Teste vuote ed esaltate pro Israele

Ricevo questa corrispondenza da una persona a me sconosciuta collegata nella rete di Facebook: si tratta di un esaltato militarista israeliano o pro Israele. Preciso altresì che come misura cautelativa ho depennato dalla lista dei mie contatti un suo amico che deve avergli riferito di me e che abita proprio nei miei paraggi (un certo signore Maurizio Friggi) e tutti gli Amici in comune che avevo con questo signore. Persone che conosco anche da tempo ma che probabilmente non sanno pesare il valore e il contenuto dell’amicizia. Non ho comunque niente da perdere e non cerco numeri per ingrossare le file. Anzi!Di sale in zucca  questo sig. Boaz Senator (uno pseudo, utilizza da buon vigliacco) ne ha ben poco e men che meno capacità di analisi e autocontrollo. Purtroppo constatiamo che questo genere di utenti proviene generalmente da un’Associazione denominata Amici di Israele,  che gravita intorno anche alle comunità ebraiche ortodosse, alle loro feste e ritrovi ed eventi… Foraggiati e difesi, insomma.Mando la lettera in archivio ma è opportuno evidenziare  anche il tipo di corrispondenza che si riceve come operatore d’informazione. Non si fa teologia col copia incolla come fanno tanti valdesi, cattolici, qui su Facebook presumendo di azzeccarci se postano il Ricca o il Sequeri di turno. Ci si deve sporcare le mani con tanti personaggi squallidi come questo, che strumentalizzano la loro religione  per fini di espansione militare, per giustificare i piu’ efferati crimini contro l’umanità. Come è recentemente accaduto.Direi di piu’ sotto altri aspetti o si ha il coraggio diretto di conosce persone,  del calibro ad es. di Cossiga o si stia zitti se si vuol parlare di argomenti di cui non si ha la piu’ pallida idea se non quella fornita dai media di regime. Lo dico a Lei al sig. Caviglia e ai tanti che fanno ricerche su internet ma che non hanno mai letto libri e men che meno parlato con chi i libri li ha scritti. Che non conoscono i propri interlocutori. Non ci hanno mai parlato! Il lavoro che Ecumenici fa sul campo è stato sempre serio e documentato. Costosissimo. In termini di denaro e tempo. In Sardegna non esiste nessun prelato di lingua italiana di matrice anglicana, come nella maggior parte della penisola. La liturgia funebre cattolica è ammessa. Bisogna entrare nei templi Caviglia, anche quelli anglicani per capire molte cose.MB.

Boaz Senator16 agosto 2010 alle ore 20.56

(nessun oggetto)

salve Maurizio
l’esercito israeliano si sta organizzando per respingere una pioggia di missili, l’arma che negli ultimi anni, con l’aiuto dell’Iran, è diventata parte della strategia più odiosa: i Kassam, i Fajar, i Grad che piovono sui civili. Gli Hezbollah, che usavano sparare sulle cittadine del Nord fino alla guerra del 2006, sembra abbiano ricostruito un arsenale di 50mila missili compresi quelli che, come gli Scud, possono arrivare fino a Tel Aviv; la Siria è piena di postazioni balistiche contro Israele. Iran e Turchia hanno appena stretto un patto per aiutare gli Hezbollah a ottenere nuove armi. Il Libano è l’avamposto della nuova strategia iraniana contro Israele.

Il maggiore Hai Lugasi, 35 anni, sposato e con figli che vivono nelle vicinanze della base, proviene dalle Forze Aereonautiche, il gioiello dell’esercito, e ci accoglie a Biranit, il comando dell’esercito israeliano del Nord, dove siamo stati tante volte durante la guerra del 2006, dopo il rapimento di Regev e Goldwasser: «Guardi, è cambiato» dice. É vero. A prima vista vedi le colline morbide come sempre, a sinistra Aita a-Shaab, paesotto shiita, e a destra Kfar Remesh, villaggio cristiano. Però nel mezzo, oltre il recinto e oltre il confine internazionale segnato dall’Onu, vedi le auto bianche dell’Unifil, più in là c’è l’esercito libanese, il Laf.

Non ci sono più gli Hezbollah armati e in divisa, con le bandiere gialle che scorrazzano lungo il confine, non più il rivoltante manifesto con la testa spaccata di un soldato israeliano. Di giorno gli israeliani lo buttavano giù, di notte lo rimettevano in piedi gli uomini di Nasrallah, il leader sciita più bizzarro, violento e determinato del Medio Oriente, ormai il vero padrone del povero Libano ferito. Unifil doveva impedire l’affermarsi di qualsiasi organizzazione armata fuori dell’esercito, ma non ce l’ha fatta: le regole di ingaggio sono restrittive. «Unifil – dice Hai – non ha evitato che Hezbollah ricevesse le armi iraniane dalla Siria, non ha evitato l’altro giorno che l’esercito libanese, in gran parte sciita e amico di Nasrallah ci tendesse un vero agguato, non ha evitato che quel paese che lei vede, Aita a-Shaab, e tutti i 160 paesi sciiti della zona, siano diventati fortezze pronte alla prossima guerra, piene di scudi umani, scuole, ospedali, seduti sui loro missili. Ma hanno taciuto, per quattro anni anche noi abbiamo fatto buon uso della tranquillità» dice Hai.

Nell occidente del 2000 esiste la libertà di religione. esiste eccome.
Tuttavia ce un gruppo etinco che ha legato il suo modus viventi, la vita quotidiana alla sua religione, essa fa parte della vita , l’ambiente, e il rapporto con i suoi vicini ovunque essi siano. Questo gruppo etnico NON vive in pace ovunque si trova. In nigeria i christiano son massacrati quotidianamente dall islam, idem in Egitto, sud est asiatico, Iraq ecc. Perfino a Parigi in ogni bus che collega centro città con les Banlieux ci sono due poliziotti . A milano La via Padova si è svuotata da “cristiani” e radical chic compresi. il degrado regna sovrano ovunque nsi trovano. La loro intoleranza e sopratutto la loro prepotenza fanno si che non esiste nessuna possibilità d’integrazione
i chic radical possono blaterare all infinito gridando alla “libertà socio religiosa” rimane il fatto che la situazione è di non beligeranza , nothing more.
Tornando a New york, io non ho sentito NESSUN mussulmano a protestare o a malledire Al queda dopo il disastro del 2001. Mentre ero a Copenhagen ho notato migliaia di mussulmani che festeggiavano per le strade alla vista della tragedia in TV.
Una moschea nel ground zero non è indispensabile.
To get you must also give. Loro pretendono ovunque, che cosa danno in compenso?
la religione c’entra nei loro conflitti eccome. Hezbollah sono fanatici mussulmani cosi come Al quaeda, Hamas, Erdogan in Turchia, Ahmadinajad , l’islam francese che da la caccia agli ebrei in francia e l’islam newyorchese. e non son altro che un cavallo di Troya .
grazie.

 

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