I precursori del socialismo religioso

Breve sommario storico

La vaga impressione che anche gli esperti hanno avuto del fenomeno del socialismo religioso e che non di rado è stata di peso per esso, dipende certamente dal fatto che si era cercato fino ad ora di descriverlo sempre con categorie teologiche. Nel migliore dei casi, queste venivano onorate con un paio di date per il lettore, almeno tramite il rinvio a luoghi e date, potesse credere quello che non poteva  comprendere dalla precedente descrizione teologica e cioè che una realtà come il socialismo religioso è veramente apparsa nella Chiesa.  Perciò qui bisogna resistere alla tentazione di rispondere con un’informazione teologica di rispondere alla domanda: quale realtà si ha di fronte quando si parla di socialismo religioso?

Quando più naturalmente il socialismo religioso si basava su una teoria teologica, tanto meno esso intendeva primariamente in tale teoria. Affrontarlo principalmente a partire dalla sua teoria teologica significa, assolutizzare sproporzionatamente una parte non inessenziale, ma secondaria di questo fenomeno. Se si cerca invece, di avere una visione di tutto il socialismo religioso in tutte le sue intenzioni più proprie e non solo di un aspetto particolare, secondario, allora bisogna descriverlo come esso si è manifestato nelle si sue più diverse espressioni e nel suo sviluppo. Poiché il socialismo religioso non è primariamente teologia, ma la storia di se stesso. Se si vuol dunque, comprendere l’essenza di questo movimento, non ci può sottrarre allo sforzo di esporre i dettagli storici.

  1. Precursori
  2. I socialisti cristiani inglesi e francesi nella prima metà del secolo XIX

Diversamene che in Germania, i problemi che sorsero a causa della rivoluzione industriale, vennero  sentiti subito dai cristiani di Francia e Inghilterra. Già dall’inizio del secolo XIX essi si chiedevano come formare un ordine sociale che soddisfacesse al comandamento dell’amore del prossimo nelle mutate condizioni della incipiente era industriale con le sue grandi masse di proletariato nullatenente .

I primi socialisti religiosi li vide la Francia. Il conte St. Simon voleva fondare una nuova religione il cui punto focale fosse la frase: “ama il prossimo tuo come te stesso; questa sublime, fondamentale proposizione contiene tutto ciò che di nuovo vi è nella religione cristiana!. Così egli si pone dalla parte dei poveri e diseredati e postula dalla Chiesa e dai possidenti che il loro amore si ponga al servizio di questi uomini. L’industria doveva essere edificata sulle fondamenta dell’eguaglianza e della giustizia. Poiché essa doveva occupare migliaia di operai, fallì in breve tempo.

Lamennais, un prete della chiesa cattolica, che più tardi venne espulso, incitò gli oppressi a combattere per la libertà: “Dio non vi ha fatti per essere gregge di pochi altri uomini” Poiché Lamennais era una personalità religiosa brillante, i suoi discorsi infiammavano i cuori dei suoi ascoltatori. Tuttavia i suoi scopi restarono indeterminati e poco chiari.

Il socialismo religioso dei francesi St Simon, Lamennais e infine Bazard consisteva principalmente in progetti di nuovi modelli di società. Esso anticipava il comunismo nella base comunitaria senza proprietà privata. Poiché ebbero solamente insuccessi, si trovarono presto di fronte a un rifiuto unanime. Cos’ i loro tentativi di realizzare un nuovo modello di società non andarono al di là di modesti inizi.

Lo sviluppo andò diversamente in Inghilterra. Lì, alcuni cristiani sentirono presto i problemi sociali come sfida al loro cristianesimo pratico. Relativamente presto venne compresa anche la questione degli operai e si pretese, come Lord Aschley nel 1833 nella camera bassa, una limitazione del tempo a dieci ore giornaliere. Il circolo intorno a J. St. Mill si avvicinava al socialismo e così il Liberismo inglese ebbe nelle sue file, già negli anni trenta , un gruppo orientato fortemente in senso politico, sociale, attraendo completamente dal fatto che tutto lo sviluppo politico si liberò presto delle tendenze feudali-conservatrici e osservava la situazione contemportanea con oggettività e osservava la situazione contemporanea con oggettività e meno pregiudizi. D’altronde, afffianco alla Chiesa, vi erano numerose chiese libere di tradizione calvinista e battista con principi comunitari democratici, dove veniva preso seriamente il pensiero del sacerdozio universale dei fedeli e dove soprattutto circoli di piccoli borghesi e operai trovavano il loro rifugio spirituale. Così si può dire che il socialismo d’Inghilterra ebbe origine proprio nelle case popolari metodiste e ha, così, una radice cristiano-religiosa.In ogni caso non era raro che politici socialisti predicassero dal pulpito di comunità di diverse denominazioni, domenica per domenica. Perciò le tendenze cristiano socialiste vi trovarono numerosi aderenti. Carlyle, Kingley, Robertson, Maurice, Ludlow, Hughes, Neale divennero portavoce dei “Christian Socialist”.

Owen, Kings, Mitchell e gli “onesti pionieri di Ronchdale” realizzarono le prime riforme sociali organizzando scuole popolari, comunità di produzione e consumo.

  1. Tendenze sociali nel liberalismo religioso tedesco

Si usa addurre come esempio tipici del pensiero sociale nel protestantesimo tedesco del secolo XIX Wichern e Stoecker. Per quanto ambedue abbiano anche potuto comprendere il problema sociale, la loro sottolineata intenzione di opporre al socialismo della socialdemocrazia un socialismo intraecclesiastico, limitava le loro possibilità di comprensione e di operazione.

