Le avventure di Franco Perna, quacchero, col MIR/ IFOR

Da www.quaccheri.wordpress.com :

La testimonianza di Franco Perna, uno dei primi quaccheri italiani nel dopoguerra

(per gentile concessione dell’interessato a Maurizio Benazzi, apparso in “Vivere la nonviolenza”  MIR-MN, luglio 2000)

I miei primi contatti col MIR (Movimento Internazionale Riconciliazione)/ IFOR (International Fellowship of Reconciliation) risalgono alla fine degli anni ’50 grazie al Centro ecumenico di Agape che frequentavo spesso, abitando all’epoca a Rivoli. Tullio Vinay ne era allora direttore.

Durante il campo invernale 1959-60, sempre ad Agape https://www.facebook.com/Agape , intitolato Processo all’obiettore di coscienza, decisi che – forte anche dell’esperienza  fatta con Danilo Dolci in Sicilia e nei campi di lavoro ecumenici in vari Paesi, dall’Irlanda alla Palestina – non avrei mai prestato servizio militare, pronto ad accettare le conseguenze.

I rapporti con la sezione giovanile dell’IFOR a Londra si intensificarono e ad un incontro europeo tenutosi in Danimarca (estate 1960) mi venne chiesto di collaborare con l’IFOR per promuovere e consolidare il lavoro dei giovani attraverso l’Europa.

Accettai ben volentieri e circa tre anni al servizio del MIR/IFOR si rivelarono i più belli  della mia vita. Dalla Svizzera e dalla Germania, dove vivevo da un anno, tra lavoro e studi, mi trasferii quindi a Londra.

Un primo progetto fu la partecipazione ad un viaggio di studio e incontri (novembre 1960) nei Paesi scandinavi insieme ad altri giovani obiettori, uno belga, l’altro tedesco. A questo seguì una “tournèe” europea  (marzo-aprile 61) che portai a termine da solo, ma con l’appoggio logistico di gruppi locali e di Heinz Kloppenburg, segretario IFOR per i paesi di lingua tedesca.

I miei viaggi, gli incontri e il lavoro in generale venivano poi arricchiti con articoli e interviste su vari giornali, nei diversi paesi, soprattutto in Gran Bretagna (“Peace News”, “British Weekly”, “Reconciliation”) e in Italia (“La Luce”, “Gioventù evangelica”, “L’incontro”, “Azione nonviolenta”, “Il potere di tutti”…).

Gli anni ’60 furono segnati da un susseguirsi quasi frenetico di attività per la pace. Anche il MIR italiano ne beneficiò, sostenendo fra l’altro un Campo studi internazionale ad Agape sulla comunità metodista di Rapolla in Basilicata. Per un periodo, inoltre, ebbi l’incarico dall’ufficio IFOR di Londra di dare una mano ad Aldo Capitini per l’organizzazione della prima Marcia per la Pace e la nonviolenza, Perugia-Assisi, cui parteciparono circa 25.000 persone (settembre ’61).

Intanto all’estero altri progetti si preparavano e in nome dell’IFOR partecipai ai lavori della Conferenza per la Pace , iniziata dal teologo cecoslovacco Joseph Hromantka, di Praga; raccolsi l’invito per visitare le chiese battiste e ortodosse dell’Unione Sovietica  (Mosca, Leningrado e Riga), e mi recai anche ad un campo di lavoro del Servizio Civile Internazionale in Polonia (estate ’61).

Terminato il servizio con l’IFOR seguii un’idea di Hildegard e Jean Goss-Mayr, trasferendomi a Vienna (1963) sia per imparare il tedesco, sia per essere più vicino al lavoro Est-Ovest cui Hildegard e Jean dedicavano molto tempo.

