Covid-19, l’Onu chiede una “pace umanitaria” di tre mesi

01.07.2020 – Riccardo Noury

Covid-19, l’Onu chiede una “pace umanitaria” di tre mesi
La sede dell’Onu a New York (Foto di Flickr)

Il 1° luglio il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dopo uno stallo che durava da aprile, ha adottato all’unanimità una risoluzione presentata da Francia e Tunisia dopo che a marzo il segretario generale António Guterres aveva lanciato la proposta: si chiede una “pace umanitaria” di 90 giorni per consentire agli Stati di rispondere in modo adeguato alla pandemia da Covid-19.

La speranza è che questo cessate-il-fuoco di tre mesi non solo sarà rispettato ma proseguirà, permettendo a sistemi sanitari già devastati dalla guerra (come non ricordare le distruzioni intenzionali e sistematiche di strutture cliniche nelle guerre della Siria e dello Yemen?) di concentrarsi sulle cure mediche.

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Meeting Minutes

Un consiglio di lettura per l’estate spirituale quacchera, se non lo trovate in Biblioteca, lo trovate su Amazom

Giornale. Vita di un quacchero

di J. Woolman | 31 dic. 1978
con copertina leggera a 8,60 per 264 pagine.



“….Si cerca sempre una formula liberatoria, un pensiero chiarificatore….”
Etty Hillesum

L’ubbidienza senza libertà è schivitù , la libertà senza ubbidienza è arbitrio.
Dietrich Bonhoeffer

Una preghiera di intercessione in favore della famiglia Regeni che non cesseremo mai di seguire nella sua protesta contro il Governo italiano per il ritiro dell’ambasciatore a Il Cairo: una preghiera per domandare a Dio di incoraggiarli, di dar loro la sua pace, la sua forza, la sua felicità.


“Spogliò sé stesso” (Fil 2,5-11)  «Abbiate in voi lo stesso sentimento

che è stato anche in Cristo Gesù,                                                                                                      
il quale, pur essendo in forma di Dio,non considerò l’essere uguale a Dioqualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso,prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso,facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.»   Paolo ai Filippesi 2,5-11

Buon compleanno


Buon 76° compleanno, Howard Zehr (nato il 2 luglio 1944)! #Mennonite#pacifista. Fotoreporter. Esperto nella risoluzione dei conflitti. Pioniere nel campo della giustizia rigenerante. Laurea al Morehouse College. Autore di ′′ Il Little Book of Restorative Justice ′′ (2002), tra molte altre opere. Nato a Freeport, Illinois.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.



Buon compleanno Medgar Evers (2 luglio 1925 giugno 1963)! Attivista per i diritti civili. Organizzatore della Comunità. Segretario sul campo alla NAACP in Mississippi. Assassinato nel vialetto della sua casa a Jackson da un membro del Consiglio dei cittadini bianchi. Aveva 37 anni. Nato a Decatur, Mississippi. Morto a Jackson, Mississippi. Seppellito nel cimitero Nazionale di Arlington, Arlington, Virginia.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.

Poesia

FEARS

Let us pray

Thy will be done

As we face our fears

One by one

David Herr PAURA

Preghiamo

La tua volontà sia fatta

Mentre affrontiamo le nostre paure

Uno per uno

David Herr

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Meeting Minutes del 1/7/2020

Meeting Ninutes del  1/7/2020

“Gesù sta di fronte a Dio come l’ubbidiente e il libero. Come ubbidiente fa la volontà del padre seguendo ciecamente la legge comandatagli. Come libero risponde sì a quella volontà proprio riconoscendola spontaneamente, con occhi aperti e cuore gioioso; la crea quasi da se stesso diffondendola ex novo”

Dietrich Bonhoffer

“Da Rittelmeyer:
‘La primissima cosa che viene donata all’uomo, la “vita”, è ciò che al suo culmine egli dovrà faticosamente guadagnarsi: la “vita”. Tra la “vita” che abbiamo ricevuto e la “vita” che dobbiamo ricevere, oscilla la nostra “vita”, quella che, al momento, viviamo oppure non “viviamo”. “

Etty Hillesum

In memoria


In questa data nel 1819 (1 luglio), morì Jemima Wilkinson. (Nato il 29 novembre 1752.) #pacifista#abolizionista. Cresciuta in una severa casa di #quaccheri a Rhode Island. Fondatrice nel 1783 della Società degli Amici Universali. Avvocato per la semplicità in abito e stile di vita. Dopo un’esperienza di quasi morte nel 1776, Jemima cambiò il suo nome in ′′ Publick Universal Friend.” L ‘ Amica ha smesso di usare pronomi di genere, venendo a credere che non fossero né maschi né femmine. Ho guadagnato un enorme seguito che si limitava allo status cult. Considerata come una figura messianica da molti. La missione dell’Amico: predicare un ′′ mondo perduto e colpevole, pettegolezzo, morente.” Fondatorrice di una comunità utopica vicino al lago Seneca, New York, nel 1788. La casa dell’Amica a Gerusalemme, New York, è ancora in piedi .. Nato a Cumberland, Rhode Island. Morto vicino all’attuale Penn Yan, New York.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.

