Riceviamo — A.N.P.I. Medio Olona

Anpi Provinciale Varese Riceviamo e pubblichiamo: “La Sezione ANPI di Busto Arsizio ha appreso dalla stampa che l’organizzazione Forza Nuova locale, “in concomitanza con tutte le sezioni lombarde”, intende realizzare nel pomeriggio di sabato un’iniziativa nel Centro della Citta’ definita come “presidio anti-immigrazione” sulla base di una piattaforma che prevede, fra l’altro, la chiusura dei […]

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Ecofemminismo

ECOFEMMINISMO 

 

La base del termine ecofemminismo è l’unione dei termini ecologia e femminismo . Questa parola dalla valenza positiva è nata da due situazioni negative: la distruzione del mondo naturale e l’oppressione delle donne. Ecofemminismo è un termine recente, coniato dalle donne come risposta alla distruzione della vita condotta dai sistemi patriarcali. E’ una posizione chiara che stabilisce un rapporto di partecipazione tra la lotta per la dignità delle donne e il rispetto per i diversi processi della vita.

L’ecofemminismo è una filosofia, una teologia e una forma di saggezza che si fonda su una interpretazione unificata della vita in cui ogni essere e ogni processo vitale è assolutamente interdipendente. In questo senso l’ecofemminismo propone di andare oltre l’idea di conflitto tra i generi sessuali (gender) che è promossa dai sistemi gerarchici e patriarcali. Dobbiamo considerare, da un lato, la lotta specifica delle donne per la libertà, l’eguaglianza e l’autodeterminazione in ogni cultura; dall’altro, il “femminile” come una realtà oppressa in tutta la vita umana e in tutti i sistemi biologici, che sono sia maschili sia femminili. Nella prospettiva ecofemminista, i due aspetti sono assolutamente collegati.

L’ecofemminismo invoca una posizione filosofica inclusiva che è stata osservata e appresa da tutti i processi naturali. Le azioni ecofemministe mirano alla conservazioni della vita delle generazioni presenti e future, di maschi e femmine insieme, in una prospettiva umana e in una più ampia prospettiva biologica e cosmica.

L’ecofemminismo dà particolare risalto all’idea che noi siamo un unico Corpo sacro. I sistemi patriarcali, al contrario , dividono il nostro corpo sociale in diverse parti, ognuna delle quali vive attraverso il dominio di una sull’altra. Questo comportamento negativo, il dominio è presente tra le persone, tra diversi gruppi, tra le nazioni, le culture, i gruppi etnici e i sessi, e nel controllo esercitato dagli esseri umani sulla natura. Secondo i sistemi patriarcali, la vita è un processo gerarchico in cui ogni individuo può distruggere l’altro per salvarsi. La stessa competizione presente nei grandi mercati commerciali è presente nelle relazioni degli esseri umani tra loro e con la natura.

L’ecofemminismo denuncia inoltre le nuove forme di divisione che nascono dal sistema economico, specialmente a causa delle grandi multinazionali, che hanno distrutto molte risorse naturali we hanno manipolato a loro piacimento diverse culture e diversi ambienti per produrre e vendere quantità sempre maggiori di merce.

Queste società sono i nuovi imperi, in grado di andare al di là dei confini nazionali, delle culture, delle differenze. Per loro, il mondo è un apparato meccanico in cui le parti e le specie più forti sono in grado di sopravvivere. Non percepiscono il rapporto di partecipazione e l’interdipendenza di ogni cosa, e continuano a essere ostili alle donne, ai poveri e alla natura, considerando ogni cosa come un oggetto da conquistare.

L’ecofemminsmo come filosofia, teologia e saggezza di vita sta influenzando profondamente vari aspetti della conoscenza umana. I gruppi ecofemministi denunciano gli aspetti pericolosi della biotecnologia della sociobiologia e di altre scienze come le nuove tecniche per selezionare ed eliminare esseri viventi. Essi sostengono che nelle manipolazioni e nella capacità di eliminare ciò che essa considera debole o indesiderabile sono presenti implicazioni sessiste e razziste e che oggi si sta distruggendo l’integrità della natura, degli esseri umani e soprattutto delle donne.

