Il contributo del comunista Eckert al socialismo religioso della Germania prenazista

  1. Il socialismo religioso tedesco

La rivoluzione del 1918 che pose fine alla monarchia in Germania, concluse pure l’episcopato dei principi sulle Chiese evangeliche nazionali. Benché la maggior parte delle chiese evangeliche con spavento mortale e non con volontà di comprensione della realtà , tuttavia vi furono anche delle isolate eccezioni che accettarono la mutazione della configurazione politica della Germania e cercarono di introdurre nella Chiesa il pensiero democratico.

All’inizio dello sviluppo del socialismo religioso tedesco c’è l’assemblea di Tambach tenuta nel settembre 1919. L’iniziativa era provenuta da un gruppo che era il frutto della fusione di ex –studenti di Marburg, di unione di chierici religioso sociali e di una antica comunità cristiano comunista  che si faceva chiamare “La nuova opera”. Questa insistette per uno scambio di esperienze con gli Svizzeri. I parroci dell’Assia Herpel e Schultheiss indissero allora un incontro in Turingia.

L’insieme dell’assemblea composta di circa 100 partecipanti era molto diviso. Dai “Rivoluzionari cristiani” che si consideravano a sinistra della USPD, essa si estendeva ai “Socialisti di novembre” come il professore Ehrenberg di Heindelberg, rappresentante della Chiesa popolare di Baden, fino ai critici simpatizzanti di Guenther, Dehn. Così il sentimento dei partecipanti non era affatto unitario. Si era solamente d’accordo sul sentimento che era necessario un rinnovamento religioso. Tutti era mossi dagli sbalzi degli ultimi anni e cercavano, da cristiani, nuove vie nella vita ecclesiastica e politica.

Il tema dell’incontro era, corrispondentemente, la posizione dei cristiani nei riguardi del socialismo e del mondo operaio. La relazione principale su questo argomento la tenne, al posto del Ragaz impedito dalla malattia, il parroco di Safenwil, Karl Barth. Travisandolo intenzionalmente, Barth mutò il tema “I cristiani” in “Cristo il Signore”, contrapposto alla società, qualunque fosse la sua struttura.

Ed egli si scaglio con tutta la propria forza contro il tentativo di coprire i propri programmi, progetti, ideologie con una benedizione religiosa. Chi pretende di servirsi di Dio per la propria causa, abusa del suo nome.

Solo pochi, come Karl Mennicker, che indignato lasciò l’assemblea, notarono che questo era un discorso programmatico per il socialismo religioso. La maggior parte, invece, fu profondamente impressionata e lasciò l’assemblea con la convinzione che tutto ciò che abbraccia la parola religiosa-sociale appartiene pure alla sequela di Cristo. E si andò avanti con più vigore nelle proprie iniziative più o meno religiose socialiste.

Prima di occuparci della fondazione dei singoli gruppi religioso-socialisti, deve essere ancora chiarita la questione perché i fondatori ed ispiratori di questo nuovo movimento poterono assumere una posizione particolare nel protestantesimo tedesco e perché essi reagirono anticipatamente agli eventi e agli sviluppi di quegli anni.

Bisogna distinguere tre motivi chiarificatori e tre circoli di persone (che tuttavia spesso si interferiscono). Il primo gruppo proviene dal liberalismo, Emil Fuchs, Paul Piechowsky e George Wuensch. Essi, come esigenza basilare di un cristianesimo libero, portarono con sé la convinzione di dover affrontare nella fede i compiti del presente. Ad essi si riunirono i fondatori del movimento della Chiesa popolare di Baden che, nel democratico Baden, potevano già contare su una tradizione più lunga al riguardo. E infine appartengono a questo gruppo gli ex membri del congresso evangelico-sociale, come l’amico di Naumann, il parroco Ernest Lehmann di Mannheim.

Il secondo circolo era costituito da parroci che già prima della rivoluzione avevano lavorato in un milieu dove predominavano i proletari e che vi avevano esperimentato con quale incomprensione la comunità cristiana si rivolgeva ai lavoratori e alla socialdemocrazia. Ad essi apparteneva Guenther Dehn. Ed anche Emil Fuchs aveva fatto esperienze simili a Ruesselsheim ed Eisenhach.

