospendendo le esecuzioni, ma l’idea piacque (anche se solo in Italia) e l’avventura ebbe inizio.</p>
<p>Incredibilmente, nel 1994 e nel 1999, la Furbata parve funzionare.</p>
<p>Alle Nazioni Unite i paesi forcaioli si mostrarono disposti ad approvare un documento in cui si proponeva una sospensione delle esecuzioni. Purtroppo lo avrebbero votato solo se questo avesse contenuto il famoso “Emendamento Singapore”. Ovvero: i forcaioli firmavano una Risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni che non valeva nulla e non li obbligava a nulla, ma intanto ci infilavano dentro la perentoria affermazione dell’assoluta sovranità statale in materia di pene e punizioni. Per fortuna i paesi abolizionisti mandarono tutto all’aria.</p>
<p>Anatema! Anatema!</p>
<p>I Furbini starnazzavano.<br />
Anatema! Anatema!</p>
<p>Avete distrutto le speranze dei condannati a morte!</p>
<p>Siete complici dei boia!</p>
<p>Siete solo degli antiamericani!</p>
<p>Anatema! Anatema su di voi!</p>
<p>Così, di insulto in insulto, si è arrivati a una nuova edizione della Furbata del trombone, della santa e del fico fiorone.</p>
<p>I Furbini ora si pavoneggiano, ma, intanto che loro starnazzavano, il Movimento aveva portato il numero dei paesi abolizionisti a superare quello dei forcaioli. </p>
<p>I Furbini si vantano, ma i paesi forcaioli, alla faccia del compromesso creativo, non hanno votato la Risoluzione sulla moratoria del 2007 perché questa non contiene il famigerato “Emendamento Singapore”.</p>
<p>Comunque, al di fuori del nostro paese, nessuno si è accorto di nulla.</p>
<p>C’era una volta il Movimento Abolizionista.<br />
Speriamo ci sia anche domani.</p>
<p>Dott. Claudio Giusti</p>
<p>Via Don Minzoni 40, 47100 Forlì, Italia<br />
Tel.  39/0543/401562     39/340/4872522<br />
e-mail  <a href="mailto:giusticlaudio@aliceposta.it">giusticlaudio@aliceposta.it</a> </p>
<p><a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm">http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm</a></p>
<p>Claudio Giusti ha avuto il privilegio e l’onore di partecipare al primo congresso della sezione italiana di Amnesty International e in seguito è stato uno dei fondatori della World Coalition Against The Death Penalty. Fa parte del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti.</p>
Posted in Diritti civili Tagged: pena di morte <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1644/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1644/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1644&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Rischio di iranizzazione per l&#8217;Italia? Il dibattito è aperto.</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/14/rischio-di-iranizzazione-per-litalia/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 18:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il potere vuole l&#8217;iranizzazione politica dell&#8217;Italia? Ti invitiamo a proporci la tua riflessione e la tua proposta operativa di azione. Grazie.
Ecumenici si occupa anche di teologia politica.
 
Forse abbiamo bisogno di fare nostro l&#8217;insegnamento di Gustavo Zagrebelsky, grande costituzionalista, per scongiurare qualsiasi pericolo d&#8217;iranizzazione della vita politica del nostro paese. Le categorie di odio, vendetta, persecuzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1639&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#ff0000;">Il potere vuole l&#8217;iranizzazione politica dell&#8217;Italia? Ti invitiamo a proporci la tua riflessione e la tua proposta operativa di azione. Grazie.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ecumenici si occupa anche di teologia politica.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span></p>
<p>Forse abbiamo bisogno di fare nostro l&#8217;insegnamento di Gustavo Zagrebelsky, grande costituzionalista, per scongiurare qualsiasi pericolo d&#8217;iranizzazione della vita politica del nostro paese. Le categorie di odio, vendetta, persecuzione non fanno parte della democrazia che si fonda sul rispetto degli altri, sulla capacità di riconoscere gli errori, sulla mediazione, sull&#8217;equilibrio. Il gesto terribile contro il Presidente del Consiglio opera di una persona fragile, in cura, oltre al rifiuto totale e alla condanna, deve però portare a toni meno concitati, nella necessità di instaurare un clima proprio di una pacifica convivenza e nel rispetto delle regole che la Politca impone.</p>
<p>Non credo che le opposizioni all&#8217;attuale maggioranza siano mosse da odio per il governo in carica, ma il diritto di critica non si può negare, fa parte della dialettica politica.</p>
<p>Mi auguro fermamente che la democrazia non sia schiacciata e che l&#8217;equilibrio dei poteri sia rispettato.</p>
<p>Sotto è una mia lettura&#8230;</p>
<p>Grazie e Buone Feste</p>
<p>Giovanna Corchia</p>
<p>Cultura &amp; Società:Gustavo Zagrebelsky<br />
Imparare la democrazia<br />
articolo di Giovanna Corchia</p>
<p> Gustavo Zagrebelsky<br />
Imparare la democrazia<br />
Einaudi<br />
Anno 2007<br />
Pagine 182<br />
 </p>
<p>Se la parola democrazia deve essere usata nel suo significato autentico e non abusata, come lo è di recente, ad esempio, in occasione della guerra in Iraq, la cui ragione, è stato detto, è l&#8217;esportazione della democrazia, un maestro che ci aiuterà in questo compito è Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale e grande costituzionalista.<br />
&#8220;La democrazia &#8211; scrive Zagrebelsky, in una sua lezione che ha per titolo Imparare la democrazia &#8211; è non un idolo ma un ideale corrispondente a un&#8217;idea di dignità umana e la sua ricompensa sta nello stesso agire per realizzarlo&#8221;. Su questa definizione di democrazia torneremo dopo aver analizzato le regole fondamentali del perché ci sia democrazia.<br />
Innanzitutto, la democrazia non è un sistema che si alimenta da sé, perciò, una volta instaurata, non ci si deve mai distrarre se non si vuole correre il pericolo che sia cancellata. Penso sia chiaro a tutti che la democrazia, che caratterizza l&#8217;Occidente e che è stata realizzata dopo vicende storiche molto dolorose, poggia sul principio della condivisione di regole di comportamento virtuoso che devono essere insegnate.<br />
Norberto Bobbio, il profondo filosofo delle dottrine politiche, scriveva in Il futuro della democrazia, che il cosiddetto spirito democratico si è sempre più affievolito in quanto non si è profondamente convinti della necessità di vivere in democrazia; aggiungeva che l&#8217;assuefazione allo stato di fatto, l&#8217;apatia, il disimpegno sono molto frequenti nel comportamento di molti. Certo, in momenti di scelte politiche, ci si scuote dal torpore, ci si mobilita spinti da parole come bene/male, amore/odio, verità/errore, vita/morte tutte usate a sproposito al fine di impressionare, non certo per insegnare che c&#8217;è bisogno dell&#8217;apporto di tutti nel faticoso cammino della democrazia. La democrazia non si basa su verità assolute, né è la lotta del bene contro il male: essa è mediazione, rispetto della persona, delle persone con l&#8217;apporto di tutti, persone quindi con diritto di cittadinanza.<br />
Perciò la democrazia si insegna e la scuola, ha un compito di formazione civile di cui deve sapersi fare carico se si vuole sostenere il sistema democratico così faticosamente raggiunto.<br />
Gustavo Zagrebelsky propone un decalogo la cui conoscenza e il cui rispetto contribuiranno alla formazione di un cittadino consapevole del valore della democrazia e dei diritti/doveri che la democrazia ha alla base.</p>
<p>1. La fede in qualcosa che vale. La democrazia deve saper credere in se stessa e deve difendersi; ma, al di là di ciò, la democrazia è relativistica, come situazione d&#8217;insieme: fini e valori sono da considerare relativi a coloro che li propugnano, e, nella loro varietà, legittimi. Le verità assolute non sono alla base di una società democratica, quanto piuttosto di una società autocratica. E si può capire perché: una società è formata da tante diversità ed è nel rispetto di questa varietà di cittadini che chi si propone al governo della cosa pubblica cercherà di affermare la bontà delle proprie scelte, spiegando, illustrando gli obiettivi che si intendono raggiungere. Se, al contrario, tutto il gioco politico è fondato sulla demonizzazione dell&#8217;avversario perché nemico della verità che si dice di possedere, non c&#8217;è più libertà, confronto di idee, scelte consapevoli. Il relativismo d&#8217;insieme non deve, però, essere confuso con il relativismo individuale, che porta al nichilismo, allo scetticismo, per cui non c&#8217;è niente che valga, niente per cui battersi. Anzi battiamoci perché simili comportamenti siano sconfitti, diamo spazio anche alle utopie!</p>
<p>2 La cura delle individualità personali. La democrazia è fondata sugli individui, non sulla massa. Proclamando un&#8217;uguaglianza media la democrazia potrebbe minacciare i valori personali, annullando individui e libertà nella massa informe. Un pericolo che si corre è che un demagogo, un agitatore di popolo prenda il sopravvento. Un&#8217;illustrazione efficace del rischio di massificazione, soprattutto per responsabilità individuale, è dato dalla pièce di Eugène Ionesco, Il Rinoceronte: gli abitanti di un luogo imprecisato si trasformano, uno dopo l&#8217;altro, in rinoceronti, pachidermi spinti da bisogni elementari, liberi dal peso di dover affrontare il mondo, di dover fare delle scelte anche se dolorose. Solo Bérenger, il più debole o colui che appare il più debole, perché s&#8217;interroga, dubita, coglie i limiti di una società che schiaccia l&#8217;individuo, e, al tempo stesso, sente il peso della solitudine, resiste, si oppone alla massificazione, pur tra esitazioni e paure che mette a tacere bevendo: &#8220;Sono l&#8217;ultimo uomo, lo resterò fino in fondo, non mi arrendo&#8221;. L&#8217;intento di Ionesco è una denuncia dei totalitarismi che si affermano attraverso un processo infido, prima sotterraneo, poi sempre più evidente sino all&#8217;irreparabile, perché gli individui si distraggono, perdono la forza di affrontare la realtà, si rifugiano nelle abitudini, rinunciano alle scelte in prima persona, contenti di confondersi nella massa. La massificazione è un serio rischio per le fragili democrazie. La cura delle individualità personali al fine di evitare ogni facile processo di omologazione e dare energie alla democrazia è, perciò, di grande importanza nelle società moderne, dove si sviluppa sempre più una psiche conformista, perché chi non si adegua è considerato spesso un originale e, nella peggiore delle ipotesi, uno spostato. È compito della scuola alimentare e non reprimere caratteri e vocazioni personali delle giovani vite.</p>
<p>3 Lo spirito del dialogo: ciò che tutti devono imparare, di cui tutti hanno bisogno. La democrazia è discutere, ragionare insieme. È filologia, amore per il logos, la parola scambiata. Il misologo odia la democrazia. Per portare avanti le idee che si considerano buone, i progetti che si vogliono realizzare, bisogna discutere, scambiare idee, dimostrare le buone ragioni che ci muovono, arrivare, attraverso il confronto, alla persuasione, al convincimento dell&#8217;interlocutore, al suo coinvolgimento. Un esempio che si può prendere in considerazione è la costruzione della TAV in Val di Susa: è una linea che serve, può servire a creare una maggiore unione in Europa, a facilitare gli scambi non solo commerciali, però è una scelta che non si può imporre, che richiede un confronto, anche scontro, con le popolazioni locali che sono, in maggioranza contrarie, sino al raggiungimento di una decisione condivisa. Ecco perché la democrazia deve essere insegnata. Ci sono infatti regole da conoscere, da rispettare nel dialogo: la prima è che sia rispettata la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche quelle che li manipolano, li travisano o, addirittura, li creano ad hoc. È quello che è successo, succede e succederà spesso: un esempio è, ancora una volta la guerra in Iraq, dichiarata a causa dell&#8217;affermazione dell&#8217;esistenza di armi di distruzione di massa sulla base di documenti falsi. Un altro esempio, che non sarà mai chiarito, sono le circostanze dell&#8217;assassinio di Calipari, agente dei servizi segreti italiani, durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Ma in generale, non si ha una conoscenza non manipolata degli indici economici del paese: occupazione, rapporto deficit/PIL, riduzione dell&#8217;aggravio fiscale e così via. Per questo il cittadino non può distrarsi: non è certo a suo vantaggio essere manipolato. Perciò la democrazia richiede impegno: non è vivere nel migliore dei mondi possibili, senza dover dare un contributo personale, senza un coinvolgimento diretto. Nel dialogo, fondato sul reciproco rispetto, in caso contrario, è affermazione dell&#8217;uno sull&#8217;altro, le parti coinvolte devono essere capaci di riconoscere i propri errori , sino a sapersi rallegrare di scoprirsi in errore: chi si corregge, chi dimostra l&#8217;onestà di correggersi ne esce migliorato. Orgoglio e vanità sono forze ostili alla democrazia, come in ogni caso di vita comune, a partire dalla famiglia.</p>
<p>4 Lo spirito dell&#8217;uguaglianza. Alla base della democrazia vi è l&#8217;uguaglianza; i privilegi rappresentano un&#8217;insidia. L&#8217;uguaglianza è isonomia, cioè uguaglianza di tutti di fronte alla legge, come recita l&#8217;articolo tre della Costituzione Italiana inserito nei primi dodici raggruppati nei Principi fondamentali: &#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;<br />
Senza leggi uguali per tutti la società si divide in caste, i privilegiati e gli altri. Abbiamo esempi numerosi di non rispetto di questo principio. L&#8217;esistenza di privilegiati è nociva anche per i comportamenti che può indurre negli altri: se gli accessi alla posizione di privilegio sono aperti, abbiamo una società continuamente sottoposta allo stress del carrierismo diffuso con conseguente disagio, frustrazioni. Se gli accessi sono chiusi, si ingenera un male sociale: l&#8217;invidia. Non si tratta di non dare spazio alle qualità individuali, come sottolineato al punto due di questo decalogo, ma è chiaro a tutti che non c&#8217;è democrazia senza il rispetto dell&#8217;uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Non può essere operante lo spirito da stadio, che ci caratterizza, con una divisione netta tra la tribuna di chi conta e tutti gli altri, che non avrebbero altra aspirazione che l&#8217;accesso a quella tribuna.</p>
<p>5 Il rispetto delle identità diverse. In democrazia le identità particolari sono ininfluenti sul diritto di stare in società. Ancora una volta, tra gli altri, lo recita chiaramente l&#8217;art. 3 della Costituzione Italiana, un testo che dovrebbe accompagnarci sempre e che dovremmo difendere, se ne conosciamo la storia e lo spirito, come direbbe Montesquieu.<br />
