Intervista per un valdese di Maurizio Benazzi

1)      Quanto è attuale, anche per il problema dell’omosessualità nelle Chiese, l’affermazione che in ogni uomo (e sottolineo “ogni”) è presente il “seme di Dio”?

 

Soffermiamoci almeno pochi istanti sulla questione della schiavitù: per i cristiani – in generale – era assolutamente “normale” la sua accettazione fino a non molto tempo fa (pensiamo ad esempio alle posizioni della chiesa riformata bianca del  Sud Africa durante il regime dell’apartheid (lingua afrikaner, letteralmente “separazione”); equivocavano sul senso dell’ordine del mondo voluto da Dio, forse per un’errata interpretazione letteralista del pensiero di Lutero sulla separazione dei Regni o di quello calvinista sulla manifestazione dei segni esteriori (si intendevano proprio quelli terreni).

A partire dal XV secolo, comunque, e per tutti i tre secoli successivi, gli imperi coloniali (e le chiese si identificavano in essi per vari motivi! )  resero necessarie grandi quantità di manopera da adibire ai lavori più pesanti e ingrati. I padri pellegrini non solo non compresero le iniziali posizioni quacchere di ribellione a quella situazione di oppressione delle persone umane, uniche destinatarie insieme al Creato dell’amore divino, ma mantennero un atteggiamento duramente ostile che portò i nostri martiri della testimonianza della Luce divina interiore (quello che Lei ha definito come seme) all’imprigionamento e alla morte atroce in base alle Leggi allora vigenti. Da allora le nostre assemblee deliberative, basate sul totale consenso dei convenuti, si chiamarono “della sofferenza” in ricordo del loro martirio e della nostra assoluta determinazione nel rifiutare di giurare fedeltà verso qualsiasi  ordinamento statale. Può essere anche la chiesa di Stato.

In America è assolutamente normale vedere due comunità degli Amici separate, per questioni di ordine ad esempio gestionale o  finanziario, ritrovarsi in due meeting diversi nello stesso luogo e nella stessa ora, ciascuno seduto di fronte all’altro in silenzio, per rammentare in modo visivo che le nostre divisioni umane non contano nulla di fronte alla creatività dello Spirito nella Creazione.

Le mie simpatie politiche (cha variano nel tempo, eccome direi!) non mi consentiranno mai di giurare fedeltà a partiti, governi, enti locali….

Il cappello che virtualmente portiamo sul capo non verrà mai tolto in segno di sottomissione verso qualsiasi autorità (il rispetto è semmai distanza e distinzione dei ruoli!) . Questo è il senso – a nostro avviso – della Libertà del cristiano. Fedeli solo all’Amore incondizionato di Dio e nonostante certe Scritture del Nuovo Testamento: provate ad esempio a rileggere il testo della Lettera a Filemone e rendetevi conto del clima di tolleranza verso la schiavitù che vi era nell’antichità e conseguentemente nella chiesa primitiva. Niente di cristiano ma solo ipocrisia perbenista pagana, anche se si affermava formalmente la divinità del Messia atteso.

Erano semplicemente i figli di quell’epoca.

Dio non ha mai smesso di parlare, nemmeno dopo Paolo. Ma chi legge con gli occhi attuali i testi di allora pensa veramente di poter disgiungere la sua testimonianza personale dall’imperativo dell’Amore? In nome magari della “pace sociale”, del capitalismo alla Weber o di qualche “via” imposta a forza di violenze e sopraffazioni a qualsiasi longitudine e latitudine geografica e in ogni tempo?

Non lasciamoci dunque imprigionare dalle parole scritte da dei peccatori. Anche se nominalmente seguaci del Rabbi. Non è affatto detto poi  che il Nazareno se ne stia dentro il cristianesimo delle chiese. Lui esce anche dalle altre religioni, come ha affermato il metropolita ortodosso Georges Khodr, nel rinomato Istituto San Sergio di Parigi.

Questo è – in termini più espliciti – il progetto del Figlio di Dio, nostro Signore Gesù Cristo, morto e risorto non per la salvezza di qualche eletto (!) ma della nostra umanità, in cui Lui è al centro del nostro cuore, del nostro spirito e della nostra Fede e Speranza. Dentro noi stessi insomma. Oltre le teologie. Al limite siamo – nella migliore delle ipotesi – lo specchio del suo Amore.