Il terzo circolo, infine , aveva vissuto l’esperienza della guerra mondiale. A costoro, dopo gli orrori di questa guerra, non era più possibile , come nella maggior parte dei parroci, esaltare romanticamente la guerra. Essi si eran piuttosto convinti che la guerra mondiale aveva addirittura portato ad absurdum la guerra. E se proprio le si voleva dare un senso, questo era che essa doveva portare al più presto ad un disarmo mondiale ed a una collaborazione dei popoli. Erwin Eckert era un tipico rappresentante dei giovani volontari di guerra . Ma anche altri che avevan svolto la funzione di cappellani militari, come Paul Tillich e Hermann Schaft, divennero critici del militarismo, a causa della guerra. Essi creditarono pure una nuova sensibilità per le questioni sociali.

Alla fine del 1918, il deputato socialdemocratico Dr. Diets e il parroco della città Rohde invitarono a costruire a Karlruhe “una Unione  della chiesa popolare di Baden” per realizzare così la Chiesa popolare. Nello stesso tempo a Pforzheim, il vicario di Eckert assecondava le tendenze ecclesiastico-popolari e vi fondava la “Lega dei proletari evangelici”.

Inizialmente si prese l’avvio solo dall’ideale di una “Chiesa popolare” che doveva scegliere i suoi rappresentanti tramite elezioni primarie con la partecipazione di più estesi circoli popolari e che tendeva a una costituzione ecclesiastica democratica. Preso, però, ci si rese conto che la forza d’urto del movimento non proveniva dalla democrazia , ma dal socialismo. Quando gli elementi borghesi disapprovarono lo stretto legame con il movimento operaio, vennero battuti nelle elezioni e si staccarono da se stessi dal movimento. Così nel corso dell’autunno 1921 “L’unione ecclesiastica popolare di Baden” si mutò in “Lega dei socialisti religiosi”.

A Berlino si iniziò indipendentemente dagli avvenimenti di Baden . Su proposta di Guenther Dehn insieme al sindacalista Berhard Goering, venne fondata il 28 marzo 1919 a Berlino una “Lega di amici socialisti della Chiesa”. Tramite la sua attività doveva essere simbolicamente mostrata l’affinità tra Cristianesimo e socialismo. Egli tenne molte conferenze pubbliche e adunò uno stuolo di membri attorno a sé. Anche in altri settori di Berlino si formarono gruppi simili, come quello di Neukoelln che, sotto la direzione di Paul Piechowski, svolse un vivace lavoro religioso-socialista. Nel dicembre del 1919 si tenne una assemblea di tutti i circoli religioso-socialisti di Berlino alla quale partecipò anche l’associazione “Nuova Chiesa” fondata da Lic. Aner. In quest’assemblea venne decisa l’unione di tutti i singoli gruppi e il nuovo movimento  venne denominato “Lega dei socialisti religiosi” contro la protesta di Dehn che, per questo motivo, si ritirò dalla presidenza e in seguito si distanziò  sempre più dal movimento. In un programma si rendevano contemporaneamente noti compiti e fini del movimento.

Nel 1922, poi, l’associazione strinse un patto d’alleanza che assicurava la collaborazione con “l’UNIONE DEGLI AMICI RELIGIOSI DELLA RELIGIONE E DELLA PACE FRA I POPOLI” fondata dal parroco  August Bleier. Dal 26 al 28 novembre 1921 ebbe luogo a Berlino il primo congresso dei religiosi socialisti che allargò il movimento a “LEGA DEI SOCIALISTI RELIGIOSI DI GERMANIA”. Questa comprendeva diversi gruppi a Berlino e fungeva allo stesso tempo da associazione centrale almeno per la Germania. A essa erano subordinati gruppi locali a Colonia, Stettino, Breslau, Koenigsberg. Inoltre aveva ancora molti altri membri isolati.