Purtroppo oggi si accendono i fuochi degli scontri di civiltà, giocando, pericolosamente, sul tema delle identità da difendere, in particolare l&#8217;identità cristiana. All&#8217;aspetto religioso è stato dato un peso speciale sin dalla seconda metà del ‘500 dopo il distacco delle Chiese riformate dalla Chiesa di Roma. In nome dell&#8217;ordine interno si è affermato il principio cuius regio, eius et religio, di quel sovrano, di quella religione. Perciò si permettevano migrazioni da un paese ad un altro per difendere la propria fede insieme alla vita, ma, al tempo stesso, si autorizzavano le persecuzioni religiose entro ciascuno Stato. Si sviluppò poi il principio della tolleranza religiosa per tenere insieme terra e fede, per non dover perdere l&#8217;una per conservare l&#8217;altra. Era questo un ammorbidimento di regimi assolutistici. Ma la democrazia non si rivolge alla tolleranza, che certo è un comportamento virtuoso, quando si accolgono idee e comportamenti diversi dai propri, purché non siano contrari al rispetto della persona, la democrazia è affermazione del diritto di cittadinanza, come già sottolineato più volte sulla base dell&#8217;art. 3 della nostra Costituzione. A tutti noi è capitato di leggere documenti diversi contrari al principio di cittadinanza e anche di assistere a comportamenti lesivi di tale diritto, non senza gravi conseguenze in un mondo multietnico, d&#8217;identità diverse e con gravi problemi di sussistenza per molti, soprattutto, immigrati. Il concetto di identità, se deve valere per riconoscere e proteggere identità e culture diverse, è irrilevante per la partecipazione alla vita sociale. Qual è il rischio che discende dall&#8217;unione tra potere civile e religione? Storicamente tale unione ha finito con l&#8217;identificare l&#8217;uno con l&#8217;altra, perciò la religione è diventata religione di Stato, posta sotto la potenza degli stati. Oggi molti, in Occidente, lontani dallo spirito autentico del cristianesimo, mirano al rovescio del principio richiamato sopra, per cui non è più la religione sotto la potenza dello Stato, che la difende, ma è lo Stato che è appoggiato, subordinato alla religione: cuius religio, eius et regio: è una nuova alleanza tra trono e altare, uno stimolo a intolleranze, fanatismi, guerre di religione e un pretesto per tutti coloro che coprono i propri interessi con il velo del rispetto dovuto al proprio credo. E questo succede anche nei paesi non occidentali. L&#8217;affermazione della propria identità senza il rispetto delle altre non può far vivere a lungo la democrazia, in società così ricche di diversità, di identità che devono imparare a rispettarsi, a convivere, senza mai confondere la sfera privata con la pubblica e senza mai dimenticare ciò che sta alla base di tutto: la dignità della persona, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione.</p>
<p>6 La diffidenza verso le decisioni irrimediabili. In democrazia non c&#8217;è nulla che non possa essere rivisto, controllato, modificato. Le soluzioni ai problemi senza possibili ripensamenti sono proprie dei regimi della giustizia e verità assolute. In quanto fondata sul dialogo, la democrazia non ha né può avere verità a priori, come frutto, ad esempio, di mandati divini, né a posteriori come conseguenza di mandati popolari, anche se unanimi. Abbiamo spesso sentito, ultimamente, che l&#8217;eletto dal popolo è al di sopra delle parti, possiede la verità in quanto eletto. Dobbiamo ricordare a questo punto l&#8217;art. 1 della nostra Costituzione che recita: &#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro/ La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione&#8221;. Dobbiamo conoscere bene il dettato della Costituzione per sapere che anche i governanti sono tenuti a esercitare il potere nei limiti sanciti dalla Costituzione. E sono degni di rispetto in tutti i campi tutti coloro che sono pronti a riconoscere che si sono sbagliati, pronti a rivedere le proprie scelte. Proprio per questo, proprio perché l&#8217;errore è sempre possibile, la democrazia deve essere contro la pena di morte e la guerra, due decisioni dalle conseguenze irrimediabili. Solo i regimi autocratici possono fare l&#8217;elogio della guerra e del boia in nome di una verità assoluta che credono di possedere. Ma, a parte questi casi estremi, in molti campi il dibattito deve essere aperto al confronto per trovare soluzioni guidate dal rispetto della persona: si pensi alla bioetica, alla tecnologia applicata ai temi della vita, della morte, della salute; al rapporto uomo/natura e alle scelte che non dovrebbero mai intaccare i delicati equilibri naturali. Si deve perciò essere sempre aperti al dialogo e diffidare di chi, in nome di una verità assoluta, non è pronto a riconoscere che non ci sono né ci devono essere decisioni irrimediabili.</p>
<p>7 L&#8217;atteggiamento sperimentale. Ogni volta che si prendono delle decisioni bisogna prendere in considerazione le conseguenze che ne derivano perché servono a darci insegnamenti utili per le scelte future. Accanto all&#8217;etica della convinzione, della consapevolezza delle scelte che ci si accinge a fare, si devono seguire i principi dettati dal rispetto dell&#8217;etica della responsabilità per cui le scelte saranno sempre messe alla prova, sperimentate, verificate, perché chi le prende ne è responsabile. I regimi fondati su verità assolute non temono le conseguenze dei loro atti e non ammetteranno mai di essersi sbagliati. Pur essendo gli Stati Uniti una grande democrazia, le forze politiche al governo nella congiuntura attuale hanno dichiarato guerra all&#8217;Iraq in nome dell&#8217;affermazione iniziale di giustizia infinita, diventata poi esportazione/instaurazione della democrazia. Tutti conosciamo i limiti, le gravi conseguenze di quelle scelte, pur condividendo l&#8217;effetto positivo della caduta di un dittatore sanguinario. Non si vede purtroppo la conclusione di quella guerra iniziata nel marzo del 2003 e si assiste a una diffusione di atti di terrorismo con tante, tante vittime innocenti. Si arriverà mai a riconoscere che la democrazia non si può mai esportare con le armi? Il governo americano arriverà mai a riconoscere i propri errori? Se questo avvenisse sarebbe avvicinarsi al rispetto dell&#8217;etica della responsabilità.</p>
<p>8 Coscienza di maggioranza e coscienza di minoranza. Perché la democrazia possa avere vita duratura deve basarsi sul rispetto delle minoranze, non deve mai trasformarsi in una dittatura della maggioranza. Si deve essere sempre pronti al dialogo, riconoscendo i propri errori. Il motore di questo comportamento virtuoso sta nelle minoranze che fanno loro il motto &#8220;Distinguiti dalla maggioranza nel compiere ciò che ritieni giusto&#8221;. Ed ecco che le decisioni prese possono essere riviste a garanzia di una vera democrazia. Alla maggioranza spetta l&#8217;onere di dimostrare la bontà delle proprie scelte programmatiche, alla minoranza quello di insistere su decisioni migliori. Questo è il sale della democrazia. I cittadini devono essere consapevoli di tutto questo, così da fare delle scelte responsabili nell&#8217;ottica dell&#8217;alternanza, senza drammi.</p>
<p>9 L&#8217;atteggiamento altruistico. La democrazia si fonda sulla solidarietà, la condivisione, sul contributo di tempo, capacità, risorse materiali di cui ognuno dispone. L&#8217;emarginazione sociale è perciò contro la democrazia. Nessuno – vecchi, ammalati, portatori di handicap, svantaggiati – può essere lasciato a se stesso. Se questo avviene, assistiamo all&#8217;affermazione del darwinismo sociale, all&#8217;affermazione dei forti per privilegi di natura diversa, mentre i deboli sono abbandonati alla loro sorte. La scuola ha l&#8217;arduo compito di insegnare la solidarietà.</p>
<p>10 La cura delle parole. Questo punto che chiude il decalogo affidatoci da Zagrebelsky è molto delicato, in un periodo in cui c&#8217;è un abuso nell&#8217;uso delle parole staccate dal concetto che sottendono. Innanzitutto è importante, determinante, ancora meglio, per la propria autonomia e capacità di comprensione possedere un buon bagaglio di parole, perché il bagaglio che si possiede in modo consapevole è proporzionale al grado di sviluppo della democrazia. Purtroppo il livello di conoscenze di molti è basso, con fenomeni accentuati di analfabetismo di ritorno. La lettura è un&#8217;abitudine di pochi, i giornali non sono particolarmente sfogliati, la televisione assorbe molte ore. Un libro che documenta questo stato di cose in Italia è La cultura degli italiani (a cura di Francesco Erbani), autore Tullio De Mauro, intervistato dal giornalista di la Repubblica. Comanda chi conosce più parole, come ci hanno insegnato la Scuola di Barbiana e il suo fondatore Don Milani. Se la realtà è questa, è difficile instaurare un dialogo paritario con piena consapevolezza di tutti i partecipanti: &#8220;È solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l&#8217;espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno&#8221;. Tornando alle parole, è successo spesso che il loro senso sia stato tradito, per cui, ad esempio, la parola politica, che viene da polis, politéia e che significa arte, scienza e attività dedicate alla convivenza si è allontanata dal suo autentico significato, è diventata altro. Così è successo alla parola libertà, diventata da protezione degli inermi contro gli abusi del potere uno scudo dietro il quale i potenti nascondono la loro pre-potenza.<br />
Ci si possono porre alcune domande.<br />
Si può insegnare a essere democratici, perché è questo ciò che conta?<br />
Il mito del Protagora di Platone racconta di come Prometeo, dopo aver distribuito agli esseri viventi tutto ciò che è utile per condurre una vita buona, si accorse che gli uomini non possedevano l&#8217;euboulìa, cioè l&#8217;assennatezza nelle deliberazioni comuni. Perciò erano facili le liti e ogni costruzione comune si dissolveva subito. Allora Zeus mandò Ermes a distribuire ciò che serviva e ordinò che fossero dati a tutti giustizia e rispetto reciproco e aggiunse che, una volta conosciuti, tutti avrebbero dovuto metterli in pratica e chi se ne fosse discostato avrebbe dovuto essere punito. Socrate riteneva dunque che la conoscenza della virtù sia sufficiente a metterla in atto: tutti sono quindi capaci di virtù politica. La malvagità sarebbe solo frutto dell&#8217;ignoranza.<br />
Purtroppo non è così, come ci insegnano la storia, l&#8217;esperienza. Nell&#8217;uomo la conoscenza non coincide con la coscienza: si può essere malvagi nella piena consapevolezza di esserlo e non per ignoranza del bene.<br />
Che fare allora? Come affermare il bisogno della democrazia? Basterebbe, forse, far conoscere i vantaggi che la democrazia comporta?<br />
Se è solo con questa molla che possiamo agire, può succedere che per difendere i vantaggi della democrazia , tra cui la pacifica convivenza civile, la democrazia stessa, saremmo anche pronti a limitarla qualora questi vantaggi non fossero più assicurati e ciò potrebbe anche comportare il suicidio della democrazia.<br />
Se non basta la conoscenza del bene per affermare una condotta virtuosa, se non basta il discorso utilitaristico per spingere l&#8217;uomo a scegliere la democrazia, allora come insegnarla?<br />
A differenza di ogni altra cosa la democrazia non sopporta la propaganda, ciò che la telepolitica attuale sembra invece affermare e di cui dovremmo essere capaci di diffidare. Perché non sopporta la propaganda? Perché la propaganda, come la pubblicità per la vendita di un prodotto, finisce con il fare violenza sulla libertà di coscienza altrui e, inoltre, chi fa una scelta sbagliata, convinto dalle promesse rivoltegli, se i politici che hanno fatto quelle promesse, quella propaganda, sono vincenti, non può più tornare indietro, anche se si avvede dell&#8217;errore. Nel caso della pubblicità di un prodotto, invece, una volta reso consapevole dell&#8217;imbroglio, il consumatore può modificare le sue scelte, a proprio vantaggio. La democrazia è dialogo paritario, deve perciò rifuggire da ogni strumento di pressione, innanzitutto pressione materiale, come le armi, ma anche pressione morale, sfruttando la posizione che si occupa e dando luogo a forme di autoritarismo, come può succedere nei rapporti tra maestro e allievo, genitori e figli.<br />
Zagrebelsky trova una molla speciale a sostegno della democrazia e del suo insegnamento: la democrazia è l&#8217;unica forma di reggimento politico che rispetta la mia dignità nella sfera pubblica. Ma, accanto al rispetto di sé, occorre anche il rispetto, negli altri, della dignità che riconosciamo in noi. Ecco allora il motto da seguire: &#8220;Rispetta la dignità del prossimo tuo come la tua stessa&#8221; Una simile condotta non è certo facile, Montesquieu, il grande maestro di scienza politica, sottolineava come la scelta democratica fosse pénible, faticosa perciò da sopportare, in quanto essa comporta una rinuncia a se stessi.<br />
Se ci guardiamo intorno vediamo un ben triste spettacolo: ingovernabilità delle società pluralistiche, persistenza di oligarchie economiche, politiche, la rivincita di interessi corporativi, a cui si aggiungono comportamenti che denotano egoismo, apatia, intolleranza, fanatismo, tecnocrazia, burocrazia, e invece di democrazia, videocrazia e plutocrazia. Tutto ciò alimenta disuguaglianze, ingiustizie.<br />
&#8220;La democrazia non promette nulla a nessuno, ma richiede molto da tutti. Non è un idolo ma un ideale corrispondente a un&#8217;idea di dignità umana e la sua ricompensa sta nello stesso agire per realizzarlo&#8221;.<br />
Concludo con la stessa citazione iniziale: democrazia, un ideale corrispondente a un&#8217;idea di dignità umana; essa esige ricostruzione per ridurre le forze contrarie, per recuperare le posizioni perse, e resistenza per salvaguardarle contro chi può minarle. La diffusione nelle coscienze dell&#8217;attaccamento alla dignità della persona può insidiare, in modo efficace, le tante insidie che minacciano la democrazia.</p>
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		<title>Lev Chadash</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 08:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialogo inter religioso]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, a nome di Lev Chadash e mio personale auguro a voi e alle vostre famiglie hannukkah sameach E&#8217; la festa del miracolo della liberazione del popolo ebraico dall&#8217;oppressione fisica e culturale di una potenza straniera oppressiva. Che fiammella della libertà di ciascuno di noi e di tutto il popolo ebraico non si spenga [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1637&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:x-small;">Cari amici, a nome di Lev Chadash e mio personale auguro a voi e alle vostre famiglie hannukkah sameach E&#8217; la festa del miracolo della liberazione del popolo ebraico dall&#8217;oppressione fisica e culturale di una potenza straniera oppressiva. Che fiammella della libertà di ciascuno di noi e di tutto il popolo ebraico non si spenga mai, anche se la forza materiale per sostenerla sembra mancare.</p>
<p>Hag sameakh ve shabbat shalom</p>
<p>ugo volli</p>
<p></span></p>
Posted in Dialogo inter religioso Tagged: festa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1637/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1637/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1637/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1637/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1637/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1637/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1637/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1637/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1637/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1637/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1637&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Si ringrazia il prof. Mauro Pesce del messaggio di saluto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 19:40:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;occasione della conferenza segnaliamo anche il suo sito interessante: comprate altresì  i suoi libri. Ne vale veramente l&#8217;occasione!
