Il bene più grande

Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o studente,
o commerciante,
se ti chiedono
qual è la cosa
più importante
per l’umanità
rispondi
prima
dopo
sempre
la pace.

Li Tien Min

Ci congediamo così per l’evento previsto per il 2 giugno alle ore 15 a Novara, dopo aver raccolto 873 firme: l’appuntamento è di fronte alla stazione FS per dire STOP alla fabbrica della morte dei cacciabombardieri F35, uno strumento bellico micidiale.

Negli scorsi mesi – dopo il discorso del 4 novembre del Ministro La Russa – ricevetti una lettera di protesta di Roberto Ferro contro il patriottismo militarista sbandierato dall’attuale Governo e in particolare anche dal deprimente ministro Tremonti. In essa si ricordava un recente viaggio fatto da alcuni studenti nelle Fiandre. Un percorso per non dimenticare la guerra.

“(…) Ypres (Iepre) è un esempio eccellente relativo alla bruttura della guerra e dell’ideologia militarista. Una cittadina medioevale totalmente rasa al suolo in occasione della Prima guerra mondiale, fedelmente ricostruita costellata nel centro storico da cimiteri di guerra inglesi.
Oggi Ypres ha uno splendido museo della pace, non la solita collezione di oggetti militari ma multimediale. Entrarvi significa camminare in una trincea, con gli spari, i reticolati, i bagliori ed i cecchini. Mia figlia, dodicenne, mi ha detto di aver compreso qualche caratteristica della guerra solo visitando questo museo.
Alle 19.00 di ogni sera, dal 1919, i trombettieri dei vigili del fuoco locali suonano il silenzio fuori ordinanza. Su questa porta, ricostruzione di quella prebellica, sono incisi i nomi di oltre 200.000 inglesi caduti a Yepres in due anni, rimasti senza sepoltura. Con mia grande sorpresa ho visto centinaia di persone recare omaggio e, mi è stato detto, in ogni giorno dell’anno. Erano presenti gruppi di studenti di college inglesi e il pronipote di un caduto ha letto alcuni versetti del Salmo 23 (Il Signore è il mio pastore).
A pochi Km da Ypres si trova Langemark, 2000 abitanti e molte centinaia di mucche al pascolo. Al termine del villaggio (ridente!) si trova uno dei più grandi cimiteri tedeschi con oltre 30.000 caduti. Quasi tutti liceali partiti volontari e caduti mente si lanciavano all’assalto delle divisioni inglesi nei primi giorni di guerra. Ragazzi fedeli allievi del “cattivo maestro” di “Nulla di nuovo sul fronte occidentale”. Infatti una grande scritta virgolettata ricordava “Una patria ed una famiglia” (mancava una religione perchè la Germania è multiconfessionale). E un gruppo di studenti trascorre una settimana, sotto la guida di un insegnante, a tagliare l’erba, pulire le lapidi di pietra scura.”

A distanza di pochi mesi da quella lettera siamo chiamati a rispondere alla svolta militarista dell’Italia; non vorremo che nel giro di breve tempo, a causa del silenzio di molti, la politica estera italiana diventi lo strumento per forme aggressive e nuove campagne di odio. Le dichiarazioni del Premier sulla stampa estera (ovviamente tutta comunista e di sinistra) non lasciano molti dubbi a tal proposito…

A noi tocca adesso fare la nostra parte: per difendere la Pace ma anche la libertà dell’Italia antifascista.

Maurizio Benazzi

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