Inoltre i problemi e i bisogni che sono legati al sorgere del mondo dell’industria moderna sono legati al sorgere del mondo dell’industria moderna, troveranno, nel protestantesimo tedesco, i loro primi difensori nel liberismo.

Harnack non aveva dubbi che “Gesù sarebbe stato oggi dalla parte di coloro che si sforzano audacemente di lenire la dura situazione del popolo che si sforzano audacemente di lenire la dura situazione del popolo operaio e di procurargli migliori condizioni d’esistenza”. Egli vedeva un compito potente nel problema sociale.

Il giovane Naumann credette di poter opporre qualcosa di simile al socialismo di Karl Marx. L’amore, l’amore fraterno, soccorritore doveva essere il nuovo spirito della comunità. Gesù venne presentato come uomo del popolo al centro della metropoli e della fabbrica e vennero studiati i contrasti tra esigenza e realtà. Doveva crescere l’influsso della massa operaia, venne riconosciuta la lotta di classe, venne ingaggiata una dura battaglia contro i portatori del vecchio, i conservatori.

Adolph von Harnack, Friedich Naumann, George Schmoller, Paul Goehre e Max Weber, collaboratori nel congresso evangelico-sociale, si impegnarono per le riforme sociali e ne dedussero anche una reale comprensione per l’intento della socialdemocrazia, allora orientata prevalentemente in senso revisionistico. Fin dove si spingeva l’impegno per gli interessi degli operai lo mostra il fatto che si solidarizzava con loro negli scioperi e si giunge a concrete azioni per mitigare l’indigenza tra gli operai in sciopero.

Tuttavia né il partito di Naumann ebbe successo nelle elezioni, né Naumann potè restare fedele ai suoi principi fondamentali. Osservando il problema del socialismo dall’esterno, evidentemente non si poteva andare oltre. Perciò, negli anni novanta del secolo scorso, alcuni parroci liberali entrarono nel partito socialdemocratico. Essi lo fecero, benché a causa della loro partecipazione al movimento degli operai, furono sospesi dalla loro carica e perciò gravemente danneggiati nel loro stato sociale. La tendenza verso riforme sociali, come si rivelò nel congresso evangelico – sociale, si esprimeva anche nel circolo di amici che faceva capo alla rivista Die Christliche Welt (Il mondo cristiano) e in essa stessa.

Questa vedeva uno dei suoi compiti nel sensibilizzare la conoscenza della borghesia cristiana per la questione sociale e nel tener vigile l’interesse per il proletariato.

E’ necessario studiare accuratamente il ruolo che ha avuto il liberalismo religioso nel cammino verso un socialismo religioso. In verità i socialisti religiosi ci tenevano in genere a staccarsi decisamente dal liberalismo. E la sottolineatura saltuaria del motivo del regno di Dio, in effetti, è in netto contrasto con l’individualismo liberale. Tuttavia non bisognava lasciarsi ingannare a proposito dei forti legami che esistevano tra i due movimenti.

In realtà il liberalismo religioso portava con sé la libertà indispensabile per poter affrontare la problematica sociale con la necessaria apertura. Ciò lo si può chiaramente capire soprattutto in Svizzera dove i riformatori liberali affrontarono le questioni sociali in maniera essenzialmente diversa dalle Chiese ortodosse tedesche. Ed è molto significativa l’affermazione che la riforma, pensata conseguentemente fino in fondo, portava al movimento religioso sociale. Ne è prova il fatto che tutti i leaders del movimento religioso-sociale provenivano dal liberismo.

Inoltre alcuni liberali consideravano indice di decadenza il fatto che il libero protestantesimo, come movimento generale, non aveva cooperato all’ulteriore sviluppo verso il socialismo religioso.

 

  1. Christoph Blumhardt

Christoph Blumhardt stesso non è ancora un socialista religioso, tuttavia a lui spetta un posto particolare nel movimento del socialismo religioso. Blumhardt, difatti, fu colui che non solo comprese e sostenne le richieste del mondo operiao, ma colui che, simbolicamente da parroco, osò passare al partito socialdemocratico.

Nel 1989 la SPD tenne il suo congresso nell’immediata vicinanza di Blumhardt, a Stoccarda,. I giornali riferirono dell’attività di Stoecker e Naumann. Questi influssi lo spinsero già, forse, a occuparsi di letteratura socialdemocratica. Il colpo decisivo, però, glielo diede il “progetto di incarcerazione” dell’imperatore che intendeva abolire il diritto di sciopero degli opeai. Allora Blumhardt partecipò a Una assemblea popolare e si dichiarò solidale con la socialdemocrazia. Il 24 ottobre 1899, più che cinquantenne, entrò nella SPD.  Quando egli rese noto questo suo passo, fu invitato a rinunciare al titolo e ai diritti di parroco. La maggior parte dei suoi amici si allontanò da lui.

Nelle elezioni nazionali del 1900 egli conquistò per la prima volta il mandato di Goepping alla SPD e la servì per sei anni come deputato.

Blumhardt vedeva nella socialdemocrazia un segno speciale del giudizio e della promessa di Dio. Dato che nel mondo dominava lo spirito del capitale con la sua brama di profitto, il sistema capitalista era per lui contrario a Dio e il movimento oppositore, il socialismo, benché si comportasse ancora così ateisticamente, realizzava la volontà di Dio. In questo affannarsi per mutare tutti i rapporti sociali in un ordine giusto, egli scorgeva un inconscio affannarsi per il regno di Dio e la sua giustizia. Al contrario di quel cristianesimo che mirava solamente a cambiare la mentalità e non i rapporti, egli sottolineava con sempre maggiore insistenza che lo scopo dei piani di Dio era che tutto  doveva diventare nuovo, l’interno come l’esterno, il singolo come la società. La fine delle vie di Dio è la corporalità.

 

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