&#8230;Altro che gli studi in facoltà teologiche confessionali su Gesù nella Storia.
Consultate e mettete nei vostri link preferiti:
http://www.mauropesce.net/
Le prenotazioni alla conferenza del 15 p.v. sono prorogate per le festività in corso ancora di qualche ora !
“Ho sognato che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1633&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Con l&#8217;occasione della conferenza segnaliamo anche il suo sito interessante: comprate altresì  i suoi libri. Ne vale veramente l&#8217;occasione!<br />
&#8230;Altro che gli studi in facoltà teologiche confessionali su Gesù nella Storia.<br />
Consultate e mettete nei vostri link preferiti</strong>:<br />
<a href="http://www.mauropesce.net/">http://www.mauropesce.net/</a></p>
<p>Le prenotazioni alla conferenza del 15 p.v. sono prorogate per le festività in corso ancora di qualche ora !</p>
<p>“Ho sognato che gli uomini, un giorno si alzeranno e capiranno, finalmente, che sono fatti per vivere insieme, come fratelli.</p>
<p>Ho sognato ancora, stamattina, che un giorno ogni Nero di questo paese, ogni uomo di colore nel mondo intero, saranno giudicati per il loro personale valore, piuttosto che per il colore della loro pelle, e che tutti gli uomini rispetteranno la dignità della persona umana.</p>
<p>Ho ancora sognato che un giorno la fraternità sarà qualche cosa di più che alcune parole alla fine di una preghiera; che sarà, al contrario, il primo argomento da trattare in ogni ordine del giorno legislativo.</p>
<p>Ho sognato ancora, oggi, che in tutte le alte sfere dello Stato ed in tutti i consigli comunali entreranno a far parte cittadini eletti, che renderanno giustizia, ameranno la pietà e cammineranno umilmente nelle vie del loro Dio.</p>
<p>Ho sognato ancora che un giorno la guerra finirà, che gli uomini trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro e le loro lance in roncole, che le nazioni non s’alzeranno più le una contro le altre e che non impareranno più la guerra.</p>
<p>…Sarà un giorno meraviglioso, le stelle del mattino canteranno insieme ed i figli di Dio lanceranno grida di gioia.”.</p>
Posted in Etica Tagged: Conferenza, Pesce <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1633/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1633/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1633/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1633/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1633/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1633/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1633/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1633/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1633/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1633/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1633&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il male svizzero da curare anche in Italia</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/05/il-male-svizzero-da-curare-anche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 20:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialogo inter religioso]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[islam]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intervista è rilasciata a un cd addetto ai lavori su un tema scottante: la costruzione delle moschee in Europa. Ci pare però che l’antitalianismo di maniera di questi “esperti” non paghi sempre. Innanzitutto perché si sottovaluta la capacità organizzativa islamica in Italia che gode di una microrete di moschee che possiamo definire domestiche ma in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1629&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L’intervista è rilasciata a un cd addetto ai lavori su un tema scottante: la costruzione delle moschee in Europa. Ci pare però che l’antitalianismo di maniera di questi “esperti” non paghi sempre. Innanzitutto perché si sottovaluta la capacità organizzativa islamica in Italia che gode di una microrete di moschee che possiamo definire domestiche ma in secondo luogo anche la forte determinazione del popolo monoteista per eccellenza (molto più di noi cristiani e anche per taluni aspetti perfino degli aderenti alla religione ebraica e ai suoi sofismi linguistici del Pentateuco).</p>
<p>Islamici in preghiera si inchinano infatti verso la città santa anche di fronte a un tempio protestante o cattolico, in pieno traffico pedonale, a Roma o a Milano, e non si pongono minimamente alcun problema nel manifestare apertamente la loro Fede nell’atto più intimo di comunione con l’Eterno. Un ottimo esempio donatoci da questi fratelli in un epoca contrassegnata dalla paura di dichiararsi credenti. Per inseguire forse la moda dei valdesi, tormentati dalla malattia del laicismo radicale.</p>
<p>Noi – in ogni caso &#8211; non ci stiamo nella sterile contrapposizione cattolici da una parte ed evangelici dall’altra. Il non credere nei simboli esteriori come il crocefisso, statue e similari non ci esonera dal dichiararci sul chi siamo in realtà. E a comportarci secondo gli insegnamenti del rabbi Jesus. Nessun altro. Fosse anche un Papa, un sinodo protestante o un pope di campagna. O su Facebook il gruppo settario “Gesù ti ama”. </p>
<p>Dio ce ne scampi da questi abominevoli idolatrie religiose. Un caso insomma da Officina della psiche da analizzare con rigore scientifico e senza genuflessioni religiose. Perché di religioso non ha nulla se non l’apparenza.</p>
<p>Di questo ne parliamo il 15 a Milano in Via Carducci 8 alle ore 20. Potete contarci!</p>
<p>MB</p>
<p>01 dicembre 2009</p>
<p>Intervista al sociologo delle religioni Stefano Allievi</p>
<p>Il sociologo italiano Stefano Allievi, docente di sociologia delle religioni a Padova, ha supervisionato un’inchiesta, ancora inedita, sulle costruzioni di moschee in Europa e sull’opposizione che questo provoca (Conflicts over Mosques in Europe: Policy issues and Trends, finanziato dal Network of European Foundations).</p>
<p>La votazione di questa domenica, in Svizzera, mirante a proibire i minareti, è un caso unico in Europa?<br />
No, è un’idea che viene dall’Austria, dove la proibizione è entrata in vigore in due regioni (Carinzia e Vorarlberg). In questo paese, come per i promotori del referendum svizzero, la proibizione di minareti si basa su argomenti di tipo urbanistico. Questo permette, sul piano legislativo, di non attaccare direttamente le libertà pubbliche. Ma in realtà, l’argomento urbanistico nasconde la vera posta in gioco, di natura culturale o religiosa: non ci si scontra con le stesse riserve rispetto ad un grattacielo di un centro commerciale o ad una multisala di cinema! La proibizione dei minareti va effettivamente, a mio avviso, contro il rispetto della libertà religiosa.</p>
<p>Lei ha appena terminato uno studio europeo sulla costruzione di moschee in Europa. Come si comporta il nostro continente?<br />
Il primo risultato interessante, e che a dire il vero non mi aspettavo, è che, da un punto di vista statistico, non ci sono problemi di libertà religiosa in Europa per i musulmani. Infatti, abbiamo censito tutte le sale di preghiera e le moschee. Su una popolazione di 18 milioni di musulmani in tutta l’Europa, il numero di luoghi di preghiera è soddisfacente, con una sala ogni 2000 musulmani. Ma qualitativamente molte sale di preghiera restano non soddisfacenti.</p>
<p>La vicenda svizzera rivela che ci sono ancora molti ostacoli per questi luoghi di culto. Questa ostilità è generale in Europa?<br />
Le costruzioni di moschee continuano a suscitare molti conflitti. Bisogna notare che nessun altro luogo di culto, tempio sikh, luoghi di culto pentecostali, provoca queste opposizioni. Negli ultimi trent’anni, solo l’islam incontra questo problema. Abbiamo esaminato gli argomenti contrari alle costruzioni, raramente si tratta di punti precisi riguardanti le modalità del luogo, il vicinato (problemi di parcheggi, di affluenza), ma piuttosto di argomenti generali, cioè ideologici.</p>
<p>Ci sono delle differenze tra paesi?<br />
No, le cose variano da regione a regione. In Francia, per esempio, coesistono tutte le situazioni: talvolta il progetto di moschea beneficia di un certo grado di coinvolgimento dei poteri pubblici (nazionali o locali) inimmaginabile negli altri paesi, e comunque meno basato sulla laicità. Ma si possono incontrare anche delle situazioni conflittuali dure. Ugualmente, nei Paesi Bassi, è difficile che un progetto di moschea abbia successo a Utrecht, cosa invece possibile a Rotterdam. Tuttavia, più in generale, i conflitti sono meno importanti nei paesi in cui i musulmani sono rappresentati in certe istituzioni, come la Gran Bretagna e la Francia.</p>
<p>Come nascono i conflitti sulle moschee?<br />
Sul piano locale, per un progetto urbanistico, il conflitto permette di esprimere interessi divergenti. Ma se si esaminano le situazioni più da vicino, ci si accorge che tali conflitti hanno delle derive quando si intromettono degli “imprenditori politici dell’islamofobia”, perché non hanno nessun interesse a risolvere il conflitto, che incontra allora un’evoluzione patologica. Tanto più che sono rapidamente recepiti dai media che se ne impossessano &#8211; l’islam si vende bene! &#8211; e li diffondono a livello nazionale.</p>
<p>Qual è il paese più recalcitrante?<br />
È l’Italia, il paese in cui si trovano meno moschee. Senza dubbio perché, nella penisola, quegli “imprenditori politici dell’islamofobia” controllano il ministero dell’interno: la Lega Nord ha sempre considerato l’islam pericoloso, e nelle regioni dove è in maggioranza &#8211; Veneto, Lombardia &#8211; le costruzioni di moschee sono praticamente impossibili.</p>
<p>Chi finanza le moschee europee?<br />
Per lo più sono gli immigrati stessi con i loro contributi. I grandi centri islamici sono finanziati dall’Arabia Saudita, attraverso la Lega islamica internazionale. Questo solleva il problema della reciprocità, perché in quel paese è impossibile costruire delle chiese.</p>
<p>(intervista a cura di Isabelle de Gaulmyn, in “La Croix” del 30 novembre 2009; trad. it. <a href="http://www.finesettimana.org/">www.finesettimana.org</a>)</p>
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		<title>Secondo incontro ciclo Etica delle religioni</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/04/secondo-incontro-ciclo-etica-delle-religioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 20:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Psicanalista]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara  Amica, Gentile Amico,
a fine novembre si è svolto il primo degli otto incontri del programma &#8220;Etica delle Religioni&#8221;, in particolare il primo di quelli previsti sul Cristianesimo.