Continuai, quindi, a collaborare alla Conferenza di Praga, soprattutto nella sezione giovanile, guidata da Milan Opochenski  (più tardi figura importante del mondo luterano ed ecumenico a Ginevra). Da Vienna (estate ‘63) partii per un lungo viaggio (in autostop!) attraverso tutti i paesi dell’Est Europeo, eccetto l’Albania, allora impenetrabile come singolo cittadino, dato il clima di guerra fredda, nonché i suoi stretti legami con la Cina comunista. Scopo di questo viaggio, che mi portò fino a Kiev e a Mosca per un incontro studentesco sulla coesistenza pacifica, era per me rendermi conto dal basso di come la gente comune viveva nella società social-comunista e promuovere i contatti e la collaborazione Est-Ovest. Ritornato a Londra per frequentare un corso di studi in relazioni internazionali (ottobre ’63), ripresi i contatti con l’ufficio dell’IFOR, il quale volle dare spazio alle mie esperienze nell’Est, invitandomi a condividerle ovunque si presentasse una possibilità. Fu così che presi parte ad una grande assemblea mondiale di giovani per le Nazioni Unite tenutasi a Oxford, dove conobbi un simpatico giornalista maltese che si occupò poi della pubblicazione sul suo giornale, in serie, del resoconto dettagliato delle mie esperienze nell’Est europeo.

Intanto la branca americana dell’IFOR stava preparando un vasto giro d’incontri con gruppi giovanili attraverso circa 20 stati, più Canada, e mi invitò per condividere le mie esperienze, con l’ausilio di una serie di diapositive prese da me. Il viaggio durò oltre tre mesi e contribuì alla mia apertura verso nuove realtà, in particolare dei diritti civili negli USA e delle forze reazionarie di estrema destra capeggiate dal senatore Barry Goldwater e dal Ku Klux Klan (vedi “Azione Nonviolenta”, ottobre 1964).

Negli USA, a quell’epoca, c’era grande agitazione: l’assassinio di Kennedy, la guerra in Vietnam, la nonviolenza attiva di Martin Luther King stavano scuotendo la coscienza americana. L’IFOR ed altri gruppi (quaccheri, mennoniti, ecc.) formavano una certa avanguardia, sostenendo e immedesimandosi, nell’azione di M. L. King, cui venne anche attribuito, proprio in quell’anno (1964) il premio  Nobel per la Pace.

Rientrato in Europa (ottobre 1964) ripresi gli studi, continuando però la mia collaborazione con gruppi pacifisti religiosi, orientati verso la pace e la giustizia sociale, in particolare i quaccheri, cercando d’informare all’estero su quanto accadeva in Italia (erano gli anni del primo esperimento del centro sinistra). Il MIR intanto aveva aperto una sede permanente a Roma, dove si tenevano incontri e dibattiti aperti a tutti. Data la mia situazione particolare quale obiettore di coscienza all’estero, avevo il diritto di rientrare in Italia una volta all’anno per 60 giorni. Sfruttavo regolarmente tale concessione del Consolato italiano di Londra per rivedere i miei famigliari, ma anche per mantenere i contatti con Capitini, dandogli una mano al Centro della Nonviolenza in Via Filosofi a Perugia. Durante questi soggiorni in Italia ebbi anche la fortuna d’incontrare (accompagnando Jean Goss e facendogli da interprete)persone preziose quali don Lorenzo Milani a Barbiana, Giorgio La Pira, Dorothy Day (cofondatrice del “Catholic Worker”, USA) che veniva spesso in Europa, ed altre ancora, soprattutto ad Agape.

Nel 1965, anno delle Nazioni Unite per la cooperazione mondiale, Capitini e l’IFOR mi chiesero di partecipare ad un progetto Est-Ovest sul Danubio,   percorrendo il fiume dall’Austria alla Romania su un battello, soffermandoci in ogni porto per incontrare la gente del  luogo. Un viaggio di gran successo (vedi “Azione nonviolenta” agosto-settembre 1965. Il mio impegno per la pace si manifestava meglio attraverso attività pratiche, quali i Campi di lavoro internazionali. Decisi quindi di accettare un’offerta di servizio presso il Comitato di coordinamento per il servizio volontario internazionale dell’UNESCO. Questa esperienza a Parigi mi aprì la strada per una lunga e intensa collaborazione col Servizio Civili Internazionale (SCI) come coordinatore e animatore, a più riprese, tra la fine degli anni ’60 e ’80. Come è noto, il SCI fu fondato nel 1920 dal segretario dell’IFOR  Pierre Ceresole, che in seguito divenne quacchero, per dare un’espressione pratica all’impegno per la pace: “Fatti non parole”… ma questa è un’altra storia.

