Una realtà in cambiamento

La segnalazione libraria

Molto forte, incredibilmente vicino

Casa editrice Guanda, Collana Le Fenici tascabili, costo € 10.00, pagine 384 anno 2007

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Di Jonathan Safran Foer

L’elaborazione del lutto insegnata da un bambino.

Il distacco, di qualunque tipo, non è mai una cosa da prendere

alla leggera. E nemmeno per Oskar, un bambino, che per sua natura non

ha gli strumenti per elaborare un lutto, è facile sopportare la

perdita del proprio genitore. Una storia che sa di assurdo, con una

scrittura assurda e al contempo gradevole, avvincente, pagina dopo

pagina, ti lega alle peripezie fantasiose del protagonista con dei

picchi di scuola di vita che lo legano ad una fantasiosa “caccia al

tesoro” pur di non pensare alla cruda realtà e restare legato al

ricordo di colui che non c’è più.

Un legame temporale tra la sua storia e la storia dei suoi nonni.

A tratti commovente e a tratti divertente, la sua rincorsa alla

ricerca di “tracce” a cui aggrapparsi, che possano raccontargli gli

ultimi istanti della vita del padre, rigano le pagine di tenerezza e

di condivisione del dolore.

Ziopee per Ecumenici

 

Il ritorno di quale religione?

Tendenze nell’insegnamento religioso svizzero

(Tania Buri) L’ora di “etica e religione” si sta imponendo, rispetto all’insegnamento religioso, in Svizzera e nel nord dell’Europa. “Di fronte all’eterogeneità delle classi e alla crescente presenza musulmana, divenuta la terza maggiore comunità religiosa in Svizzera (4,3% della popolazione), le autorità cantonali propendono sempre più verso un insegnamento interculturale del fatto religioso”, afferma la ricercatrice Simone Forster, dell’Istituto di ricerca e documentazione pedagogica.
In base ai dati dell’ultimo censimento della popolazione (2000), oltre il 77% degli svizzeri fanno parte di una delle due chiese cristiane storiche, protestante (35,3%) e cattolica (42%). L’11% degli abitanti non ha alcuna appartenenza confessionale (nelle città la percentuale può salire fino a sfiorare il 30%). E l’appartenenza religiosa degli immigrati presenta dati ancora più sorprendenti: il 44% di loro è cattolico, il 6% protestante, il 7% ortodosso, il 18% musulmano, il 12% senza confessione.

Nuovi percorsi

I dibattiti intorno all’insegnamento religioso nella scuola rivelano un rinnovato interesse per la religione nella sfera pubblica. Andrea Rota, assistente ricercatore presso la cattedra di Scienze delle religioni dell’Università di Friburgo, ritiene che non si possa tuttavia “parlare semplicemente di un ritorno del religioso. Se la religione ritorna nella scuola, essa è però trattata in un modo diverso e nuovo”.
Questo ritorno dell’interesse è legato ad avvenimenti come il crollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, che ha riportato crudelmente la questione delle religioni sotto la luce dei riflettori. Sull’onda di quegli avvenimenti, il filosofo francese Régis Debray ha pubblicato un rapporto, nel 2002, in cui ha sottolineato la necessità di dare agli allievi delle chiavi di comprensione del mondo attuale per poter passare da una “laicità frutto dell’incompetenza” a una “laicità frutto dell’intelligenza”.

Contro l’analfabetismo

Lo scorso anno, in Svizzera, l’Associazione nazionale degli insegnanti ha fatto parlare di sé preconizzando il ritorno dell’insegnamento del fatto religioso nelle aule scolastiche. In Romandia, i docenti hanno preceduto l’associazione nazionale pubblicando una valutazione simile nel 2004.
Zurigo, che ha soppresso l’insegnamento religioso per alcuni anni, lo ha reintrodotto lo scorso anno. In quel cantone non sono più previste dispense nell’ambito di questa materia d’insegnamento. Lo stesso vale a Berna. Nella Svizzera centrale i corsi di insegnamento biblico sono stati sostituiti da un nuovo corso di “etica e religione”. Nel canton Lucerna, le scuole di Ebikon e Kriens offrono un insegnamento islamico.
Nella Svizzera francese è in corso il passaggio dall’insegnamento biblico tradizionale ai corsi che comprendono anche elementi riguardanti altre religioni. Anche a Neuchâtel, cantone laico, come Ginevra, nel 2003 è stato introdotto lo studio dei fenomeni religiosi. Ginevra dibatte il tema, ma senza trovare per il momento alcuna soluzione.
I piani di studio romandi e tedeschi, che costituiscono le basi sulle quali dovrebbe sorgere un insegnamento scolastico unificato in Svizzera, a partire dal 2012, contengono un modulo per lo studio delle religioni.

