Posta dal Parlamento europeo

Caro Maurizio,
apprezzo il suo impegno e vi sono vicino.
Per sostenere la causa ho concluso nei giorni scorsi, per la seconda volta, lo sciopero della fame di 36 ore  come comunicato a Francesco Zanardi.
Purtroppo per troppe cose noi italiani non siamo in Europa
 
Niccolò Rinaldi
Deputato al Parlamento europeo
Vice Presidente del Gruppo ADLE – Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa
Capo delegazione dell’Italia dei Valori
 
ASP 9G 351
T +3222845597
F +3222849597
www.niccolorinaldi.it

In risposta al Suo sollecito, in allegato le interrogazioni presentate nei giorni scorsi al Consiglio e alla Commissione, che denunciano le discriminazioni subite da Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia.

Principio di eguaglianza e mancanza di riconoscimento delle relazioni tra persone dello stesso sesso in alcuni Stati membri.
 
L’Unione europea promuove i principi di eguaglianza e la non-discriminazione in tutti i campi, in particolare sulla base dell’articolo 21 della Carta europea dei diritti fondamentali, che é diventata vincolante a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Contrariamente a tale principio, alcuni Stati membri dell’UE non prevedono alcuna legge o regolamentazione per le persone dello stesso sesso, coppie di fatto, unioni civili o matrimonio. La mancanza tale riconoscimento implica anche una chiara barriera alla libertà di circolazione nella UE, dato che il mutuo riconoscimento non é garantito per tali relazioni, in violazione dei diritti dei cittadini europei e dei principi fondamentali dell’UE. Uno degli Stati rimasti che non prevedono alcuna regolamentazione é l’Italia, dove una serie di ricorsi fatti da coppie dello stesso sesso sono stati deferiti dai tribunali alla Corte Costituzionale, che dovrà esprimersi sulla compatibilità con la Costituzione italiana del rifiuto delle autorità di sposare coppie dello stesso sesso. In questo contesto, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, due cittadini Italiani, hanno iniziato uno sciopero della fame – Incorvaia ha dovuto interrompere per un malore, Zanardi é al suo 16o giorno di sciopero della fame – per chiedere al Parlamento italiano ed alle sue commissioni competenti di mettere in agenda l’esame ed il dibattito delle proposte di legge sull’eguaglianza ed il riconoscimento delle relazioni tra persone dello stesso sesso, incluso il matrimonio. Sono stati supportati ed hanno partecipato all’azione ONG, politici, cittadini, allo scopo di richiedere una soluzione politica e legislativa da parte delle istituzioni elette democraticamente, invece che lasciare la decisione alle corti. Non ritengono il Consiglio e la Commissione che le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale dovrebbero essere eliminate da parte di tutti gli Stati membri ed in tutti i campi, in particolare dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali? Cosa faranno per assicurare che la libera circolazione ed il mutuo riconoscimento delle coppie dello stesso sesso siano garanti nell’UE? Esprimeranno la loro preoccupazione sulle condizioni di Zanardi per assicurare un dibattito e la regolamentazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso in Italia?

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