Ancora da Davide…

Davide cos’è il socialismo Dhammico?
Di Santikaro.
Dhammico:
Qualsiasi cosa, per esisitere in questo mondo naturale si deve armonizzare con il Dhamma, seguire la legge della Natura.
” Tutto ciò che è in armonia, conforme alla legge di natura, e serve la legge di natura è “Dhammico”.
Essere in armonia con il Dhamma significa essere non-violenti, altruisti, compassionevoli, consapevoli e pacifici .
Ajarn Buddhadasa riassume tutto ciò in due parole: “pacifico ” e “utile”.
Essere “pacifico” significa non fare nulla di male, abusare, o opprimere nessuno, sia gli altri che se stessi. Tale pace richiede un cuore-mente libero da egoismo.
Essere “utile” significa aiutare nella lotta per la vera e propria liberazione dalla sofferenza, non importa a che livello o in che contesto di vita. Il vero Dhamma non conosce la dualità “personale e sociale” o “mondo-spirituale”.
Socialismo:
Non credere che il socialismo è morto!
Questo è solo la propaganda degli irriducibili capitalisti neo-conservatori.
Il vero socialismo non è mai stato provato su larga scala.
Il socialismo è la prospettiva e l’orientamento che considera il bene della società nel suo complesso come centrale, piuttosto che il bene personale, individualista.
Così, il socialismo è l’opposto dell’ individualismo con cui siamo irretiti oggi.
Per i buddhisti impegnati, il socialismo deve essere radicato nel Dhamma.
Così, si parla di ” socialismo dhammico”.
Non si tratta di quella mostruosità dello stalinismo dittatoriale.
Il socialismo Dhammico non è servile conformismo, in quanto rispetta e nutre gli individui. Tuttavia, lo scopo della vita dell’individuo non può essere solo il proprio piacere di successo.
Nel socialismo dhammico, lo scopo e il significato della vita dell’individuo va al di là del nostro piccolo “io” e si ritrova nella società, nella natura, e nel Dhamma.
Perché il socialismo dhammico?
Ajarn Buddhadasa ha chiamato la sua visione della società nibbanica, “socialismo dhammico”.
Per lui, il socialismo Dhammico è l’espressione di due fatti fondamentali: Uno di questi è che noi siamo inevitabilmente e ineluttabilmente esseri sociali che devono vivere insieme in una forma di società che dà la priorità all’ interrelazione, alla cooperazione, ed all’ aiuto vicendevole, per risolvere il problema del dukkha.
Pertanto, il principio della giusta relazione o giusta inter-parentela è il cuore di una tale società.
Tan Ajarn concepì questa forma di società come essere il vero significato del socialismo, che può differire dalla comprensione di scienziati e politici marxisti.
Tan Ajarn amava utilizzare certe parole a modo suo e noi lo fraintendiamo se non ci rendiamo conto di questo. Sangkom-niyom, la parola thailandese per socialismo, letteralmente significa “preferenza per la società”, o “a favore della società”, piuttosto che favore dei singoli (cioè l’individualismo), come è stato spesso il caso in Occidente o nella società capitalista e del consumismo.
Il suo socialismo si radica nel fatto che noi dobbiamo vivere insieme, e quindi per sopravvivere si deve dare importanza alle strutture e ai meccanismi della società che ci permetteranno di farlo nelle maniere più idonee.
Siamo tutti responsabili per la promozione, e la cura di questi mezzi.
Questo è il nostro modo di comprendere il socialismo.
Il secondo fatto è che il socialismo può andare storto.
Ci sono stati diversi approcci al socialismo, e alcuni sono stati incorretti, hanno assunto forme autoritarie, violente e corrotte. Ajarn Buddhadasa insiste sul fatto che il socialismo deve essere modificato dal Dhamma per tenerlo onesto, morale, e non violento.
Così, si parla di socialismo Dhammico. Non vogliamo un socialismo che è principalmente materialistico o economico. Egli non sposa l’idea di un socialismo basato sul conflitto di classe o sulla vendetta.
Piuttosto, crediamo in quel socialismo che è in armonia con il Dhamma.
Per essere in armonia con il Dhamma significa che esso si deve basare sulla realizzazione dell’ interdipendenza umana.
In altre parole, il nostro socialismo deve essere morale, radicato nel siladhamma (moralità, normalità). Il Siladhamma consiste in relazioni e attività che non opprimono o si approfittano di nessuno, incluso se stessi, e che sono volte al reciproco beneficio, di noi stessi, degli altri, e dell collettivo.
Come abbiamo visto in precedenza, l’oppressione sociale è radicata nella personale e strutturale presenza dei kilesa, che è l’egoismo.
L’eliminazione di questo egoismo è il compito del siladhamma, della religione, e del socialismo dhammico.
Se il nostro socialismo può andare oltre il livello morale e realizzare una società in cui tutti sono liberi non solo da un comportamento egoista, ma anche da un attitudine egoistica non deve essere discusso in questa sede.
Credo che sia sufficiente per ora concentrarsi sullo sviluppo di una società in cui il comportamento egoistico è ridotto al minimo.
Tuttavia, come si discuterà in seguito, l’importanza deve essere data ad una più profonda moralità che minimizzi l’egoismo e ad una spiritualità che elimina l’egoismo, se le persone vogliono imparare a controllare e trasformare il loro comportamento per il bene della società Dhammica.
La gente richiede una visione che mostra come vera la felicità sta nel socialismo dhammico e in una società nibbanica, piuttosto che nell’ egoismo, nel consumismo, nel materialismo, e simili.
da ” quali Possibilità per il socialismo dhammico”, di Santikaro Bhikkhu
tradotto in proprio.

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