Vogliamo la Pace

Non ci soffermiamo sulle reazioni isteriche del Ministro della Difesa in sede istituzionale, solo una persona di regime come Ferrara puo’ giustificarle sulla RAI alla nostrana “radio Londra”, che di londinese non ha proprio nulla… se non un nome di fantasia creato ad arte per ingannare. Non c’è infatti nessuna proposta di liberazione del paese ma la sfacciataggine di accreditarsi come paladino della guerra e di una classe dirigente incapace e arroccata sugli interessi del loro capo indiscusso. A danno di tutti noi.
E’ tempo di dire basta anche agli inciuci della c.d. sinistra o presunta tale sulle politiche interventiste militari in LIbia e altrove. Non è per noi un fatto accettabile perchè la tesi è sostenuta anche da un Presidente comunista riformista, tra l’altro in tutto il mondo.

Per issare la nostra bandiera di pace ci avvaliamo della collaborazione di Laura Tussi. Sempre molto attiva e desiderosa di esporre il proprio pensiero. Quando Laura rinuncierà all’idea di delegare a preti, pastori, popi, rabbini o imam la sfera del sacro per considerarsi se stessa sacerdotessa sarà divenuta anche quacchera. Per ora è una amica cara. E Le siamo molto grati.
I sacerdoti  – in altri termini – siamo noi cara Laura. Al rango di laici non ci mettiamo nemmeno le poco amate gerarchie. Cerchiamo di non dare le loro risposte banali e allo stesso tempo arroganti.
Non pretendiamo l’egemonia di Dio perchè Dio è libertà. Senza ulteriori aggettivi. 
VOGLIAMO LA PACE
 

di Laura Tussi

Qualsiasi guerra è un crimine contro l’umanità e devono cessare le guerre imperialiste in Libia e in Afganistan. L’umanità necessita della smilitarizzazione dei conflitti, del disarmo, della pace ed è necessaria l’accoglienza e l’assistenza di tutti i profughi e i migranti, vittime della guerra. Auspichiamo un movimento di protesta dei popoli contro la barbarie per contestare, con l’affissione delle bandiere di pace e con manifestazioni nonviolente, tutte le guerre, sia civili sia le cosiddette guerre ipocritamente definite umanitarie o di legittima difesa.

Il movimento in favore della pace deve nascere, come è accaduto in passato, da un sentimento laico condiviso di valori e di credi in cui si rispecchia il pacifismo, l’azione nonviolenta, in una presa di coscienza e di posizione collettiva, ma soprattutto a partire da ogni singolo individuo. L’idea di Pace deve investire la coscienza di ognuno di noi, di ogni essere umano, donne e uomini, in quanto attori e costruttori nel quotidiano e nel presente di contesti di dialogo.

Il valore del sentimento globale e mondiale di pace consiste, in primis, nell’osservare e constatare che ogni soggetto singolo, ogni individuo è ontologicamente promotore di pace, in quanto essere pensante e comunicativo e raziocinante: la pace negli affetti, il confronto costruttivo nelle relazioni, l’interscambio positivo negli ambiti di lavoro, nelle istituzioni, nella scuola…insomma nell’attualità del vivere ordinario e di ogni giorno. Passo per passo, momento per momento, ogni persona per la pace diviene creatrice di accordo e conciliazione, fautrice di bene e portatrice intrinseca di valore. Un valore universale e umano che viene calpestato dalle prepotenti decisioni governative, dettate dalle più bieche ragioni di stato di qualche “presidente di governo”, sospinto da volontà estremamente nazionaliste, da manovre imperialiste miranti a conservare, in una logica schiacciante e capitalistica, il potere sul mondo.

Il “Dio petrolio” funge da pretesto per queste manovre belliche di menti votate alla follia, ottenebrate dall’arrivismo più esasperato, a scapito delle vite umane e della dignità dell’umanità.

Abbiamo assistito a bombardamenti ed evoluzioni belliche, meglio considerabili come messe in scena di conflitto tra i grandi della terra, che alla fine si spartiscono “il bottino”, dietro occulte connivenze, a scapito del popolo sottomesso, senza considerazione per il valore dell’umanità e per l’integrità della stessa.

L’età contemporanea, l’era planetaria attuale, esige la risoluzione di esigenze e problematiche ben più pressanti delle guerre, che non coincidono con politiche distruttive ed omicide antiumanitarie, o con lo sterminio e sottomissione di un nemico considerato negativo ed inferiore perché “altro” e “diverso” dal modello di un Occidente supposto emancipato,e presunto essere aperto al progresso.

Le questioni pressanti da risolvere e i gravi problemi planetari sono ben altri rispetto alle spietate logiche belliche vendicative, intrise di orgoglio e superbia nazionalista: dalla grave situazione di degrado ambientale del pianeta, alla ricerca di energie alternative, alla risoluzione della fame nel mondo. La globalizzazione economica viene perseguita a tutti i costi, anche con mezzi illegittimi, ma possiede una crepa incolmabile: la crescita della coscienza dell’umanità intera.

La pace è condivisione di idee, di valori, di opinioni con il fratello, amico e compagno è confronto e costruzione di progetti e speranze, di gioie e dolori, di successi e delusioni, è portare gli uni il peso degli “altri” tramite la tenerezza della dedizione, del dono. La pace è futuro e sarà promotore ed attore di pace chi gioiosamente raggiungerà la meta della condivisione di ogni alterità e diversità nell’altro da noi. Non costruiremo pace se non siamo in grado di trovarci ricchi e importanti gli uni per gli altri, nelle nostre reciproche ed imprescindibili differenze.

Laura Tussi

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