Buon Compleanno


Buon compleanno Mary Calderone (1 luglio 1904-ottobre. 24, 1998)! #Quaker#pacifista. attrice. Medico. Scrittrice. Speaker. Avvocato della sanità pubblica. Pioniera dell’educazione sessuale. Direttore medico di Planned Parenthood. Presidente e cofondatore del Consiglio dell’Informazione e dell’istruzione degli Stati Uniti (SIECUS). Nato a New York City. Morto in Piazza Kennett, Pennsylvania.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.

Per quanto possiamo parlarne,

tutte le nostre parole a proposito della preghiera

non potranno mai eguagliare quel che l’esperienza insegna.

La preghiera ha bisogno dell’esperienza.

Preghiera è essenzialmente fare esperienza.

Preghiera è essenzialmente

fare esperienza della Presenza di vina.

Al di fuori di questa esperienza di Dio

non c’è preghiera

Matta el Mrskin

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Free Patrick Zaky. L’appello del rettore dell’Università di Bologna

30.06.2020 – Articolo 21

Free Patrick Zaky. L’appello del rettore dell’Università di Bologna
(Foto di Articolo 21)

“Ho appreso dell’annuncio fatto dal Presidente egiziano al-Sisi di concedere la grazia a 530 detenuti nell’ambito delle misure di contrasto al Covid-19. Faccio appello al Governo italiano, alla Commissione Europea, alle numerosissime istituzioni che hanno aderito alla nostra mozione e a tutte le università del mondo che come noi hanno sottoscritto i principi della Magna Charta affinché si uniscano all’Alma Mater e facciano sentire la propria voce. E’ l’occasione per mettere fine a questa assurda vicenda e poter restituire Patrick alla sua vita e ai suoi studi. Spero di poterlo riabbracciare presto qui a Bologna”.

Lo scrive in una nota Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna.

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Meeting Minutes del 30/6/2020

Ieri dopo l’ennesimo intervento omofobo contro i pride ho abbandonato la Lista inglese su Facebook “Quaccheri cristiani”: abominevole non solo per le immagini che raffidurano il divino ma il letteralismo che impiegano da ignoranti di teologia ed ermeneutica… Rimaniamo come autonomi, come espressione spirituale del cristianesimo libero, non agganciabili ad altre realtà. Qui non ci mettono piede. Loro!

“Quanto meno ti aspetti, tanto più ricevi “
Etty Hillesum

“Potete sempre dar qualcosa, non foss’altro che gentilezza.” – ANNE FRANK

L’uomo di responsabilità, che sta fra legame e libertà e che deve osare, in quanto legato, agire in libertà, non trova la sua giustificazione nel legame ovvero nella libertà, bensì soltanto in colui che lo ha posto in questa situazione, umanamente impossibile chiedendo che egli agisca. Il responsabile consegna sé e le proprie azioni a Dio.

In memoria

In questa data nel 1565 (30 giugno), Matthias Servaes fu eseguito decapitando a #Colonia, Germania. Era un predicatore #anabattista, un tessitore di lino per commercio. Lo specchio dei martiri comprende 10 lettere che ha scritto di prigione (vedi pp. 688-703).
~ La serie di esecuzioni anabattiste di Marginal Mennonite Society.

In questa data nel 1551 (30 giugno), Theunis van Hastenrath (ovvero Teunis van Hastelraed) è stato bruciato sul rogo di #Linnich, Germania. Era un anziano #anabattista. Vedi lo specchio dei martiri, pp. 495-496.
~ La serie di esecuzioni anabattiste di Marginal Mennonite Society.


Buon Compleanno


Buon 68° compleanno, Nozizwe Madlala-Routledge (nato il 29 giugno 1952)! #Quaker#pacifista#comunista. Attivista antipartheid. Attivista dell’AIDS. Ministro della Salute sudafricano dal 2004 al 2007. Nato a KwaZulu-Natal, Sud Africa.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.