Lui è infatti prima di Adamo scrive il NT, ed è testimoniato nel testo del primo libro della Tenak. L’ immagine e la somiglianza di Dio con l’essere umano è il grande riscatto cristiano contro il peccato e il male, anche degli stessi cristiani contro i loro fratelli e sorelle. Magari in nome della Legge (manipolata a seconda dell’interprete o addirittura cambiata come nel Decalogo cattolico).

Gesù appartiene comunque al pensiero ebraico, per l’eternità. Solo con Lui, l’Amore e con amore, la Legge è adempiuta pienamente.

Rimaniamo ancora – in questo secolo – pionieri contro le schiavitù di maggioranze religiose nominali di ieri e di oggi. Non è per nulla rilevante che rappresentino il collegio rabbinico ortodosso italiano, una chiesa alpina o lo strapotere ecclesiastico romano. Non c’è sostanziale differenza nei comportamenti quotidiani. I riti in tutti i sensi non sono mai la Verità o la sua ricerca.

 

 

2)      Esiste un problema inerente alle Scritture per quanto riguarda l’accettazione dell’omosessualità da parte della “Società degli Amici”?

 

Sgombriamo l’equivoco, sostenuto da molti che leggono in Italia esclusivamente i testi della Claudiana di Torino e non vivono invece l’esperienza dei gruppi, quasi sempre informali dei quaccheri: in tutta Europa e nel Medio Oriente, salvo la Grecia che aderisce ad un raggruppamento americano conservatore, viviamo il pieno e totale orientamento liberal. Dal Portogallo alla Russia.

In Italia sono solo tre o quattro le persone iscritte alla Società degli Amici. Tutti noi altri siamo dei c.d. informali, salvo alcune persone americane che risultavano in passato iscritte nei registri USA.

Non solo: la questione omosessuale sotto il profilo scritturale non ha mai suscitato reazioni di ostilità non solo verso il riconoscimento della piena dignità della persona omosessuale ma dei suoi elementari diritti umani e civili. Vivere la propria sessualità (nel clima di responsabilità e non certo dei bordelli ad hoc, sotto il nome di saune, dark room, circoli della ricreazione libertina,  ecc) e i propri legami affettivi stabili nel tempo appartengono alla benevolenza di Colui che solo rappresenta la Giustizia nella sua stessa opera di Creazione e fra le sue Creature.

Altre tesi a mio avviso sono quelle degli incantatori di serpenti e dei manipolatori del feticcio religioso. Spesso non si interrogano nemmeno della sacralità di tutte le Scritture (non solo quella ebraica e cristiana per intenderci) e dell’intervento dello Spirito universale nei testi apparentemente non religiosi! Scritti magari da un saggista o da un filosofo.

“Ogni religione è l’unica vera”.  Non era affatto una formula provocatoria della Weil, ma l’imperativo imposto dal presente. “Viviamo – diceva il grande pensiero illuminato del cattolicesimo – in un’epoca del tutto senza precedenti: nella situazione presente l’universalità, che poteva altrimenti essere implicita, deve ora essere pienamente esplicita. Essa deve impregnare il linguaggio e tutta la maniera d’essere”.

Possiamo forse suggerire alla Weil anche il modo di leggere i testi sacri e quelli non ritetuti tali?

Cito infine il fatto che nel gruppo internazionale LGBT dei quaccheri su Facebook, sono un comoderatore come tutti gli altri iscritti, nessuno ha mai osato esprimere un cenno di mancato gradimento: nemmeno da parte di aderenti alle comunità Amish, che la Casa editrice di Torino o Voce Evangelica privilegia a sfavore del pensiero quacchero prevalente nel nostro continente.

 

3)         Omosessualità e “sola Scrittura”, un rapporto impossibile? Si pone il problema per i Quaccheri?

 

E’ il sola Scrittura che ci pone dei problemi teologici insuperabili e che ci differenzia in modo profondo dalle tesi comunemente denominate protestanti. Preferiamo sempre la pratica, le buone azioni per il bene (generalmente rifiutate dalla Riforma non popolare) , la volontà di porsi nella dimensione della carità e della fraternità fra i cd lontani. In primis per l’antimilitarismo e la giustizia sociale. Come è possibile altrimenti la comunione al nostro interno fra i quaccheri di orientamento buddista, islamico o a-teista? Qualsiasi formulazione di prese di posizioni ufficiali deve avere sempre il consenso di tutti. Altro che delibere conciliari cristiane: il Regno di Dio non è mai una democrazia a colpi di maggioranze ma solo la Vita in abbondanza.