Quando, poi, si furono organizzati altri gruppi locali nel Palatinato, nella Baviera, nel Wuettemberg, nella Turingia, nella Lippe e nella Renania, i gruppi tedesco meridionali e i gruppi del nord della Germania si unirono in Meersburg dapprima per una comunità di lavoro nell’agosto del 1924, quindi nel 1926, nella LEGA DEI SOCIALISTI RELIGIOSI DI GERMANIA” Suo organo divenne il socialista religioso, foglio domenicale del popolo lavoratore che venne redatto, per più anni , da Erwin Eckert. Dal 1920 vi si aggiunse la rivista scientifica La rivista per religione e socialismo, curata da Georg Wuensh,

L’opera dei socialisti religiosi trovava la sua espressione in molteplici campi: nel lavoro della comunità, nella politica della Cghiesa, nella grande politica e, infine, come manifestazione del suo intento, nei congressi religiosi-socialisti. L’opera della comunità è molto diversa a nord e a sud. Nel sud della Germania i parroci socialisti religiosi potevano attrarre ancora una grande quantità di operai alle manifestazioni ecclesiastiche tradizionali. Molte migliaia di operai era soliti assistere alle funzioni tenute il primo maggio. E , in genere, essi partecipavano numerosamente alle funzioni dei socialisti religiosi.

Completamente diversa era la situazione del nord della  Germania e soprattutto a Berlino dove il proletariato si era copiosamente allontanato dalla tradizione ecclesiastica. Qui i parroci socialisti- religiosi si organizzavano ore libere religiose, istruzioni per i giovani e discussioni. Dato che i socialisti religiosi volevano influire nella mutazione della Chiesa e sul popolo di Dio dovettero decidersi – dove la costituzione lo permetteva e cioè in Turingia e Baden – a partecipare alla politica ecclesiastica. Poiché essi non disponevano di un grosso apparato, i pochi membri dovettero spendere quasi tutto il loro tempo e l’energia personale. Così pochi oratori passarono da una manifestazione a una riunione, tennero discorsi e parteciparono a proclami.

Essi si recarono ugualmente in gradi città e piccole località e non era raro il caso che i cattivi mezzi di trasporto e l’organizzazione deficiente resero addirittura impossibile l’apparizione in pubblico.

Dato che il socialismo religioso sembrava rafforzare il libero protestantesimo  e dato che molti liberali salutarono calorosamente gli sforzi a favore degli operai, sembrò possibile all’inizio un accordo elettorale con i liberali in Turingia.

Ma, dato che la maggior parte degli elettori liberali proveniva dalla borghesia possidente, costoro nella prima elezione ecclesiastica cancellarono tutti i candidati religioso-socialisti dalle liste comuni. A partire da questo momento tutti i candidati religioso-socialisti di Turingia dovettero presentare una propria lista. In questa maniera essi non andarono al di là di un ristretto circolo elettorale. In ogni caso esso restò costante per tre elezioni e diede 7 deputati nel 1926m nuovamente 7 nel 1929 e 8 nel 1932. Nel Baden i rapporti di grandezza erano simili. Lì, nelle elezioni per il sinodo regionale furono dai ai socialisti religiosi 13.000 voto nel 1921 e 28.000 nel 1926, il che significò 8 deputati e un rappresentante nel governo della Chiesa.

Il lavoro politico ecclesiastico dei socialisti religiosi non può essere ulteriormente studiato. Vennero solamente toccati brevemente due eventi.

Erwin Eckert, che nel 1925 era il presidente della lega, venne eletto dal sinodo regionale del Baden, del quale egli faceva parte dal 1927, per partecipare al III sinodo ecclesiastico evangelico tedesco, a Norimberga nel giugno del 1930. In questo sinodo ecclesiastico, egli solo, tra i 210 Membri del DEK, votò contro una dichiarazione “sulla persecuzione dei cristiani in Russia” e restò ostinatamente a sedere durante una preghiera per i cristiani perseguitati in Russia. Questo comportamento suscitò grande sensazione e scandalo e gli procurò una ammonizione della direzione dal sinodo ecclesiastico. Il presidio del sinodo ecclesiastico venne, in verità, incontro alla richiesta di Eckert di poter spiegare il suo atteggiamento in una dichiarazione pubblica; tuttavia questo discorso venne , in verità incontro alla richiesta di Eckert di poter spiegare il suo atteggiamento in una dichiarazione pubblica; tuttavia questo discorso venne, in breve tempo, sommerso da un tumulto scoppiato nell’assemblea. Eckert venne letteralmente strappato dal podio degli oratori. Durante la campagna elettorale del 1930, Eckert e la sua direzione ecclesiastica si scontrarono più volte. Questa gli proibì di parlare in assemblee elettorali per la SPD. Eckert ignorò questa proibizione facendo rilevare che non era stato proibito l’aiuto elettorale per nazionalisti e nazionalsocialisti da parte dei parroci. Il passaggio di Eckert al partito comunista tedesco nel 1931 forniva l’occasione per dimettersi dal ministero ecclesiastico. Così si è anche fatto il passaggio alla grande politica. I socialisti religiosi sostennero in genere la politica del SPD. In Ciò dovette sperimentare che la costruzione della democrazia e l’educazione ad essa necessaria non erano affatto volute dai circoli borghesi. Così essi tentarono di inserirsi nei punti in cui la SPD mancavano gli uomini necessari alla costruzione dello stato socialista.

