Dina, una storia di violenze di sempre

Oggi parliano di Dina, una storia di donna attuale di migliaia di anni fa
 
Dina
Questa è una storia di una catena di violenze che ha come apice il genocidio e il saccheggio.
Dina è il pretesto la causa scatenante. Sappiamo poco di lei: figlia di Lia e di Giacobbe. Sappiamo della violenza che subì un giorno, uscita dal suo accampamento per vedere le donne di Sikem: violata dal figlio del capo tribù. Un’esperienza di cui non dice nulla a conferma della gravità del fatto.
Dopo la violenza il ragazzo si pentì e scoprì di amare la ragazza e la Scrittura si dilunga su questo sebbene il silenzio di lei perdura. Nulla sappiamo sul suo chiederla in sposa. Conosciamo l’uso strumentale della sorella dei fratelli di Dina.
La condizione del matrimonio fu l’accoglimento della circoncisione di tutto il popolo, come suggerito dai fratelli. Giacobbe al fine della sua vita si dissocerà di quanto tramato per indebolire quella gente. Ma fu complice. La scena del serpente, il più astuto degli animali, rappresenta il quadro creatosi con l’inganno.
A tre giorni dalla circoncisione tutto il popolo era a riposo dolorante e due dei figli di Giacobbe attaccarono il paese, uccidendo tutti i maschi e riportando a casa Dina.
Gli altri fratelli saccheggiarono il villaggio, stuprarono le donne e rapirono i bambini. Dina esce dalla scena biblica senza parlare. Niente anche sull’uso di Dio con il pretesto della circoncisione per dare sfogo alla vendetta.
Leggiamo in tutto questo l’abuso della religione e il giocare sui sentimenti dei forti. Dio è nascosto fra le lacrime e il silenzio di Dina. Non nella religione, che invoca il nome di Dio invano.

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