Per noi esiste il Solo Spirito (per esprimersi alla Zwingli del XVI secolo) anche se questa affermazione non rispecchia perfettamente il nostro pensiero attuale. Personalmente leggo ad esempio volentieri testi buddisti senza credere nella reincarnazione, la traduzione del Corano e gli apparati critici del caro amico scomparso Gabriele Mandel, i libri di Soelle contro il cristofascimo ma anche i pensieri del professore Bori di Bologna, che ha elaborato una ricca produzione sull’universalismo,  senza mai peraltro dimenticare le poesie di Davide Melodia. Ricordatevi  che non c’è mai un quacchero migliore di un altro, perché siamo tutti uguali e amati nel modo giusto e nel rispetto della nostra libertà.

 

4)         Ma “A volte nelle loro conventicole, le donne prendono la parola e gli uomini, magari quelli più in vista, se ne stanno zitti” (così scriveva un polemico avversario di Fox). Succede che “a prendere la parola” siano omosessuali, mentre gli altri (eterosessuali) se ne stanno zitti, nelle attuali riunioni degli Amici?

 

Lei sa che alle donne in molte comunità evangeliche della Chiesa dei Fratelli è perfino proibito recitare il Padre nostro durante il culto? Lo ho sperimentato nella zona in cui risiedevo fino allo scorso anno.

Vorrei però qui ricordare il documento del 2009 dell’Assemblea della sofferenza della Società degli Amici di Londra sul matrimonio. Leggendo esso posso interpretare anche i ritardi culturali, religiosi e politici dei valdesi su questo argomento. Ma anche la grande armonia coi riformati americani di MLP, More Light Presbyerians. I legami di stabile amicizia da tanti anni  rispecchiano a ben vedere il significato profondo della Società degli Amici (si noti che non esiste una sola chiesa, ma ben tre raggruppamenti mondiali e non tutti fanno parte del CEC!: siamo gli Amici della verità, della Luce. Un Luce che è nostra ma anche dei fratelli americani riformati. Quando poi leggiamo le cose stupende e ammirevoli che pubblicano sulle loro esperienze pastorali di interfede, ci sentiamo anche noi Presbiteriani. Provate a leggere – almeno per curiosità – l’intervista rilasciatami dal Dott. Michael Adee, Coordinatore statunitense di MLP. Mai ho pianto così a dirotto, in vita mia, per delle parole di teologia:  https://ecumenici.wordpress.com/mlp/   Non capiranno di certo quelli del business affaristico delle lobbies gay. Ma non è una questione per me importante.

 

 

5)         Uno dei film più famosi sull’omosessualità dei primi anni ’90 si intitola “Filadelfia”, la città dell’ “amore fraterno” fondata dai Quaccheri. C’è un riferimento tra le battaglie dei gay e la scelta di ambientare il film in questa città?

 

Non vorrei abusare dell’intelligenza delle persone; certo vi è un contesto cinematografico molto stimolante a livello di idee e interrogativi ma anche di suggestioni. Il progetto del quacchero Penn fu importante sotto l’aspetto urbanistico per l’attuazione del principio della tolleranza religiosa e della libertà, ma  i suoi successori dovettero confrontarsi anche coi problemi reali tipici delle grandi città (la seconda sia nel continente americano che nell’impero britannico) quali gli incendi o le epidemie. Philadelfia fu un centro della Rivoluzione Americana e la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, nonché la Costituzione degli Stati Uniti furono firmate nella Independence Hall di questa metropoli.

Io mi sono permesso di ricordarla in un meeting a Legnano e vi assicuro di aver ricevuto il borbottio di un’Amica americana ora milanese che mi ricordava che per la storia dei nativi della tribù dei Delaware (di quell’area geografica) si poteva fare molto di più in loro favore, oltre al rifiuto delle armi, della violenza e nella gestione dei territori.

Siamo coi nativi pur essendo quaccheri.

Ma che devono allora dire i seguaci dei padri pellegrini e del loro sterminio o ancora dei loro templi usati per curate i feriti in divisa di tutte le guerre coloniali ? 

Lo sappiamo che c’è chi fa le crociate in nome delle loro città sante. Noi no.