Soprattutto il grande talento di Erin Eckert nell’agitare le masse, pose spesso il movimento al servizio di intenti politici socialdemocratici. Così avvenne quando su richiesta dei partiti socialisti si svolse un plebiscito che doveva ottenere una regolazione legale dei possedimenti dei principi. La sera precedente il voto popolare, Eckert parlò nel municipio di Stuttgart alla presenza di circa 10.000 persone. Egli, come altri socialisti religiosi, respinse la tesi che la decisione popolare veniva avversata da parte ecclesiastica in nome della coscienza cristiana. Un atteggiamento motivato a partire da Cristo esigeva la considerazione della provenienza spesso ambigua dei beni dei principi, come pure la cognizione che, secondo il punto di vista biblico-evangelico, non si può parlare di una “santità della proprietà privata”. Lo stato non regolato era, in verità, non formalmente ma effettivamente fuori del diritto, dato che esso escludeva ogni possibilità di difesa nei confronti delle pretese ingiuste e antisociali dei principi. Perciò bisognava votare una nuova regolazione dei possedimenti dei principi.

A questo punto si inserisce pure lo studio analistico dei problemi economici e social-politici del tempo. Dsll’inizio del 1926 George Wuensch scriveva regolarmente su Mondo cristiano delle panoramiche sulla situazione economica e sociale. Questo venne continuato dal 1929 fino al 1933 sulla “Zeitschrift fuer Religion und Sozialismus” (Rivista per la religione e il socialismo).

L’organizzazione dei congressi religiosi-socialisti, nei quali ci si incontrava ogni due anni, rappresentava una manifestazione della volontà di tutto il movimento. In essi ci si preoccupava dei problemi più scottanti della rispettiva situazione mondiale e si prendeva posizione al riguardo con deliberazioni e risoluzioni comuni. Così i temi principali dei congressi di Manheim, 1928, e Caub, 1931, furono la situazione sociale condizionata dalla cristi economica e la minaccia del nazionalsocialismo.

Si può fare solo una stima approssimativa del numero dei partecipanti. Dato che il Foglio domenicale del popolo operaio aveva all’incirca 2000 lettori, si può presumere che il numero dei partecipanti non era superiore.

Il gruppo che faceva capo a Paul Tillich, Carl Mennicke ed Eduard Heimann tentava di approfondire il socialismo religioso soprattutto nel campo letterario e aspirava, in questo modo, all’eliminazione del contrasto tra socialismo e cristianesimo. Esso formava il brillante coronamento del movimento pratico. La sua azione si diffuse naturalmente solo in circoli culturali, vie era però sufficientemente influenze. Esso non si attendeva niente dalla Chiesa per la soluzione dei suoi compiti. Così Mennicke pubblicava: Fogli per il socialismo religioso (1920/1927) Più tardi uscirono fino al 1933: Nuovi fogli per il socialismo curati da Eduard Haimann, August Rathmann e Paul Tillich.

Interroghiamoci ora sulla valutazione contemporanea dei socialisti religiosi. La Chiesa li respingeva come non cristiani. Ma anche nel movimento socialista essi vennero aspramente combattuti, per motivi opposti, dal punto di vista del materialismo. In verità il partito socialdemocratico tollerava ufficialmente i socialisti religiosi, ma non li sosteneva in nessun modo. Così, da nessuno amati, combattuti dalla propria Chiesa e da raggruppamenti di forze politiche di destra e di sinistra, i socialisti religiosi dovevano affrontare una lotta impari. L’irruzione del nazionalsocialismo nel 1933 pose fine anche al loro lavoro.

