Una prospettiva

I problemi sociali sono sorti quando la mente mise a punto sistemi per accumulare ricchezza, potere e beni per avvantaggiarsi su altri.
Oggi, la ‘Libertà’ delle democrazie è una scusa perché pochi individui o gruppi ristretti si impadroniscono di ampie quantità di beni a danno della comunità.
La presenza delle contaminazioni interiori rende il liberalismo un ideale impraticabile. Gli uomini sono naturalmente portati a cedere alle contaminazioni. Le democrazie liberali diventano così il campo d’azione dell’egoismo e degli interessi privati.
La ‘libertà’, così interpretata, è in contraddizione con la politica.Se la politica è ciò che si occupa di gruppi umani che vivono in comunità, l’interesse andrà al benessere dell’intera comunità. Troppo accento sulla libertà sposta il segno dal collettivo all’individuo, spostamento non coerente con la vera politica.
Chi soggiace al fascino della parola ‘liberalismo’ ricordi che incoraggiare la libertà di individui spinti dall’egoismo significa andare contro la politica in senso vero, cioè la ricerca del BENE COMUNE.
Un sistema politico che non consideri prioritario il bene della collettività è un sistema immorale.
La libertà in senso Buddhista invece è la libertà dalle contaminazioni egoiche.
Tratto da: Socialismo Dhammico
di Achaan Buddhadasa.
(Tramite Davide Puglisi)

Caro Davide,
ricevetti non molto tempo fa una proposta di lavoro amministrativo per il Congo francese da parte di una multinazionale italiana di Pesaro: settore energia. Scoprii su internet – mentre ero in attesa di conoscere l’esito del primo colloquio tramite conference call col direttore del personale – che la maggior parte degli italiani (compreso un fan di Lourdes con tanto di blog) abbandonavano la posizione laggiù entro i sei mesi non tanto per il non esaltante stipendio da trasferta o per i rischi geopolitici ma per la mentalità indigena. Non potevano accettare che la loro mentalità (immagino che la ritenessero superiore a quella dei locali) non potesse essere non condivisa. Mi riferisco proprio al problema dell’accumulo e di quanto erano sostanzialmente stupidi nel non voler acquisire ricchezze. Non si rendevano conto che i topi della corsa al profitto erano proprio loro e che i liberi (purtroppo sfruttati per un un quasi nulla) erano i congolesi. So anche perchè la mia candidatura non è andata avanti… nel corso della telefonata aperta (a viva voce) iniziai a parlare di un noto medico della giungla e questo direttore della pip ..  cadde nelle fauci del coccodrillo. Non sapeva chi fosse quel dottore… e mi chiedeva perché amassi l’Africa!
Ok comprendo che i quaccheri siano mosche bianche ma forse certi selezionatori sono proprio limitati. Ma in che mondo vivono?

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