Così siamo fatti noi quaccheri: contestiamo anche il meglio che abbiamo espresso nella Storia. Figuriamoci se possiamo imbastire altri discorsi come l’omosessualità. Qualcuno avrebbe qualcosa da dire. Come è normale che sia. Poi NY è ora la grande mela, anche per noi. Figuriamoci se non ne approfittiamo nel gustarla. Siamo a tutti gli effetti una comunione spirituale, nelle differenti sensibilità teologiche che a ben vedere contano poco. Mi consenta solo di ricordare le attività in Philadelpia di Lucretia Coffin che promuoveva l’uguaglianza e la parità di diritti delle donne. In una cultura gay attuale dove la donna non è affatto valorizzata mi sembra importante dare segni di stile e di comprensione reciproca.

Certo è spontanea la domanda sul come possiamo combattere per i diritti degli altri se non possediamo noi stessi i propri?

Ma la domanda dovremmo rivolgerla al papa, alla moderatrice valdese, a quella battista ecc ecc. che eviteranno accuratamente di rispondere.

 

6)         Cosa ne pensa della Benedizione delle coppie gay voluta e attuata dalla chiesa Valdese di Milano nel giugno scorso?

 

Un passo limitato, dovuto essenzialmente ai timori di diversi pastori che hanno molte timidezze sull’argomento e impreparazioni teologiche. In Facoltà i riferimenti di studio sul tema sono quelli riformati dell’Europa del sud e non del nord. Non quelli dell’America di MLP di cui abbiamo fatto qui cenno.

Come dire, i professori hanno i limiti dei loro personali approcci culturali di formazione di tanti decenni fa. Dal nostalgico democristiano al progressista. Non voglio assolutamente disprezzare il loro lavoro, ma se non avessi avuto anche le mie attività di studio personale o in Sapienza non sarei qui ad argomentare.

Detto questo non ho dubbi nello sceglierli per un dono di un dizionario di ebraico o nel difendere pubblicamente Ricca dagli attacchi a mezzo stampa di estremisti filo palestinesi su attività caritative della sua chiesa.

Il problema reale emerso in questi ultimi due Sinodi è stato lo straripare delle posizioni conservatrici di pastori africani. Estranei al nostro mondo culturale e alle nostre sensibilità sul tema dei diritti civili, non lo sono affatto nelle maggioranze dei rappresentanti nominati o eletti alla loro Assise.

Il cuore batte per me per il Nuovo Messico o NY negli States e se dovessi catapultarmi nel continente nero preferirei di certo il Congo al Ghana. Dove gli omosessuali quaccheri posso esporsi liberamente con gli altri cristiani e vivere la gioia di essere se stessi. Senza forse orgoglio ma neanche la paura. Che è un cancro da estirpare.

 

7)                 I Quaccheri sono uniti nel promuovere “benedizioni”di coppie dello stesso sesso, o esistono molte divisioni intestine? E perché?

 

Le benedizioni sono una prassi diffusa; in Italia veniva pubblicato negli anni 60, in italiano, un testo sulla sessualità dei quaccheri che allora fece molto scalpore. Affrontava anche il tema dell’omosessualità. Si intuiva il grande disegno teologico sottostante del dono.

I testi purtroppo distribuiti negli ultimi anni in ambito protestante sono ancora totalmente incapaci di cogliere quest’aspetto nella omosessualità. La pastora valdese Zell rimaneva scandalizzata tanti anni fa in un incontro de Il Guado a Milano circa delle affermazioni di aderenti cattolici sull’orgoglio cristiano gay. Per fortuna di tutti noi la storia recente ci ha consentito di conoscere profeti importanti come Franco Barbero. Non passerà alla storia invece lo smarrimento che mi aveva mostrato la pastora tedesca, poi emendato in una predica di un culto da sue conoscenze personali su un coordinatore di pastori bisessuale della sua città di provenienza.

Il concetto di divisione è estraneo così come concepito in una chiesta storica, per via della diversità di pensieri che su qualsiasi argomento abbiamo. Un conto sono le deliberazioni basate sul consenso unanime, un conto le legittime posizioni espresse nella libertà dell’orientamento cristiano, buddista, ebraico, induista ecc che convivono al nostro interno. Affidiamo le nostre differenze alla libertà dello Spirito.

E’ dunque importante il concetto di comunione che testimoniamo in modo diverso da tutti gli altri cristiani. Noi non chiediamo la carta d’identità ma nemmeno le opinioni religiose: chiediamo semmai di parlare della propria esperienza personale in cui si è avuto un incontro personale con Dio Per tradizione, il Quaccherismo non è confessionale, non vi sono quindi confessioni di fede o giuramenti, confermazioni, sacramenti ecc.