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I diritti indistruttibili della persona

Da rispetto per la vita di Albert Schweitzer: I diritti indistruttibili dell’uomo

E’ nostro compito proclamare ancora una volta i diritti idistruttibili dell’uomo, diritti che offrono al singolo la maggior libertà possibile per l’affermazione dell’individualità nell’ambito del suo gruppo umano; diritti umani che garantiscono protezione alla sua esistenza e alla sua dignità personale contro ogni forza aliena che possa dominarlo (Etica)

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In Italia una persona su tredici vive in povertà assoluta

In Italia nel 2015 circa una persona su tredici vive in povertà assoluta. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat che descrive  quantitativamente il fenomeno della povertà e mostra cosa è cambiato nell’ultimo anno. Le cose sono leggermente peggiorate: se nel 2014 viveva in povertà assoluta il 6,8 per cento dei residenti in Italia, nel 2015 il dato è salito al 7,6 per cento della popolazione.

In tutto ci sono 1 milione e 582mila nuclei familiari che vivono in povertà assoluta (il 6,1 per cento delle famiglie rispetto al 5,7 del 2014). Se invece si contano le persone si arriva a 4 milioni e 598mila poveri: il numero più alto mai registrato dal 2005 a oggi. Per farsi un’idea, ci sono tanti poveri quanti i cittadini di tutto il Veneto.

Secondo la definizione dell’Istat rientrano nella categoria della povertà assoluta le famiglie – o le persone – che non possono permettersi un paniere di fabbisogni essenziali, come un’alimentazione adeguata, un’abitazione riscaldata e il minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi sul territorio, istruirsi e mantenersi in buona salute.

Stando ai dati, alcuni segmenti della società sono stati coinvolti più di altri nell’aumento della povertà assoluta. Tra questi spiccano gli stranieri residenti in Italia. Già un anno fa il 23,4 per cento delle famiglie di soli stranieri viveva in povertà, ma oggi il dato è salito al 28,3 per cento (in sostanza, circa due famiglie di stranieri su sette vivono in povertà).

Un altro segnale di peggioramento si è registrato nelle grandi città, dove nel 2015 la povertà colpisce il 7,2 per cento delle famiglie (rispetto al 5,3 del 2014). Inoltre i dati sono divisi per età: il 10,2 per cento dei giovani tra i 18 e i 34 anni è povero (l’anno precedente era l’8 per cento). La quota scende progressivamente nelle fasce di età più alte, arrivando al 4 per cento di poveri tra gli ultrasessantacinquenni, che sono l’unica fascia d’età che mostra un calo percentuale di poveri (nel 2014 erano il 4,7 per cento).

La pubblicazione dell’Istat include un’ulteriore definizione di povertà, chiamata povertà relativa. A differenza della povertà assoluta, quella relativa misura la povertà di una famiglia in rapporto al livello economico medio di vita del paese. L’istituto di statistica nazionale inserisce in questa categoria le famiglie con due persone che spendono meno di 1.051 euro al mese (mentre per le famiglie con più di due componenti la soglia viene ricalcolata con una scala di equivalenza).

La povertà relativa è rimasta stabile per le famiglie, ma è leggermente aumentata se si calcola sulle persone (salendo in un anno dal 12,9 al 13,7 per cento della popolazione). Come nel caso della povertà assoluta, anche quella relativa risulta più presente nel Mezzogiorno e tra le famiglie più numerose.

La distribuzione della povertà in Italia riflette il tradizionale divario tra nord e sud. Calabria, Sicilia, Basilicata e Molise hanno, in proporzione, più del doppio dei poveri rispetto alla media nazionale, che è pari al 10,4 per cento, e più di quattro volte di alcune regioni del centro-nord. In altre parole in certe regioni del Mezzogiorno una persona su quattro è povera. In Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto risulta esserlo una su venti.

Non sono queste le uniche definizioni di povertà. Per esempio l’Eurostat, l’istituto di statistica europeo che mette a confronto i dati dei paesi europei, utilizza un’altra definizione di povertà materiale. Ma la sostanza non cambia, soprattutto se ci si concentra sulle cause e le possibili soluzioni per contrastare la povertà.