Nelle epoche patriarcali, e anche oggi, nonostante la conoscenza e l’informazione siano più diffuse, le donne sono state e sono ancora considerati oggetti. Alcune nuove tecnologie fanno delle donne oggetto di sperimentazione e controllo da parte di esperti scientifici. Talvolta è difficile distinguerle le “varianti” dello stesso vecchio processo distruttivo , perché tutti gli studi scientifici sono presentati come utili per il benessere, la felicità, la comodità e la sicurezza dell’umanità. Questo genere di distruzione è sempre presentato come comportamento scientifico e “neutrale”. Sembra “tanto pulito” perché gli scienziati lavorano in laboratori puliti, sterili; tanto “scientifico” perché lavorano con strumenti di grande precisione”; tanto “razionale” perché sembra chiaro che gli scienziati vogliono preservare la razza umana. Ciò che le ecofemministe osservano e denunciano è che stiamo vivendo di nuovo in una terribile società genetica in cui sotto nuove forme meno plateali del passato di conferma un dominio sulle donne.

(…) L’evoluzione creativa permette agli esseri umani di intervenire in diversi processi, ed è nata una responsabilità, fermare la distruzione e promuovere un nuovo comportamento.

Le religioni monoteiste e patriarcali sono state complici strutturali della distruzione malgrado tutti i discorsi sull’amore e le loro buone azioni. La loro complicità è un prodotto del sistema gerarchico e un sostegno a tutta questa impresa di conquista. La teologia ecofemminista è uno sforzo da parte di alcune donne di ripensare la tradizione cristiana al fine di recuperare valori, esperienze e impegni all’interno di una comprensione del modo in cui gli esseri umani sono legati all’ecosistema. Questa nuova comprensione ci invita ad accogliere il Ministero che è in ogni luogo e in ogni essere senza ridurlo a un’entità di sesso maschile. Il cristianesimo è solo una delle splendide rivelazioni di questo Mistero, e tutte le altre rivelazioni sono altrettanto necessarie per conservare la bellezza e la diversità della dinamica rivelata della vita.

Molteplici e unità sono presenti in tutti i processi di vita. Non c’è unità senza diversità senza unità come forza di convergenza che lega ogni cosa.  (…)

 

IVONE GEBARDE

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Pensieri del 30 settembre

30 settembre

Le opere dei giusti sono semi che talvolta giacciono a lungo nel suolo della storia immobili ma, ricevendo calore e umidità, nutrendo in sé nuovi, sani succhi , cominciano a crescere, a fiorire e a produrre frutti; qul che è seminato con violenza e ingiustizia languisce, marcisce e scompare senza seguito

Talmud

Considera ogni generazione per le persone che vi eccellono e non dire : “I loro predecessori erano più degni”.

Talmud

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Buon compleanno Dorothee Soelle

Noi vediamo sempre solo due vie
scappare o la vendetta
farsi umiliare o rendersi grande
essere presi a calci o prendere a calci.

Gesù, hai percorso una via diversa
hai combattuto, ma senza armi
hai sofferto, ma senza confermare l’ingiustizia
sei stato contro la violenza non usando violenza per combatterla.

Noi vediamo sempre solo due vie,
essere senza fiato o strangolare un altro
avere paura o spargere paura
essere preso a botte o prendere a botte.

Tu hai tentato una terza via
e i tuoi amici l’hanno portato avanti
si sono fatti incarcerare
hanno fatto sciopero di fame
hanno allargato lo spazio d’azione.

Noi percorriamo sempre solo le vie già sperimentate
ci adattiamo ai metodi di questo mondo
essere derisi e poi deridere
prima gli altri e poi noi stessi.

Cerchiamo una nuova via
abbiamo bisogno di più fantasia di quella di un esperto dell’industria bellica
abbiamo bisogno di più furbizia di quella di un mercante di armi
sfruttiamo l’effetto sorpresa per una via mai conosciuta prima
e la vergogna che si nasconde in ognuno di noi.