Ritornando al MIR/IFOR, e per concludere, desidero accennare ai mutamenti e allargamenti del movimento, grazie anche  all’opera di collaboratori fedeli e instancabili come Jean e Hildegard Goss-Mayr, soprattutto in America Latina, nonché Asia e Africa. Le aperture del MIR/IFOR verso altre religioni e movimenti laici non possono che arricchire la sua opera, aggiungendo nuovi significati e contenuti. Grazie a tale collaborazione (o fusione, come avvenuto in Belgio), il movimento oggi è presente in una settantina di Paesi e in tutti i continenti.

Da parte mia ho cercato di seguire il MIR/IFOR, purtroppo non regolarmente, mantenendo certi contatti con la segreteria internazionale, particolarmente durante gli anni in cui David Attwood (anch’egli quacchero) ne era responsabile, partecipando – in parte- anche al grande raduno tenutosi in Svezia (agosto 1996).

Franco Perna

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Prima iniziativa di meditazione giornaliera in Italia su whatsapp

Il primo punto di meditazione giornaliera in Italia su whatsapp al 324 6666477: in questi mesi offriamo a tutti la possibilità di ricevere gratuitamente sul proprio cellulare una riflessione di Dietrich Bonhoeffer; nei mesi successivi ci concentreremo anche su altri martiri o testimoni, per il risveglio spirituale personale.
Basta inviare la semplice richiesta. E’ una iniziativa quacchera.

Non è necessario che nella meditazione ci sforziamo di pensare e di pregare verbalmente. Il pensiero e la preghiera silenziosi, che derivano solamente dall’ascolto, possono essere spesso più utili.
D. Bonhoeffer

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Chi è il blogger?

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Chi è il blogger?

Maurizio Benazzi è nato a Busto Arsizio (VA) il 5 ottobre 1963 e risiede a Olgiate Olona in provincia di Varese: E’ un ragioniere e diplomato in età matura in Teologia dai Valdesi con i voti più elevati. Ha sostenuto esami anche per la Laurea in Scienze Storiche e religiose fino a 3 esami dal secondo titolo accademico, presso La Sapienza di Roma. Dal 2002 scrive sulla rete su argomenti di carattere ecumenico, di Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato. Diritti civili e umani. Prima di giungere al quaccherismo ha attraversato dalla chiesa cattolica tutte le chiese protestanti in Italia e conosciuto chiese evangeliche.

Opta per un culto programmato quacchero cristiano sul web, dopo aver sperimentato in passato il solo silenzio. Anticonformista.

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Passaparola

Penso alla gentilezza, all’amore, all’accoglienza e alla dedizione che Gesù mostrò agli esseri umani, e anche in particolare alle donne, in quell’epoca non giudicate al pari degli uomini.
Penso al comandamento nuovo di Gesù « Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. » (Luca 6,31): come possiamo accettare la violenza su una donna non solo in ambito sociale ma soprattutto famigliare? Dove si registra il maggior numero di casi in Italia.
Iniziamo a parlarne il 19 luglio insieme, cercando di capire i tanti modi di fare violenza alle donne, amiche o compagne di vita. Cercando di superare i silenzi che ci sono anche nel recente documento ecumenico del marzo scorso. Esiste anche la violenza economica, psicologica oltre a quella fisica, sessuale e allo stalking.
Cerchiamo di capire meglio per chiedere che la nostra ispirazione sia più profonda. Abbiamo solo il passaparola per condividere l’evento della veglia di preghiera contro la violenza sulle donne del 19 luglio.
Dacci una mano, come puoi. Grazie

Link operativo anche per chi non è iscritto a Facebook

https://www.facebook.com/events/1444415742531263/

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Camminiamo nel cristianesimo