La povertà prolifera per cause multiple e strettamente correlate. Secondo Caterina Cortese, responsabile delle politiche sociali della Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, organizzazione attiva nel contrasto della povertà estrema, la crisi del 2008 ha innescato meccanismi di esclusione sociale che si manifestano ancora oggi. “Stiamo scontando le conseguenze della crisi economico-finanziaria, delle politiche di austerità, della scarsa propensione del nostro paese a considerare il sociale come una spesa necessaria sulla quale investire”, spiega Cortese.

Secondo Cortese non servono misure una tantum, ma un approccio strategico. Per contrastare la povertà è necessario creare posti di lavoro dignitosi che non siano tirocini o voucher. Servono politiche per la casa e di sostegno al caro-affitti. Occorre agire sulla dispersione scolastica e considerare l’istituzione di un reddito di inclusione sociale. “In altre parole bisogna agire sui meccanisimi che rendono povere o quasi povere le persone”, spiega Cortese, “possiamo parlare di povertà in relativa, assoluta, estrema, a rischio, deprivazione materiale o altro ancora, ma quel che davvero serve è guardare la povertà nel suo complesso e incidere sulle radici di ciò che la genera”.

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Abusi della chiesa

C’è un abuso ostentato dai cattolici sulla immortalità sulla base di poteri che la Chiesa non ha. Sono tentati di espropriare Dio dal suo lavoro che è quello di giudice universale. Lasciate fare a Dio il suo mestiere che non è quello di bigotto o clericale. Si sarebbe servito della casta sacerdotale ma Gesù non ha fatto così. Fanno pena per il loro stato primitivo e conformista.

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La morte di Gesù per gli Amici

C’è una lettura diversa da quella della morte espiatoria di Gesù, la scelta della morte per gli Amici secondo l’Evangelo di Giovanni. Ne parla la moglie del grande teologo Moltmann sulla Radio Svizzera il 17/7, Elisabeth Moltmann Wendel, ed è un bel sentire rispetto al luternaesimo… Una concezione che ci interessa in prima persona.

http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/cultura/chiese-in-diretta/?f=podcast-shows

cristo

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Barbara Deming and Ruth Ellis

Ecumenics and Quakers

Happy birthday, Barbara Deming (July 23, 1917 – Aug. 2, 1984)! ‪#‎Feminist‬. ‪#‎Pacifist‬. LGBTQ activist. Writer. Poet. Civil rights activist. Anti-war activist. Women’s rights activist. Advocate for non-violent social change. War tax resister. Involved in a long-term relationship with writer/artist Mary Meigs. Born in New York City. Died in Sugarloaf Key, Florida.
~The Mennonite Matriarchal Movement Heroes Series.

foto di Mennonite Matriarchal Movement.


Happy birthday, Ruth Ellis (July 23, 1899 – Oct. 5, 2000)! Legendary gay rights activist. Ruth was an out lesbian from the age of 16, when she realized she was gay. In her twenties, she met Ceciline “Babe” Franklin, the woman who became her life partner. In 1937, Ruth and Ceciline moved to Detroit where Ruth started a printing business. Their home became a meeting place and refuge for the African-American gay community. Later in life Ruth became a well-known figure in…

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Appello per la Turchia: fermare la repressione — A.N.P.I. Medio Olona

Fermare la inaudita repressione in corso in Turchia 23.07.2016 – Napoli – Redazione Italia (Foto di http://www.radiopopolare.it) Da alcuni giorni, a seguito del fallito golpe militare in Turchia, il capo di stato Erdogan sta realizzando una violenta vendicativa repressione attraverso incarcerazioni di massa, licenziamenti di decine di migliaia di cittadini, in particolare di magistrati, […]

via Appello per la Turchia: fermare la repressione — A.N.P.I. Medio Olona

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Da rispetto per la vita di Albert Schweitzer: una definizione di civiltà — quaccheri e hutteriti in Italia

Da rispetto per la vita di Albert Schweitzer: una definizione di civiltà Definisco la civiltà, in termini del tutto generale, come il progresso spirituale e materiale in ongi campo d’attività, accompagnato da uno sviluppo etico degli individui e dell’umanità (Vita)

via Da rispetto per la vita di Albert Schweitzer: una definizione di civiltà — quaccheri e hutteriti in Italia