Ci interessano la semplicità, l’integrità, l’uguaglianza, la comunità e la pace. Ossia i modi di vivere nel mondo. Questo ci lega forse più al cattolicesimo che ad altri. Anche se diversi quaccheri non sono affatto cristiani. E non sono tenuti a convertirsi.

Io tra l’altro non ho buoni rapporti personali con la coordinatrice o segretaria (di origine novarese) dei quaccheri europei a Londra ma posso dire che la divisione che ci tiene a reciproca distanza, non riguarda gli aspetti o i pensieri  sull’omosessualità. Lei non accetta il mio  carattere e io non accetto il suo dirigismo, ne prima ne ora e né mai. Non mi interessa neanche l’iscrizione alla Società degli Amici finche avrà Lei delle responsabilità .

Non sono proprio il caso di un ex prete, come lo stimato prof. Bori, che in qualche modo ci ha tenuto a ufficializzare il suo passaggio.  Ne aveva necessità in qualche modo.

Vivo bene nei quaccheri senza bisogno di patenti di legittimità da parte di qualsiasi forma di autorità o di congregazione. Dio è sempre Libertà.

Questo è in fondo la radice vera e propria protestante, che poi quello che ci unisce anche coi fondamentalisti, coi valdesi, coi pentecostali, coi mennoniti, i Fratelli Moravi e tutti gli altri . Mormoni compresi.

 

 

 

8)         Scriveva Vola: “Chi se non loro ( i Quaccheri) parla la lingua della tolleranza e delle Riforme, chi si preoccupa- anche in termini politici, si badi- delle condizioni di vita dei diseredati e degli emarginati…” Cosa ne pensa a proposito dell’omosessualità?

 

Il movimento quacchero inizia in Inghilterra nel 1650, durante un periodo di guerra civile e di tumulti religiosi. Esso nasce dalla predicazione di George Fox e di altri novelli quaccheri, che hanno respinto la gerarchia e i riti delle chiese esistenti, invitando tutti gli uomini ad un incontro diretto con Dio ed a sperimentare il Regno dei Cieli come una presenza realmente viva.  Nella società e non nei conventi.

A volte ripenso anche alle adesioni pari a zero fra gli iscritti cattolici e valdesi LGBT di una Mailing List di Yahoo gestita da un frate o qualcosa di simile: si trattava di un appello per l’abrogazione dell’ergastolo in Italia, firmato da tanti amici di religioni diverse. Nessun gay che io conosco anche solo virtualmente figurava fra gli aderenti. Ho provato la vergogna a identificarmi come un cristiano omosessuale. Non lo dimenticherò mai.

Sulla comunanza dei beni credo di essere scambiato come quacchero per un aderente al Partito della Rifondazione Comunista pur avendo espresso anche in queste ore il mio netto dissenso verso le posizioni radicali (spesso violente ) dei No Tav. Un dissenso che coinvolge anche un noto esponente di fede valdese, come Ferrero, che mi interpella sulla questione dell’ICI ma che si dimentica della questione dell’otto per mille. Incurante dello sfregio che le delibere sinodali valdesi hanno provocato alla Chiesa libera in Italia, almeno prima dell’avvento del craxismo e del nuovo concordato con lo stato dei cattolici. Si sa che a sinistra fanno tante confusioni come le delibere parlamentari sui fondi alle scuole private. Nessun parlamentare evangelico si è sottratto al giuramento di fedeltà alle devianze.

Grazie dell’attenzione e della disponibilità

 

Digiunavo spesso e molti giorni camminavo lontano dalle case in luoghi solitari, spesso prendevo la mia Bibbia e andavo a sedere in qualche albero cavo, in luoghi remoti fino a quando la notte giungeva; e molte volte mi aggiravo qua e là anche la notte in dolorosa solitudine, poiché nel tempo dei primi interventi del Signore su di me io ero un uomo dei dolori”.

 

 

Avevo circa 20 anni quando queste prove vennero su di me, e continuai alcuni anni in una condizione molto tormentata, e volentieri l’avrei allontanata da me. E andai da molti preti a cercare conforto ma non trovai conforto da loro.”

 

George Fox, calzolaio e allevatore di bestiame, all’inizio della sua ricerca della Luce. (Da una traduzione di P. Cesare Bori)

 

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