Insieme per Patrick Zaky

VISITATORI ALLA DATA DEL 2 OTTOBRE: oltre 51.000 persone raggiungiamo nella giornata della NONVIOLENZA coi nostri media. Sono tutti dedicati a Patrick Zaky

Non preoccupatevi le preghiere della settimana saranno riportate nei Meeting Minutes di domenica

  • Ecumenici.com 2019: 108.594 hits -2020: 120.302 hit si con incremento in 12 mesi di 11.708 visitatori
  • Quaccheri.it 2019 21.740 visite 2020 : 32.999 hits con un incremento in 12 mesi di 21.740 visitatori
  • Quaccheri medio olona.it 9.747 hits 2020 11.699 hits con incremento in 12 mesi di 1952 visitatori
  • Ecumenics.eu 2019 7684 visite 2020 14,230 hits con incremento in 12 mesi di 6546 visitatori 
  • Lessico cristiano.it 6.473 hits 2020: 9.850 hits con  incremento in 12 mesi di 3377 visitatori 
  • TOTALE 2019 154.247 totale 2020 1.991 hits con incremento in 12 mesi di ben 46602 visitatori
  • Sito personale di Maurizio Benazzi.it: 2019 1279  2030: 1.991 hits – se ne tene conto in quanto non ci sono messaggi personali o privati.
  •  con incremento in 12 mesi di visitatori 712

Menbri Mailing List di Yahoo (emails) Leonhard Ragaz 510 Ecumenici 390, Newsletter ecumenici 2957, Nuovi orientamenti ecumenici 340 e Orientamenti ecumenici 370

Totale 4567 iscritti via email

Aderenti ai gruppi Facebook: Newsletter ecumenici 351, Meditazione giornaliera 58 e Amici di Gesù 73

Totale 482 iscritti

Totale generale ; 51.084 persone coinvolte ogni giorno!

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Meeting Minutes del 25-11-2020 contro la violenza sulle donne

Meeting Minutes del 25-11-2020 contro la violenza sulle donne

Abbiamo ricevuto una email  da un blog che voleva delle risposte per loro fini,  incasellandoci fra i “protestanti radicali”. Noi siamo nati al di fuori  dalla Riforma ed estranei alla centralità della Bibbia (e non quella dello Spirito Santo… ) : ne riparliamo se condividono quanto replicato. Non sapevano che abbiamo avuto ben due Presidenti USA, ottenuto un Premio Nobel della Pace come i soli nell’ambito dei gruppi (e non singoli) religiosi ecc ecc

“Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.”

Etty Hillesum

Preghiera per Patrick Zaki e tutte le donne vittime della violenza degli uomini

Accade sempre ancora che altri vengano dominati a causa del loro sesso, del colore della loro pelle, o della loro origine.
Continua a regnare l’angoscia di fronte ad altri esseri umani, ad altre culture e capacità.
Si va avanti a scrivere la storia dell’odio e della violenza, i cui protagonisti sono i dominatori e i dominati.

Ti preghiamo, Cristo, abbi pietà.

Amen

Vera Sabine Winkler

91 donne uccise nel 2020 per pura violenza maschile con un incremento nel periodo di chiusure nazionali e/o regionali: non lo possiamo accettare! E’ quasi sempre il proprio ambiente domestico la scena del crimine


′′ Poiché il capo di una famiglia Mosuo è sempre una donna, responsabile di tutte le decisioni finanziarie e della scomparsa del nome e della proprietà, i Mosuo sono spesso caratterizzati come società matriarcale. La realtà è un po ‘ più complessa. Ad esempio, le donne non hanno alcun potere politico ufficiale. Eppure secondo Chuan-Kang Shih, esperto del Mosuo e professore di antropologia presso l’Università della Florida, il sistema sociale Mosuo è sostenuto da una convinzione fondamentale che le donne siano più capaci degli uomini, mentalmente e persino fisicamente.”

https://www.yesmagazine.org/health-happiness/2020/11/09/china-himalayas-grandmothers-mosuo/?fbclid=IwAR1hYDXZRApJJOoPpOw2wBk0BN2uST_-SPj0ZD4ramdasxRmhrnCsQRxRtM ′′

Il servizio dell’esercito è obbligatorio per la maggior parte dei cittadini israeliani e, mentre molti cercano deroghe per vari motivi, il caso di Rabin è insolito, in quanto si è apertamente dichiarata pacifista. E ‘ una posizione che si traduce automaticamente in carcere, almeno mentre sono in esame i meriti di un caso… ′′ Per vincere un’eccezione alcuni giovani sostengono di studiare a tempo pieno in un seminario teologico ebraico, mentre altri sostengono problemi di salute mentale. Rabin ha detto che ha scelto di non nascondere le sue convinzioni pacifiste e di affrontare le conseguenze, rifiutando ‘ la via d’uscita più semplice ‘. ‘ ′′ Posso dire che sono pazzo e mente ha detto AFP l’adolescente dalla coda di cavallo. ′′ Non sono pazzo. La situazione qui… è folle. ′′


https://www.timesofisrael.com/israeli-conscientious-objector-released-from-military-prison/?fbclid=IwAR37dCKDTN42pjLSWW_HeKig5fAGS-N4MCG8vXeKogGpDKYgzPgNMen86qE


In questa data nel 1916 (25 novembre) morì Inez Milholland. (Nata il 6 agosto 1886.) Socialista. La pacifista. Femminista. Suffragista. Attivista antiguerra. Avvocato del lavoro. Avvocato per la riforma della prigione. Membro del NAACP. Nata a Brooklyn, New York. Morta inaspettatamente durante un giro di parola a Los Angeles, California. Seppellita nel cimitero di Lewis, Lewis (Contea di Essex), New York. (Foto: Alice Paul e altri suffragi nella tomba di Inez. )) ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero

