A Bologna coi carcerati i quaccheri parlano di islam

Si segnala come stimolo alla riflessione personale l’iniziativa dei quaccheri nel carcere di Bologna: si approfondiscono aspetti teologici dell’islam con tratti così “protestanti” ante litteram, che forse non erano proprio inconsapevoli… Si rimarcava di fatto anche  la differenza dalla concezione di mediazione –  attraverso il ministero apostolico del perdono – sostenuto dalla chiesa antica.

Ci riferiamo a un detto qudsî, in cui si trasmette una parola divina a Mohammed;

 traduciamo la parte centrale:

«Figlio di Adamo! Se tu Mi invochi e speri in Me, Io ti perdonerò quanto hai fatto e non ne terrò conto.

«Figlio di Adamo! Se anche i tuoi peccati toccassero il cielo, ma poi implorassi il Mio perdono, Io ti perdonerò.

«Figlio di Adamo! Se anche mi portassi un mondo di peccati, se poi mi rivolgessi a Me  come l’Unico (lett. e non associassi a me altro),ti porterò un mondo di perdono»

Notiamo i tre modi per ottenere il perdono:

1. La preghiera (du’a)

2. La richiesta di perdono (istighfâr)

3. La proclamazione dell’Unità divina (tawhîd).

Si nota che, in profondità,  prendere rifugio  nell’Uno significa affidare a Dio anche il proprio peccato.

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