Contro l’inerzia del Parlamento per la difesa della libertà di religione

Breve storia e spiegazione della Coalizione per le Intese religiose


La “coalizione per le Intese religiose”, nata il 13 marzo del 2008, è un tavolo di lavoro che riunisce, con il supporto della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, i rappresentanti delle Confessioni religiose che hanno un’Intesa pendente con lo Stato italiano: l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (conosciuti anche come Mormoni), la Chiesa Evangelica Valdese, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste 7° Giorno.

La Congregazione Italiana dei Testimoni di Geova, invitata a partecipare alla coalizione, ha cortesemente declinato l’invito.

L’obiettivo della coalizione è di sensibilizzare le istituzioni italiane ed i decisori politici affinché siano ratificate, il più velocemente possibile, le Intese religiose già negoziate con il Governo italiano.

Queste Confessioni della coalizione, oramai da decenni, attendono l’approvazione delle loro Intese con lo Stato italiano; questo nonostante la Costituzione, Articolo 8, stabilisca esplicitamente che: “tutte le Confessioni religiose sono egualmente libere di fronte alla legge, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano, ed i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di Intese con le relative rappresentanze.”

Il 4 aprile del 2007, il Presidente del Consiglio Romano Prodi aveva firmato gli emendamenti delle intese con la Chiesa Valdese e con l’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste 7° Giorno. In quella data, inoltre, il Presidente del Consiglio aveva firmato sei nuove intese con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana e la Congregazione Italiana Testimoni di Geova.

Nessuna di queste intese, tuttavia, è mai stata inoltrata al Parlamento per la necessaria ratifica. Questo nonostante tutte le proposte di intese presentate abbiano una storia più che decennale di revisione, discussione ed approvazione in tutte le sedi istituzionali competenti, ed abbiano inoltre ottenuto un largo consenso nei diversi schieramenti politici.

Attraverso questo sito internet la coalizione vuole lanciare un appello per sollecitare con forza la presentazione del disegno di legge governativo delle intese e la pronta ratifica da parte del Parlamento.

Nei mesi scorsi, diversi importanti rappresentanti di tutti i partiti politici sia del centro-destra che del centro-sinistra hanno già aderito a questo appello dichiarandosi assolutamente pronti a appoggiare l’approvazione delle intese in Parlamento.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla APCO Worldwide S.p.A., società di consulenza che supporta la Coalizione nelle relazioni Istituzionali e nei rapporti con i media.

Claudio Tanca

Segretario coalizione per le intese religiose
c/o Apco Worldwide S.p.A.
Via dei Condotti 61a
00187 Roma
Tel. 06.697.66.61 – Fax. 06.679.23.91
Email. coalizioneintesereligiose@apcoworldwide.com  

La newsletter Ecumenici www.ecumenici.eu  invita a firmare l’appello sul sito http://www.coalizioneintesereligiose.it  e promuove a partire da oggi la petizione su Facebook

Di seguito, riportiamo il testo completo dell’appello per la “Coalizione per le Intese religiose”


La Costituzione italiana garantisce che tutte le Confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano, ed i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di Intese con le relative rappresentanze.

La procedura di Intesa, così come disciplinata dall’articolo 8 della Costituzione italiana, è parte fondante dell’ordinamento giuridico italiano che garantisce libertà di pensiero, coscienza e religione così come previsto anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Molte Confessioni religiose, a tutt’ oggi attendono l’approvazione della loro Intesa.

Il 4 aprile 2007, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha firmato gli emendamenti delle Intese con la Chiesa Valdese e con l’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste 7° Giorno. In quella data, inoltre, il Presidente del Consiglio ha firmato sei nuove Intese con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana e la Congregazione Italiana Testimoni di Geova.

Nessuna di queste Intese, tuttavia, è mai stata inoltrata al Parlamento in conformità alla procedura di rito che ne chiede la traduzione in un disegno di legge da sottoporre all’approvazione delle due Camere. Questo nonostante tutte le proposte di Intese siano state approvate, nel corso degli anni, sia dalla Commissione interministeriale per le Intese con le Confessioni religiose, sia dalla Commissione consultiva per la libertà religiosa, ed abbiano inoltre ottenuto un largo consenso nei diversi schieramenti politici negli ultimi dieci anni.

Questo appello vuole perciò lanciare un messaggio forte che i rappresentanti delle Confessioni religiose e gli esponenti più illuminati della politica italiana rivolgono a tutte le persone socialmente impegnate affinché promuovano e sostengano con forza la presentazione del disegno di legge governativo e la ratifica da parte del Parlamento delle otto Intese.

L’approvazione delle Intese contribuirà ad affermare il principio di uno Stato italiano accogliente nei confronti di tutte le culture e le fedi e contribuirà a garantire a centinaia di migliaia di persone di praticare con pienezza la loro Confessione religiosa

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