Buon compleanno, Kwame Ture (ovvero Stokely Carmichael) (29 giugno 1941-Novembre. 15, 1998)! Attivista per i diritti civili. Attivista anti-guerra. Pan-africanista. Socialista. Diplomato al Bronx High School of Science. Diplomato alla Howard University. Leader del Comitato di Coordinamento non violento studentesco (SNCC). Leader nel Partito della Pantera Nera. Partecipante alle Freedom Rides del 1961. Popolarizzò la frase ′′ Black Power.” Arrestato e imprigionato molte volte per atti di disobbedienza civile. Nato nel porto di Spagna, Trinidad e Tobago. Morto a Conakry, Guinea.
~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society.


Meditazione

Certo, ci sono tante preghiere non esaudite. Chi prega, forse da anni, per una certa cosa, e non l’ottiene, sa che cosa significa «preghiera non esaudita». Ci si aggrappa alla promessa, ma l’esaudimento non viene. È un’esperienza amara: si ha l’impressione di pregare invano. È vero però che preghiera non esaudita non vuol dire preghiera non ascoltata. E neppure preghiera senza risposta. Solo che la risposta può essere così diversa da quella che ci aspettavamo, che ci riesce difficile riconoscerla come risposta. È comunque un fatto che c’è anche un silenzio di Dio.

E di fronte al silenzio del Signore, può nascere lo scoramento, la delusione, l’abbandono di ogni forma di fede.

Un’esperienza traumatica, quella del silenzio di Dio, che va presa sul serio, senza cercare di giustificare Dio ma anche senza ricorrere alle facili scorciatoie devozionali che un certo tipo di spiritualità propone riguardo al dolore e alla sofferenza. Gesù Cristo, esortandoci a chiedere a Dio qualsiasi cosa, ha forse esagerato? Avrebbe fatto meglio a promettere di meno? Certo, per un credente, quel silenzio resta un mistero: e a volte è davvero difficile continuare a credere che Dio sia anche un “padre” amorevole e sollecito.

Mi è capitato tra le mani un libretto, un capolavoro pubblicato nel 1946 dal titolo “Yossl Rakover si rivolge a Dio”. Si tratta dell’ultimo messaggio scritto da un ebreo, Yossl Rakover appunto, nel ghetto di Varsavia, mentre il cerchio della morte nazista si stringeva, minuto dopo minuto, intorno a lui. Sentite le sue parole, che il filosofo Levinas aveva definito “un salmo moderno”, nel quale “tutti noi superstiti riconosciamo con sbalordito turbamento la nostra vita”: “Ti voglio chiedere Dio, e questa domanda brucia dentro di me come un fuoco divorante: che cosa ancora sì, che cosa ancora deve accadere perché Tu mostri nuovamente il tuo volto al mondo? Ti voglio dire in modo chiaro e aperto che ora più che in qualsiasi tratto precedente del nostro infinito cammino di tormenti, noi torturati, disonorati, soffocati, noi sepolti vivi e bruciati vivi, noi oltraggiati, scherniti, derisi, noi massacrati a milioni, abbiamo il diritto di sapere: dove si trovano i confini della Tua pazienza?”.

Sono parole durissime, che dovrebbero farci riflettere anche sulle immani tragedie dei nostri giorni, così vicine a noi. La Parola della promessa, a cui noi credenti ci affidiamo, ci dice che affidarsi a Dio non è mai sbagliato; la vita di Gesù, a cui noi credenti guardiamo, ci dice che affidarsi a Dio non è mai sbagliato. Io credo, per parte mia, che a Dio possiamo chiedere ogni cosa, ma questo non vuol dire che dobbiamo ottenere ogni cosa. Lo ripeto: affidarsi a Dio non è mai sbagliato. Ma proprio l’esperienza stessa di Gesù ci insegna che «una cosa è chiedere, un’altra è pretendere», aspettandosi un esaudimento automatico e quasi magico. Gesù ha chiesto che bere il calice amaro gli fosse risparmiato, ma non lo ha preteso. Ciò che veramente Dio non nega mai a chi glielo domanda con cuore sincero è lo “Spirito Santo”, dice il testo di Luca, ossia la forza di continuare ad amare e accettare di essere amati anche attraverso le prove più dolorose e drammatiche della vita.

Capisco però che ci si può stancare di credere. Ci si può stancare di Dio. Si può abbandonare la partita, si può, come si dice, perdere la fede. È successo anche a Gesù, non di perdere la fede, ma di perdere discepoli: «Molti dei suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavano più con lui» (c’è scritto nel vangelo di Giovanni). C’è chi di fronte alle sofferenze del mondo e della vita, nella morsa della contraddizione tra ciò che crede e ciò che vede, non ce la fa più a continuare a credere, «sperando contro ogni speranza» come dice Paolo nella lettera ai Romani. È una cosa tristissima, una sconfitta per l’uomo e per Dio, ma succede. Che dire? Non c’è nulla da dire, c’è solo da portare, con chi non ce la fa più, un po’ del peso delle prove che sembrano aver spento in lui, almeno per ora, la fiamma della fede. Niente di più e niente di meno.