La teologa Solle, tremendamente scomoda per molti

Insegnaci, o Dio, a diventare minoranza,

in un paese troppo ricco, troppo xenofobo

e troppo ossequioso verso i militari.

Allineaci alla tua giustizia e non alla maggioranza,

preservaci dal desiderio eccessivo di armonia

e dagli inchini di fronte ai grandi numeri.

Guarda quanto siamo affamati della tua chiarezza.

Dacci degli insegnanti e delle insegnanti,

non soltanto conduttori televisivi

preoccupati dell’audience.

Guarda quanto siamo assetati della tua guida,

quanto vogliamo sapere quel che conta veramente.

Affratellaci/assorellaci con coloro che non hanno alcuna difesa,

alcun lavoro e alcuna speranza;

con coloro che sono troppo anziani o troppo

poco esperti per essere impiegati.

O sapienza divina, mostraci la felicità

di coloro che hanno voglia della tua legge

e che la meditano giorno e notte.

Essi sono come un albero piantato

Vicino all’acqua fresca.

Portano frutto al tempo dovuto.

Nata a Colonia nel 1929, si è laureata a Friburgo e a Gottinga in Filologia classica, in Filosofia, in Teologia e in Letteratura tedesca. Nel 1972 è stata abilitata all’insegnamento nell’Università di Colonia con una tesi di dottorato sui rapporti fra letteratura e Teologia dopo l’Illuminismo. In seguito è stata abilitata all’insegnamento anche alla Facoltà di Teologia evangelica dell’Università di Magonza. Dal 1975 al 1987 ha insegnato allo „Union Theological Seminary“ di New York. Nel semestre invernale 1987/88 è stata professore-ospite alla „Gesamthochschule“ di Kassel. Era sposata con un teologo americano Fulbert Steffensky: ha avuto due figlie e viveva come scrittrice e pubblicista free-lance ad Amburgo. E’ deceduta nel 2003. Nota ovunque per le sue posizioni femministe, è stata sempre una protagonista del movimento pacifista e ecologista a cui offriva le sue analisi taglienti e una speranza forte per un mondo migliore.

La sua bibliografia è vastissima e tradotta in molte lingue. In italiano sono state tradotte: Fantasia e obbedienza (1970), Rappresentanza (Queriniana 1970), I dieci comandamenti (Queriniana 1970), Sofferenza (Queriniana 1976), La pazienza rivoluzionaria. Meditazioni politiche (1977), Il ruolo sociale della religione – Saggi e conversazioni (Queriniana 1977) Teologia politica (Morcelliana 1982), Scegli la vita! (Claudiana 1984), Per lavorare e amare (Claudiana 1990), Teologhe femministe nei diversi contesti, in CONCILIUM, Brescia, (Queriniana, 1998)

Le sue opere fondamentali „Il pianto silenzioso: misticismo e resistenza“, „Contro la guerra“, „La disobbedienza creativa“ non risultano pubblicate da nessuna casa editrice in Italia. „Troppo“ scomoda e ribelle? Anche per la casa editrice Claudiana?

Un albero di fico

Ancora il nostro albero non porta alcun frutto,

ancora rispediamo indietro i senza patria,

non lasciamo lavorare le lavoratrici,

ancora forniamo ai torturatori

tutto ciò di cui necessitano

e strozziamo la gola ai più poveri,

affinché anche il loro grido non ci disturbi.

Ancora Dio aspetta invano,

ancora il nostro tempo sta nelle mani dei potenti,

che gettano veleno nei nostri fiumi,

ci fanno trovare roba divertente sugli schermi della tv,

immettono metalli pesanti nel nostro cibo

e infondono paura nel nostro cuore.

Ancora non gridiamo abbastanza forte.

Per quanto ancora Dio ?

Per quanto ancora tu guarderai tutto questo

senza abbattere il tuo albero di fico ?

Ancora non abbiamo imparato a ravvederci/tornare indietro.

Ancora piangiamo raramente.

Ancora…

————–

Io il tuo albero

Non tu devi risolvere i miei problemi,

bensì io debbo risolvere i tuoi,

o Dio di coloro che cercano rifugio.