In questa data nel 1884 (25 novembre) morì Mathilde Anneke. (Nata il 3 aprile 1817.) Socialista. Femminista. Abolizionista. Proprietaria del giornale, editor, giornalista. Nel 1848 fondò un giornale tedesco chiamato ′′ Frauen-Zeitung ′′ (′′ giornale femminile ′′). Nel 1849 Mathilde e suo marito emigrarono negli U. S., sistemarsi nel Wisconsin. Nel 1852 ha fondato la prima rivista femminista pubblicata da una donna in America, la ′′ Deutsche Frauen-Zeitung.” Seppellita nel cimitero di Forest Home, Milwaukee, Wisconsin.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero In questa data nel 1968 (25 novembre) morì Upton Sinclair. (Nato il 20 settembre 1878.) Socialista. Un romanziere. Giornalista investigativo. Autore di ′′ La giungla ′′ (1906) e ′′ I profitti della religione: un saggio in interpretazione economica ′′ (1917), tra molte altre opere. Nato a Baltimora, Maryland. Morto a Bound Brook, New Jersey. Seppellito nel cimitero Rock Creek, Washington, D.C. ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero

Buon compleanno, Gertrud Baer (novembre. 25 dicembre 1890 15, 1981). Pacifista. Femminista. Maestra. Avvocato del disarmo nucleare. Attivista di lunga data con la Lega Internazionale femminile per la Pace e la Libertà (Wilpf). Nel 1921 divenne segretaria esecutiva della filiale tedesca della Wilpf. Dal 1929 al 1947 è stata copresidente della International Wilpf. Gertrud parlava spesso degli importanti legami tra femminismo e pacifismo. Nata a Halberstadt, Germania. Morta a Ginevra, Svizzera. Seppellita nel cimitero ebraico di Veyrier, Ginevra.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

In memoria della giornata di ieri:
Lo specchio dei martiri segnala che, quando la loro frase è stata letta, Hendrick disse con gioia: ′′ Beati quelli che piangono ora, perché rideranno e saranno premiati con abiti brillanti. … Questo è il sabbath del Signore, che da tempo ho desiderato.” Ovviamente, Hendrick era uno di quegli anabattisti che pensavano che l’opportunità di morire per la sua fede fosse una buona cosa (invece di altri che non hanno visto il virtù di sottomettersi alla pena di morte se si potesse evitare. ))Lo specchio dei martiri include una lettera di Adriaen ai suoi amici, così come la sua ′′ confessione davanti al magistrato e ai sacerdoti.” Questa confessione equivale ad una trascrizione del suo interrogatorio carcerario, scritta dal suo punto di vista. (Cfr. pp. 526-535.)(Foto: Gravensteen, Leiden, antico sito di esecuzione. ))~ La Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Serie

Buon compleanno, Lola Maverick Lloyd (novembre. 24, 1875 luglio 1944). Pacifista. Femminista. Suffragista. Socialista. Nel 1915, Maria aiutò a organizzare il Partito della Pace Donna (WPP), un gruppo pacifista contrario alla prima guerra mondiale. Ha anche lavorato con il gruppo successore WPP, la Lega Internazionale femminile per la Pace & Libertà (WILPF) (ancora esistente). Nel 1937 ha cofondato la Campagna per il governo mondiale. Era un membro del Partito Nazionale delle Donne. Anche membro del Partito Socialista dell’Illinois. Nata a Castroville, Texas. Morta a Winnetka, Illinois. Seppellita a Mission Burial Park South, San Antonio, Texas.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon 59° compleanno, Arundhati Roy (nato novembre. 24, 1961). Femminista. Attivista per i diritti umani. Attivista ambientale. Attivista anti-globalizzazione. Critico alla politica estera e militare americana. Autore di ′′ Il Dio delle piccole cose ′′ (1997), ′′ Guida di una persona ordinaria all’impero ′′ (2004), ′′ Capitalismo: Una storia fantasma ′′ (2014), e ′′ Il Ministero della felicità più alta ′′ (2017). ), tra molte altre opere. Nato a Shillong, India.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

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Poesia di David Herr
Pray,
Your will be done
Then solve your problems
One by one

Pregate,

Sia fatta la tua volontà

Allora risolvi i tuoi problemi

Uno per uno

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25 e 28 novembre – Non Una di Meno Torino: se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!

24.11.2020 – Redazione Torino

25 e 28 novembre – Non Una di Meno Torino: se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!

In piazza e online per la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere

In occasione della giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e contro la violenza di genere, il 25 e il 28 novembre, il movimento femminista e transfemminista Non Una di Meno – Torino, organizzerà iniziative online e offline: presidi, performance di piazza e campagne social. 

Mercoledì 25 novembre, attraverso mail/social bombing porteremo l’attenzione sulla narrazione violenta dei media.  Stuf* di veder additare le donne come “maestre che fanno video hot” o “vittime di una follia d’amore” rimanderemo al mittente le parole che ci colpevolizzano e che giustificano assassini e stupratori, chiedendo a gran voce delle contro-narrazioni rispettose delle vittime che seguano le linee guida dettate dal Manifesto di Venezia del 2017.

Sabato 28 novembre, in Piazza Castello dalle ore 15,00 ci sarà una performance collettiva per denunciare la violenza strutturale che colpisce la vita delle donne e tutte le soggettività dissidenti.

Una violenza che parte tra le mura domestiche, passa per le disuguaglianze e le discriminazioni sul luogo di lavoro arrivando fino all’emergenza sanitaria in corso, sono più di tutti le donne a pagare il prezzo più alto!