Però, proprio come insegna la vicenda di Cristo, dopo una morte ci può essere una resurrezione. Vale per la vita umana, vale per l’amore, può valere anche per la fede. Come ci può essere un venerdì santo della fede – “speravamo che fosse lui, Gesù, che avrebbe riscattato Israele!” dicono i discepoli di Emmaus “e invece…” – così la fede può risorgere, come è risorta quella dei suoi discepoli davanti alla tomba vuota, davanti al corpo risorto, davanti allo spezzare in pane insieme.

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La Francia, con la sua ‘force de dissuasion’, e la NATO nel contesto geostrategico passato e attuale

29.06.2020 – Parigi – Luigi Mosca

La Francia, con la sua ‘force de dissuasion’, e la NATO nel contesto geostrategico passato e attuale
(Foto di CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62269)

E’ il 7 marzo 1966 quando il Generale De Gaulle annuncia al Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO , in modo da ritrovare sul suo territorio l’intero esercizio della sua sovranità, e cio’ nonostante il fatto che la Francia fosse stata uno dei suoi principali membri fondatori nel 1949.

Gli Stati Uniti dovettero allora evacuare 27000 soldati, 37000 funzionari e 30 basi, tra aeree, terrestri e navali.

Il motivo di questa decisione fu il rifiuto da parte di De Gaulle della posizione egemonica degli Stati Uniti in seno all’Alleanza Atlantica. Di fatto però la Francia rimase poi sempre un ‘partner’ dell’Alleanza Atlantica, benché in posizione sovente critica. La Francia ha poi raggiunto di nuovo il comando integrato della NATO per iniziativa di Nicolas Sarkozy nel 2009, senza pero’ accogliere di nuovo delle basi dell’Alleanza Atlantica.

Per quanto riguarda in particolare le armi nucleari, la Francia ha sviluppato, in modo autonomo, la sua “ forza di dissuasione”, dotandosi dapprima della bomba A (a fissione nucleare) nel 1960 e poi della bomba H (a fusione termo-nucleare) nel 1968.

La Francia ha effettuato , per lo sviluppo del suo arsenale, 210 test nucleari , dei quali 50 nell’atmosfera (4 nel Sahara algerino nel 1960-1961 e 46 in Polinesia tra il 1960 e il 1974) e gli altri 160 in siti sotterranei, nel Sahara (13) dal 1961 al 1966 e nella Polinesia Francese (147) tra il 1966 e il 1996.

La Francia ha poi ratificato il TICE (Traité d’Interdiction Complète des Essais Nucléaires) (= CTBT in inglese) il 6 aprile 1998.

Da allora la Francia ha sviluppato l’istallazione ‘Laser MégaJoule’, nel centro CESTA ( Centre d’Etudes Scientifiques et Techniques d’Aquitaine), presso Bordeaux, per cercare di ‘simulare’ dei test nucleari, al fine di contribuire alla modernizzazione del suo arsenale nucleare.

Inoltre la Francia ha stretto un accordo di cooperazione con il Regno Unito (Trattato di Lancaster House del 2010) soprattutto per la modernizzazione delle rispettive armi nucleari, in particolare al Centro CEA-DAM di Valduc, presso Digione.

Quanto alle numerose vittime dei test nucleari francesi , il loro riconoscimento come tali ed il loro ‘risarcimento’ sono rimasti sinora molto parziali nonostante tutte le insistenti iniziative da parte di esponenti della società civile per ottenere giustizia da parte del governo francese.

Durante la guerra fredda l’arsenale nucleare francese raggiunse il numero di 600 bombe, per poi scendere a circa 300 bombe : 250 bombe H da 150 Kt (cioè 10 volte la potenza della bomba di Hiroshima) e 50 bombe H da 300 Kt, quindi in totale una potenza distruttiva equivalente a quella di 3500 bombe di Hiroshima.

Ecco in sintesi la configurazione attuale :

– la ‘ Force Océanique Stratégique (FOST)’ basataalla penisola dell’ Ile Longue, nei pressi di Brest, con 3 sottomarini SNLE ( S ous-marins N ucléaires L anceurs d’ E ngins) (più uno di scorta), dotati ciascuno di 16 missili ( M51 ), con fino a bombe nucleari ciascuno. Di questi almeno 1 sottomarino è sempre in stato d’allerta. Questi nuovi missili M51 possono raggiungere Pechino (9000 Km), mentre i precedenti M45 avevano una portata massima di « soltanto » 6000 km.

