Benedetti da Dio questi Quaccheri inglesi: sì al matrimonio fra gay

(Ecumenici 1-agosto 2009) Documento ufficiale.

 

Traduzione di www.ecumenici.eu , Prof A. Pinto

Sul nostro  sito anche  la coraggiosa posizione dei Battisti di Livorno nel solco di Martin Luther King. Ci sentiamo vicini spiritualmente e nella preghiera alla loro Voce di Dio.

 
 I Quaccheri concludono oggi in Gran Bretagna un lungo e approfondito processo di riflessione sul modo di avvicinarsi al matrimonio e alla convivenza con un compagno dello stesso sesso.

Il documento riporta le loro decisioni in questo modo: Documento numero 25 dell’Assemblea Annuale della Sofferenza del 31 luglio 2009, con riferimento al Documento numero 17 (accluso); si è tenuto un incontro lo scorso martedì pomeriggio durante il quale alcuni relatori hanno condiviso le personali esperienze dei loro anniversari e ammissioni pubbliche sugli scambi dei reciproci impegni d’amore. Questi Amici si sono sentiti sostenuti dai partecipanti ai vari incontri nei loro rapporti, ma hanno espresso rammarico sul fatto che laddove c’è un percorso chiaro e delineato a sostegno delle coppie formate da rappresentanti di sesso opposto, non sono altrettanto chiare le possibilità di riconoscimento di coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso ed esse possono cambiare ampiamente da incontri a incontri.  Amici che  sentono che il loro rapporto di coppia è normale e privato piuttosto che fuori dal normale e pubblico; essi si sono sentiti chiari pionieri nel raccontare e testimoniare le loro esperienze.

 Questa pubblica condivisione di esperienze nei rapporti personali ci ha spinti ad aggiungere al nostro chiaro senso che, a 22 anni di distanza dall’aver delineato alcune linee guida all’Assemblea della Sofferenza, consideriamo allo stesso modo sia le coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso di quelle rappresentate da matrimoni di rappresentanti di sesso opposto, riaffermando la nostra visione centrale che il rapporto di coppia o il matrimonio è prodotto dal Signore e noi siamo semplici testimoni di tutto ciò. Il problema di un riconoscimento legale da parte dello Stato è una faccenda secondaria.

  Noi perciò chiediamo all’Incontro della Sofferenza di prendere posizione per mettere in pratica questa presa di posizione e di mettersi d’accordo per delineare una revisione delle parti principali della fede e della pratica dei Quaccheri, in modo tale che matrimoni tra membri dello stesso sesso possano essere preparati, celebrati con testimoni, legalmente legittimati dallo Stato, tanto quanto lo sono quelli tra membri di sesso opposto. Noi ancora chiediamo all’Assemblea della Sofferenza di intraprendere con i rappresentanti dei nostri Governi di cercare di trovare un cambiamento determinante nella legislazione corrente in modo tale che matrimoni dichiarati tra membri dello stesso sesso siano riconosciuti come legalmente validi, senza ulteriori sviluppi, allo stesso modo dei matrimoni tra membri di sesso opposto celebrati nei nostri incontri. Noi non chiederemo per ora ai nostri ministri di operare contro la legge, ma è comprensibile che la legge non deve precludere loro il fatto di giocare un ruolo centrale nella celebrazione e registrazione dei matrimoni con membri dello stesso sesso.

  Abbiamo ascoltato voci dissenzienti durante la fase di passaggio che ci hanno portato a prendere una tale decisione e ci è stato ricordato della necessità di esprimere tenerezza verso coloro che non sono con noi e che troveranno questo cambiamento difficile. Ma noi abbiamo anche bisogno di ricordare, inclusa  nella nostra revisione della fede e pratica quacchera, quegli Amici che vivono da soli, che lo facciano o no per scelta personale.

  Noi sentiamo il bisogno di spiegare la nostra decisione alle altre comunità cristiane, a comunità di altre fedi religiose e certamente ad altre Assemblee Annuali quacchere, e pregare perché ci sia un dialogo continuativo d’amore, persino con coloro che probabilmente dissentono fortemente con ciò che affermiamo come nostra interpretazione della volontà di Dio per ora e per noi.

  Come conseguenza di tale decisione, Martin Ward, ministro dell’Assemblea Annuale Quacchera, ha affermato: “Questo documento è il risultato di un lungo periodo di consultazioni e di ciò che noi chiamiamo trebbiatura nei nostri incontri locali, culminate in due Assemblee Annuali di raccolta. Durante tali incontri, secondo la pratica, abbiamo ascoltato la voce di un ministro levarsi alta nel silenzio di una funzione religiosa per guidarci nell’interpretazione della volontà di Dio per una società religiosa e l’abbiamo registrata in questo documento”.

 

Media Information

Anne van Staveren

 

Ecumenici utilizzerà questo mese di agosto per valutare anche con i Vostri pareri personali l’ipotesi di creare un gruppo di Amici, con incontri del silenzio la domenica pomeriggio.  Scriveteci a ecumenici@tiscali.it

 

 

 

TRIBUNALE VENEZIA: IRRAGIONEVOLE DIVIETO DI MATRIMONIO TRA GAY

 

STORICA SENTENZA! QUALCOSA SI MUOVE

 

 

ROMA – Non ha “alcuna giustificazione razionale”, la norma , “implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”. E’ quanto scrive il tribunale di Venezia nell’ordinanza con la quale il 3 aprile scorso ha sollevato davanti alla Consulta la questione di legittimità degli articoli del codice civile che non consentono le nozze tra gay. I

 

l testo del provvedimento, che ipotizza il contrasto di quelle disposizioni con più principi della Carta, a cominciare da quello di uguaglianza (articolo 3) e dal riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo (art 2), è pubblicato sul sito dell’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori). Al tribunale si era rivolta una coppia di omosessuali che si era vista negare le pubblicazioni di matrimonio dall’ufficiale di stato civile. E il ragionamento dei giudici parte dalla constatazione del “superamento” nella società “del monopolio detenuto dal modello di famiglia normale, tradizionale”. “Il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale” scrive il tribunale, citando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. E argomenta:” la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’individualità”; é perciò “una scelta sulla quale lo Stato non può interferire, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili”. E nel caso di matrimoni tra persone dello stesso sesso “il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica”. I giudici fanno esplicito riferimento anche all’ art. 3 della Costituzione, “che vieta ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini …pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e che impegna lo Stato a “…rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Visto che “il diritto di contrarre matrimonio è un momento essenziale di espressione della dignità umana, si ritiene che esso debba essere garantito a tutti, senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale).Se dunque lo scopo dell’articolo 3 “é vietare irragionevoli disparità di trattamento”, ne consegue che la norma che esclude il matrimonio tra gay “non abbia alcuna giustificazione razionale, soprattutto se raffrontata con l’analoga situazione delle persone transessuali, che, ottenuta la rettificazione di attribuzione di sesso in applicazione possono contrarre matrimonio con persone del proprio sesso di nascita”

1 Commento

Archiviato in Etica, Giovani, Quaccheri del mondo

Una risposta a “Benedetti da Dio questi Quaccheri inglesi: sì al matrimonio fra gay

  1. E bravi Quaccheri.. alla fine non hanno fatto altro che basarsi su una cosa semplice quanto ignorata: la realtà.

    La loro decisione infatti sembra venire da testimonianze, e dall’osservazione reale delle cose..

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