E&#8217; stato molto bello osservare e cogliere il sentimento e la passione che Maurizio Benazzi metteva nelle sue parole, caricandole di quel senso di umanità di cui tutti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1626&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Cara  Amica, Gentile Amico,</p>
<p>a fine novembre si è svolto il primo degli otto incontri del programma &#8220;Etica delle Religioni&#8221;, in particolare il primo di quelli previsti sul Cristianesimo.</p>
<p>E&#8217; stato molto bello osservare e cogliere il sentimento e la passione che Maurizio Benazzi metteva nelle sue parole, caricandole di quel senso di umanità di cui tutti abbiamo molto bisogno.</p>
<p>Dal punto di vista dei contenuti, la sua relazione è stata brillante e competente, oltre che istruttiva ed interessante.</p>
<p>Abbiamo trascorso insieme più di due ore in totale rilassatezza e amicalità, nonostante la (o forse per merito della)  pregnanza dell&#8217;argomento.</p>
<p>Le domande hanno trovato esauriente spiegazione in termini chiari, senza mai trascurare la loro correttezza.</p>
<p>Infine, la grande umanità ed esperienza relazionale e intellettuale dell&#8217;amico Maurizio hanno fatto da ottima cornice.</p>
<p>Bravo Maurizio e grazie ancora da parte dei presenti di quella sera.</p>
<p>Ora sta per arrivare la seconda serata: come si può vedere dal sito <a href="http://www.officinadellapsiche.it/">www.officinadellapsiche.it</a> essa si terrà martedì 15 dicembre 2009, sempre alle 20.30 presso la sede di via Carducci, 8 &#8211; Milano.</p>
<p>Stiamo raccogliendo le adesioni per le presenze e ci piacerebbe contare molto sulla tua, di te che stai leggendo.</p>
<p>Iscritivi presso <a href="mailto:info@officinadellapsiche.it">info@officinadellapsiche.it</a> .</p>
<p>Il costo è di 20,00 euro se parteciperai solamente a questo incontro, oppure di 15,00 se acquisterai una tessera (da 4, da 8, da 10 ecc partecipazioni) che potrai utilizzare sia per questo programma che per gli altri previsti dal calendario dell&#8217;Officina.</p>
<p>Per favore, comunicaci la tua risposta in ogni caso; noi ci auguriamo che essa sia positiva e ti ringraziamo.</p>
<p>Cordialità.</p>
<p>g.a.</p>
<p>Grazia Aloi &#8211; Psicoanalista<br />
Via Carducci 8 &#8211; Milano<br />
Telefono/Fax 02/80.53.925<br />
<a href="http://www.officinadellapsiche.it/">http://www.officinadellapsiche.it</a><br />
<a href="mailto:g.aloi@officinadellapsiche.it">g.aloi@officinadellapsiche.it</a></p>
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		<title>Riceviamo oggi sul sito</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/03/riceviamo-oggi-sul-sito/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 20:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialogo inter religioso]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[giovedì 3 dicembre 2009
LETTERA APERTA A AHMADINEJAD
24 NOVEMBRE 2009
Lettera aperta dell&#8217;Assemblea Spirituale Nazionale del Brasile al Sig. Ahmadinejad: E&#8217; responsabilità dei governi di difendere gli interessi dei loro cittadini con giustizia e dignità
Signor Presidente,
la vostra visita in Brasile, invitato dal Presidente Lula, provoca una riflessione sulle relazioni tra i due paesi. Brasile e Iran, nello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1624&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>giovedì 3 dicembre 2009<br />
<strong>LETTERA APERTA A AHMADINEJAD</strong></em></p>
<p><em>24 NOVEMBRE 2009</em></p>
<p><em>Lettera aperta dell&#8217;Assemblea Spirituale Nazionale del Brasile al Sig. Ahmadinejad: E&#8217; responsabilità dei governi di difendere gli interessi dei loro cittadini con giustizia e dignità</em></p>
<p><em>Signor Presidente,<br />
la vostra visita in Brasile, invitato dal Presidente Lula, provoca una riflessione sulle relazioni tra i due paesi. Brasile e Iran, nello scenario mondiale, sono due paesi emergenti, con enorme influenza geopolitica, e una popolazione segnata dalla diversità.<br />
Niente di più naturale, quindi che, per promuovere questa approssimazione, condividere le buone pratiche e verificare la possibilità di cooperazione.</em></p>
<p><em>In nome della somiglianza di cui sopra, chiediamo la vostra attenzione sul punto seguente: considerando che il Brasile ha adottato un modello di convivenza nella diversità, con le politiche volte a intensificare la partecipazione e il rispetto dei diritti umani, in Iran ci sono pratiche sconsiderate di restrizione dei diritti e della persecuzione di minoranze razziali, di sesso, etnia, orientamento sessuale e identità religiosa.</em></p>
<p><em>In Iran, i Bahá&#8217;í (la più grande minoranza religiosa nel paese) affrontano le gravi conseguenze della discriminazione religiosa, avendo loro negato il permesso di lavorare, come pure l&#8217;accesso all&#8217;istruzione e alla giustizia. Le loro proprietà e i loro Luoghi Sacri sono stati confiscati e distrutti. Negli ultimi 30 anni, più di 250 baha&#8217;i sono stati giustiziati, dal 2005, oltre 200 sono stati imprigionati arbitrariamente con intimidazioni e vessazioni &#8211; tutto questo perché non rinnegano la loro fede. I loro 7 leader nazionali sono stati imprigionati arbitrariamente da più di 18 mesi, la loro difesa è costantemente ostacolata.</em></p>
<p><em>I media controllati dal Governo offendono i bahá&#8217;í con centinaia di articoli, programmi radiofonici e televisivi, messaggi web e volantini con discorsi di odio, promossi dai sacerdoti e funzionari governativi &#8211; considerando che ai bahá&#8217;í è vietato esercitare il loro diritto alla risposta.</em></p>
<p><em>Qui in Brasile, i Bahá&#8217;í prendono parte alla costruzione della democrazia e dello sviluppo delle loro comunità &#8211; le attività sono riconosciute dal governo brasiliano e dalla società. Qui, possono praticare la loro fede con libertà e sicurezza, in armonia con i principi di unità del genere umano, dell&#8217;uguaglianza di razza e di genere, della promozione della pace e del servizio all&#8217;umanità.</em></p>
<p><em>Com&#8217;è possibile giustificare questa differenza di trattamento? Perché i bahá&#8217;í, in molte parti del mondo, sono visti come persone di buona volontà, impegnati per il progresso della società, senza alcuna partecipazione alla politica partitica, e in Iran, proprio là dove la loro fede è nata nel 19° secolo, ricevono un trattamento degradante?</em></p>
<p><em>È responsabilità dei governi di promuovere il bene comune, di difendere gli interessi dei loro cittadini e di stimolare lo sviluppo umano, con giustizia e dignità.<br />
Ci auguriamo che il dialogo tra i due Presidenti possa stimolare la riflessione sulla necessità di nuove politiche in Iran, che consentono ai seguaci di tutte le religioni, compresi i bahá&#8217;í, di contribuire al progresso della loro patria.</em></p>
<p><a href="http://bahaiviews.posterous.com/on-the-national-spiritual-assembly-of-brazils"><em>http://bahaiviews.posterous.com/on-the-national-spiritual-assembly-of-brazils</em></a></p>
Posted in Dialogo inter religioso Tagged: dialogo, Pace <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1624/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1624&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mai dire mai</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/12/01/mai-dire-mai/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 18:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero della fame]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera circolare novembre 2009
Care amiche e cari amici,
stiamo arrivando alla fine dell’anno e mandiamo questa lettera-circolare a circa 300 detenute e detenuti  per posta prioritaria e alla nostra lista di amiche e amici fuori dal carcere  tramite mail.
&#160;
Partiamo dalle ultime iniziative:
1) L’uscita del primo numero stampato di “Mai dire mai”. Chi ci ha scritto (non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1619&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Lettera circolare novembre 2009</p>
<p>Care amiche e cari amici,<br />
stiamo arrivando alla fine dell’anno e mandiamo questa lettera-circolare a circa 300 detenute e detenuti  per posta prioritaria e alla nostra lista di amiche e amici fuori dal carcere  tramite mail.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partiamo dalle ultime iniziative:<br />
1) L’uscita del primo numero stampato di “Mai dire mai”. Chi ci ha scritto (non molti, come speravamo) ha soprattutto messo in evidenza gli aspetti positivi dell’iniziativa. Ora stiamo preparando il secondo numero che riceverete nella prima settimana di dicembre. Avrà otto pagine in più che saranno un inserto intitolato “Voci dal carcere” (con vostri scritti: lettere, poesie, racconti, denunce, notizie …). Le normali sedici pagine saranno dedicate ai nostri temi: ergastolo, 41 bis, tortura, ecc …<br />
IL GIORNALE E’ UNO STRUMENTO IMPORTANTE. DEVE MIGLIORARE. DEVE AUTOFINANZIARSI.<br />
Per questo forza! Dobbiamo trovare 200 detenuti che mandano 10 euro sul nostro contocorrente o se gli è impossibile (o difficile) ci facciano avere 10 euro in francobolli. La realtà attuale è che ad oggi sono 29 le persone che hanno mandato l’abbonamento (9 sono dal 41 bis di Tolmezzo, uno dal 41 bis di Cuneo, 4 da Carinola, 3 da Spoleto,2 da Bologna, 1 da Saluzzo, 1 da Voghera, 1 da Secondigliano, 1 da Rossano Scalo, 1 da Bollate, 1 da Opera, 4 persone esterne). In alcune sezioni sono stati raccolti dei bolli che ci sono stati inviati (e anche questi  sono segni importanti e che permettono ad una piccola esperienza come la nostra di andare avanti).  Come possiamo pagare 960 euro che è il costo del primo numero e che scade a fine dicembre?<br />
Siamo del tutto incoscienti nel caricarci di un debito ulteriore e più grosso (perché ci sono anche otto pagine in più) facendo uscire un secondo numero? No, non lo crediamo. MA BISOGNA CAPIRE CHE  E’ IMPORTANTE CHE IL NOSTRO GIORNALE  ESCA, CHE VENGA LETTO DENTRO LE CARCERI E FUORI DALLE CARCERI. Dobbiamo quindi trovare anche all’esterno 200 persone che mandano 10 euro per il giornale, chiedete abbonamenti a parenti, amici, volontari del carcere,  ecc …<br />
Volentieri  manderemo 5/10 copie del giornale alla vostra famiglia che le diffonda nella zona dove vive. Pensiamo alle difficoltà che avranno i detenuti in 41 bis. Per loro e per tutti quelli che stanno leggendo questa lettera: potete anche farci avere nomi  e indirizzi di persone a cui noi spediremo una copia o più copie del giornale.<br />
2) Giornata di incontro a Firenze del 19 ottobre su: La tortura nelle carceri italiane. E’ stato un incontro positivo, partecipato da varie persone, le relazioni sono state importanti e ne faremo un libro (quando uscirà?  E’ una domanda a cui non sappiamo rispondere ora, siamo troppo pochi che anche all’esterno ci dedichiamo con una continuità a questo impegno). Ci rivolgiamo a chi ha figli all’esterno, ha giovani da coinvolgere (giovani anche di spirito, quindi fino agli 80 … anni), è l’ora che si diano una mossa!<br />
Incontri, dibattiti, organizziamone ovunque. Noi faremo il possibile per esserci. Un circolo dell’Arci o delle Acli, una parrocchia o una chiesa evangelica, una sezione di un partito o un’associazione culturale, un centro sociale o un collettivo anarchico, tutte sedi possibili per parlare di ergastolo, di 41 bis, di carcere. Dobbiamo creare 10, 100 luoghi e momenti di dibattito e 10, 100 azioni esterne. Banchetti con il giornale, con i nostri volantini, le nostre iniziative, ma anche striscioni … impariamo …<br />
3) Sciopero della fame nazionale l’1 dicembre  e il 10 dicembre nelle carceri e nel territorio. Sono due giornate di mobilitazione.<br />
Nelle carceri facciamolo sapere alla direzione con chiarezza, è un nostro diritto, di soggetti coscienti e “liberi”, rifiutiamo il carrello e quelli che possono e vogliono facciano digiuno. Che i nostri crampi si uniscano con le sofferenze dei nostri familiari, dei nostri amici, di coloro che credono in un futuro più legale e più umano e, per favore, comunicatelo anche a noi che lo possiamo scrivere sul nostro e su altri siti, sul nostro e su altri giornali. E’ un modo di contarci, di sapere quanti siamo oggi, di quanta strada abbiamo ancora da percorrere per diventare sempre di più.<br />
Dove è possibile facciamolo sapere a tutti i detenuti e a tutte le detenute perché il fatto che l’art.27 della Costituzione non sia realizzato riguarda certamente gli ergastolani, i reclusi nelle sezioni a 41 bis e ad alta sicurezza, ma riguarda anche i tanti immigrati, i tanti tossicodipendenti, i tanti, troppi che muoiono uccisi come sappiamo dalla cronaca di questi giorni.   <br />
Questa lettera circolare fatela girare e fatela conoscere con i vostri limiti (ai compagni in 41 bis chiediamo di parlarne all’aria con il loro gruppo, agli amici nelle sezioni alta sicurezza ne discutano in sezione e così via e che “radio carcere” funzioni dentro e fuori dalle galere).<br />
Facciamo sapere di queste due giornate ai nostri familiari e amici.<br />
Buon lavoro!<br />
A TUTTI CHIEDIAMO DI RIEMPIRE IL FOGLIO CHE VI SPEDIAMO. INVIAMO 300 LETTERE … CONTIAMO DI  RICEVERE DALLE CARCERI ALMENO 600 LETTERE DI RISPOSTA ! (LE VOSTRE PIU’ ALMENO QUELLA DI UN VOSTRO AMICO).<br />
E POI TANTE RISPOSTE DALLE VOSTRE CASE, DAI VOSTRI PAESI, DA CHI RICEVE LE NOSTRE MAIL.<br />
SE CI SIETE FATEVI SENTIRE<br />
Un abbraccio<br />
Christian De Vito, Beppe Battaglia, Giuliano Capecchi, Carmelo Musumeci, Alfredo Sole</p>
