I nuovi roghi

La newsletter ha in queste ore ricevuto la segnalazione di un Convegno fra la Cei e la FCEI: ci dispiace carissimo Pastore ma da qui non passa la notizia… il mondo protestante istituzionale non ha il consenso della base! Ogni iniziativa della CEI è del resto possibile leggerla sui siti controllati dal Vaticano.

DEPENALIZZAZIONE OMOSESSUALITÀ / DE LUCIA E FEDERICO (RADICALI ITALIANI): ERRARE È UMANO, PERSEVERARE È VATICANO. SANTA INQUISIZIONE 2008: I ROGHI ARDONO ANCORA, SOTTO NUOVE FORME

 

Dichiarazione di Valerio Federico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e segretario dell’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano e di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani

 

Il Vaticano a fianco dei torturatori: nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura e Giovanni XXII, all’inizio del Trecento, estese i poteri dell’Inquisizione nella lotta contro la cosiddetta “stregoneria”. Ora, nel 2008, lo Stato Città del Vaticano prosegue quei roghi sotto nuove forme, legittimando l’uso della tortura (e della pena di morte) contro l’omosessualità da parte dei vari regimi inquisitori sparsi per il mondo: tra teocrazie ci si intende.

Lo Stato assoluto vaticano con la presa di posizione di ieri contro la depenalizzazione del reato di omosessualità assume una ulteriore posizione di inaudita ferocia. Mentre l’articolo 3 della Costituzione italiana recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, per il Vaticano alcuni cittadini del mondo per il loro orientamento sessuale sono talmente “diversi” da poter essere perseguiti, torturati e uccisi.

Ancora una volta si ha la dimostrazione che solo la laicità degli stati e delle istituzioni internazionali può arginare ogni forma di discriminazione, specie quando questa ha motivazioni religiose (o presunte tali). Se errare è umano, perseverare è Vaticano.

Roma-Milano, 2 dicembre 2008

 
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“Noi Siamo Chiesa”

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 Il NO del Vaticano alla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali è contro lo spirito di accoglienza e di carità di cui parla il Vangelo di Gesù.

Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dopo il fantasma “eutanasia”,  che ha innescato la campagna della CEI sul caso Englaro, ora è il fantasma “matrimonio omo” ad allontanare il Vaticano dal buonsenso e dalla carità cristiana e a fargli assumere una  posizione odiosa e  incomprensibile come quella di osteggiare la depenalizzazione universale dell’omosessualità, proposta all’ONU dalla Francia con il consenso di tutti i paesi dell’Unione Europea. Per chiarezza nella definizione delle responsabilità, mi sembra impensabile che una tale linea non sia diretta espressione di una decisone di Benedetto XVI, di cui l’arcivescovo Celestino Migliore è un semplice portavoce.

Mi chiedo se questa è la messa in pratica, all’oggi, delle tanto conclamate e sollecitate “radici cristiane” dell’Europa; mi chiedo perché si dicono cose di cui la Chiesa si dovrà pentire in un futuro, magari non troppo lontano.

Con Vito Mancuso (“Corriere della sera” di oggi 2 dicembre) mi sembra che “la Chiesa rischia di essere poco cattolica, poco accogliente, non cattolica, cioè non universale, in fin dei conti, poco cristiana”.

Ora “Noi Siamo Chiesa” e, in generale, i cattolici “del dissenso” o “critici” sperano che si esprimano con chiarezza e ad alta voce, individualmente o mediante le tante associazioni,  i molti credenti che si trovano a disagio di fronte a questa presa di posizione, che è estranea ad una autentica sensibilità evangelica, oltre che molto dannosa dal punto di vista pastorale.”

 

Roma, 2 dicembre 2008

1 Commento

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Una risposta a “I nuovi roghi

  1. E’ giusto (e facile) prendersela con il Vaticano (che tra l’altro non e’ neppure membro dell’ONU), anche perche’ e’ l’unico stato che si e’ pronunciato apertamente contro!
    Ma perche’ invece non parliamo anche di quegli altri stati che, solenziosamente e sotterraneamente, hanno gia’ costretto la Francia a trasformare il suo documento in una “solenne dichiarazione” (anziche’ una molto piu’ vincolante mozione), e che gia’ nel 2003 bocciarono un’analoga iniziativa (ovviamente senza dare nessuna spiegazione ufficiale, solo votando contro): tra loro, tanto per citare solo i piu’ grandi e democratici, Argentina, Australia,India, Sud Africa e…. Stati Uniti.

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