Donne cristiane e non

Lo sapevi che nel 1947 il Premio Nobel per la Pace è andato ma a due associazioni umanitarie quacchere: l’American Friends Service Committee (AFSC), un’organizzazione Amish impegnata in campo missionario, nella promozione della pace e delle relazioni internazionali, nella mediazione e pacificazione in contesti di crisi, e il British Friends Service Council, movimento degli Amici per la pace impegnato durante la II Guerra mondiale nell’offrire a giovani obiettori di coscienza delle opportunità di servizio di solidarietà, impegno proseguito nel dopoguerra con un’opera di soccorso e riabilitazione per le vittime della guerra?

Non facciamo proselitismo se lo Spirito non ti ha chiamato a cercarlo nella Sua libertà. Ma se senti che lo abbia fatto mettiti allora personalmente in cammino, come meglio credi… Se puoi fare una semplice donazione: l’aspettiamo. Non scegliamo l’otto per mille.

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Ho letto negli ultimi tempi diversi commenti femminili che parlano con disprezzo dei carcerati, pur prendendo le distanze dalla pena di morte…  Desideriamo qui riproporre l’esempio di una donna cristiana rimasta nella Storia. Pensiamo che proprio questo fa la differenza fra chi si dice “battezzata” (cresimata, sposata in chiesa, praticante l’eucarestia domenicale, ecc ecc) e chi  invece si autodefinisce semplicemente un’Amica di Gesù. Questa persona non frequenta generalmente templi ma locali con sbarre. Quello che avrebbe fatto il Maestro, il Rabbi.

Gli stessi commenti li ho anche ascoltati all’Assemblea di Dio di Castellanza (VA,) da un predicatore laico… come dire lo Spirito di riconciliazione non abita nemmeno lì.  Gli evangelici non sono esenti da tradimenti del Cristo.  Anzi!… Basta praticare per un po’ le loro panche.

MB

Elisabeth Fry: una cristiana coraggiosa nelle prigioni di Londra

 

  Posizioni quacchere – Elizabeth Fry (1780 – 1845)

Elizabeth  Fry è stata una quacchera diventata famosa per il suo lavoro di riforma del sistema carcerario britannico ai primi del 19° secolo. Col suo esempio  ispirò altre donne a sostenere un ruolo più attivo nella società: era insolito per una donna avere voce fuori dalla propria casa. Era anche insolito per una quacchera essere così importante, perché a quel tempo il movimento dei Quaccheri stava attraversando una fase “di riserbo”, ed era molto introspettivo.

Era comunque inusuale per un quacchero preoccuparsi del benessere dei carcerati benché la riforma delle carceri è stata sempre importante per i quaccheri. I primi quaccheri furono messi in prigione per il loro credo e così videro da se stessi le terribili condizioni nelle prigioni. Sentivano che c’era qualcosa di Dio in ognuno, anche in gente che aveva commesso dei crimini, così il mettere la gente in prigione doveva provare a cambiare i carcerati e non solo a punirli. Un secolo prima di Elizabeth Fry, il quacchero John Bellers (1654 – 1725) fu uno dei primi a chiedere pubblicamente l’abolizione della pena di morte.

 

Elizabeth Fry è nata il 21 maggio 1780, terza bimba di Joseph Gurney, un ricco fabbricante quacchero, e di Catherine Among la “Quacchera Semplice” del Goat Lane Meeting di Norwich, la famiglia Gurney si fece notare per i suoi vestiti sgargianti e maniere alla moda. A quel tempo la maggior parte dei quaccheri erano “Quaccheri Semplici” che indossavano vestiti semplici senza decorazioni, ed usavano ancora “Thee” (1) e “Thou” (2) quando parlavano alla gente, perché credevano che tutti fossero uguali davanti a Dio.  Elizabeth (Betsy) e le sue sorelle spesso scioccavano gli altri quaccheri perché non partecipavano agli incontri di rito come avrebbero dovuto, ed indossavano colori brillanti e vestiti di seta. Un giorno Betsy e le sue sorelle fermarono la carrozza della posta ponendosi in mezzo alla strada e gesticolando con le mani – decisamente non erano i tipi di credenti che i quaccheri si aspettavano.