Lavoratrici e madri sono obbligate a un’impossibile conciliazione tra lavoro e famiglia, tra salario e salute, sono soprattutto le donne e le persone lgbtqia+, migranti, precarizzate e non garantite a pagare la crisi e a perdere per prime il lavoro. Il ricorso sistematico al lavoro gratuito, precario o malpagato non è corrisposto da nessuna valida misura di sostegno al reddito e al salario, dall’inclusione nel welfare, dal supporto per la cura di bambini, malati e anziani.

Il 25 e il 28 novembre, contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere, faremo risuonare, di nuovo, un grido altissimo e feroce.

Di seguito i rimandi alle convocazioni complete delle due giornate di mobilitazione e all’appello nazionale della rete Non Una di Meno.

– Evento del 25 novembre – bombing contro la narrazione violenta dei media

– Evento 28 Novembre a Torino – in piazza contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere

– Appello nazionale della rete NON UNA DI MENO per il 25 e 28 novembre 2020

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Mettere fuori legge tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari

23.11.2020 – Northampton, Stati Uniti – Timmon Wallis

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseSpagnoloFranceseTedescoPortogheseCatalanoGreco

Mettere fuori legge tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari

Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN) vieta l’uso delle armi nucleari. Ma non è questo che rende il trattato così importante. Infatti, molti sostengono che qualsiasi possibile uso delle armi nucleari violerebbe inevitabilmente i principi fondamentali del diritto umanitario internazionale e che quindi l’uso delle armi nucleari era già illegale molto prima dell’entrata in vigore del TPAN. Ciò che è illegale ora, tuttavia, non è solo l’uso di armi nucleari, ma tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari.

Il TPAN vieta tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari, e quindi ha il potenziale per colpire seriamente le aziende che producono armi nucleari e, attraverso di esse, i politici di cui finanziano le campagne.

Il TPAN vieta lo sviluppo, il collaudo, la produzione, il possesso, lo stoccaggio, il trasferimento, lo stazionamento e il dispiegamento di armi nucleari. Inoltre, vieta di assistere, incoraggiare o indurre qualcuno ad impegnarsi in una qualsiasi di queste attività. Perché è così importante?

Mentre i divieti del trattato sono legalmente vincolanti solo nei paesi firmatari (50 finora) che diventano “Stati parte” del trattato, tali divieti non si applicano solo alle attività dei governi. L’articolo 1(e) del trattato proibisce agli Stati parte di assistere “chiunque” sia impegnato in una di queste attività proibite. Ciò si riferisce chiaramente a società e individui privati che possono essere coinvolti nel settore delle armi nucleari.

Don’t Bank on the Bomb (un’organizzazione che pubblica rapporti sul coinvolgimento delle banche nelle armi nucleari  N.d.t.) identifica 26 società private attualmente coinvolte nel settore delle armi nucleari a livello globale. Queste includono 15 società con sede negli Stati Uniti, oltre ad alcune con sede in India, Cina ed Europa. Ci sono uffici di almeno una di queste società in più di venti paesi che stanno per diventare Stati Parte. Honeywell, per esempio, ha uffici in 13 di questi Paesi. Molte altre aziende hanno progetti, inclusi contratti governativi, in questi paesi.

Sempre più paesi entreranno a far parte del TPAN nei prossimi mesi e anni, e la pressione sulle aziende private coinvolte nelle armi nucleari continuerà a crescere. Queste aziende stanno già affrontando pressioni pubbliche e finanziarie non solo da parte di futuri Stati firmatari, ma anche all’interno dei loro stessi Paesi. Due dei cinque maggiori fondi pensione del mondo sono usciti dagli investimenti legati alle armi nucleari, e altre istituzioni finanziarie stanno seguendo il loro esempio.

Le armi nucleari esistono ancora, in gran parte perché le aziende coinvolte nel business esercitano un potere enorme sulle politiche governative e sui processi decisionali, soprattutto negli Stati Uniti. Sono tra i maggiori finanziatori delle campagne di rielezione al Congresso. Pagano milioni di dollari ai lobbisti a Washington. E forniscono una “porta girevole” per i politici disoccupati che potrebbero essere alla ricerca di un contratto di consulenza redditizio o di una posizione nel consiglio di amministrazione di qualche azienda.

È improbabile che si verifichi un cambiamento significativo nella politica degli Stati Uniti verso le armi nucleari fino a quando queste aziende non cominceranno a sentire una reale pressione proveniente da questo trattato. Fino a quando non si renderanno conto che il loro futuro dipende dalla diversificazione delle attività lontano dalle testate nucleari, queste aziende continueranno ad essere la forza trainante per il mantenimento di queste armi.

Negli anni ’80 la pressione pubblica sui produttori di armi nucleari ha portato molte di loro a voltare le spalle a questo tipo di armi. I politici li hanno seguiti rapidamente, e abbiamo avuto le prime importanti riduzioni delle scorte nucleari dall’inizio della guerra fredda.

Questa volta abbiamo un’esigenza ancora più critica. Abbiamo bisogno del denaro e del potenziale intellettuale che viene riversato nella “modernizzazione” delle armi nucleari per creare le tecnologie necessarie per un futuro verde e sostenibile. Ora ci troviamo di fronte non a una, ma a due minacce esistenziali per il nostro pianeta. Usando il TPAN per fare pressione sulle compagnie di armi nucleari, abbiamo almeno una possibilità di sopravvivere ad entrambe.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid. Revisione di Lorenzo Paveggio

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Meeting Minutes

Meeting Minutes del 24/7/2021

” Un barlume di eternità filtra sempre più nelle mie più piccole azioni e percezioni quotidiane. Io non sono sola nella mia stanchezza malattia tristezza o paura, ma sono insieme con milioni di persone, di tanti secoli: anche questo fa parte della vita che è pur bella e ricca di significato nella sua assurdità, se vi si fa posto per tutto e se la si sente come un’unità indivisibile “

Etty Hillesum

Preghiera Per Patrick Zaki ed oggi anche per le 700.000 persone in maggioranza anziani che non hanno avuto il diritto alla saluta, essendo negato per indisponibilità il vaccino antiinfluenzale (fonte: Domani)


Signore, la tua bontà mi ha creato, la tua misericordia ha cancellato i miei peccati, la tua pazienza fino a oggi mi ha sopportato.