Qualche resistenza

Non sempre le chiese sono disposte a rinunciare al loro incarico di insegnare la religione nella scuola. È quanto accade nel Ticino, ha ricordato Andrea Rota, dove la chiesa cattolica non intende uscire dalla scuola.
Friborgo ha invece aggirato il problema proponendo agli allievi entrambi i percorsi. La scelta è tra quelli di educazione religiosa proposti dalle chiese e quelli dedicati all’etica gestiti dallo Stato. Simili formule miste esistono anche nella Svizzera tedesca (ProtestInfo)

 

Berlino: religione nella scuola pubblica

26 febbraio 2009 – (ve/nev) Il prossimo 26 aprile si terrà a Berlino un referendum per reintrodurre nelle scuole superiori della capitale tedesca l’insegnamento della religione. L’iniziativa è stata presa dalle chiese evangelica luterana e cattolica che, attraverso l’organizzazione Pro Reli, hanno raccolto insieme oltre 250mila firme a favore della consultazione popolare. Nel 2006 il Senato cittadino aveva sostituito l’insegnamento della religione nelle scuole superiori con quello di etica, comprendente tanto l’educazione civica quanto la storia delle religioni. Ora il referendum propone il ritorno (senza però eliminare le ore di etica) a un insegnamento legato non solo alle diverse confessioni cristiane, ma anche all’ebraismo e all’islam. L’iniziativa non è vista favorevolmente dall’amministrazione comunale berlinese che ritiene l’ora di etica più adatta alle esigenze di una città multiculturale, in cui il sentimento religioso è debole tanto che gran parte della popolazione dei quartieri orientali si professa atea.

 

Lettera aperta al sindaco di Milano

Noi cittadini milanesi di fede evangelica

siamo indignati dinanzi al patto sancito in sordina tra la Diocesi e il Comune di Milano che si traduce nell’assunzione di due iniziative irrispettose della laicità dell’istituzione scuola, discutibili e discriminanti sul piano etico e sociale:

– aver assunto a tempo indeterminato 46 educatrici indicati dalla curia, onde assicurare nelle 175 scuole dell’infanzia l’insegnamento della religione cattolica ai 23mila iscritti. Tutto ciò mentre si tagliano fondi alla scuola e non si immettono a ruolo i suoi tanti docenti precari.

– aver scritto in sei lingue e fatto circolare nelle scuole, dalle materne alle medie superiori, una lettera in cui, premesso il riconoscimento del pluralismo religioso che caratterizza oramai il nostro Paese, si incoraggia lo studente, comunitario e non, a scegliere di frequentare l’ora di religione cattolica, sostenendo che in tal modo sarà facilitato nella sua integrazione sociale. Ammesso e non concesso la veridicità di un tale nesso, sorprende il candore con il quale si afferma la difficoltà, se non l’impossibilità ad una piena integrazione a prescindere dalla conoscenza e dall’accoglienza della religione cattolica. Si vuole forse dire ancora una volta che non si può non essere cattolici nel nostro Paese? E’ forse la cattolicità un prerequisito imprescindibile dell’essere e dirsi italiani?

Noi cittadini di fede evangelica denunciamo

questa presenza della chiesa cattolica nelle istituzioni laiche, e ciò non per sostituirci ad essa perché siamo rispettosi e della laicità dello Stato e del principio della sovranità delle sfere, per cui ogni sfera di competenza (famiglia, scuola, lavoro ecc.) deve essere lasciata libera di decidere responsabilmente e senza invadenze, interferenze e sovrapposizioni di una sfera sulle altre.

PERTANTO INVITIAMO IL SINDACO E LA DIOCESI A RECEDERE DA UN TALE PATTO CHE ACCORDA PRIVILEGI INGIUSTIFICATI ED E’ CONTRARIO AL PRINCIPIO DELLA LAICITA’ DELLO STATO.

a cura dell’Alleanza Evangelica Italiana- Distretto Nord/Ovest*

* trattasi di un’Associazione al di fuori del protestantesimo e di matrice fondamentalista – nota a cura di Ecumenici

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