Dalla camicia nera a quella comunista: pentito della sua vita?

Un pensiero condiviso dell’ Accademia Apuana di Pace, apparso nel suo ultimo numero

Il falso e il vero Gandhi
Viene da troppo tempo spacciata un’immaginetta caricaturale di Gandhi come di una personcina che esorta alle buone maniere ed al garbato eloquio, alla pubblica quiete e al tirare a campare, al rassegnato sottomettersi alla violenza del potere, alla cieca complicità col disordine costituito. Ed è il più ignobile dei tradimenti.
Gandhi era invece un combattente, la nonviolenza è lotta, la lotta la più nitida e la più intransigente contro tutte le violenze, le menzogne, le oppressioni. Gandhi combatteva la viltà quanto la violenza, e chiamava a lottare, a lottare assumendo su di sé la sofferenza tutta della lotta.
Coloro che oggi in Italia pretendono di richiamarsi a Gandhi ed assistono inerti e quindi complici al colpo di stato razzista, alla guerra illegale, al governo dei nazisti e dei mafiosi, ebbene, costoro non sanno quel che si dicono, ed il loro falso Gandhi è l’infame contraffazione, l’abominevole rovesciamento del Gandhi autentico.
La nonviolenza è lotta o non è nulla.
È l’ora dell’insurrezione nonviolenta contro il razzismo e contro la guerra.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.

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Forse non tutti sanno il passato dell’attuale Presidente della Repubblica…

I Gruppi universitari fascisti (GUF) erano delle articolazioni del Partito nazionale fascista, istituiti nel 1927, erano ad iscrizione volontaria e raccoglievano al proprio interno sia gli universitari che fossero interessati a far carriera nel fascismo, che gli iscritti alle accademie militari.

Fine ultimo dei GUF era l’educazione della futura classe dirigente seguendo i dettami e le direttive del regime fascista.

Dal 1934 vennero organizzati a cadenza annuale degli incontri denominati Littoriali della cultura e dell’arte (organizzati da Giuseppe Bottai ed Alessandro Pavolini) che si affiancarono a quelli dello sport, creati nel 1932.

Questi incontri di confronto tra giovani intellettuali portarono alla nascita dei primi contrasti in seno al Partito Nazionale Fascista. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che il GUF “era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato”.

Secondo altri commentatori questa interpretazione è falsa: come dimostrato da più fonti, gli aderenti ai Guf non erano antifascisti bensì fascisti fanatici, e spesso antisemiti, che si ponevano alla destra del regime criticandolo per la sua supposta eccessiva morbidezza.[

Queste sono i retroterra culturali e politici del nostro massimo rappresentante istituzionale. Ci domandiamo: E’ un pentito di che? Della sua vita?

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