Amen

Anselmo di Aosta

Buon 59° compleanno, Arundhati Roy (nato novembre. 24, 1961). Femminista. Attivista per i diritti umani. Attivista ambientale. Attivista anti-globalizzazione. Critico alla politica estera e militare americana. Autore di ′′ Il Dio delle piccole cose ′′ (1997), ′′ Guida di una persona ordinaria all’impero ′′ (2004), ′′ Capitalismo: Una storia fantasma ′′ (2014), e ′′ Il Ministero della felicità più alta ′′ (2017). ), tra molte altre opere. Nato a Shillong, India.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Lola Maverick Lloyd (novembre. 24, 1875 luglio 1944). Pacifista. Femminista. Suffragista. Socialista. Nel 1915, Maria aiutò a organizzare il Partito della Pace Donna (WPP), un gruppo pacifista contrario alla prima guerra mondiale. Ha anche lavorato con il gruppo successore WPP, la Lega Internazionale femminile per la Pace & Libertà (WILPF) (ancora esistente). Nel 1937 ha cofondato la Campagna per il governo mondiale. Era un membro del Partito Nazionale delle Donne. Anche membro del Partito Socialista dell’Illinois. Nata a Castroville, Texas. Morta a Winnetka, Illinois. Seppellita a Mission Burial Park South, San Antonio, Texas.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

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Meeting Minutes del 23-11-2020

Meeting Minutes del 23-11-2020

Preghiera nostop per Patrick Zaki

I signori del mondo vanno; nostro Signore, vieni. Fa’ conoscere a tutti i popoli il tuo volere affinché vivano secondo esso. Ferma ogni guerra e ogni violenza; guardaci dalle forze di distruzione che sono nelle mani degli esseri umani,

Amen


In questa data nel 1555 (23 novembre), una donna di nome Digna Pieters fu giustiziata a Dordrecht, Paesi Bassi. Era un’anabattista, accusata di essere stata ribattezzata e di aver partecipato alle riunioni eretiche. È stata messa in una sacco ed è annegata, in segreto, nella torre Puttox, ′′ vicino al cancello del Grootehooft della città di Dordrecht.” (Vedi lo specchio dei martiri, pp. 550-551.) La torre è crollata in seguito a causa all’invecchiamento, ma il cancello è ancora in piedi. (Foto: Il Groothoofdspoort, Dordrecht. ))~ La Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Serie

Buon compleanno, Andrew Goodman (novembre. 23 giugno 1943). Attivista per i diritti civili. Andrew e altri due iscritti agli elettori (James Chaney e Michael Schwerner) sono stati assassinati dal Klan durante l’estate della libertà in Mississippi. Nato a New York City. Morto a Philadelphia, Mississippi. Seppellito nel cimitero del Monte Giuda, Queens, New York.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Theodore Dwight Weld (novembre. 23, 1803-Febbraio. 3, 1895). Abolizionista. Riformer sociale. Organizzatore della American Anti-Slavery Society. Sposata con Angelina Grimke, anche un’abolizionista radicale. Coautore (con Angelina e Sarah Grimke) dell’enorme e influente testo ′′ American Slavery As It Is: Testimonianza di mille testimoni ′′ (1839). Nato ad Hampton, Connecticut. Morto ad Hyde Park, Massachusetts. Seppellito nel cimitero di Mount Hope, Mattapan, Massachusetts.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

In memoria per la giornata di ieri

In questa data nel 1546 (22 novembre), quattro hutteriti sono stati giustiziati decapitando a Vienna, Austria. I loro nomi erano: Hans Staudacher, Anthoni Keim, Blasius Beckh e Leonhard Schneider. (Vedi lo specchio dei martiri, p. 475.) Sono stati catturati con le loro famiglie mentre emigravano in Moravia (nella Repubblica Ceca di oggi). Hans, Blasius e Leonhard erano di Kaufbeuren, Germania (circa 500 km a ovest). Anthoni era di Gunzenhausen, Germania (circa 490 km a nord-ovest).~ La Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Serie

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Partecipa anche te alla preghiera quotidiana per Patrick Zaki e lotta con noi

DIRITTI UMANI

Rinnovata di nuovo la custodia cautelare per lo studente egiziano dell’Università di Bologna. La preoccupazione per lui e per gli esponenti della sua Ong arrestati nei giorni scorsi

Altri 45 giorni di carcere per Zaki. Amnesty: «L’Egitto ha superato ogni limite, l’Italia deve agire»

di Marta Serafini

Altri 45 giorni di carcere per Zaki. Amnesty: «L'Egitto ha superato ogni limite, l'Italia deve agire»

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Altri 45 giorni per Zaki. È stata rinnovata la custodia cautelare in carcere al Cairo di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna sotto accusa per propaganda sovversiva.

A darne notizia è Hoda Nasrallah, annunciando l’esito dell’udienza di ieri. Nasrallah non ha saputo precisare la data precisa della prossima udienza che – calcolando 45 giorni da ieri – comunque dovrebbe cadere intorno a Capodanno e a ridosso del Natale che i copti (i cristiani d’Egitto come Patrick e la sua famiglia) festeggiano il 7 gennaio.