<p>RINVIATE QUESTO FOGLIO  A:  ASSOCIAZIONE LIBERARSI, via Tavanti, 20 – 50134 Firenze<br />
RISPONDETE ALLE DOMANDE !<br />
Il sottoscritto, nome  ……………………………………….  cognome…………………………………………………………….<br />
luogo di nascita …………………………………………………… data di nascita …………………………………………………<br />
dichiara<br />
di aver letto il giornale “Mai dire mai” di ottobre 2009 e di ritenerlo un giornale:     <br />
        utile                                        da giudicare solo dopo i prossimi numeri                                            inutile<br />
di non aver letto il giornale “Mai dire mai” di ottobre 2009 e per questo chiede di riceverne:<br />
        una copia                              più copie (indicare quante)&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
chiede di ricevere altre copie del numero di ottobre 2009 (indicare quante) …&#8230;&#8230;..che distribuirà<br />
chiede che il giornale sia spedito ai seguenti nomi ed indirizzi (detenuti, amici, familiari…)<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
(puoi continuare a scrivere nomi ed indirizzi sul retro di questo foglio)<br />
chiede che gli vengano inviate 1 copia, 5 copie, 10 copie… del prossimo numero di “Mai dire mai” del dicembre 2009…………………………………………………………………….<br />
dichiara che invierà notizie, scritti, poesie, idee per partecipare e migliorare il giornale<br />
     sì                                                 no<br />
dichiara che aderirà agli scioperi della fame dell’ 1 dicembre e del 10 dicembre<br />
     sì                                                 no<br />
chiede di essere iscritto come socio dell’Associazione Liberarsi per l’anno 2010<br />
     sì                                                 no<br />
Vostri ulteriori suggerimenti sulle lotte da intraprendere nei primi mesi del 2010:<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………..<br />
Queste risposte devono essere rinviate a: Associazione Liberarsi – via Tavanti, 20 – 50134 Firenze<br />
ADESIONE SCIOPERI DELLA FAME DELL’1 DICEMBRE E DEL 10 DICEMBRE 2009</p>
<p>Al direttore del carcere di ……………………………………………….<br />
I sottoscritti dichiarano che parteciperanno agli scioperi della fame dell’1 e del 10 dicembre 2009.<br />
L’1 dicembre ricorda le lotte nonviolente iniziate nel 2007 e proseguite nel 2008 che hanno coinvolto numerosi detenuti e numerose detenute; il 10 dicembre è la giornata internazionale dei  diritti umani, la giornata delle detenute e dei detenuti che ogni giorno vedono i propri diritti calpestati.<br />
I sottoscritti chiedono:<br />
- L’abolizione dell’ergastolo, che è una condanna peggiore della pena di morte;<br />
- La chiusura delle sezioni differenziate (41 bis e alta sicurezza);<br />
- La fine delle troppe morti in carcere;<br />
- L’applicazione  della Costituzione Italiana: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” ( art. 27, comma 3)<br />
- L’applicazione della Convenzione dei diritti umani: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamento inumani o degradanti” (art. 3).            <br />
 Nome   Cognome    Firma</p>
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		<title>Lettura per l&#8217;Avvento</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Avvento]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve piacere di conoscerti. Sono Federica, mi definisco cristiana e per scelta volontaria non appartengo a nessuna confessione. Sono, quindi, il classico cane sciolto, anche se le mie posizioni teologiche si rispecchiano nella teologia cattolica nordoccidentale di stampo progressista e, soprattutto, nella teologia della liberazione, in particolari nelle sue formulazioni più attuali (ecofemminismo).
Mi interesso da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1617&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Salve piacere di conoscerti. Sono Federica, mi definisco cristiana e per scelta volontaria non appartengo a nessuna confessione. Sono, quindi, il classico cane sciolto, anche se le mie posizioni teologiche si rispecchiano nella teologia cattolica nordoccidentale di stampo progressista e, soprattutto, nella teologia della liberazione, in particolari nelle sue formulazioni più attuali (ecofemminismo).</em></p>
<p><em>Mi interesso da sempre di teologia ed esegesi neotestamentaria, con un occhio particolari alle istanze riformatrici del mondo cristiano. Attualmente sto lavorando ad una tesi sulla ricezione del pensiero di Helder Camare nelle riviste cattoliche di orientamento progressista in Italia.</em></p>
<p><em>Saluti</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Federica</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Lettura per l’Avvento:</strong> se entrate in un tempio luterano di Bamberg (ridente cittadina della Baveria) artisti italiani hanno abbellito le pareti con pregevoli stucchi e finezze artistiche nelle rifiniture che ornano l’edificio. Ma quello che vi sorprenderà veramente – soprattutto se siete evangelici o filomennonita come me (!)- è di trovarsi di fronte ad una statua e a un dipinto che ritrae il bambino &#8211; nato dalla giovane donna Maria &#8211; che indica con un dito la croce collocata dall’altra parte dell’ala del plesso.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Si osserva poi nel dettaglio delle forme che una parte del volto del piccolo fanciullo rappresenta la vita e la bellezza apparente e l’altra parte, consumata già dalla morte, la natura pienamente umana del  nazzareno. Destinato a morte, esattamente come tutti noi.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Le associazioni di idee teologiche – sia pur in termini simbolici &#8211; in questo tempio sono fra loro strettamente connesse e correlate, come mai in nessun posto ho potuto visivamente apprezzare in maniera così pregnante.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Non ci sono candele da accendere davanti alla statua beninteso ma la luce che si illumina dentro nei vostri pensieri e cuori – osservando il movimento di rimando dentro questo luogo di predicazione anche senza parole &#8211; può accendervi spazi di didattica molto più efficaci che mille ore trascorse sui banchi di una Facoltà teologica.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">A proposito, evitiamo di tediarvi nel riportare o nell’esprimere commenti sui luterani di oggi in rete. Non ne vale semplicemente la pena.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Leggendo i bollettini che circolano di questi tempi ci pare che l’esercizio intellettuale e spirituale non sempre si sposa con la palestra dei muscoli. Qui non si tratta di essere santi o mezzi santi, ma semplicemente di evitare infantilismi di lettura dei fatti del Vangelo. Dio perdona il peccatore pentito e non “giustifica” il peccato, ci ricordava Bonhoeffer. Quello che poi si dice a Trieste o altrove è un&#8217;altra storia. Una  storia appunto di confine.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Gli alberi adulti portano frutti. Altrimenti è meglio che venga il contadino a potare. E questa è proprio la stagione giusta.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Speriamo dunque che venga… e siamo certi che verrà. Anche quel volto scavato dalla morte nel Messia bambino ce lo ricorda.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Maurizio Benazzi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sacralizzazione e desacralizzazione della croce: scàndalon e agàpe</p>
<p>Luca 18, 10-14: Scàndalon e crocifisso</p>
<p>di Federica Francesconi</p>
<p>In questa parabola è trattato il tema della giustificazione e più in generale, il tema del rapporto con il prossimo.<br />
Nell’immaginario collettivo ebraico il fariseo rappresentava la purezza dell’osservanza della Legge e la trasparenza morale, il pubblicano, all’opposto, la moralità compromessa dall’esercizio di una professione empia e impura. Si tratta della classica contrapposizione incentrata sulla purità/impurità che regolava i rapporti tra i membri della comunità giudea nella Palestina del I secolo. Tuttavia, la dicotomia purità/impurità non era una peculiarità esclusiva dell&#8217;ebraismo del secondo Tempio: non facciamo un torto alla verità se affermiamo che tutti i sistemi religiosi per mantenersi in vita creano dualità, le quali possono assumere forme differenziate a seconda dei capisaldi su cui poggia l&#8217;impianto dottrinale di quel particolare sistema religioso (bene/male, puro/impuro, circonciso/incirconciso) e Israele, come è risaputo, non sfuggiva a questa regola, anzi, Israele fondava la propria identità sulla dualità e sulla separazione.<br />
Nel saggio, sempre attualissimo, dell’antropologa sociale Mary Douglas, Purezza e Pericolo, viene indagata l’ancestrale paura biblica di dissolvere la specificità di Israele come popolo eletto. L’ossessione degli ebrei per la purezza e la differenziazione rituale si tradusse nella formazione del Levitico, il noto sistema di prescrizioni legali restrittive tanto fanaticamente idolatrato dall’ebreo comune quanto considerato inutile da Gesù ai fini della redenzione dell&#8217;uomo.<br />
Ciò che differenzia la figura del fariseo da quella del pubblicano non è la sua posizione verso la Legge e verso Dio, ma la posizione verso il prossimo: l’uno mostra di avere un atteggiamento sprezzante e superiore rispetto ai pubblici peccatori, l’altro, conscio delle proprie mancanze come uomo, come creatura etica, si umilia, chiede perdono a Dio, si considera l’ultimo degli ultimi.<br />
Possiamo osare una semplificazione: ai nostri occhi il fariseo ci appare come la quintessenza dello skàndalon, il pubblicano penitente, invece, come la quintessenza dell’agàpe, nella sua accezione squisitamente evangelica dell’amore incondizionato e disinteressato per il prossimo.</p>
<p>A questo punto è d&#8217;obbligo fare una breve digressione sul significato della parola greca skàndalon. Skàndalon è generalmente tradotto con “scandalo”, “trappola”, “insidia” posta lungo il cammino. La parola e il verbo derivato skandalìzo, “causare scandalo”, vengono dalla radice skàzo, che significa “zoppicare”. Nei Vangeli è possibile enucleare un gruppo di testi ruotanti sulla nozione di skàndalon, la cui lettura, a livello ermeneutico, impone un&#8217;unica accezione plausibile di scandalo: l’alienazione da se stessi, la tentazione che allontana il discepolo del Cristo dal Regno dei cieli. Skàndalon, quindi, si configura come il contrario dell’agàpe cristianamente vissuto, infatti non a caso Cristo disse: “Chi ama il proprio fratello abita nella luce e non vi è in lui alcuno scandalo. Ma chi odia il proprio fratello abita e cammina nelle tenebre, e non sa dove va perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi”. (1Giov. 2, 10-11).<br />
Che lo skàndalon sia poi tutto umano, nel senso di errore umano, lo rivela un altro fondamentale testo evangelico, Matteo 16, 22-23, in cui vediamo Pietro reagisce scandalizzato all’annuncio, da parte di Gesù, della sua imminente passione: “Pietro, trattolo a sé, cominciò a rimproverarlo dicendo: “Dio te ne scampi, Signore! No, questo non ti accadrà mai!” Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: Va’ lontano da me, Satana! Tu mi sei di ostacolo, perché i tuoi pensieri non sono quelli di Dio, ma quelli degli uomini”. Nonostante Gesù istruisca i suoi discepoli sulla natura dello skàndalon (Gv. 16,1 “Vi ho detto queste cose per preservarvi dallo scandalo”), Pietro è scandalizzato dalla rivelazione della passione, poiché per lui, ancora legato alla legalistica farisaica, la passione non può che costituire uno scandalo, così come il fariseo perfezionista è scandalizzato dalla presenza nel Tempio del pubblicano peccatore incallito.</p>
<p>Lo skàndalon, dicevamo, è la negazione dell’agàpe. Nell’episodio del fariseo e del pubblicano è l’esemplificazione del giudice che cerca di sfuggire al giudizio che esprime sugli altri: “Non giudicare, per non essere giudicati, perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?” (Mt. 7,1-3). Da questo testo polemico si evince benissimo come siano sempre gli ipocriti, gli “zoppi”, coloro che credono di cavarsela denunciando l’ipocrisia del prossimo. Con lo skàndalon si perpetua all’infinito la spirale dei doppi: giusto/ingiusto, osservante della Legge/sacrilego, ed è per questo motivo che Gesù cerca di spezzare la circolarità dei dualismi sanciti dalla Legge, al punto da essere bandito dalla comunità e infine essere messo pubblicamente a morte come bestemmiatore.</p>
<p>Attualmente molte istituzioni religiose, fra le quali la Chiesa Cattolica, fondano la propria esistenza (ma sarebbe più convincente parlare di sopravvivenza) su di una molteplicità di polarità. Basta citare la dualità clero/base, simbolo (materiale o rituale)/Vangelo per cogliere al volo come la CC sia tutta incentrata su coppie di opposti, ciascuno dei quali dotato di valenza negativa o positiva, a seconda della convenienza nel momento storico. Si prenda come esempio la separazione tra il clero e il laicato: la gerarchia ecclesiastica si considera di qualche gradino più in alto dei comuni fedeli, essa rivendica il monopolio del rituale, della stessa interpretazione delle scritture. Ed ecco il simbolismo della piramide: in basso i trasgressori, i profanatori, i peccatori, in alto l’èlite spirituale, il clero irreprensibile, infallibile, intoccabile.<br />
