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La Newsletter Ecumenici festeggia con una poesia e una canzona gli oltre 400 nuovi iscritti in lingua italiana di questi ultimi tre mesi a cui vanno ad aggiungersi gli 86 iscritti della versione in lingua inglese di Ecumenics. Siamo interessati a ricevere materiale da diffondere sui temi della pace, della Giustizia e della salvaguardia del creato. Questo è da sempre un collettivo non burocratizzato che si occupa – laicamente – di teologia politica. Si evidenza infine che la causa in lingua inglese in favore delle minoranze sessuali in Iran ha raccolto 217 adesioni. Considerato la difficoltà di lettura della stessa e il deserto circostante intorno a noi in Italia siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto. Questa è il nostro contributo odierno al Pride di Genova, contro i criminali che indossano stracci religiosi del regime iraniano

 A cura dalla professoressa Giovanna Corchia di Como

 

Jacques  Prévert   Paroles

Barbara

 

Ricordati Barbara

Pioveva senza tregua quel giorno su Brest

E tu camminavi sorridente

Raggiante rapita grondante,

sotto la pioggia

Ricordati Barbara

Pioveva senza tregua su Brest

E t’ho incontrata in rue de Siam

E tu sorridevi,

E sorridevo anche io

Ricordati Barbara

Tu che io non conoscevo

Tu che non mi conoscevi

Ricordati

Ricordati comunque di quel giorno

Non dimenticare

Un uomo si riparava sotto un portico

E ha gridato il tuo nome

Barbara

E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia

Grondante rapita raggiante

Gettandoti tra le sue braccia

Ricordati di questo Barbara

E non volermene se ti do del tu

Io do del tu a tutti quelli che amo

Anche se non li ho visti che una sola volta

Io do del tu a tutti quelli che si amano

Anche se non li conosco

Ricordati Barbara,

Non dimenticare

Questa pioggia buona e felice

Sul tuo viso felice

Su questa città felice

Questa pioggia sul mare,

Sull’arsenale

Sul battello d’ Ouessant

Oh Barbara,

Che cazzata la guerra

E cosa sei diventata adesso

Sotto questa pioggia di ferro

Di fuoco acciaio e sangue

E lui che ti stringeva fra le braccia

Amorosamente

È forse morto disperso o invece vive ancora

Oh Barbara

Piove senza tregua su Brest

Come pioveva prima

Ma non è più cosi e tutto si è guastato

È una pioggia di morte desolata e crudele

Non è nemmeno più bufera

Di ferro acciaio sangue

Ma solamente nuvole

Che schiattano come cani

Come cani che spariscono

Seguendo la corrente su Brest

E scappano lontano a imputridire

Lontano lontano da Brest

Di cui non resta  niente

 

 

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Ivano Fossati
Il disertore
 
In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest’altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l’ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand’ero in prigionia
qualcuno m’ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.

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