– la ‘ Force Aerienne Stratégique (FAS)’ , di base a Istres, con 54 missili ASMP-A (**) per i 50 caccia-bombardieri a capacità nucleare Rafale .

– la ‘ Force Aéronavale Nucléaire (FANu)’ con la porta-aerei “ Charles De Gaulle ”, capace di accogliere fino a 36 caccia-bombardieri Rafale. E’ poi in corso di progettazione una porta-aerei di nuova generazione e di dimensioni maggiori per sostituire la “Charles De Gaulle” che arriverà in ‘fin di vita’ intorno al 2038 .

– la sola base terrestre di lancio di missili a testata nucleare, situata sul ‘ Plateau d’Albion’, nel Vaucluse, venne chiusa definitivamente nel 1999.

Quanto al potenziale umano e finanziario dedicati al nucleare militare in Francia, ecco qualche cifra :

– il personale : al CEA (***) (DAM = Direction des Applications Militaires) sono 5000 tra ricercatori, ingegneri, tecnici e amministrativi, ai quali si aggiunge il personale per la realizzazione e la gestione dei ‘vettori’ e dei sistemi di lancio (missili, aerei, sottomarini e porta-aerei)

– il budget : 4,5 miliardi di Euro nel 2019, e poi in aumento fino a 6 miliardi nel 2023. Il budget previsto per il rinnovo dell’intero sistema di armamenti nucleari (peraltro da poco rinnovato !) è di 37 miliardi di Euro, in modo da ‘coprire’ il periodo sino almeno al 2070 con la ‘force de dissuasion nucléaire’.

Quanto alla ‘ dottrina ’ della Francia riguardo la sua “ force de dissuasion ”, questa viene presentata in chiave difensiva (‘ strictement défensive et suffisante ’, ‘ clef de voûte de la stratégie de défense ’ et ”assurance-vie de la Nation ”), affermando che essa verrebbe effettivamente utilizzata solo nel caso che venissero colpiti degli “ interessi vitali ” (non meglio precisati) della Nazione. In tal caso verrebbe effettuato dapprima un “ ultime avertissement ” consistente nel lancio di una sola bomba nucleare, con lo scopo di “ ristabilire la dissuasione ’, cosa che molto più probabilmente scatenerebbe invece una guerra nucleare !

D’altra parte, il posizionamento attuale della Francia in seno alla NATO non è molto sereno: recentemente, ad esempio, Emmanuel Macron ha dichiarato che la NATO si trova in stato di “ morte cerebrale ” e chiaramente spinge per una Difesa dell’Europa il più possibile indipendente dagli USA. Quanto alla ‘ force de dissuasion ’ francese, ha proposto di estenderne la portata anche ad altri paesi dell’Unione Europea, senza peraltro precisarne le modalità.

Una situazione di crisi si profila anche in Germania riguardo alle ≈ 20 bombe B61 degli USA di stanza sul suo territorio. Inoltre il posizionamento della Turchia in seno alla NATO appare alquanto ‘schizofrenico’ …, mentre i paesi dell’Est sono molto ‘pro NATO’, specificamente in funzione anti-russa.

D’altra parte la Francia ha proposto alla Comunità Internazionale l’adozione di un Trattato che impegnerebbe i contraenti a fermare definitivamente la produzione di materiale fissile di qualità militare (Plutonio 239 e Uranio altamente arricchito nell’isotopo 235) : l’ FMCT ( Fissile Material Cut-off Treaty). La Francia ha certo smantellato le sue unità di produzione nel 1996 (a Marcoule per il Plutonio 239 e a Pierrelatte per l’Uranio altamente arricchito), ma manterrebbe pero’ il suo stock attuale di circa 50 tonnellate di Plutonio e 26 tonnellate di Uranio altamente arricchito. Questo fatto ha contribuito a far si’ che sinora questa proposta è rimasta senza seguito da parte degli altri Stati nucleari.

La Francia ha d’altra parte criticato la dissoluzione del Trattato INF (Intermediate range Nuclear Forces) iniziato con l’accordo tra Gorbatchev e Reagan nel 1987, che aveva permesso l’eliminazione della quasi totalità dei missili a portata intermedia in Europa (≈ 2700), come pure ha criticato l’uscita unilaterale degli USA dal Trattato di Vienna del 2015 sul programma nucleare dell’Iran (il JCPOA = Joint Comprehensive Plan of Action) ed ha cooperato con la Germania et l’UK per instaurare l’INSTEX (Instrument in Support of Trade Exchanges) al fine di facilitare gli scambi commerciali con l’Iran.