Per tutta la vita Betsy tenne un diario. Sappiamo che pensò a sua madre come la cosa di maggiore influenza della sua vita. Catherine Gurney credeva che le ragazze avrebbero dovuto ricevere la stessa educazione dei ragazzi, così Betsy imparò la storia, la geografia, il francese, il latino non come la maggior parte delle ragazze di quel tempo. Catherine inoltre raccontò ai suoi bambini delle storie della Bibbia e lesse loro i Salmi. Quando Catherine fece visita e aiutò i malati ed i poveri del quartiere, Betsy era solita andare con sua madre. Fu devastante per lei quando sua madre morì, aveva dodici anni.

Il suo diario riporta dell’incontro di rito del 4 febbraio 1798 (vestendo stivali color porpora con lacci scarlatti). Ascolto William Savery, un quacchero americano, che teneva la predica. Più tardi quel giorno andò a pranzo a casa di suo zio, e fu profondamente impressionata da William Savery di cui scrisse che era veramente un buon uomo. “Ho sentito che lì c’era Dio”, e comincio a capire veramente la dottrina.

Ma si sentì anche molto confusa in quanto non voleva diventare una quacchera semplice. Durante il corso dell’anno successivo visitò Londra dove ebbe l’opportunità di incontrare di nuovo William Savery. Mentre era a Londra visitò anche il teatro ed andò all’opera. Si meravigliò del fatto che riteneva giusto che quelle cose gli piacessero, ‘Le trovo così artificiali’. Si sentì molto più a suo agio in compagnia di sua cugina Priscilla Hannah Gurney, una quacchera semplice, con cui visitò Coalbrookdale. Lì visitò anche la famosa fonderia  di proprietà della famiglia Derby, ed incontrò Deborah Darby, un’altra quacchera semplice che era molto conosciuta per le sue prediche. Betsy fu molto mossa – e piuttosto allarmata –quando in un incontro di rito Deborah Derby parlò circa quello che sarebbe diventata in futuro, ‘una luce per i ciechi, parola per i muti e piedi per gli zoppi’.

Betsy ora sapeva che per lei era molto meglio diventare una quacchera semplice, ma non le fu facile, perchè la sua famiglia non era molto d’accordo. Non volevano ascoltare il suo punto di vista sulla religione. Gradualmente Betsy cominciò a parlare come una Amica semplice, usando ‘thee’ e ‘thou’. Trovò questo di aiuto perché la faceva pensare prima di parlare e le impediva di essere triviale  nelle sue conversazioni. Cominciò anche a sentire il bisogno di staccarsi dalla sua famiglia. Quando per lei fu il momento di avere dei nuovi vestiti, questi furono di semplice fattura da quacchera semplice. L’indossare abiti semplici fu più facile per lei perché davano alla gente il segno della scelta che aveva fatto. Non dovette scegliere se fosse giusto o sbagliato partecipare ad eventi sociali  perché la gente smise di invitarla. Capirono che per lei ora c’erano cose ben più importanti.

Per tutta la sua vita ha combattuto con fede. Non era molto mistica sebbene la preghiera fosse fonte di forza, ma trovò che era più facile essere pratici. Questo la portò a fare grandi sforzi per aiutare altra gente. Cominciò con l’avviare una scuola domenicale, nella lavanderia di famiglia a Earlham. I bambini, molti già lavoravano nelle aziende di Norwich – a cui raccontava le storie della Bibbia ed insegnava a leggere e scrivere, erano chiamati da sua sorella ‘i diavoletti di Betsy’.

Nell’estate del 1799, Joseph Fry andò in visita presso la sua famiglia. Lui trovò Betsy ammirabile e le chiese di sposarlo, ma la prima volta lei rifiutò. Jopseph era un Amico semplice, timido e le sembrò molto noioso. Comunque, lei cominciò ad amarlo, e l’8 agosto 1800 erano sposati. Joseph Fry poteva essere stato timido, ma lei fu fortunata a trovare un marito in quei giorni in cui voleva lavorare fuori di casa e che poteva sostenerla in quello che voleva fare.