I detentori del potere clericale dovrebbero attingere i seguenti insegnamenti dalla parabola lucana: l’eccessiva sicurezza nella propria incorruttibilità (e nell’infallibilità assegnata arbitrariamente al vicario di Cristo) apoditticamente postulata, non rappresenta una giustificazione al cospetto di Dio. Questa idea, infatti, come afferma l’incipit della parabola (“disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri”), è niente meno che una presunzione, dal momento che l’unica verità e che l’uomo, al di là della fede e delle azioni personali, è peccatore e che la vera dicotomia non è tra peccatori e non peccatori, ma semmai tra peccatori non giustificati (categoria rappresentata dal fariseo presuntuoso) e peccatori giustificati. La discriminante tra le due categorie tipologiche umane è l’ammissione davanti a Dio della propria condizione di peccatore, secondo il famoso rovesciamento valoriale: “Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”.<br />
Infallibilità e fede cristiana non possono coesistere, poiché l’una è la negazione dell’altra, il salire in cattedra è opposto al rendere servizio al prossimo. Infatti, nell’Antico Testamento lo skàndalon, la pietra d’inciampo per eccellenza, è l’idolatria, che a dispetto di quanto si crede comunemente, non è solo mero culto degli idoli, ma culto della propria autosufficienza, del proprio ego o, viceversa, adorazione del potere satanico (cfr. Mt. 4, 6-10), del Potere che, opponendosi a Dio, Lo nega e Lo sostituisce. Satana non è soltanto il principe di questo mondo, dominato dall’egoismo e dalla violenza, ma è anche il principe del disordine, dello scandalo stesso che si pone sempre di traverso sulla nostra strada per ostacolare i nostri sforzi verso il Regno dei cieli.<br />
Per questa stessa ragione, credo che attribuire un valore quasi magico a un pezzo di legno cruciforme, che altro non è se non un simbolo dualistico che separa i suoi adoratori (i puri) dai non adoratori (gli impuri, gli iconoclasti, i dissacratori), equivalga a ricadere in una situazione di idolatria, di adorazione della forma sacralizzata. La forma materiale o simbolica, se funzionale alla sacralizzazione, ovvero alla distinzione sacro/profano, induce all&#8217;autarchia, alla negazione dell&#8217;esistenza dell&#8217;altro da sé, alla sua esaltazione in funzione della difesa di una identità confessionale labile che si percepisce prima di tutto come identità chiusa, autoreferenziale, e perciò stesso al di fuori dell&#8217;agàpe, della koinonìa che è prima di tutto condivisione e non settarismo prepotente.</p>
<p>Non si può tacere che il maximum dello scandalo per la società giudaica del tempo fu il Discorso della Montagna. Le beatitudini, infatti, rovesciando l’ordine vigente, annunciavano l’avvento del Regno di Dio e contemporaneamente facevano di Gesù un pericoloso sovversivo che si era posto al di fuori del gruppo. (cfr. Lc. 4,28-30). Ma un Messia che non si genufletteva al cospetto dei potenti, che contestava l&#8217;operato delle autorità politico-religiose del tempo dava scandalo, pertanto doveva morire sotto il peso della risacralizzazione. Allo stesso modo, oggi, per il Vaticano è motivo di scandalo che alcuni fedeli non si sottomettano alla sua autorità, ad un catechismo che persegue come fine l&#8217;ottenebramento della coscienza. La croce è scandalo perché simbolizza una morte ingiusta, non una fra le tante, ma la morte ingiusta per eccellenza, quella che racchiude tutte le vittime del Potere, dell&#8217;odio e della violenza umana. Adorare la croce, in questo senso, è adorare lo strumento di tortura che il Potere ha scelto per far tacere le vittime, per colpevolizzare attraverso l&#8217;infamia e lo stigma della crocifissione voci che gridano nel deserto. Chi adora la croce è complice del Potere, preferisce il sacrificio alla misericordia, il simbolo al Vangelo, l&#8217;obbedienza cieca alla libertà, l&#8217;autorità allo spirito vivificante.<br />
Non possiamo non condividere ciò che dice Hans Kung a proposto dell&#8217;uso distorto del simbolo della croce e dell&#8217;esigenza di una sua desacralizzazione: “Questo simbolo fondamentale del cristianesimo, segno di scandalo e di trionfo, è diventato un gesto privo di significato e solennità, somministrato in serie dai vescovi. La gente non dovrebbe mai accettare che i membri della gerarchia che affermano che le loro parole sono identificabili con quelle di Cristo e di Dio, definiscano la croce come un […] pesante carico perché, in questo modo si attribuisce a Dio e a Gesù Cristo la volontà di far soffrire. […] Per giustificare in questo contesto il fardello di alcune tradizioni ecclesiastiche, come il celibato del clero ed altre, facendole passare quali croci imposte dalla volontà divina; in altri termini, uno svuotamento dei valori della croce” (Con Cristo e con Marx pag. 26).</p>
<p>Letture consigliate:</p>
<p>Mary Douglas, Purezza e Pericolo<br />
Hans Kung, Con Cristo e con Marx<br />
René Girard, Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo<br />
Ida Magli, Gesù di Nazareth</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Protesta anche te</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialogo inter religioso]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[minareti]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Ecumenici esprime il proprio disagio e rammarico pubblico di fronte all&#8217;esito del referendum popolare svizzero che proibisce la costruzione di minareti in terra elvetica. Si tratta di un attentato gravissimo alla libertà e contro i diritti umani. Una minaccia che evoca la messa in discussione della professione del credo religioso dei singoli e delle comunità. Una vergogna per il continente europeo. Vi invitiamo alla protesta contro tutte le istituzioni economiche, politiche e sociali di quel paese. Terra che fin dai tempi di Michele Serveto ha conosciuto la barbarie dell&#8217;intolleranza religiosa. Nulla è cambiato dal XVI secolo! Siamo tornati in pieno Medio evo&#8230;</strong></p>
Posted in Dialogo inter religioso Tagged: diritti umani, discriminazione, islam, minareti, Svizzera <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1615/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1615&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Strenna natalizia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>

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		<description><![CDATA[www.qualevita.it
 
Questa proposta di lettura è dedicata non solo ai fanciulli ma crediamo in particolare al sig. I. M. un pensionato sfaccendato, il quale non ha ancora compreso che il principe di questa terra durante le due guerre mondiali non era solo l’uomo austriaco “imbianchino” coi baffi ma anche il pontefice Pio XII. I criminali indossano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1613&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.qualevita.it/">www.qualevita.it</a><br />
 <br />
Questa proposta di lettura è dedicata non solo ai fanciulli ma crediamo in particolare al sig. I. M. un pensionato sfaccendato, il quale non ha ancora compreso che il principe di questa terra durante le due guerre mondiali non era solo l’uomo austriaco “imbianchino” coi baffi ma anche il pontefice Pio XII. I criminali indossano anche divise non militari, anzi non è affatto detto che dietro una divisa non vi sia un discepolo e cittadino allo stesso tempo. Ci preoccupano molto di più – in passato ed oggi – coloro che si vantano invece del titolo di cristiani. Anche fossero solo dei soli professionisti nel baciare anelli ecclesiastici. Non ci basta sentir dire gli slogan  della serie“Gesù ti ama”. A Napoli rispondono “qui nessuno è fesso”.<br />
Come ci si sente dentro napoletani a volte…<br />
 <br />
<strong>André Trocmé<br />
Asini e Angeli.<br />
Racconti di Natale e altri tempi dell’anno<br />
Edizioni Qualevita, pp.128, euro 10,00<br />
</strong> </p>
<p>Ognuno dei racconti di questo libro è stato scritto per una festa di Natale ed è stata raccontata dall’autore accanto al tradizionale albero.</p>
<p>Qualcuno di esso è stato riportato su palcoscenico in forma di quadri viventi, che però devono venire spiegati da un commentatore.</p>
<p>Perché gli angeli? Perché il cielo di natale è pieno di messaggi che portano la buona novella dell’arrivo del Principe della Pace.</p>
<p>Perché gli asini? Perché la stupidità delle folle, l’accecamento della brava gente e la viltà dei discepoli, sono ancora più responsabili della cattiveria umana per la morte del Messia e i crimini contro gli uomini.</p>
<p>Il lettore s’imbatterà spesso nella terribile figura del re Erode, e nel racconto del massacro di Betlemme.</p>
<p>Egli deve sapere che molti di questi racconti furono scritti sotto l’occupazione hitleriana e che il Vangelo della nascita, della morte e della resurrezione di Cristo era allora la sola risposta efficace agli errori diabolici commessi dal principe di questo mondo.</p>
<p>Per quanto riguarda gli asinelli del Vangelo, questi sono più vicini agli angeli degli uomini forti, potenti o intelligenti</p>
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		<title>Il filo ebraico del design</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordiamo che la campagna di autofinanziamento è in corso: chi è interessato a ricevere la stesura via e-mail della prima conferenza sull’etica del lavoro e la riforma luterana e’ pregato di donare un contributo di sostegno di almeno 20 euro.  Per le donazioni superiori a Euro 40 è programmata la spedizione anche dell’ “Agenda 2010 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1610&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ricordiamo che la campagna di autofinanziamento è in corso: chi è interessato a ricevere la stesura via e-mail della prima conferenza sull’etica del lavoro e la riforma luterana e’ pregato di donare un contributo di sostegno di almeno 20 euro.  Per le donazioni superiori a Euro 40 è programmata la spedizione anche dell’ “Agenda 2010 – giorni nonviolenti” dell’edizione “Qualevita”. Tutte le info per i versamenti, lasciti testamentari, donazioni le trovate scritte sul sito <a href="http://www.ecumenici.eu/">www.ecumenici.eu</a> .</p>
<p>Segnaliamo al momento due importanti donazioni di cui non mancheremo di darne conto in tempi e spazi adeguati. I soci d’oro (contributo di almeno 100 Euro) sono da considerare a tutti gli effetti i comproprietari della newsletter. Il loro  spazio è autogestibile.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Quando gli ebrei ortodossi italiani non parlano solo di vecchi riti ed etnicismo propagandato fino alla nausea… i “non eletti” si cimentano nella lettura per sorridere, riflettere o più semplicemente per constatare che le cose impure sono diffuse trasversalmente.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Un filo ebraico lungo il mondo del design</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Il libro di Elio Carmi,“Branding. Una visione Design Oriented”</span></p>
<p>Rossella Tercatin</p>
<p>Che cosa hanno in comune la bottiglia della Coca Cola, il marchio IBM, il simbolo AT&amp;T, il logo I?NY?<br />
Un filo che corre lungo la storia unisce queste icone della comunicazione commerciale moderna, come spiega Elio Carmi, vicepresidente della Comunità ebraica di Casale, nonché direttore creativo della Carmi e Ubertis e docente di design industriale al politecnico di Milano, nel suo nuovo libro &#8220;Branding. Una visione Design Oriented&#8221;, scritto con la collaborazione di Elena Israela Wegher, che verrà presentato martedì 17 novembre alla Triennale.</p>
<p>Un filo che rappresenta il legame fra le due dimensioni che Elio Carmi sente come proprie, l&#8217;identità ebraica e il mondo del design, o meglio dell&#8217;artigiano, di colui che &#8220;si abitua a confrontarsi con il divenire del pensiero e la concretezza del fare&#8221; come scrive nel prologo della sua opera. Opera concepita anche a scopo didattico, sia per gli addetti al lavori, sia per il grande pubblico che ascolta continui riferimenti a questi concetti, senza spesso conoscerne il vero significato.</p>
<p>Molti fra coloro che sono considerati padri del design e del branding erano ebrei o di origine ebraica, europei, poi trapiantati negli Stati Uniti. Tra questi gli ideatori delle brand sopra citate.</p>
<p>Dottor Carmi, com&#8217;è nata l&#8217;idea di questo libro?<br />
&#8220;Branding. Una visione Design Oriented&#8221; nasce per dare delle risposte innanzitutto a me stesso, circa il legame tra design e cultura ebraica che ho percepito fin da quando ero studente, pur senza riuscire ad afferrarlo. Proseguendo nel mio percorso professionale ho realizzato che molte delle figure di riferimento della storia del design e del branding erano di cultura ebraica. Personaggi del calibro di Louis Bernays, nipote di Freud e autore del libro &#8220;Propaganda&#8221; (del 1928 ndr), considerato il padre delle relazioni pubbliche, oppure Raimond Loewy, ideatore della bottiglia Coca Cola e del pacchetto di sigarette Lucky Strike, Milton Glaser inventore di &#8220;I?NY&#8221;. Quando non addirittura ebrei ortodossi che si confrontarono tutta la vita con il preciso divieto di creare icone che diventassero idoli, come Paul Rand.</p>
<p>Partendo da questi presupposti ho compreso che questo collegamento rappresenta qualcosa di storico e tangibile, non esclusivo della mia esperienza personale, e soprattutto non casuale.</p>
<p>Lo può spiegare?<br />
Il punto è che tutte queste persone avevano qualcosa in comune, come cerco di suggerire tra le righe del libro. Una formazione mitteleuropea, frutto della storia del continente, delle sue rivoluzioni, che nell&#8217;ambito del design sfociò all&#8217;inizio del Ventesimo secolo in nuove idee che si proponevano di fondere il concetto di estetica a quello di funzionalità, la forma alla finalità. Allo stesso tempo, essi coltivavano un&#8217;attenzione tipicamente ebraica all&#8217;interpretazione e al significato profondo di parole e simboli.</p>