Riassumendo : la Francia considera il suo comportamento nei confronti dell’articolo VI dell’NTP come ‘esemplare’ , in quanto ha dimezzato il suo numero di bombe rispetto al tempo della Guerra fredda (da 600 a 300), ha soppresso la sua sola base di lancio terrestre (al Plateau d’Albion), ha ratificato il Trattato CTBT ed ha ‘lanciato’ il Trattato FMCT, dopo aver smantellato le sue due unità di produzione di materia fissile (Plutonio e Uranio altamente arricchito).

In realtà , la sua cooperazione con l’UK per modernizzazione le armi nucleari, l’aumento del 50% della portata dei suoi missili (da 6000 Km a 9000 Km), la messa in cantiere di un ulteriore rinnovo dell’insieme del suo armamento nucleare, dopo averlo già rinnovato recentemente, nella prospettiva di un mantenimento della ‘force de dissuasion’ sino ad almeno il 2070 : tutto cio’ comporta una violazione flagrante dell’Articolo VI dell’NPT .

D’altra parte la Francia ha osteggiato tutto il processo cha ha portato all’adozione e poi alla firma e ratifica in corso del TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), facendo anche di tutto per sabotarlo (peraltro con scarso successo).

E’ chiaro quindi che la Francia , non solo non vuole, ma neppure potrebbe nelle condizioni attuali aderire al TPNW : per poterlo fare dovrebbe infatti soddisfare all’articolo IV del TPNW che richiede un impegno preciso di disarmo nucleare, secondo una road-map che deve essere approvata dagli Stati già parti al Trattato.

Si tratta quindi ora di “aiutare” la Francia a soddisfare tale condizione. In che modo?

Vi è forse una ‘pista’ , partendo dalla constatazione che cio’ che principalmente motiva il mantenimento e la modernizzazione della ‘force de dissuasion’ della Francia, come delle altre potenze nucleari occidentali, è il cosiddetto “ pericolo russo ”, cioè il considerare la Russia come ‘nostro nemico’ .

Ora Emmanuel Macron da qualche tempo insiste sulla necessità di aprire un dialogo con la Russia , ed inoltre anche diversi altri paesi europei, come la Germania, l’Italia, Il Belgio, Cipro e la Slovacchia, che hanno degli interessi comuni con la Russia, potrebbero associarsi in questo tipo di iniziativa per disinnescare le tensioni che si concentrano lungo i ‘paesi frontier a’: i 3 Paesi baltici, la Polonia, la Romania, la Bulgaria e, ovviamente, l’Ucraina.

E’ importante capire che l’origine di queste tensioni si situa nell’enorme frustrazione (e umiliazione !) della Russia di Putin in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica e che è urgente aprire dei negoziati per innanzitutto trovare delle soluzioni soddisfacenti per le minoranze russofone, che costituiscono altrettante ‘bombe a ritardo’ in tutti questi paesi alla frontiera con la Russia, come purtroppo si è già visto nel caso dell’Ucraina.

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(**) ASMP-A = Air-Sol Moyenne Portée -Amélioré

(***) CEA = Commissariat à l’Energie Atomique et aux Energies Alternatives

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Meeting Minutes del 29-6-2020

Meeting Minutes del 29/6/2020

” Ci dovrebbe essere un atto di cedimento e rilassamento ogni sera: lasciare andare il giorno, con tutto quello che contiene “
Etty Hillesum

Molti uomini cercano un orecchio  che li ascolti, ma non lo trovano tra i cristiani che talvolta paelano quando dovrebbero ascoltare
Dietrich Bonhoeffer

In memoria

In questa data nel 1559 (28 giugno), tre donne sono state uccise annegando nel castello di Steen ad #Anversa, Belgio. Erano #Anabattisti. I loro nomi erano: Betgen de Haze, Neelken Jacobs e Mariken Fransse. (Vedi lo specchio dei martiri, p. 618.) Neelken, che aveva appena partorito, era la moglie di Adriaen Pan, giustiziato 10 giorni prima.
~ La serie di esecuzioni anabattiste di Marginal Mennonite Society.

« Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è, e può non essere là dove la religione è. Egli è presente dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo, odia la teologia, odia l’erudizione dei dottori della Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato. Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l’uomo. »
L. Ragaz

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Ottenuta la proroga degli sfratti richiesta dall’Unione Inquilini

28.06.2020 – Redazione Italia

Ottenuta la proroga degli sfratti richiesta dall’Unione Inquilini
(Foto di Controradio)

L’emendamento al decreto Rilancio cge proroga gli sfratti al 31 dicembre 2020 proposto da Unione inquilini e presentato dal deputato di Leu Fassina, è stato approvato.Saranno sospese quindi le esecuzioni di sfratto per unità immobiliari ad uso abitativo e anche gli sfratti per artigiani e commercianti.Si tratta di un risultato concreto che di fatto evita per tutto il 2020 a decine di migliaia di famiglie e anche a commercianti e artigiani di essere mesdi per strada o costretti a chiudere l’attività proprio durante ka difficile fase di post, speriamo, autunnale e invernale.Siamo soddisfatti di questo risultato ma certo le proroghe sfratti non sono il diritto alla casa. Che governo, regioni e comuni usino questo periodo per avviare politiche abitative strutturali senza consumo di suolo per realizzare un grande piano di edilizia residenziale pubblica a canone sociale.Cosi come si deve arrivare ad una riduzione degli affitti e alla abolizione del canale a libero mercato. Voglio infine ringraziare pubblicamente l’On Stefano Fassina perche è stato determinante per ottenere questo risultato.L’Unione Inquilini prosegue con coerenza e determinazione la sua lotta per il diritto alla casa anche in vista della IX Giornata Nazionale Sfratti Zero del.10 ottobre .Massimo PasquiniSegretario NazionaleUnione  Inquilini

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Meeting Minutes del 26/6/2020

O Dio di grazia, noi ti diamo lode

Meeting Minutes 28/6/2020

” Essere fedeli a tutto ciò che si è cominciato spontaneamente, a volte fin troppo spontaneamente.
Essere fedeli a ogni sentimento, a ogni pensiero che ha cominciato a germogliare.
Essere fedeli nel senso più largo del termine, fedeli a se stessi, a Dio, ai propri momenti migliori “
Etty Hillesum

Portare il pesa dell’altro significa reggere l’effettiva creatività dell’altro, riconoscera e raggiungerla nella sua brama di gioia
Dietrtich Bonhoeffer

In ricordo da “Un ponte verso Anna Franck”

FRANCO SCHONHEIT, IL RAGAZZO DI BUCHENWALD – 27 giugno 1927/ 14 gennaio 2020
“Siamo stati deportati nei campi in tre, mio padre, mia madre e io, e in tre siamo tornati: forse l’unica famiglia al mondo ad avere avuto questa fortuna. Cosa potete fare per portare avanti il ricordo e per comprendere il passato? Leggere, leggere, leggere”.

Franco Schönheit sul braccio aveva tatuato il numero di matricola 44862 del lager di Buchenwald.

Grazie, Franco per il tuo coraggio, per le tue preziose testimonianze.
Non ti dimenticheremo mai.

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Franco Schönheit nacque a Ferrara il 27 giugno 1927 e abitò con i genitori, Carlo e Gina Finzi in via Vignatagliata 79, sopra le scuole ebraiche e nel cuore dell’ex ghetto. Il 15 novembre 1943, nel giorno dell’eccidio del Castello, il padre Carlo venne imprigionato nelle carceri di Piangipane e liberato poi nel gennaio 1944.
Nel febbraio 1944 Franco venne arrestato insieme al padre e la madre e vennero condotti prima nel punto di raccolta in via Mazzini e poi inviati al campo di Fossoli. La famiglia venne poi divisa: Franco e il padre destinati al campo di Buchenwald e Gina a Ravensbruck.
Dopo la Liberazione ritornarono tutti e tre miracolosamente a Ferrara. Furono tre dei cinque ebrei ferraresi ritornati dai campi. Schönheit ha dedicato la sua vita a trasmettere la Memoria attraverso le sue testimonianze.

In questa data nel 1570 (27 giugno), una giovane donna di nome Neelken Jaspers è stata bruciata sul rogo di #Anversa, Belgio. Era una #Anabattista. Suo padre, Jasper de Taschringmaker, è stato bruciato sul rogo qui nel giugno 1569, e sua madre, Maeyken Janssens van der Goes, è stata bruciata qui nel novembre 1569. Lo specchio dei martiri contiene una lettera scritta da Neelken di prigione (vedi p .. 762). Lo stesso giorno, Herman Hermansz fu bruciato sul rogo, anche se il suo nome non appare nello specchio dei martiri.
~ La serie di esecuzioni anabattiste di Marginal Mennonite Society.

