Sulla reciprocità nel rispetto dei diritti umani

14 luglio 2008

14 luglio 1976     Il Canada abolisce la pena di morte

 

 

 

Qualcuno, alla radio, ha recentemente parlato di reciprocità nel rispetto dei diritti dell’Uomo. Secondo costui, nel nostro Paese, i diritti degli stranieri dovrebbero essere rispettati nella misura in cui sono rispettati nel loro.

Costui non sa di cosa parla.

 L’Italia si è impegnata, con il Trattato di Pace del 1947, a prendere

 “tutte le misure necessarie per assicurare a tutte le persone che siano sotto la sua giurisdizione, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di espressione, di stampa e pubblicazione, di pratiche religiose (culto), di opinioni politiche e di assemblea pubblica.” (Articolo 15, Sezione 1, Parte II del Trattato di Pace del 1947)

Come se non bastasse abbiamo anche firmato e ratificato tutti gli strumenti internazionali e regionali che impongono il rispetto dei diritti umani e in nessun trattato, patto, convenzione o dichiarazione si fa il minimo accenno ad una presunta reciprocità.

La reciprocità è la norma chiave nei trattati commerciali e nelle relazioni diplomatiche, ma, per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani universali, non esiste.

Claudio Giusti

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