<p>Con le migrazioni forzate verso l&#8217;America per sfuggire al nazismo, tutto questo incontrò l&#8217;universo statunitense e la società di massa, e si pose al servizio dei suoi bisogni. Era necessario creare dei veicoli di comunicazione semplici e contemporaneamente in grado di trasmettere i valori con cui le varie produzioni industriali volevano presentarsi al mercato. Così nacque il branding come lo intendiamo, che racchiude tutto ciò che un marchio rappresenta, un insieme di valori e di esperienze, che devono svilupparsi nel prodotto in maniera organica e coerente sotto ogni aspetto.</p>
<p>Nel suo libro, lei cita diversi modelli, regole da seguire, discipline con una propria scientificità. Come si concilia tutto questo con il fattore della creatività, che rimane un aspetto fondamentale di un&#8217;attività basata sull&#8217;estetica?<br />
Creatività e scientificità non sono assolutamente in contraddizione fra loro. Nel design ci deve essere un approccio analitico. La bellezza delle forme o la loro originalità non sono mai a sé stanti, ma rappresentano un mezzo per raggiungere l&#8217;obiettivo per la cui realizzazione sono state studiate. D&#8217;altronde il significato della parola &#8220;design&#8221; non è &#8220;disegno&#8221;, come si potrebbe pensare, bensì &#8220;progetto&#8221;, concetto con una funzionalità intrinseca. Per questo il design è qualcosa di diverso dalle arti figurative che hanno una pura valenza estetica. Nella progettazione industriale la creatività si pone al servizio delle regole, e le regole declinano la creatività.</p>
<p>Dalla Newsletter L&#8217;unione Informa<br />
=============================================================<br />
Kolòt-Voci &#8211; Newsletter di Morasha.it a cura di David Piazza<br />
=============================================================<br />
<a href="http://www.morasha.it/">www.morasha.it</a> &#8211; La porta dell&#8217;ebraismo italiano in rete<br />
=============================================================</p>
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		<title>Urgentissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza confine]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatorio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Giovedì mattina l&#8217;ufficiale giudiziario si presenterà ancora in via dei Transiti 28 per il tentativo di sfratto dell&#8217;Ambulatorio Medico Popolare, la proprietà degli spazi in cui svolgiamo attività da quasi 16 anni non si smentisce e ha nuovamente richiesto che venga concessa la forza pubblica per lo sgombero. Nella stessa mattinata per una singolare quanto allarmante coincidenza sono previsti lo sgombero di uno degli appartamenti occupati sempre in via dei Transiti 28 e lo sgombero del Circolo dei Malfattori e di un appartamento in Via Torricelli 19. In queste settimane abbiamo assistito ad un crescendo repressivo sproporzionato quanto delirante, in cui -solo per parlare della situazione milanese- abbiamo assistito ad arresti con plotone antisommossa per il una di risma di carta non pagata, arresti e pestaggi di studenti per un corteo un po&#8217; disordinato, sadici sgomberi &#8220;a ripetizione&#8221; di famiglie di rom con bambini, o di studenti che chiedono solo di poter continuare a studiare. In questo contesto chiediamo a tutt* di non sottovalutare il rischio per la giornata del 26 e di fare il massimo sforzo per poter essere presenti ad entrambi i presidi organizzati davanti alle situazioni sotto sfratto a partire dalle 6. E&#8217; importante e utile anche una presenza a rotazione ma continua nel corso della mattinata in modo da garantire un buon numero &#8220;dissuasorio&#8221; anche nella fascia oraria in cui solitamente si presenta l&#8217;ufficiale giudiziario (9-11). Ricordiamo che in entrambi gli spazi sarà possibile fermarsi a dormire dalla sera precedente. Vi aspettiamo numeros*, solidali e determinat* Ambulatorio Medico Popolare &#8211; Milano  <a href="http://www.ambulatoriopopolare.org">www.ambulatoriopopolare.org</a></p>
Posted in Senza confine Tagged: ambulatorio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1606/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1606/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1606/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1606&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Autofinanziamento</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[autofinanziamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l&#8217;estero: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1601&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l&#8217;estero: BIC BPMIITM1106. Infine puoi ricaricare la carta postepay numero 4023 6004 6886 1754 intestata al presidente fondatore di Ecumenici Maurizio Benazzi.</div>
<div>
<p><strong>Asking help for self-funding: please, help us through this paying in slip in favour of Maurizio Benazzi, Via Amerigo Vespucci, 72 &#8211; 20025 Legnano (MI) Italy on this number account 30592190 (Italian &#8220;Poste&#8221; account). Another option is sending money to Maurizio Benazzi to this bank account of the Banca Popolare di Milano : IBAN IT62Y0558420200000000003084; from foreign countries: BIC BPMIITM1106 Finally you can recharge the &#8220;postpay card&#8221; number 4023 6004 6886 1754 registered to Maurizio Benazzi.</strong></p>
</div>
Posted in Diritti civili Tagged: autofinanziamento <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1601/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1601&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Per favore, iscrivetevi presto all’evento di Milano del 24 novembre a Milano ore 20 (via carducci 8 – Metro Cadorna) e fatelo via mail: info@officidellapsiche.it
&#160;
&#160;
Ciao Maurizio, mi chiamo Simone e sono un giovane di 25 anni protestante e aderisco al gruppo da cui ho ricevuto l&#8217;invito ad una lezione: &#8220;Da Lutero a Bonhoeffer, etica del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1600&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Per favore, iscrivetevi presto all’evento di Milano del 24 novembre a Milano ore 20 (via carducci 8 – Metro Cadorna) e fatelo via mail: <a href="mailto:info@officidellapsiche.it">info@officidellapsiche.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao Maurizio, mi chiamo Simone e sono un giovane di 25 anni protestante e aderisco al gruppo da cui ho ricevuto l&#8217;invito ad una lezione: &#8220;Da Lutero a Bonhoeffer, etica del lavoro nel mondo sempre più adulto&#8221; al quale mi sarebbe piaciuto partecipare. Io sono un delegato della CISL membro del consiglio generale del comparto FIT, la materia era per me 2 volte centrata come potrai intuire. Non potrò partecipare perchè sarò ad un corso sulla sicurezza lo stesso giorno. Però se create del materiale gradirei averne copia. Darei anche una piccola quota per aiutare nello sviluppo e per il lavoro sul sito come accennato in altre parti sulle discussioni e come rimborso per l&#8217;impegno svolto. Credo il lavoro esprima la dignità dell&#8217;individuo e un Cristiano dovrebbe essere in opere un ottimo operaio. Oggi però, l&#8217;assenza del lavoro ci porta alla riscoperta di vecchi dilemmi sull&#8217;identità dell&#8217;individuo privato della sua dignità a cui la società non educa a rispondere. Fede e lavoro, un argomento su cui approfondire oggi sarebbe importantissimo. Pace, Simone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caro Simone,</p>
<p>sono tantissime le lettere che sto raccogliendo di questa natura, tutte sparse per l’Italia e non solo nelle Valli. Basta leggere la bacheca dell’evento su Facebook Ti propongo però una cosa: scrivetemi appena riuscite ad organizzare un incontro di amici e persone interessante durante un fine settimana. Vediamo di organizzare in case private, studi professionali o luoghi pubblici come a Milano il prossimo 24 novembre alle ore 20 (Via Carducci 8 – MM Cadorna) degli incontri di carattere sociale e sul tema del lavoro visto da un punto di vista cristiano. Laddove l’Università o molte comunità non sono in grado o non vogliono far riflettere le persone proviamoci noi a seminare granelli di speranza, occasioni di approfondimento, per costruire una rete di amicizia e di impegno.</p>
<p>Persone come te sono sparse a migliaia in Italia…</p>
<p>Grazie ancora del tuo interessamento e anche alle tante persone che continuano a scrivere. Ecumenici è in realtà le mille e più parole interessanti che continuate a scrivermi ogni mese. Per me è un miracolo. Ed io credo nei miracoli perché li vivo. Mi avete mostrato tutti voi i dettagli di questi segni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla relazione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#ff6600;">(…) Vocazione non è uscire dal mondo, per entrare in clausura o in isolamento ma è un entrare nel mondo della vita di tutti i giorni.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">L’idea di una chiamata, ruf in tedesco, che vuol dire anche vocazione, riguarda essenzialmente il fatto che Dio chiama a servirlo qui in questo mondo. Il lavoro deve essere visto come il più alto impegno per Dio. Fare qualche cosa per Dio, e farlo bene, è il contrassegno distintivo di una fede cristiana autentica. Qualsiasi lavoro umano può essere perfettamente rispettabile ed essere considerato della massima importanza agli occhi di Dio. Gesù era un lavoratore, forse proprio falegname come suo padre Giuseppe, e si guadagnava il pane con fatica, perciò nessuno disdegni di seguirlo esercitando un mestiere o una professione. Egli non solo ha benedetto la nostra natura umana assumendo la forma di uomo ma nella sua attività ha benedetto tutte le arti e i mestieri.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"> </span></p>
Posted in Etica Tagged: Lavoro <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1600&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di cosa parliamo il prossimo 24 novembre a Milano? Di etica del lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;Il Pastore luterano D. Bonhoeffer nella cella 92 della sua prigione scriveva in quell’epoca dei lager in una lettera alla fidanzata: non intendo (vivere) la fede che fugge dal mondo, ma quella che resiste nel mondo e ama e resta fedele (a Dio) e malgrado tutte le tribolazioni che essa ci procura. Il Convegno è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1597&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>&#8230;Il Pastore luterano D. Bonhoeffer nella cella 92 della sua prigione scriveva in quell’epoca dei lager in una lettera alla fidanzata: non intendo (vivere) la fede che fugge dal mondo, ma quella che resiste nel mondo e ama e resta fedele (a Dio) e malgrado tutte le tribolazioni che essa ci procura. Il Convegno è anche un autofinanziamento alla newsletter&#8230; se non potete partecipare offrite un contributo per ricevere il testo scritto. Aspettiamo le Vostre richieste che verranno evase dopo l&#8217;evento.</p>
<p>Grazie</p>
<p>Maurizio Benazzi</p>
Posted in Uncategorized  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1597/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1597&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ci vediamo !</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Benazzi]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Stimati amici,
mi permetto di informare le vostre comunità, i vostri gruppi, la cittadinanza milanese che nel quadro delle conferenze ETICA DELLE RELIGIONI: ALLA CONOSCENZA DELLE RELIGIONI &#8211; otto incontri da martedì 24 novembre a martedì 9 marzo 2010 &#8211; eventi organizzati dalla dottoressa Grazia Aloi, sono previste due serate per analizzare la questione del lavoro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1594&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Stimati amici,</p>
<p>mi permetto di informare le vostre comunità, i vostri gruppi, la cittadinanza milanese che nel quadro delle conferenze ETICA DELLE RELIGIONI: ALLA CONOSCENZA DELLE RELIGIONI &#8211; otto incontri da martedì 24 novembre a martedì 9 marzo 2010 &#8211; eventi organizzati dalla dottoressa Grazia Aloi, sono previste due serate per analizzare la questione del lavoro e la riforma luterana (martedì 24  novembre) e l’emergere dell’impegno etico nella riforma svizzera (15 dicembre).</p>
<p>Ulteriori informazioni saranno disponibili anche mediante contatto diretto e personale.</p>
<p>L’approccio alle tematiche si fonderà oltre che sul contributo scientifico e della letteratura anche sull’esperienza personale vissuta in ambito ecclesiastico.</p>
<p>Le attività della newsletter Ecumenici riprenderanno dopo il primo incontro. E’ attivo il sito <a href="http://www.officinadellapsiche.it/index.php">http://www.officinadellapsiche.it/index.php</a></p>
<p>Ci vediamo a Milano la sera del 24 novembre in via Carducci nr. 8.</p>
<p>Un cordiale saluto di Pace.</p>
<p>Maurizio Benazzi</p>
<p>392 1943729 orario serale</p>
<p><a href="http://www.officinadellapsiche.it/index.php?idsec=810&amp;lg=italiano&amp;idref=41">http://www.officinadellapsiche.it/index.php?idsec=810&amp;lg=italiano&amp;idref=41</a></p>
<p>Etica delle Religioni<br />
 </p>
<p>ALLA CONOSCENZA DELLE  RELIGIONI</p>
<p>RELATORE DOTT MAURIZIO BENAZZI</p>
<p>CRISTIANESIMO MODERNO E ESPERIENZE DI VITA VISSUTA:</p>