Ieri -per motivi di diverso fuso orario con gli USA – non abbiamo diffuso il ricordo e ce ne scusiamo


In questa data nel 1570 (27 giugno), una giovane donna di nome Neelken Jaspers è stata bruciata sul rogo di #Anversa, Belgio. Era una #Anabattista. Suo padre, Jasper de Taschringmaker, è stato bruciato sul rogo qui nel giugno 1569, e sua madre, Maeyken Janssens van der Goes, è stata bruciata qui nel novembre 1569. Lo specchio dei martiri contiene una lettera scritta da Neelken di prigione (vedi p .. 762). Lo stesso giorno, Herman Hermansz fu bruciato sul rogo, anche se il suo nome non appare nello specchio dei martiri.
~ La serie di esecuzioni anabattiste di Marginal Mennonite Society.

Buon compleanno


In questa data nel 1929 (28 giugno) morì Edward Carpenter. (Nato il 29 agosto 1844.) #Socialista#pacifista. Poeta. Filosofo. Ambientalista. Attivista gay. Avvocato per lo stile di vita semplice. Studente di religioni orientali. Noto come il ′′ santo nei sandali ′′ e il ′′ Padrino gay della sinistra britannica.” Coinvolto in una relazione lunga 37 anni con George Merrill. Nato a Brighton, Inghilterra. Sepolto nel cimitero di Guildford, Guildford, Inghilterra, insieme a George.
~ La serie dei cimitero degli eroi di Marginal Mennonite Society.

Abbiamo parlato nelle notizie del terrore del ritorno all’armamento mucleare, preghiamo oggi per la salvaguardia del Creato: non bastano le canzoni dei Pink Floyd


O Dio di grazia, noi ti diamo lode per il tuo amore infinito e per lo splendore della creazione, per le nostre vite e per la sorpresa dell’amore umano. Ti rendiamo grazie e ti preghiamo per tutte le coppie gay e lesbiche cristiane per aver suscitato in loro il desiderio di relazione, chiamandoli fuori dall’isolamento, dando loro forza contro il pregiudizio e contro la paura, stringendoli/e in un caldo abbraccio con tutti/e coloro che li amano. Spargi con abbondanza la tua benedizione su di loro possano crescere nell’amore reciproco, per Te e per il Tuo creato. Concedi loro di essere fedeli alle promesse di questa giornata negli anni che verranno e dà loro la forza che proviene dallo Spirito Santo, così che possano crescere nell’amore, nella gioia e nella pace del nostro Salvatore Gesù Cristo.

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“Two Suns in the Sunset” dei Pink Floyd viene ripubblicata mentre si riaccende la corsa agli armamenti nucleari

27.06.2020 – Ginevra, Svizzera – Pressenza London

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseTedescoGreco

“Two Suns in the Sunset” dei Pink Floyd viene ripubblicata mentre si riaccende la corsa agli armamenti nucleari
(Immagine di UNFOLD Zero)

Nel mese di gennaio di quest’anno il gruppo degli scienziati della rivista Bulletin of Atomic Scientists ha impostato il “Doomsday Clock” ( l’Orologio dell’apocalisse NdT) a 100 secondi dalla mezzanotte, indicando che il mondo si sta avvicinando più che mai ad un disastro catastrofico causato dai cambiamenti climatici o dalle armi nucleari.

Poi è arrivato il pandemico colpo del coronavirus, una minaccia comune per l’umanità che avrebbe dovuto generare un po’ di buonsenso tra i leader degli Stati in possesso di armi nucleari, ed evocare una pausa o addirittura un’inversione della corsa agli armamenti nucleari.

La Corea del Nord ha incrementato le tensioni distruggendo l’ufficio di collegamento Nord-Sud a Kaesong. E l’amministrazione americana ha fornito ulteriore combustibile all’incendio rivelando di stare prendendo considerazione la ripresa dei test nucleari, in risposta alle accuse non dimostrate secondo cui la Russia e la Cina stanno conducendo test nucleari a basso rendimento.

Ripubblicazione di “Two Suns in the Sunset”

Sabato scorso (20 giugno 2020), Roger Waters ha risposto alla “follia” della continua corsa agli armamenti nucleari, registrando e rilasciando una nuova versione della canzone antinucleare dei Pink Floyd “Two Suns in the Sunset”.

Waters è un sostenitore della campagna Move the Nuclear Weapons Money (definanziamento delle armi nucleari NdT) ed ha registrato la canzone con un gruppo di musicisti che hanno sostenuto l’iniziativa dalle proprie case a causa della pandemia del coronavirus.

La registrazione si apre con un avviso sullo schermo: “Siamo a cento secondi dalla mezzanotte dell’Orologio dell’apocalisse. La Razza Umana non è mai stata così vicina alla catastrofe nucleare come in questo momento. ”

Traduzione dall’inglese di Nadezda Chub

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