La famiglia Fry era una famiglia di ricchi mercanti che commerciava te, caffè e spezie e che più tardi aprì una banca . Betsy e Joseph impiegarono i primi giorni del loro matrimonio circondati dai parenti – prima stando con i parenti di lui e poi vivendo a Londra nel palazzo in cui era ubicato il magazzino. Betsy non trovò facile continuare a vivere con i suoi nuovi parenti poiché le criticavano le maniere e, forse, sentivano che non era abbastanza ‘semplice’. Joseph una volta le disse che aveva pensato ai suoi modi ‘su cui faceva molto conto’. Comunque, dal giorno che il suocero morì, lei gli stette più vicino.

La prima bimba, Katherine, nacque nell’agosto del 1801. Nei vent’anni successivi Betsy diede alla luce altri undici bambini. Il fare costantemente bambini e la richiesta di avere una famiglia numerosa rovinava la salute di molte donne in quegli anni, così Betsy fu fortunata ad avere l’aiuto di molti domestici e delle sue sorelle. Come molte donne, a volte Besty sentiva che la sua vita era stata votata alla maternità. Amava i suoi bimbi e gli mancavano quando andava via, ma scrisse nel suo diario che temeva di poter diventare ‘una madre incurante ed oppressiva’. Così cominciò a frequentare l’Islington Workhouse (fornendo riparo e lavoro per gli indigenti) per insegnare ai bambini, e divenire più attiva nelle attività della “Società degli Amici”. Si fece apprezzare per le sue omelie e prese a viaggiare per lunghe distanze per tenere gli Incontri di Rito.

Nel 1812 scrisse nel suo diario: ‘ho paura che la mia vita si adagi su piccole cose’. Non molto più tardi, Stephen Grellet venne a trovarla per chiedere il suo aiuto. Questi era un aristocratico francese esiliato a causa della rivoluzione francese. In America era diventato quacchero. Mentre visitava la Bretagna aveva ricevuto il permesso di visitare alcune prigioni, ed era rimasto inorridito dalle condizioni che aveva visto nel carcere femminile di Newgate. Aveva trovato prigioniere distese sul nudo pavimento, ed alcuni bimbi appena nati senza vestiti. Andò da Elizabeth Fry, che immediatamente inviò materiale per scaldarsi e chiese ad altre donne degli Amici di aiutarla a confezionare vestiti per i bambini.

Il giorno seguente andò con sua cognata in visita alla prigione di Newgate. All’inizio i secondini non vollero darle il permesso di entrare in quanto le carcerate erano folli ed agitate, ma il pericolo per l’incolumità fisica non la preoccupava come poteva il parlare in pubblico e gli spettatori.. Elizabeth e la cognata entrarono e rimasero molto scioccate dalle condizioni che vi trovarono – particolarmente quando videro due donne strappare i vestiti da un bimbo per darli ad un altro. Diedero abiti più caldi per i bambini e confortarono le carcerate malate. Il giorno dopo tornarono con più abiti caldi per i bimbi e paglia pulita per farvi giacere i malati. Alla terza visita pregò per le carcerate che furono mosse dalle sue sincere parole per loro.

Sebbene non poteva dimenticare quello che aveva visto a Newgate, non fu in grado di ritornarvi per altri quattro anni per ragioni di famiglia, incluse le difficoltà finanziarie della banca Fry, la nascita di altri due figli e la morte della sorella di quattro anni. Ritornò a Newgate prima di Natale del 1816. Quando arrivò, alcune donne stavano lottando fra di loro ed i secondini pensarono che sarebbe stata in pericolo se fosse entrata. Lei entrò con calma, prese in braccio un bimbo, e chiese a sua madre: ‘posso fare qualcosa per questo bambino innocente?’ Parlò loro come fosse lei stessa una madre, senza paura. Le carcerate riconobbero le sue intenzioni verso di loro e cominciarono ad ascoltarla. Lei osservò che avrebbero potuto avviare una scuola per i bambini per dar loro una possibilità nella vita. Le prigioniere pensarono che una di loro potesse essere l’insegnante e cominciarono a discutere i da farsi dopo che lei andò via. Quando Elizabeth tornò il giorno successivo, trovò una folla che stava aspettando che aveva provato a riordinare e pulire la prigione e loro stesse.