Non tu devi saziare gli affamati,

ma io debbo accudire i tuoi figli,

proteggerli dal terrore delle banche e dei militari.

Non tu devi fare posto ai rifugiati,

ma io debbo accoglierli.

O tu, Dio, dei miseri.

Tu mi hai sognato, o Dio,

come vivo la natura ritta,

come imparo ad inginocchiarmi,

più bella di quanto sia adesso,

più felice di quanto osi essere,

più libera di quanto ci sia lecito.

Non smettere di sognarmi, o Dio.

Io non voglio smettere di ricordarmi

Che sono il tuo albero,

piantato lungo i corsi d’acqua della vita.

 

Happy birthday, Dorothee Soelle (Sept. 30, 1929 – April 27, 2003)! #Feminist. #Pacifist. Liberation theologian. Anti-war activist. Professor of systematic theology at Union Theological Seminary. Author of “Theology for Skeptics” (1995) and “Against the Wind: Memoir of a Radical Christian” (1999), among many other works. Born in Cologne, Germany. Died in Goppingen, Germany. Cremated.

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Invito a Gallarate

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29 settembre 2016 · 7:42 pm

Davide contro Golia — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Articolo di Antonio Pileggi Alle nove della sera di domani 30 settembre 2016, la “TV la 7” ospita un confronto televisivo, moderato dal giornalista Mentana, tra il Presidente del Consiglio, dott. Matteo Renzi, e il Professore emerito della Corte Costituzionale prof. Gustavo Zagreblesky, che è anche Presidente onorario del Comitato per il NO nel referendum […]

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Ricordiamo l’eccidio di Marzabotto — A.N.P.I. Medio Olona

MARZABOTTO 29 SETTEMBRE 1944. NOI NON DIMENTICHIAMO. ESSI VIVONO IN NOI E CON NOI! Dopo il massacro di civili compiuto a Sant’Anna di Stazzema, portato a termine dalle SS il 12 agosto 1944, gli eccidi nazifascisti ai danni delle popolazioni lungo la linea gotica hanno un momentaneo arresto. Il maresciallo Albert Kesserling, comandante della cosiddetta […]

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ERMENEUTICA FEMMINISTA

ERMENEUTICA FEMMINISTA

 

L’ermeneutica femminista (dal Greco hermeneuo, “interpretare”) andrebbe più propriamente definite come teoria, arte e prassi dell’interpretazione nell’interesse di donne e uomini.

Anche se le donne e gli uomini di fede hanno sempre interpretato le Scritture, l’ermeneutica femminista è una novità nel panorama della teologia: Solo nel contesto dei movimenti del XIX e del XX secolo le femministe hanno cominciato a eplorare le implicazioni e la possibilità di un’ermeneutica critica che tenga conto del silenzio istituzionalizzato delle donne (e degli uomini non patriarcalizzati) nelle religioni bibliche. Di conseguenza, l’emeneutica biblica femminista mira a conferire autonomia e responsabilità a donne (e uomini non patriarcalizzati) affinché divengano soggetti dell’interpretazione religiosa, impegnandosi nella costruzione critica di significati. Ponendo i soggetti wo/men (il concetto di wo/men, un soggetto politico femminile che non esclude gli uomini non identificati con il patriarcato, è proprio dell’autrice di questa voce; N.d.T) come soggetti religiosi e teologici di interpretazione, l’ermeneutica femminista tenta di riconcettualizzare l’atto dell’interpretazione come un momento nella lotta per la liberazione di donne e uomini.

L’ermeneutica biblica femminista sostiene due posizioni apparentemente contraddittorie. Da un lato la Bibbia è  scritta con un linguaggio kyriocentrico (incentrato sul signore/padrone), ha origine nelle culture patri-kyriarcali (dominio del signore/padrone/padre) dell’antichità e per tutta la sua storia ha contribuito a diffondere mentalità misogine e valori oppressivi. Dall’altro, la Bibbia è servita nel passato e serve ancora oggi a ispirare e autorizzare donne e uomini nelle loro nelle loro lotte contro oppressione disumanizzante. Quantoi è stato detto sulla ricerca ricerca scientifica di Marie Curie sembra applicarsi allo stesso modo all’interpretazione biblica da parte dei soggetti wo/men: serve contemporaneamente per l’empowerment religioso delle donne e per la loro continua vittimizzazione.