L’udienza per Zaki, in carcere già da oltre nove mesi, si era svolta davanti a una Corte d’assise del Cairo ed era stata annunciata il 7 novembre, al momento del rinvio di una convocazione slittata per motivi di sicurezza legati a una tornata elettorale. Amnesty International l’altro ieri si era detta pessimista per l’esito dell’udienza di ieri visti i recenti arresti di tre dirigenti dell’Ong egiziana per la difesa dei diritti umani «Eipr» per la quale Patrick era ricercatore in studi di genere. «Ho parlato con lui dieci minuti dopo l’udienza: sta bene ed è in buona salute», ha detto ancora la sua avvocatessa al telefono. Patrick Zaki «ha parlato davanti ai giudici circa i suoi studi e ha detto che è un bene per il Paese che uno dei suoi figli sia professore all’estero», ha aggiunto la donna.

Lo studente dell’Alma Mater bolognese è stato arrestato in circostanze controverse il 7 febbraio e, secondo Amnesty, rischia fino a 25 anni di carcere. In Egitto la custodia cautelare può durare anche due anni. L’udienza si era svolta di nuovo all’Istituto per sottufficiali di polizia di Tora, la zona meridionale del Cairo dove si trova il complesso carcerario in cui il giovane è detenuto dal 5 marzo, quasi un mese dopo l’arresto. Le accuse a carico di Patrick sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake ma che hanno configurato fra l’altro il reato di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e al terrorismo.

« Siamo di fronte a un vero e proprio accanimento giudiziario da parte dell’Egitto nei confronti di Patrick», ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia all’Ansa. «Questi nove mesi e mezzo trascorsi — aggiunge Noury — che diventeranno ormai 11 con questo rinnovo di detenzione preventiva, chiamano in causa l’inerzia dell’Italia, l’assenza di un’azione forte. Mi chiedo cos’altro ci voglia dopo il rinnovo della detenzione di Patrick e tre arresti di fila dei dirigenti della sua organizzazione per i diritti umani (Eipr, ndr) per un’azione diplomatica molto forte nei confronti dell’Egitto». «Ieri — aggiunge Noury a proposito di Patrick — aveva detto in udienza che il suo Paese dovrebbe essere orgoglioso di aver un’eccellenza così ricca, così bella, all’estero in un master prestigiosissimo come quello dell’università di Bologna. Evidentemente all’Egitto questo non importa, le eccellenze le lascia in carcere».

Fonte: Corsera on line

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Messico, le femministe pretendono verità e giustizia per Alexis

Messico, le femministe pretendono verità e giustizia per Alexis

 di Gianni Sartori

L’assassinio di donne nello Stato centro-americano costituisce una tragica conta quotidiana. Molte le manifestazioni di protesta nel Paese

I testimoni hanno parlato di parecchie decine di manifestanti – mascherate – che il 13 novembre hanno fatto irruzione negli uffici (definiti un “bunker”) del procuratore generale del Messico. La loro richiesta – già avanzata da tempo con manifestazioni e appelli – riguardava l’uccisione della ventenne  Blanca Alejandrina Lorenzana Alvarado (Alexis), un femminicidio particolarmente odioso e su cui finora le autorità non hanno mostrato di voler fare più di tanto chiarezza. Le donne hanno fatto uso di martelli sia per rompere le finestre, sia per forzare le porte e poter entrare nell’edificio governativo. Prelevando quindi incartamenti e documenti vari per darli alle fiamme.

L’assassinio di donne in Messico costituisce uno stillicidio quotidiano, ma il caso di Alexis ha suscitato un’ondata di proteste in tutto il paese come non si vedevano da tempo.

La giovane era scomparsa il 7 novembre nello Stato  di Quintana Roo. Immediate le ricerche effettuate da parte di amici e familiari, ma purtroppo vane. Il suo corpo straziato (e presumibilmente sottoposto a tortura) veniva ritrovato due giorni dopo in due sacchi per l’immondizia

Come denunciarono i suoi amici “Alexis fue levantada y torturada por el solo hecho de ser mujer, de ser joven y de salir a vender productos a la calle que ofertaba desde aplicaciones digitales como medio de subsistencia”.

Di tutti i numerosi femminicidi denunciati quest’anno dalle organizzazioni femministe, la Fiscalia del Estado di Quintana Roo ne ha riconosciuti come tali solamente dodici.

Anche Alexis, attraverso le reti sociali, si associava ai milioni di donne messicane che esigono giustizia per le vittime in un Paese dove quotidianamente vengono assassinate in media dieci donne “por el solo hecho de serlo”.

E dove spesso la legislazione locale (e in particolare – coincidenza – proprio quella di Quintana Roo) si oppone sia alla depenalizzazione dell’aborto, sia a classificare come “feminicidio” le uccisioni di donne avvenute per questioni di genere.

Solo qualche giorno prima a Cancun  si erano tenuta un’intera giornata di manifestazioni, proteste e interventi per le ultime tre uccisioni di donne (tra cui appunto Alexis) avvenute nel corso della precedente settimana.  All’iniziativa avevano partecipato femministe, esponenti della società civile, gruppi per la difesa delle donne, studenti e militanti della sinistra. Diverse donne e ragazze, completamente vestite di nero, ricoprivano i muri della città con scritte (“Justicia para Alexis”, “Quintana Roo feminicida”..) e infrangevano qualche vetrina.