<p>MARTEDI’ 24 NOV 2009       Da Lutero a Bonhoeffer: il mondo è diventato sempre più adulto</p>
<p>MARTEDI’ 15 DIC 2009       La riforma svizzera: l’emersione dell’impegno etico dalla societa’ dell’intolleranza religiosa al laicismo di oggi</p>
<p>MARTEDI’ 12 GENN 2010       Movimenti religiosi radicali e fenomeni attuali dell’integralismo, che attraversano anche le chiese storiche.</p>
<p>MARTEDI’ 26 GENN 2010       Anglicanesimo e movimenti pre riforma e post riforma in Europa e nel mondo</p>
<p>ORTODOSSIA:</p>
<p>MARTEDI’ 2 FEBBR 2010 -  Le sostanziali differenze che emergono fra il cristianesimo d’Occidente e quello d’ Oriente, in una miriade di chiese autocefale</p>
<p>ISLAM:</p>
<p>MARTEDI’ 16 FEBB 2010 &#8211; Il Dio che arriva dall’Oriente: l’islam. </p>
<p>BUDDISMO:</p>
<p>MARTEDI 23 FEBB 2010 &#8211; Il buddismo: una religione senza Dio</p>
<p>INDUISMO:</p>
<p>MARTEDI’ 9 MARZO 2010 &#8211; La lunga vita dell’ induismo.</p>
<p>COSTO:</p>
<p>SINGOLO INCONTRO: EURO 20,00</p>
<p>SINGOLO INCONTRO CON TESSERA PREPAGATA: EURO 15,00</p>
<p>INTERO CICLO OTTO INCONTRI PREPAGATI : EURO 110,00</p>
<p>MINIMO 10 PARTECIPANTI</p>
<p>ISCRIZIONI PRESSO <a href="mailto:info@officinadellapsiche.it">info@officinadellapsiche.it</a>  NON OLTRE 7 GIORNI DALLA DATA di inizio</p>
<p>prenotazioni tessere prepagate: <a href="mailto:info@officinadellapsiche.it">info@officinadellapsiche.it</a> ; ritiro presso Officina della Psiche – via Carducci, 8 (dott. Grazia Aloi);</p>
Posted in Eventi Tagged: Maurizio Benazzi, religioni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1594/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1594&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ma non tutti i cattolici la pensano come a Roma o a quelli del PD</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/11/13/ma-non-tutti-i-cattolici-la-pensano-come-a-roma-o-a-quelli-del-pd/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[chiese]]></category>
		<category><![CDATA[crocefisso]]></category>

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		<description><![CDATA[Accanimento terapeutico sul Crocifisso
di don Paolo Farinella
«Cattolici, seguite l’esempio di don Milano, staccate voi il Crocifisso dalle scuole»
&#160;
Ancora una volta devo cambiare argomento perché, inattesa, la Corte europea di Strasburgo ha sentenziato che il Crocifisso nelle aule scolastiche configura «una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1592&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Accanimento terapeutico sul Crocifisso</p>
<p>di don Paolo Farinella</p>
<p>«Cattolici, seguite l’esempio di don Milano, staccate voi il Crocifisso dalle scuole»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora una volta devo cambiare argomento perché, inattesa, la Corte europea di Strasburgo ha sentenziato che il Crocifisso nelle aule scolastiche configura «una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni». A sentenza ancora calda, «s’ode a destra uno squillo di tromba, / a sinistra risponde uno squillo» e agli squilli striduli rispondono le campane dell’Osservatore Romano e limitrofi. Che strano mondo! Tutti parlano del Crocifisso come segno unificante dell’identità culturale del nostro Paese, il governo addirittura ricorre contro la sentenza e ognuno usa il Crocifisso come una clava: e tutti vanno a Messa a pregare Dio, ma tu ti preghi il tuo ed io mi prego il mio. Povero Crocifisso! Tutti lo vogliono, nessuno la calcola, e ognuno lo usa per il proprio brodo e la propria indecenza. Se io fossi il Crocifisso – absit iniuria verbi –  tra le due e le tre di notte (orario canonico legale), mi riprenderei la croce e me ne andrei su Plutone.</p>
<p>Veniamo da una estate in cui chi faceva i gargarismi con «i valori cristiani» ha fatto scempio di minorenni, di prostitute, di famiglie e di mercato di cariche in cambio di sesso.  Si assassinano immigrati con una legge infame in nome della «civiltà cristiana». Non si è lesinato fango immorale sui propri nemici o presunti tali per conto ella dignità della persona. Si è visto un presidente del consiglio screditato moralmente e civilmente, ma in cerca disperata di preti e vescovi complici per  risalire almeno in facciata la china dell’immondizia. S’è potuto ascoltare anche l’assordante silenzio dei vescovi che pure avrebbero dovuto essere rappresentanti affidabili di quel Crocifisso schiodato, rinchiodato e riucciso sull’altare degli interessi dei «doveri istituzionali», svendendolo come merce di scambio e prestandosi a quel gioco delle parti che padre Ernesto Balducci così denunciava: «A tenere  buona l’anarchia ci pensano i poliziotti, a tenere buone le inquietudini evangeliche ci pesano i burocrati di Dio».</p>
<p>Abbiamo, siamo, restiamo allibititi perché per noi credenti di strada, il Crocifisso non sarà mai un «simbolo di civiltà cristiana», tragica bestemmia teologica, ma «scandalo, stoltezza e debolezza di Dio» (1Cor 1,23), il cuore del mistero stesso della Trinità che nessuno può ridurre a cultura, a morale, a valori, pena lo svuotamento del senso cristiano che annuncia al mondo la gratuità assoluta di un Dio che si svuota di se stesso per un amore senza confini, a perdere, per tutta l’umanità e che san Paolo chiama «Agàpē» (Fil 2,1-11 e 1Cor 13,1-8). Permettere che il Crocifisso sia difeso da cavalieri atei perché espressione della cultura dominante significa solo trasformare il «mysterium crucis» in «mysterium iniquitatis», diventandone complici e ancora carnefici. </p>
<p>Sono convinto che il Crocifisso, appeso alle pareti dei luoghi pubblici da un re ateo e da un governo che definiva Gesù «sporco ebreo», non avrebbe mai dovuto starci e oggi dovrebbero essere gli stessi cattolici a staccarlo dalle pareti, spolverarlo e in ginocchio riportarlo nel cuore della fede che è una proposta e mai una imposizione. Nel 1953 nel 1° giorno di scuola popolare, don Lorenzo Milani, ucciso da quella stessa gerarchia che oggi lo annette al sistema, tolse il crocifisso dalla parete della sala parrocchiale «perché non doveva esserci neppure un simbolo che facesse pensare che quella fosse una scuola confessionale», spiegando: «se uno mi vede eliminare un crocifisso non mi darà dell’eretico, ma si porrà piuttosto la domanda affettuosa del come questo atto debba essere cattolicissimamente interpretato perché da un cattolico è posto» (Lett. 20-5-1953 a A. Parigi). Sì, i cattolici dovrebbero amare così il Crocifisso da essere loro stessi a levare i crocifissi dallo stato comatoso di ornamento impolverato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecumenici abbraccia fraternamente questi cattolici perseguitati da Roma con ogni strumento e mezzo, diretto e indiretto. Oltre che dal potere sciagurato e dai loro portaborse di opposizione.</p>
<p><strong>A queste persone coraggiose rivolgiamo il nostro silenzio di adorazione a Dio e Le ricordiamo nelle preghiere e nei sospiri quotidiani di pace.</strong></p>
Posted in chiese Tagged: crocefisso <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1592/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1592&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ehsan Fattahian</title>
		<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/11/12/ehsan-fattahian/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[impiccagione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[Ehsan Fattahian aveva  28 anni, nato a Kermanshah, colpevole anche di appartenere a una  minoranza curda che vive nel Kurdistan iraniano. Fu arrestato per apostasia due anni fa, fu condannato a dieci anni di carcere, ma poi la Corte Suprema ha commutato la pena e lo ha condannato a morte. E’ stata anticipata anche la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1590&subd=ecumenici&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ehsan Fattahian aveva  28 anni, nato a Kermanshah, colpevole anche di appartenere a una  minoranza curda che vive nel Kurdistan iraniano. Fu arrestato per apostasia due anni fa, fu condannato a dieci anni di carcere, ma poi la Corte Suprema ha commutato la pena e lo ha condannato a morte. E’ stata anticipata anche la corda intorno al collo, di almeno 24 ore. Non sto parlando del Civil gioco di ruolo dell’Impiccato, esiste: “E’ il classico gioco dell’impiccato che si faceva alle elementari. Riuscirai a scoprire la parola prima che l’impiccato venga ucciso? La sua sorte dipende solo da te!”</p>
<p>Avevano suonato i tamburi d’ Iran, i canti del Kurdistan anche  in Italia…Morte e carcere non hanno confini e colori. Alla libertà e alla giustizia si offrono muri e cappi. Potete raccontare  quello che vi pare, sull’Iran, sugli Usa, i Servizi Segreti ed Israele, potete raccontare quello che vi pare su Allah e Cristo, musulmani e cattolici,  Budda e Zoroastro, su tutti i profeti del mondo , la Pace e la Guerra, il nucleare e la giustizia, la resistenza e la sicurezza, il petrolio e il capitale, la borghesia e il proletariato, gli intellettuali e i contadini, l’ Occidente e il Medio Oriente  ma io  e non sono sola, piango questa morte, l’amico che non conoscevo,un figlio non mio,  il ragazzo che nell’ultima lettera dalla prigione di Sanandaj ha scritto: «Non voglio parlare della morte; vorrei porre domande sulle ragioni dietro essa. Oggi, quando la punizione è la risposta per coloro che cercano libertà e giustizia, come può uno temere la propria sorte. Quelli di “noi” che sono stati condannati a morte da “loro” sono colpevoli solamente di cercare una strada per un mondo più giusto e migliore. E “loro”, sono consapevoli dei propri gesti?».<br />
Doriana Goracci</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Teheran, 11 nov. – (Adnkronos/Aki) – Il giovane oppositore curdo Ehsan Fattahian e’ stato impiccato questa mattina. Lo ha annunciato il presidente del tribunale della regione Kurdistan, Ali Akbar Garrusi, spiegando che Fattahian, condannato dalla Corte d’appello per attentato alla sicurezza nazionale e oltraggio ad Allah, e’ stato impiccato in presenza delle autorita’ giudiziarie competenti nella prigione centrale di Sanandaj, capoluogo della regione del Kurdistan.<br />
Come ricorda ‘Radiozamaneh’, Fattahian, che aveva 28 anni e risiedeva a Sanandaj, era stato arrestato la primavera scorsa con l’accusa di aver attentato alla sicurezza nazionale. Il govane era un oppositore della Repubblica islamica con idee di stampo secolare e per questo era stato condannato in primo grado a 10 anni di carcere. Il procuratore di Sanandaj aveva fatto ricorso alla Corte d’appello, che ha condannato Fattahian alla pena capitale.<br />
L’accusa principale che ha indotto il giudice a emettere la sentenza e’ stata quella di ‘Moharebeh’ (oltraggio ad Allah), rivolta a chi nutre sentimenti contrari alla religione islamica, sostenendo uno stato laico e secolare. Negli ultimi giorni diverse ong internazionali si erano attivate al fine di fermare l’esecuzione della sentenza. Ieri, il vice direttore generale per il Medio Oriente della Farnesina aveva compiuto un passo presso l’incaricato d’affari iraniano a Roma a nome del governo, “esprimendo preoccupazione in merito al caso di Fattahian e chiedendo un gesto di clemenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vera prigione di Ken Saro-Wiwa<br />
Non è il tetto che perde<br />
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano<br />
Nella umida, misera cella.<br />
Non è il rumore metallico della chiave<br />
Mentre il secondino ti chiude dentro.<br />
Non sono le meschine razioni<br />
Insufficienti per uomo o bestia<br />
Neanche il nulla del giorno<br />
Che sprofonda nel vuoto della notte<br />
Non è<br />
Non è<br />
Non è.<br />
Sono le bugie che ti hanno martellato<br />
Le orecchie per un’intera generazione<br />
E’ il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida<br />
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari<br />
In cambio di un misero pasto al giorno.<br />
Il magistrato che scrive sul suo libro<br />
La punizione, lei lo sa, è ingiusta<br />
La decrepitezza morale<br />
L’inettitudine mentale<br />
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione<br />
La vigliaccheria travestita da obbedienza<br />
In agguato nelle nostre anime denigrate<br />
È la paura di calzoni inumiditi<br />
Non osiamo eliminare la nostra urina<br />
E’ questo<br />
E’ questo<br />
E’ questo<br />
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero<br />
In una cupa prigione.</p>
Posted in Diritti civili Tagged: curdi, impiccagione, Iran <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecumenici.wordpress.com/1590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecumenici.wordpress.com/1590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecumenici.wordpress.com/1590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecumenici.wordpress.com/1590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecumenici.wordpress.com/1590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecumenici.wordpress.com/1590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecumenici.wordpress.com/1590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecumenici.wordpress.com/1590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecumenici.wordpress.com/1590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecumenici.wordpress.com/1590/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecumenici.wordpress.com&blog=4148890&post=1590&subd=ecumenici&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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