Di conseguenza, un’ermeneutica femminista critica non comincia ponendo la Bibbia al centro della propria attenzione, ma si concentra piuttosto sulle lotte dei soggetti wo/men che stanno al fondo della piramide kyriarcale di dominio e sfruttamento, perché le loro lotte rivelano il fulcro dell’oppressione e della disumanizzazione che le/li minacciano. Una simile analisi sistemica basata sull’esperienza fornisce una prospettiva ermeneutica che è conscia della propria collocazione sociale, politica e religiosa, un atteggiamento di sostegno che è condiviso da tutte le forme liberazioniste critiche di ermeneutica, siano esse womanist, mujeristas, asiatiche, africane, latinoamericane, europee o nordamericane.

Le interpretazioni bibliche popolari e accademiche compiute dalle donne, la lettura della Bibbia da donna e la sua interpretazione in termini di genere non coincidono necessariamente con un’ermeneutica biblica femminista critica, in quanto non problematizzano le proprie lenti ermeneutiche culturali kyriocentriche. In contrasto con gli studi accademici femminili e di genere, un’ermeneutica femminista critica si concentra sull’analisi sistematica da parte dei soggetti wo/men, le /i quali che lottano per cambiare le strutture di oppressione patri-Kyriarcarli.

Questa cruciale differenza metodologica dall’ermeneutica femminile e dell’ermeneutica degli studi di genere che usano come lenti solo la donna e il genere viene tralasciata quando si dice che le teologhe femministe  devono rispettare le interpretazioni bibliche conservatrici delle donne perché esse danno significato alle loro vite. Un’ermeneutica femminista critica insiste invece nel dire che le interpretazioni conservatrici non sono femministe semplicemente perché sono letture di donne. Nella misura in cui simili letture bibliche conservatrici non impiegano un’analisi femminista della subordinazione ecclesiastico-religiosa e socio-politica dei soggetti wo/men e del trattamento da cittadini di seconda categoria che ricevono , esse tendono a interpretare il rispetto e la dignità per le donne nei termini dei contesti ideologici interiorizzati della femminilità culturale e del “vero carattere della donna”. Di conseguenza, queste letture conservatrici non possono che sostenere le strutture ideologiche dell’oppressione dei soggetti wo/men. Sottolineando che queste letture non sono femministe o liberazionistiche, non si nega tuttavia la capacità di decisione e di azione e il rispetto delle singole donne. Analogamente un’ermeneutica femminista che lo veda il gioco di significati senza soggetti, il nichilismo politico o il relativismo agnostico che è sostenuto da alcune forme di studi di genere post –strutturalisti. Un’interpretazione femminista critica per la liberazione opera non solo all’interno di un quadro teorico post- strutturaliste, ma impiega anche una diversa lettura dei testi, in quanto si concentra sulle dimensioni e sugli elementi retorici che sono generati dalla materialità dei testi, in quanto si concentra sulle dimensioni e sugli elementi retorici che sono generati dalla materialità dei testi, dalla storicità dei lettori e dalla politica di comunicazione nei contesti emeneutici socio-storici passati e presenti. Ne consegue che l’ermeneutica femminista è una pratica di ricerca retorica socio-politica che mira alla formazione di una coscienza religiosa e storica critica. Mentre la teoria ermeneutica cerca di comprendere e apprezzare il significato dei testi, la ricerca retorica rivolge la propria attenzione ai diversi effetti che i discorsi biblici producono, al modo in cui li producono , al genere di pubblico per cui sono prodotti. Si spinge oltre la “mera ermeneutica “ verso un modello complesso critico di interpretazione e valutazione femministe. Cerca di superare il dualismo dell’ermeneutica tra senso e significato, spiegazione e comprensione, critica e consenso e distacco ed empatia, leggendo “davanti” e “dietro” i testi, il presente e il passato. L’interpretazione e l’applicazione, il realismo e l’immaginazione.

