Da 5000 anni cani che ululano

Ci congediamo con questo numero per la pausa di Pentecoste; Ti aspettiamo a Novara il 2 giugno alle ore 15 davanti alla stazione FS per dire STOP alla fabbrica  dei cacciabombardieri F35 e per destinare i relativi 13 miliardi stanziati dall’Italia per la ricostruzione in Abruzzo e la lotta alle mafie.

Le firme raccolte attraverso la causa di Ecumenici stanno sfiorando stasera quota 800: un successo insperato.

 

Intanto il sito http://www.ecumenici.it  compie in queste ore un anno di attività con oltre 12.000 visitatori e tantissime migliaia di pagine lette. La bolletta del rinnovo del dominio (compresa l’estensione europa) sfiora le 80 euro.  Chiediamo a chi ha un lavoro stabile di farci – se può –  una piccola donazione a questo scopo. Dopo la distribuzione gratuita delle bibbie, la donazione al gruppo battista che opera nelle carceri milanesi, le attività per la causa contro gli  F35, gli abbonamenti e i libri, abbiamo la necessità di una piccola boccata d’ossigeno…

 

Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l’estero: BIC BPMIITM1106. Infine puoi ricaricare la carta postepay numero 4023 6004 6886 1754 intestata al presidente fondatore di Ecumenici Maurizio Benazzi.

 

Le offerte non sono deducibili ma aiutano la libera attività formativa e informativa di chi è “fuori dal tempio”… con onestà e senza padroni, se non l’Eterno. E fra non molto festeggeremo i 10 anni di attività di questo laboratorio cristiano laico che non ha smesso di dare frutti. Poco importa la dichiarazione avvelenata e presuntuosa di chi ha il terrore di coloro che rimangono anche fuori dalle chiese…

 

Che bella avventura !

 

Grazie a tutt*.

 

PS: la traduzione del precedente numero è stata curata dal prof. Antonio Pinto, che ringraziamo sentitamente. 

 

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Snoopy cane filosofo

Con Pluto è nella leadership canina dei fumetti

  

(Tullio Rapone – VE) “Per la mia razza la storia della civiltà lascia molto a desiderare”, afferma il cane Snoopy. Attenzione però a considerarlo solo un cane. È molto più acculturato dei suoi amici. Ha letto “Alice nel paese delle meraviglie”, è appassionato d’arte, ha divorato libri di storia. È anche però un grande sostenitore del motto mens sana in corpore sano. Pratica infatti una miriade di sport.

 

Un cane acculturato

È un single incallito (“quando si vive da soli si impara a divertirsi da sé”), ma anche un ottimo padre. Perché alla fine fa proprio il papà con quello strano volatile che staziona vicino alla sua cuccia e che risponde al nome di Woodstock. Cuccia che è come la borsa di Mary Poppins; c’è di tutto e di più: biliardo, quadro di Van Gogh, aria condizionata, un affresco sul soffitto opera di Linus, una fornita biblioteca ecc. Lui preferisce strasene sdraiato sopra. Questione di gusti. È molto prevenuto poi verso il progresso, tanto che continua a scrivere a macchina nonostante i computer.

 

Un personaggio sconfitto

Come tutti gli altri personaggi è uno sconfitto. Non riuscirà a veder pubblicati i suoi racconti, non riuscirà a battere il “Barone Rosso” in quella tenzone aerea che è una delle invenzioni più geniali del suo autore, Charles Schulz. È l’unico cane al mondo che scappa di fronte a un gatto, quello dei vicini, dipinto a tinte quanto mai fosche. L’elenco potrebbe durare molto, ma quello che ci preme sottolineare è la sua diversità fra i Peanuts. Non si piange addosso ed è l’incarnazione dell’“aiutati che Dio ti aiuta”. Se va storta qualche cosa più che arrabbiarsi è meglio ricominciare con qualcosa d’altro e ciò che non si riesce a essere nella vita è sempre possibile sognarlo. Questa è in fondo la sua filosofia.

 

Fantasia su due zampe

Snoopy è un rivoluzionario della fantasia. Il sogno per lui è un modo per dimenticare il presente, ma bisogna trasformarlo in realtà altrimenti non è un sogno. Sogna un mondo alla rovescia, magari sulla luna, dove siano i cani a comandare. Sarebbe stato un buon politico perché conosce l’arte del compromesso. Quando è il momento di mangiare è ben felice di tornare nel suo ruolo di miglior amico dell’uomo pur di avere la sua ciotola stracolma. È fondamentalmente un nonviolento anche se indossa spesso una divisa. Sa gestire l’aggressività anche se con Linus non si comporta proprio bene quando gli nasconde la coperta. È pessimista. Afferma: “I cani ululano alla luna da più di 5000 anni. La luna non si è mossa, i cani sono sempre così”.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Snoopy subì una trasformazione che lo mutò in una sorta di homo erectus tanto che “cominciò a pensare per conto suo e ad andare in giro su due zampe”. Ancora oggi ci invita, da quella cuccia che è una sorta di pulpito, a tener duro di fronte alle avversità della vita. Ma dovevamo farcelo dire da un cane?

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