A difesa del municipio, dove confluiva la manifestazione, erano state erette dalla polizia alcune barricate. Contro di queste – e contro qualche  finestra – le donne avevano scagliato pietre e altri oggetti. Da parte della polizia anti-sommossa si reagiva sparando (ufficialmente solo in aria), sia con le pistole che con fucili da caccia (come ben documentato dalle immagini di alcuni video). Due giornalisti erano rimasti feriti.

E’ assai probabile – vista l’intensità della sparatoria – che altre persone (manifestanti o spettatori) siano state colpite dai proiettili, ma che abbiano preferito non recarsi all’ospedale dove rischiavano l’arresto.

Stando alle dichiarazioni della coraggiosa giornalista Lidia Cacho, la polizia di Cancun sarebbe sospettata di collusione con un cartello della droga.

Quintana Roo, inoltre, è tristemente noto per essere uno dei tre stati messicani con il maggior numero di bambine desaparecidas e il primo nella tratta e nello sfruttamento sessuale dei minori (sia da parte dei locali che dei numerosi turisti).

Contemporaneamente alla manifestazione di Cancun repressa a fucilate, gli esponenti del collettivo Marea Verde erano scesi in piazza a Chetumal per poi entrare nell’ufficio del procuratore generale di Stato. Nella stessa giornata le militanti femministe manifestavano a Cozumel – sempre chiedendo giustizia per Alexis – davanti alle istallazioni del FGE.

Altre manifestazioni si erano tenute al tribunale di Felipe Carrillo Puerto. Scontata la richiesta, finora inevasa dalle autorità, di garantire la sicurezza delle bambine, delle adolescenti e delle donne adulte, in egual misura vittime di  aggressioni, stupri e uccisioni. 

Foto di Juan Carlos Fonseca Mata, manifestazioni in Messico, 2020

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Meeting Minutes

Meeting Minutes del 22/11/2020: buona domenica

” Molti pensano oggigiorno che la vita stia volgendo alla fine e che tutto stia crollando. Tra molto tempo si vedrà, forse, che è stato anche un inizio. Ma forse io non poggio i piedi sul ‘terreno della realtà’, forse sono un’idealista? Su, lasciami stare, bisogna pur che esistano persone come me, le mie realtà sono di fatto diverse da quelle che i più chiamano ‘la realtà’, ma sono anche realtà “

Etty Hillesum

Preghiera per Patrick Zaky

Oggi è il tempo di Dio. E tuttavia questo tempo, che è il nostro, lovediamo piuttosto abitato dalla futilità e dall’agitazione, dalla banalità e dalla ripetizione. Per questo, oggi ancora, dobbiamo convertirci. Insegnaci a iscrivere la tua novità nelle nostre abitudini, la tua speranza sulla nostra stanchezza, la tua presenza nella nostra solitudine, la tua pace sulle nostre inquietudini.

Amen

Antoine Nouis


In questa data nel 1944 (22 novembre) morì Arthur Eddington. (Nato il 28 dicembre 1882.) Quaker. Il pacifista. Obiettore di coscienza nella prima guerra mondiale. Astronomo. Astrofisico. Popolarizzatore precoce della teoria della relatività di Einstein.Citazione preventiva: ′′ Penso si possa dire che il quakerismo, dispensando con i creeds, tenga una mano allo scienziato. Lo spirito di ricerca che ci anima si rifiuta di considerare qualsiasi tipo di credo come il suo obiettivo.”Nato a Kendal, Inghilterra. Morto a Cambridge, Inghilterra. I suoi resti cremati si trovano nel terreno di sepoltura parrocchiale Ascensione, Cambridge.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero

Buon 91° compleanno, Staughton Lynd (nato novembre) 22, 1929). Quacchero. Il pacifista. Obiettore di coscienza. Attivista per i diritti civili. Attivista antiguerra. Resistente fiscale di guerra. Avvocato. Storico. Direttore delle Freedom Schools in Mississippi nel 1964. Autore di ′′ Origini intellettuali del radicalismo americano ′′ (1968), e ′′ We Are All Leaders: L ‘Unionismo alternativo dei primi anni’ 1930 ′′ (1996), tra gli altri funziona. Nel 2009, Staughton e sua moglie Alice pubblicarono ′′ Stepping Stones: Memoir of a Life Together ′′ (2009). Nato a Philadelphia, Pennsylvania. (Foto: Alice e Staughton Lynd. ))~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Marilyn French (novembre. 21 maggio 1929). Femminista. Una romanziere. Maestra. Autrice dell’influente romanzo femminista ′′ The Women’s Room ′′ (1977), tra tante altre opere. Nata a Brooklyn, New York. Morta a Manhattan, New York.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

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L’Etiopia in guerra: 112 milioni di persone in pericolo

L’Etiopia è in guerra. Una situazione disastrosa

 di Gian Mario Gillio

L’Etiopia è in fiamme: una guerra devastante sta mietendo vittime e spargendo sangue. La contrapposizione interna porta con sé un ulteriore problema: quello del vecchio e nuovo colonialismo

L’Etiopia è in fiamme. Una guerra devastante sta mietendo vittime e spargendo sangue. L’attuale conflitto vede in contrapposizione il governo federale e il Fronte di liberazione del Tigrè (Tplf), il partito che domina quella Regione.

Questa contrapposizione interna porta con sé un problema più ampio, atavico: quello del colonialismo e del post-colonialismo.

L’attuale conflitto preoccupa gli osservatori internazionali per le sue atrocità e perché potrebbe allargarsi anche ai Paesi limitrofi. Gli scontri armati tra gli schieramenti sono iniziati la prima settimana di novembre e si sono via via intensificati.

Enzo Nucci è l’inviato Rai in quelle zone, un conoscitore profondo delle dinamiche africane. Gli abbiamo chiesto qual è la sua idea su questo nuovo focolaio di guerra e se, secondo lui, il colonialismo può essere, ancora oggi, motivo di dissidi interni in molte aree africane.