Un processo ermeneutico femminista critico di questo tipo implica quattro strategie retoriche di analisi: sospetto, ricostruzione, valutazione e immaginazione. Queste strategie non sono semplicemente fasi di ricerca indipendenti successive né regole metodologiche , sono pratiche che interagiscono l’una con l’altra in un’interpretazione femminista di un testo biblico o di un qualunque altro testo culturale. Queste strategie, tuttavia , hanno un doppio punto di riferimento : i sistemi linguistici, i contesti ideologici e le posizioni socio-politiche e socio-religiose degli interpreti contemporanei da un lato, e i sistemi linguistici e le posizioni socio –storiche dei testi biblici, dei contesti sociali e delle loro effettive storie di interpretazione dall’altro.

Un’ermeneutica femminista critica di liberazione che intenda l’interpretazione biblica come una pratica religiosa e culturale di resistenza e trasformazione utilizza non solo metodi valutativi storici, letterari e ideologici critici che si concentrtano sulla retorica del testo biblico nei suoi diversi contesti storici, ma anche metodi di narrazione, biblio –dramma, poesia, pittura danza, musica e rituali per creare un’immaginazione religiosa “differente”. I suoi processi retorici –ermeneutici critici non sono limitati ai testi bliblici canonici. Si possono anche essere usati, e in passato lo sono stati con successo , per lavorare con donne analfabete, teologhe specializzate e gruppi femministi di studio della Bibbia sparsi in tutto il mondo.

 

DEMERS 1992; FELDER, a cura di, 1991; KWOK 1995; RUSSELL, a cura di, 1985a; SCHUSSLER FIORENZA 1984/1995; SCHSSLER FIORENZA, a cura di, 1993, 1994.

 

ELISABETH SCHUSSLER FIORENZA

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Pensiero del 29 settembre

29 settembre

Il lavoro è fatto bene solo quando è compiuto volentieri, ma nessuno può lavorare volentieri se non è consapevole che fa proprio quello che è necessario in un determinato momento. Agli occhi del creatore di quel che è piccolo e quel che è grande la cosa più insignificante ha un tale significato come la cosa più grande, e un giorno come mille anni e le cose più insignificanti, come le più grandi, sono ripiene dell’inesprimibile mistero del grande spirito.

John Ruskin

La cosa più utile di tutte sarebbe descriverela vita di quelle persone di cui il mondo non ha pensato e non ha sentito parlare , ma che ora assolvono la parte maggiore dei lavori di cui abbisognano e dai quali possiamo meglio imparare come assolverli.

John Ruskin

Oggi con ermeneutica femminista e domani con ecofemminismo si conclude il lavoro sulle donne 2016: siamo certi che ci saranno occasioni per tornare a segnalare la centralità della donna nelle nostre considerazioni quacchere.

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La società civile deve tornare a mettere il disarmo sull’agenda internazionale

28.09.2016 Reto Thumiger

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Tedesco

La società civile deve tornare a mettere il disarmo sull’agenda internazionale
Combattiamo per la libertà e per le medaglie. Forze armate tedesche – Istruttore ufficiale per i modelli di ruolo.

“Il mondo è super-armato e la pace è sotto-finanziata”, ha detto Ban Ki-moon, centrando il punto. Questa è la grande sfida che il Congresso sulla Pace di Berlino affronterà. La questione del disarmo dovrebbe essere rimessa sull’agenda internazionale e questo si potrà ottenere solo grazie all’azione congiunta della società civile e dei movimenti per la pace.

Si può trovare la stessa situazione in Germania. Il Ministro della Difesa von del Leyen venerdì ha messo in chiaro che gli ulteriori 2,3 miliardi di euro di spesa militare sono il primo passo verso il 2% del PIL. Questa è la richiesta per tutti i paesi membri della NATO e significano, nel caso della Germania, 60 miliardi di euro di spesa annuale per la difesa. Questo finanziamento si può ottenere soltanto attraverso drastici tagli della spesa in area sociale, educativa e ambientale.