Elizabet provò a chiedere sostegno per la sua scuola della prigione ma il suo ricco cognato a cui si rivolse per primo non aderì alla sua iniziativa. Allora si rivolse alle donne e costituì un comitato di dodici donne – undici quacchere e la moglie del pastore. Con l’aiuto di suo marito invitò il direttore del carcere ed altri funzionari a discutere il suo progetto. All’inizio il direttore non pensò che il suo piano potesse funzionare ma poi partecipò ad un incontro nella prigione e fu così impressionato dalla determinazione delle carcerate che aderì alla realizzazione della scuola.

L’Associazione per lo Sviluppo delle Donne Carcerate di Newgate non solo organizzò una scuola per i bimbi ma nomiò una donna col compito di infermiera per aiutare le carcerate e promise di darle un salario. Fornì anche del materiale così che le prigioniere potessero cucire, lavorare a maglia e fare oggetti da vendere per poter comprare cibo, vestiti e paglia fresca per fare i letti. Le associate preso a turno a visitare la prigione ogni giorno e a leggere la Bibbia credendo che l’ascolto della Bibbia avesse il potere di rinnovare la gente. Quando si rivolsero al consiglio comunale di Londra per avere fondi per la scuola, il sindaco di Londra andò ad ascoltare Elizabeth che leggeva la Bibbia alle prigioniere ed acconsentì a pagare parte del salario dell’infermiera.

Questo fu l’inizio di un periodo della vita di Elizabeth Fry che ebbe una straordinaria influenza sulle donne del suo periodo. Nel 1818 le fu chiesto di dare testimonianza, a un Comitato della Casa dei Comuni, delle prigioni di Londra, la prima donna a farlo. La sua esperienza fatta negli incontri pubblici dei quaccheri dimostrò che era in grado di dare evidenze corrette e chiare. Descrisse in dettaglio la vita delle carcerate, e raccomandò che quelle donne, non gli uomini, fossero viste non come carcerate e stressò la sua convinzione sull’importanza dell’uso del lavoro.

  Un’area in cui apportò grandi cambiamenti fu il trattamento dei prigionieri condannati ad essere trasportati nelle colonie. Un giorno nel 1818 quando andò in visita alla prigione trovò alcune prigioniere in rivolta perché il giorno successivo sarebbero state messe ‘ai ferri’ (mani, polsi e caviglie incatenate), su carri aperti e imbarcate per essere trasportate in Australia. Elizabeth Fry trovò un accordo per loro perché fossero tenute in carri chiusi per proteggerle dalle pietre e dai fischi della folla e promise di andare con loro ai moli d’imbarco. Nelle cinque settimane precedenti alla partenza della navi, le signore dell’Associazione visitarono quotidianamente il carcere e fornirono le prigioniere di una ‘utile borsa’ di cose di cui avrebbero avuto bisogno. Fecero trapunte per il viaggio che potevano essere vendute all’arrivo per avere un’entrata. Nei vent’anni successivi visitò regolarmente le navi dei condannati: si prese cura di 106 di loro.

Mentre si impegnava con le carcerate, Elizabeth Fry avviò le District Visiting Societies per intervenire con i poveri, biblioteche per le guardie costiere e scuole infermieristiche. Quando un bimbo fu trovato vicino casa sua morente assiderato, avviò un altro Ladies Committee per offrire zuppe calde e un letto a donne e bambini senza casa.