Un Rapporto, disponibile sul sito del Servizio di informazione umanitaria Reliefweb, ricorda che tra il 2013 e il 2018 si è assistito a un incremento costante nel numero di conflitti e a episodi di violenza nei confronti delle popolazioni civili in Africa.

Si tratta, in buona parte, di guerre geograficamente circoscritte; tuttavia, il peso dei conflitti regionali che oppongono attori statali a movimenti e gruppi armati trans-nazionali assume un’incidenza sempre maggiore e in diverse aree del sub-continente, dal Sahel al Corno d’Africa.

«Le situazioni si sommano, si sovrappongono, i retaggi del passato e le situazioni si mescolano e rendono l’Africa, ancora oggi, un luogo in continua mutazione, un’area di interesse per gli africani in primis e per tanti altri Paesi, che in quelle zone investono, edificano, estraggono», ricorda Enzo Nucci.

«Questi interscambi d’interesse delineano anche la dimensione dei disordini di oggi. L’offensiva a cui stiamo assistendo in Etiopia, ho il sentore che fosse premeditata da tempo. Ricordo che la preparazione tecnica e militare dell’esercito etiope è molto forte. Lo scontro tra le parti nasce essenzialmente dal disconoscimento politico reciproco. Un mancato riconoscimento che è culminato negli scontri militari. I Tigrini sono appena 6 milioni e mezzo e rappresentano dunque il 6% dell’intera popolazione etiope. Eppure sono sempre stati molto forti politicamente. La loro rappresentatività politica e istituzionale, di fatto, ha sempre superato di gran lunga la loro forza numerica. In Etiopia – prosegue Nucci – sono decine le etnie che compongono il tessuto umano e sociale del Paese. Eppure la minoranza etnica dei Tigrini ha sempre dominato la scena politica nazionale.

Quando è arrivata la nomina come primo ministro di Abiy Ahmed, appartenente al gruppo etnico dominante degli Oromo – e al quale è stato assegnato recentemente il Premio Nobel per la Pace (nel 2019, ndr), forse prematuramente come già capitato in passato (Birmania, Aung San Suu Kyi) –, l’allarme nella Regione del Tigri è stato immediato; e si è poi acuito quando è stata determinata la loro esclusione dalle decisioni politiche. Non era mai accaduto prima che i Tigrini perdessero il controllo politico. In mezzo, poi, ci sono stati il rinvio delle elezioni nazionali a causa Covid e le elezioni nel Tigri non riconosciute dal governo ufficiale.

Oggi l’area del Tigri è completamente isolata. La scintilla degli scontri è stata motivata per via dell’attacco a due basi militari governative e lanciato dal partito delle milizie regionali. Anche se non vi sono fonti certe sulla notizia.

Questo è un conflitto pericolosissimo – prosegue Nucci – che rischia l’implosione. Parliamo di un paese con 110 milioni di abitanti, un’area che in questi ultimi anni era in forte espansione economica, con molti interessi in ballo, come la diga per le acque del Nilo.

Se il conflitto prendesse un maggior respiro, ossia si espandesse, il primo paese ad essere colpito sarebbe certamente il Sudan che ha grossi interessi per la costruzione della diga insieme all’Egitto. L’Etiopia, poi, schiera in Somalia 3000 soldati per fermare l’offensiva degli shabaabL’eventuale richiamo in patria dei militari potrebbe creare ulteriori ptoblemi alla stabilità dell’esecutivo di Magadiscio. Mentre il Kenya, teme che possano riversarsi nel proprio territorio i terrosristi islamisti dal paese confinante. 

Oggi l’Etiopia vive anche su influsso del neocolonialismo. L’area è di interesse geopolitico per la sua posizione di controllo del Mar Rosso ed è una zona strategica per la nuova Via della Seta. Dunque, una zona interessante per la Cina, per la Turchia e il Qatar, per l’Arabia saudita e gli Emirati arabi. Molti oggi invocano l’intervento di questi interlocutori terzi per fermare il conflitto. Un conflitto che se dovese allargarsi, degenerare, sarebbe a proposito della diga, un “Vajont” dalle dimensioni inimmaginabili.

Tra neo-colonialismo e vecchio colonialismo l’Africa è da sempre luogo di interesse e di mire espansionistiche.

Il colonialismo, come quello italiano in Etiopia ha certamente favorito molte divisioni etniche, ancora visibili e purtroppo oggi in conflitto. Quel vecchio divide et impera è un portato difficile da scardinare», ha concluso Nucci.

Eppure, regna ancora in molti ambienti e nel sentire comune una fantasia, quella della presunta «diversità» del nostro colonialismo; della sua umanità e tolleranza. Un luogo comune che ha consentito di rimuovere i sensi di colpa e oscurare la necessità di un’indagine rigorosa su quanto davvero accaduto in quegli anni.

La guerra chimica scatenata dal fascismo in Etiopia rimane, ad esempio, uno dei capitoli più oscuri e controversi del nostro recente passato.

La tesi è contenuta i uno dei libri più importanti, dirompenti e capaci di far aprire gli occhi alla popolazione italiana «brava gente»: I gas di Mussolini di Angelo Del Boca ri-pubblicato dagli Editori Riuniti nel 2007.

Una falsa percezione, quella degli italiani brava gente, smontata dallo storico e giornalista. Libro che vede la prefazione di Nicola Labanca ed è ancora disponibile per l’acquisto online.

Si tratta di uno dei volumi storici più documentati e capace di svelare le trame e le violenze allora ordite dai militari fascisti italiani. Una ricostruzione rigorosamente scientifica e «una sorta di deterrente contro le facili riabilitazioni del regime mussoliniano».