 

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Assemblea Generale delle Nazioni Unite del movimento per la pace

Secondo Reiner Braun, di IPB, questi dati dimostrano la grande necessità di questo Congresso, che si svolgerà dal 30.09. al 3.10. presso l’Università Tecnica di Berlino. D’accordo alle informazioni di IPB sarà il più grande incontro del mondo sulla pace nel 2016, una sorta di Assemblea generale delle Nazioni Unite del movimento per la pace, con 920 partecipanti registrati fino a questo momento, provenienti da 75 paesi.

Le tematiche oggetto del Congresso riguardano tutte le principali sfide che il movimento per la pace si trova ad affrontare oggi e le cui risposte, anche parziali, devono ancora essere trovate. Il conflitto in Siria, per esempio, è coperto da tre grandi eventi. Disarmo nucleare, spese militari ed esportazione di armi sono altre tematiche che verranno trattate nel corso dell’intero Congresso.

La discussione non si fermerà ad una richiesta per il disarmo ma intende dibattere concretamente sulla trasformazione: come trasformare l’attuale situazione in una nuova, in cui il disarmo definisca la reale agenda e la politica.

Ancora più vicini alla luce di guerra e conflitti

Alla fine del Congresso, IPB presenterà un piano di azione ai partecipanti e alle organizzazioni presenti. Questo includerà varie proposte di azione comuni da parte del movimento per la pace. “Singole organizzazioni, iniziative e gruppi devono avvicinarsi per affrontare guerra e conflitti”, ha sottolineato Reiner Braun. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere quello di organizzare l’anno prossimo una giornata globale di manifestazioni sul disarmo.

Questa conferenza non parlerà solo della pace, ma tutti i partecipanti sono invitati a partecipare a un atto che si svolgerà sabato 1 ottobre: in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza (compleanno di Gandhi) si formerà un simbolo della pace umano con 1000 persone davanti all’edificio dell’università.

Disarmo nucleare e bando delle armi nucleari non sono sexy

Il disarmo nucleare e il bando delle armi nucleari sono questioni che difficilmente arrivano a toccare l’opinione pubblica o, come dice Xanthe Hall di IPPNW, “queste tematiche non sono sexy”. Dalla fine della guerra fredda l’erronea convinzione diffusa era che il pericolo di una guerra nucleare fosse scongiurato. In realtà, la possibilità di un disastro nucleare, accidentale o intenzionale, è più grande che mai. Fortunatamente, la campagna di ICAN riesce a sensibilizzare e mobilitare i giovani su questo tema.

Ma Hall ci ha anche fornito notizie estremamente piacevoli. Il ministro degli esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha annunciato ieri a nome di una coalizione di 127 stati, che sarà presentata alle Nazioni Unite una risoluzione sul bando delle armi nucleari. Il voto a favore di maggioranza è sicuro, così i negoziati sull’abolizione delle armi nucleari partiranno l’anno prossimo. Questa risoluzione è il risultato dell’impegno umanitario che più di 100 paesi hanno già sottoscritto.

I fumatori non creeranno aree per non fumatori, è lavoro per i non fumatori

“Per 20 anni c’è stato un blocco totale del disarmo nucleare”, ha spiegato Xanthe Hall. Avendo in mano un trattato che vieta le armi nucleari, i paesi denuclearizzati avranno finalmente una leva per superare questo blocco e per esercitare una forte pressione sugli stati in possesso di armi nucleari e sui loro alleati. L’idea dietro a questo è che “i fumatori non creeranno aree per non fumatori, si tratta di un lavoro per non fumatori”.

“C’è davvero una grande urgenza per ciò che riguarda le armi nucleari, ma vediamo anche nuove opportunità e la conferenza sul disarmo capita a proposito”, ha aggiunto Braun.

Lucas Wirl di INES sta preparando, insieme a giovani di diversi paesi, il Raduno dei Giovani. “Non vogliamo davvero entrare in competizione con il Congresso, ma i giovani hanno l’opportunità di incontrarsi, interscambiare e fare rete. L’obiettivo è anche quello di rafforzare i giovani affinchè diventino politicamente attivi, e che lo facciano in un contesto internazionale”. Secondo Wirl siamo molto indietro.

Battaglia per le menti dei giovani

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