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Quaccheri inglesi contro l’approvazione del programma nucleare Trident

 

Regno Unito, la Camera dei Comuni approva il rinnovo del programma nucleare Trident

19.07.2016 Redazione Italia
Regno Unito, la Camera dei Comuni approva il rinnovo del programma nucleare Trident
(Foto di OS2 JOHN BOUVIA)

Come riferito dal Guardian, dopo oltre cinque ore di dibattito il 18 luglio la Camera dei Comuni ha votato il rinnovo del programma nucleare Trident con una maggioranza di 355 voti. La proposta è stata sostenuta da tutto il Partito Conservatore e da 138 parlamentari laburisti, tra cui Angela Eagle e Owen Smith, gli sfidanti di Corbyn nelle prossime primarie. Hanno votato contro 48 laburisti, il Partito Nazionale Scozzese e i Liberaldemocratici, mentre 45 laburisti si sono astenuti.

Preoccupante la posizione del neo Primo Ministro Theresa May: in caso di necessità, ha affermato di essere pronta a lanciare un attacco nucleare.

Nella sua pagina Facebook Jeremy Corbyn ha ribadito la sua posizione contraria alle armi nucleari dichiarando: “Il Parlamento ha appena votato a favore del rinnovo del programma Trident, ma io mi sono espresso contro la mozione presentata dal governo.

I missili Trident sono armi di distruzione di massa – ognuna delle nostre 40 testate nucleari può uccidere un milione di persone.

Ho votato contro la mozione perché noi dobbiamo rispettare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, che abbiamo sottoscritto e fare la nostra parte per il disarmo nucleare.

Sono contrario al rinnovo del programma Trident e a favore della diversificazione della difesa, per proteggere i lavoratori qualificati che attualmente lavorano nell’industria militare”.

Intanto in un sondaggio commissionato dal Times e realizzato da YouGov, Jeremy Corbyn batte nettamente i due sfidanti alla leadership. Se dovessero presentarsi entrambi, il 54% voterebbe per lui, il 21% per Angela Eagle e il 15% per Owen Smith. Il risultato non cambia se dovesse candidarsi uno solo dei due, facendosi da parte per aumentare le possibilità di vittoria. Jeremy Corbyn è dato per favorito con il 56% sul 34% di Smith e con il 58% sul 34% di Angela Eagle. Rispetto a un sondaggio di fine giugno, inoltre, aumenta la percentuale di chi ritiene che Corbyn debba rimanere leader del Partito Laburista e partecipare in questo ruolo alle prossime elezioni nazionali, passando dal 41 al 47%. I favorevoli alle sue dimissioni passano dal 44 al 37%.

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Benedizione per le migliaia di visitatori del sito

Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto (gen 32.26)

Raccolti nel dolore preghiamo per le famiglie delle vittime di Monaco di Baviera, perché il Signore dia loro la forza di superare questo momento tragico.ì

Cessare di uccidere.

Abolire le armi.

Opporsi al male facendo il bene.

Per fermare la violenza l’unica risorsa adeguata e’ la nonviolenza. I quaccheri!

Signore, non riesco a pregare, non so che cosa dirti, ho la testa piena di pensieri e problemi. Se mi fai venire in mente belle parole te le dico. Altriimenti ti prego così come lo fa una pianta. Un uccello. Un anarchico ribelle. Col silenzio! Altro che riti.

Diffondiamo la benedizione anche sui siti. che questo mese riscontrano un notevole successo di lettura: non abbiamo altro modo di ringraziare anche gli sconosciuti del web. Il duro lavoro di digitalizzazione sul socialismo religioso ha già un riscontro. Il resto lo affidiamo a Gesù. Ripreso anche la gestione del sito ANPI e le visite non sono mancate. E si tratta di locali.

Salmo 36

Bet
3 Confida nel Signore e fa’ il bene;
abita la terra e vivi con fede.
4 Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Ghimel
5 Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
6 farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

Sabato alla Ragaz con la politica estera: SOS Amazzonia per Greenpeace International

https://ecumenici.wordpress.com/2016/07/23/sos-amazzonia-per-greenpeace/

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