Si organizza il dissenso luterano

Egregio Dott. Benazzi,

quanto mai proprio l’uso dell’appellativo “ex-grege”…ho scoperto il suo sito in una delle occasionali “navigazioni libere” in rete ed ho letto vari contenuti del sito ecumenici.it che mi hanno fatto riflettere, al di la’ della condivisione o meno degli stessi.

Innanzitutto mi presento: mi chiamo Vittorio Tozzini, sono un giovane 37enne di Varese, convertito 20 anni fa alla chiesa luterana ed eletto per 3 anni vice presidente del sinodo della chiesa luterana in Italia. Ho sempre avuto posizioni molto critiche nei confronti della chiesa, ma questo non ha impedito il mio accesso a responsabilita’ di direzione ecclesiastica che ho svolto in liberta’ e spesso dissenso. Consapevole della mia posizione di minoranza non sono cosi’ riuscito a sostenere oltre un ruolo che provocava solo frustrazioni e delusioni ed ho scelto di rassegnare le mie dimissioni. Rimasto poi membro del consiglio presbiterale della Chiesa cristiana protestante di Milano, ho lasciato anche quest’incarico nel momento in cui il consiglio medesimo e l’assemblea di chiesa con la maggioranza di 3 voti hanno licenziato un pastore riformato che era il mio padre spirituale ed al quale sono molto legato.

Ora sono quindi un “semplice fedele” ed opero per organizzare e manifestare il dissenso di chi e’ luterano nonostante le chiesa luterana!

Ecco allora il motivo di questa mia email…essendo rimasto incuriosito dalla Vs storia quando Lei dice: “Nasciamo come  bollettino parrocchiale e luogo di incontro denominato “Laboratorio cristiano” fra i gruppi luterani (italiano e tedesco) e quello riformato della Chiesa Cristiana Protestante in Miano”. Potrebbe aiutarmi a capire? Voi eravata quindi nella CCPM quando c’era il pastore Banse? o c’era gia’ il pastore Denecke? e chi era il presidente del consiglio di chiesa? e perche’ avete abbandonato la CCPM?

La ringrazio anticipatamente per le spiegazioni che vorra’ darmi e colgo l’occasione per porgerLe i miei migliori auguri per un sereno agosto!

Cordialmente

Vittorio Tozzini

Egregio Tozzini,

entrai nella chiesa luterana nel 1996 e ne uscii come dimissionario da sinodale di Milano e revisore nazionale dei conti nel 2001, all’epoca del pastore Denecke nella CCPM. Il motivo fu la mancata attuazione  della delibera sinodale, da me proposta ed emendata al fine di ottenere il massimo consenso, anche del decano Astfalk (fortemente contrario per la perdita del suo potere interno) circa l’istituzione di un ufficio ecumenico itinerante in Italia. La proposta approvata a larghissima maggioranza dal Sinodo fu – la sera stessa dell’approvazione – messa in discussione totale dall’allora decano (una sorte di aspirante vescovo nella sua interpretazione, sigh). Personaggio discusso, che non molto più tardi fu rimandato dai tedeschi al suo paesello in Germania, per fatti non proprio raccontabili in internet…

C’era ovviamente in piedi ancora la questione delle annuali cerimonie al cimitero nazista di Costermano, di un membro del corpo pastorale luterano. Condivisi la posizione di rifiuto del Pastore Banse, che fu la poi la ragione scatenante del suo allontanamento dalla Chiesa luterana in Italia.

Che dire… bravo! A volte ci vuole coraggio per rompere gli schemi. Di fronte ai silenzi di valdesi, battisti, cattolici… a volte bisogna prendere carta e penna e mettersi a studiare un altro modo di fare teologia.

All’aria aperta, come sta ora sperimentando fra mille difficoltà, immagino… Io di certo non torno indietro.

E’ una sorte che mi ha affidato – ormai ritengo – Dio stesso.

Cristo la protegga.

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