Nel deserto di umanità

Il dibattito in Senato di domani si preannuncia come lo specchio di una società italiana profondamente razzista e xenofoba sviluppatasi grazie anche alla campagna mediatica che da molti anni i partiti di maggioranza e di opposizione conducono con sfrenato accanimento in caccia di consensi elettorali: ti chiediamo di stracciare la tessera di partito che eventualmente hai,  di rimanere una persona libera, di boicottare attraverso gesti non violenti qualsiasi iniziativa o legge immorale che verrà approvata da questa Assemblea; rimani  come sei,  una persona libera. Per sempre. Anche nella tua disobbedienza.

Ricordati che come credente Iddio ti ha chiamato fin dai tempi di Abramo e poi quelli dell’Esodo a liberarti dalle catene e a percorrere un cammino di liberazione. Ad amare te stesso e il prossimo e non a odiare, dividere o uccidere.

Ricordati che nel regno di Dio non c’è nessun immigrato o clandestino ma solo peccatori perdonati.  Questi sono i santi secondo le Sacre Scritture, senza l’accozzaglia di ideologia appiccicata sopra nei secoli attraverso menzogne, superstizioni e dicerie popolari.

Noi di Ecumenici contiamo anche su di te. Sulla tua capacità di liberazione alle prigioni che vogliono costruire nella tua mente, nei tuoi comportamenti e nelle tue scelte personali, mediante l’appiattimento anestetizzato delle capacità critiche personali. Magari in funzione di uno stato etico “sicuro” e di modelli comportamentali liberticidi decisi da altri, sopra la tua testa.

Torna quindi sempre, costantemente, a te stesso e senza paure.  Non puoi fuggire dalla tua umanità. Dall’essere creatura uguale a tutte le altre. E proprio per questo preziosa.

In 36 ore noi abbiamo raccolto tante firme e anche per questo ti siamo eternamente grati. Anche per questo ringraziamo oggi il Creatore più che mai.

Abbracci e consentitecelo…  continuiamo ad avere fiducia in Colui che ci segue o, meglio, forse ci sta precedendo. Anche in questo deserto troppo spesso disumano, fino quasi al limite estremo.

La redazione

 

(…) Domattina saremo al mercato, dove Diouf aveva il suo posto di vendita e distribuiremo volantini e del pane accompagnato da questa frase: “A quelli che vengono da lontano a guadagnarsi il pane, non diamo il frutto avvelenato del razzismo!”.

 

Civitavecchia 2 febbraio 2009

QUALE  METAMORFOSI?

Certe volte mi sento come Gregor Samsa, quel commesso de “La Metamorfosi” di Franza Kafka, che svegliatosi un mattino si accorge di essersi trasformato in un grosso insetto, uno scarafaggio.

Come è potuto avvenire?

Come si è potuta compiere questa mutazione genetica, per cui, il nostro popolo, che per secoli ha conosciuto la fatica  e il dramma dell’emigrazione, si ritrovi ad aver smarrito la propria memoria e con essa tratti fondamentali della propria umanità?

Come è potuto succedere che Cheikh Mory Doiuf che era venuto in Italia per il pane vi abbia trovato il veleno mortifero del razzismo?

Il tragico assassinio del giovane senegalese avvenuto sabato mattina, 31 gennaio a Civitavecchia, purtroppo non è un caso isolato di gesti, parole e azioni di razzismo ormai divenuti quotidiani.

Certe volte sento di appartenere a un popolo in cui è avvenuta una mutazione tanto radicale, quanto inconsapevole. E come Gregor Samsa in quel nefasto giorno, pensiamo che il più urgente dei problemi sia quello di andare a lavoro come se nulla fosse accaduto.

Non ho paura dei cambiamenti. Non temo le metamorfosi. Il cambiamento è inevitabile e spesso anche sacrosanto.  La questione è la mutazione in vista di cosa.

La triste verità è che la nostra società se non cambia in vista della solidarietà, se non cambia in vista della accoglienza e della giustizia, soprattutto per i più poveri, si troverà cambiata spaventosamente verso l’imbarbarimento culturale. La mutazione è già in atto, in direzione del cinismo, delle ideologie razziste e dello scontro di civiltà.

Noi italiani diciamo di essere un popolo cristiano e ultimamente lo ripetiamo ossessivamente, forse proprio perché coscienti della distanza che separa il nostro modo di vivere e pensare dalla parola di Gesù. Anche il cristianesimo crede nella metamorfosi: è il cambiamento del ravvedimento, in vista della mutazione della vita nuova in Cristo. Siccome siamo diventati un po’ tutti come degli insetti, desidero sperare che una di queste mattine, mi possa svegliare e ritrovarmi nuovamente uomo, umano. 

La Chiesa Evangelica Battista di Civitavecchia esprime ai familiari e agli amici di Diouf, a tutta la comunità senegalese e agli emigrati della nostra città il più profondo cordoglio.  Si rende disponibile per offrire i propri locali di culto per il rito funebre e si impegna insieme a tutti gli altri cittadini democratici a contrastare l’inquietante ideologia del razzismo che produce frutti violenti e avvelenati.

 

Per la Chiesa Cristiana Evangelica Battista

di Via dei Bastioni, 18

il pastore

Massimo Aprile

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