Nel volume sono contenute le riflessioni di Rochat, di Pedriali e Gentili che documentano le strategie dei comandi italiani riguardo all’uso di armi chimiche e il testo dei telegrammi inviati da Mussolini a Badoglio e Graziani, dai quali emerge il quadro di una campagna militare progettata come una vera e propria guerra di sterminio.

Oggi il tema del colonialismo italiano (non solo italiano ovviamente, ma ognuno è chiamato a fare i conti in casa propria) e così le ripercussioni che questo ha prodotto, sono stati ormai ampiamente affrontati, eppure, e neanche tanto sullo sfondo, persiste ancora una sorta di rimozione, di non accettazione delle malvagità italiane attuate negli anni del colonialismo, una rimozione che passa ancora oggi nelle televisivisioni italiane di prima serata nelle quali si tessono le lodi per «ciò che di buono Mussolini ha fatto», e ancora attraverso le affermazioni negazioniste, le banalizzazioni, i luoghi comuni.

Per questo motivo la rivista italiana di cultura, scienza, politica e filosofia Micromega diretta da Paolo Flores D’Arcais ha deciso di dedicare il nuovo numero, disponibile dal 5 novembre scorso, a un focus sui crimini coloniali dell’Italia in Africa e alla necessità che essi trovino posto nella memoria nazionale: «Se infatti le stragi nazifasciste sono ormai parte di “una memoria storica provata”, non si può dire che i crimini compiuti durante il periodo di occupazione italiana di Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia siano parte della memoria collettiva della nazione», ricorda il mensile. È Valeria Deplano, storica e ricercatrice dell’Università di Cagliari a illustrare le ragioni di tale assenza.

«Tenere memoria degli episodi di violenza in cui gli italiani non sono vittime ma carnefici significa mettere in discussione il modo in cui l’Italia repubblicana si è presentata e rappresentata fin dagli anni Quaranta», afferma Deplano.

Una propaganda, quella fascista, che ha sempre prodotto risultati sin dalla notte dei tempi e che Deplano ben racconta nel suo libro Per una nazione coloniale. Il progetto imperiale fascista nei periodici coloniali: «In concomitanza con il rilancio della politica coloniale da parte del regime fascista, dalla prima metà degli anni Venti in Italia aumentò il numero delle testate periodiche che si ponevano l’obiettivo specifico di accrescere le conoscenze coloniali dei propri lettori – ricorda–. Pur raggiungendo un pubblico che il regime giudicò sempre insufficiente, questo genere di pubblicazioni, nate in diversi casi per iniziativa privata ma più spesso edite da enti di cultura semi-pubblici o da strutture ministeriali, contribuirono alla creazione del discorso ufficiale del fascismo attorno all’espansionismo africano.

Sulle pagine delle riviste gli elementi di – spesso pretesa – scientificità si intrecciavano con quelli più marcatamente propagandistici, fornendo idee, immagini, argomenti e interpretazioni che poi sarebbero stati ripresi e rimodellati nel discorso pubblico più ampio. Basandosi su fonti archivistiche e sulle stesse riviste».

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Meeting Minutes del 21 novembre 2020 : shabbat shalom

Meeting Minutes del 21 novembre 2020 : shabbat shalom

Preghiera per Patrick Zaky

Padre, buonasera!

Le mie mani nelle tue pongo, mentre il sonno – o la morte – attraversa la breve notte e la bolla errante dei miei sogni mi porta le rose di domani. Padre , buonasera! Le tue dita mi chiudono le palpebre. Sta ‘ presso il mio giaciglio. Tu che mi sei Padre, volgiti a me come tenera madre al capezzale del suo bimbo che sogna. Padre, volgiti a me come tenera madre e accoglimi nelle tue braccia.

Amen
Marie Noel


In questa data nel 1527 (20 novembre), una donna di nome Weynken Claes è stata bruciata sul rogo dell’Aia, Paesi Bassi. Veniva da Monnickendam (circa 75 km a nordest). Pochi giorni prima, Weynken era stato accusata dinanzi al Consiglio Olanda. Quando le viene chiesto di vedere il sacramento dell’altare, lei rispose: ′′ Tengo il tuo sacramento per essere pane e farina. Se lo tieni come Dio, io dico che è il tuo diavolo.” Per quanto riguarda l’unzione dei malati, lei ha detto: ′′ L ‘ olio fa bene all’insalata o all’olio delle scarpe.” Quando ha mostrato un crocifisso, lei ha detto: ′′ Questo è un dio di legno. Buttatelo nel fuoco e scaldatevi con lui.” Anche se Weynken è inclusa nello specchio dei martiri (pp. 422-424), non era un anabattista. (Anabattesimo non arrivò nei Paesi Bassi fino al 1530.) Piuttosto, era sacramentista — una che rifiutava i sacramenti cattolici. Lei e i suoi compagni sacramentisti hanno contribuito a preparare la strada all’anabattesimo olandese. (aggiungo più i quaccheri che li rifiutano tutti e come me si sbattezzano, nota di Maurizio) ~ La Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Serie

“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.”(Dietrich Bonhoeffer)


Una mamma sconosciuta mi ha telefonato recentemente per sapere se come quaccheri a Olgiate avevamo dei pannolini: purtroppo gli ho risposto di no e mi spiace. Sono in lotta (messaggi e Email) per il mancato rinnovo del Reddito di cittadinanza per la loro ignoranza sulla legge lombarda dei pazienti cronici e il non sapere il percorso di riqualificazione professionale che sto quasi ultimando come giornalista sportivo. A loro risulto degente o dimissionario…..

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