Il suo lavoro divenne molto popolare. Dopo un viaggio in Scozia con suo fratello Joseph John Gurney, quest’ultimo pubblicò con Elizabeth Fry “Notes” (“Appunti”) relativo ad alcune visite fatte alle prigioni scozzesi e del nord Inghilterra. Nel 1827 lei stessa pubblicò un libro chiamato “Observations” (“Osservazioni”) sulle visite, la sovrintendenza e la gestione delle carceri femminili che includeva un suo appello a maggiori opportunità per le donne. Chiudeva il suo libro una forte raccomandazione all’abolizione della pena di morte.

Le novità di quanto aveva svolto a Newgate portarono alla fondazione dei Ladies Commettees in altre città della Bretagna e in Europa. Alcune gentildonne della corte russa fondarono un comitato di visita alle prigioniere. La Fry attrasse anche l’interesse della Regina Vittoria  che fece una donazione di 50 sterline concedendole più tardi una ‘udienza’ reale. Verso la fine della sua vita viaggiò per l’Europa e fece visita ad alcune famiglie reali parlando con loro del suo lavoro. Anche il Re di Prussia le fece visita a casa e cenò con lei.

Varie volte ha affrontato delle critiche. Qualche volta le prigioniere si lamentavano avevano perso i loro divertimenti –  non potevano più bere, giocare d’azzardo o leggere racconti. Le autorità locali mormorarono perché la nuova Prison Act (che conteneva molte delle idee di Elizabeth) significava che loro avrebbero dovuto spendere più soldi per le carceri. Alcune autorità rifiutarono di permettere alle signore di visitare le loro prigioni perché non volevano che mettessero il naso dappertutto. Fu sensibile specialmente alle critiche degli Amici che pensavano lei apprezzasse eccessivamente la pubblica stima e che fosse negligente verso la sua famiglia. Alcuni dei suoi figli sposarono non-quaccheri, infatti solo una delle sue figlie rimase quacchera. Nel 1828 la Fry’s Bank fallì e portò suo marito a non esserne il proprietario (fu escluso dalla società) da parte della Società degli Amici per aver messo a rischio i soldi degli altri. Elizabeth fu accusata da una parte della pubblica opinione di aver usato i soldi della banca di suo marito per i suoi interventi caritatevoli. Avverti molto il disappunto degli Amici  e degli altri. L’umore del paese andò cambiando e quando lei diede evidenza nel 1832 di un’altra House of Commons Committee scelsero di ignorare quello che ebbe a dire sugli effetti dannosi della prigionia in isolamento.

Come tutti gli esseri umani, Elizabeth Fry fece i suoi errori ma, non dimeno, raggiunse i suoi grandi obiettivi.

In carcere la prigioniera June Rose disse: “Attraverso il suo personale coraggio e impegno, Elizabeth Fry svegliò le nazioni dell’Europa alle crudeltà ed alle oscenità delle prigioni e svelò le incapacità delle prigioni di fronte all’individuo. Il suo appassionato desiderio di condurre una vita impegnata turbò la placida, vacua esistenza delle donne dell’Inghilterra Vittoriana e cambiò per sempre i confini di una rispettabile femminilità. Il nome di Elizabeth Fry allargò il desiderio della fede quacchera … Dopo duecentotrentanni anni dalla sua nascita sembra una donna moderna e coraggiosa che si batté contro l’ingiustizia del suo tempo”. …. (che è anche il nostro: basta ascoltare la voce diretta dei carcerati di Spoleto)

NOTE

(1) “Thee”: pronome dall’inglese antico – usato come oggetto diretto o indiretto di un verbo (soprattutto usato nella lingua parlata o in contesti informali)

(2) “Thou”: pronome dall’inglese antico – usato per indicare qualcuno indirizzato specialmente in un contesto letterario, liturgico o di devozione (tipico nelle scritture bibliche)

Nell’inglese più moderno ‘thee’ è usato quando si fa riferimento ad una singola persona, ‘you’ per più persone; gradualmente ‘thee’ si cominciò ad usarlo quando si parlava ai bambini, ai servi e a persone di un ceto sociale inferiore, mentre ‘you’ ai familiari, gli impiegati, ed alla gente di alto rango.

Tratto e tradotto dal sito dei Quaccheri inglesi: http://www.quaker.org.uk/

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