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Ho iniziato a prendere contatti in America con Ohio Yearly Meeting, un raggruppamento mondiale di quaccheri cristiani, a cui mi sento vicino per gli studi di teologia che ho fatto sia presso i valdesi che altrove, in Sapienza o come autodidatta: di fronte alla violenza e la cacciata dei cristiani da Mosul e molte altre realtà, è importante anche la testimonianza cristiana delle comunità primitive delle origini che hanno saputo far fronte alla persecuzione religiosa ormai diffusa un po’ ovunque anche oggi: CENTRAFRICA, PAKISTAN, ORISSA INDIANA, CINA, EGITTO ecc. E’ importante dare spazio non solo alla ricerca interiore dell’illuminazione personale ma anche rimanere nella Luce del Risorto attraverso la testimonianza in un’epoca di superficialità. Ma anche di estreme violenze. Dobbiamo sforzarci nel nostro piccolo a non essere complici e senza rinunciare al dialogo e all’apertura verso il mondo, garantire la libertà di credo religioso e non rinunciare al messaggio cristiano.

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La Grecia per noi quaccheri è già un mondo a sè dal 1990

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Il sito

http://christianquaker.net/

testimonia bene la diversità rispetto al continente europeo dal 1970: allontanamento dalla tradizione liberale di Londra e legami di amicizia oltreoceano con le componenti evangeliche del movimento missionario con una forte caratterizzazione della missione in internet.

Negli articoli di fede è  forte la caratterizzazione Cristocentrica e il battesimo nello Spirito Santo e non nell’acqua.

Si rimanda alla tradizione non pastorale quacchera delle origini. Su Facebook sono presenti come

Christian Quaker Internet Mission

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Perfino il piore di Bose si esprime oggi contro il Governo…

Oggi non ho trovato nessuna inserzione di lavoro su Il Corriere della sera: anni fa si trovavano di venerdì intere pagine dedicate alla ricerca di personale soprattutto commerciale ma non solo. E’ allucinante la situazione in Italia nonostante la propaganda governativa. Segnalo solo una intervista di Vittorio Zincone a Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose dal titolo molto esplicativo “Questo governo mi sembra cristiano solo di nome”. E “Salvini si reputa cristiano solo perché ha un campanile nella piazza del paese”…. Tutto da leggere questo articolo nell’inserto “Sette” .

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Una preghiera per il popolo greco

UNA PREGHIERA PER IL POPOLO GRECO,
INSIEME AI QUACCHERI GRECI CHE IL QUEL PAESE SONO GIA’ FUORI DALL’ORGANIZZAZIONE EUROPEA PER MOTIVI DI FEDE E ORGANIZZATIVI

Padre Nostro
(versione ecumenica, Perugia 1999)
Padre nostro che sei nei cieli
Sia santificato il tuo nome
Venga il tuo regno
Sia fatta la tua volontà
Come in cielo anche in terra
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
E rimetti a noi i nostri debiti
Come anche noi li rimettiamo ai nostri
debitori
Non indurci in tentazione
Ma liberaci dal Male
Tuo è il regno, la potenza e la gloria
Nei secoli dei secoli. Amen

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Questo gruppo fa riferimento principale non ai quaccheri liberali di Londra ma ai meeting semiprogrammati evangelici americani, dove abbiamo in comune la fede in Gesù Cristo. Come ormai la maggioranza dei meeting a livello mondiale. Africa in primis, dove vive la maggior parte degli aderenti.
Non diamo quindi al silenzio lo spazio centrale dei nostri incontri ma è solo una componente fra le altre: preghiera, meditazione, riflessione e bibbia ma non solo lei. Lo diciamo per non confonderci con gli incontri del silenzio di Bologna che abbiamo ospitato come informazione ma in cui non ci riconosciamo. Così come nel raggruppamento europeo, siamo vicini invece ai quaccheri cristiani greci che come noi professano la stessa fede.
Siamo un solo mondo con loro. Anche in questo frangente storico di preoccupazioni. La nostra preghiera va al popolo greco. Tutto.

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Una proposta per le vacanze in Francia fra quaccheri

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Se sai il francese e ti interessa un bed & brekfast per le vacanze, ecco un centro quacchero vicino a Montpellier, ti consiglio questo link quacchero:
http://www.maison-quaker-congenies.org

Si tratta di un centro internazionale ove si parla anche inglese.

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I pochi punti della nostra testimonianza

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