Il programma dei socialisti religiosi

 

https://ecumenici.wordpress.com/leonhard-ragaz/ e https://quaccheri.wordpress.com/la-fede-dei-socialisti-religiosi/

 

 

L’unità del movimento religioso-socialista non proveniva da una costitutiva, teologia comune, ma dal medesimo giudizio sulle questioni sociali. Questa era la conclusione della nostra ricerca sul significato e la portata della teologia all’interno del movimento. Abbiamo constatato uno spostamento, uno scambio di visuale e una dislocazione di funzione. Abbiamo ora descritto che cosa era concretamente che si era sostituito a un progetto teologico costitutivo. Che cosa significa la espressione giudizi simili su questioni sociali?

Per avvicinarsi al problema vogliamo dapprima tentare di studiare singolarmente questi giudizi politico-sociali.

Il primo dice: l’individualismo religioso deve essere superato a favore di un cristianesimo della responsabilità sociale. Tutti i socialismi religiosi erano convinti che la chiesa aveva commesso una colpa storica nei riguardi del proletariato , cui poteva rimediare. Ne derivano l’obbligo che la chiesa poteva mostrare che la religione non è oppio per il popolo solo attraverso posizioni attive, derivate dal Vangelo riguardo alle necessità presenti. Così si volevan prendere in tutta serietà i principi di Cristo non solo nella vita privata, ma anche in quella pubblica.

Non si voleva limitare la bontà che il Salvatore aveva predicato, come finora, solo al rapporto tra persona e persona. Piuttosto un cristianesimo dell’azione sociale doveva penetrare la vita economica e la vita dei popoli. Se l’individualismo religioso vuole essere superato, allora un socialista religioso deve poter dar prova con la sua esistenza che egli può essere contemporaneamente un cristiano vivente e un comunista o socialista religioso conscio della propria classe. Così si esige l’etica dell’amore di Gesù a norma fondamentale del vivere comunitario. Si vuol passare ad u8na nuova epoca di cui il socialismo costituisca il fondamento economico-sociale e nella quale il cristianesimo abbia il compito di dare forza etica e religiosa alla nuova comunità.

Nel cammino verso questa epoca la Chiesa, secondo i socialisti religiosi, deve far propria la causa degli oppressi. I socialisti religiosi vogliono stare dalla parte del proletariato, dalla parte degli oppressi e sfruttati in tutti i settori della lotta di classe.

Questo impegno politico-sociale porta al giudizio deciso: bisogna combattere il capitalismo e, al suo posto, deve subentrare il socialismo . Poiché un ordinamento sociale che è coscientemente fondamentale costruito sull’egoismo economico e politico deve essere respinto. Così devono essere attaccate situazioni economiche  che sono contrarie alla fede. Se ora si conosce che un determinato ordinamento sociale, cioè quello capitalista, causa situazioni tali, allora bisogna lottare perché finisca l’anarchia capitalista nella vita sociale ed economica. I socialisti religiosi sostengono la strutturazione socialista della vita. Vogliono preparare la vita della società per il futuro ordinamento socialista, secondo lo spirito di Cristo. Per loro esso è un ordinamento sociale in cui la coscienza della comunità è fondamento della costruzione sociale.

I socialisti religiosi sono uniti nel loro giudizio politico ancora in un altro campo: tutti rifiutano il nazionalismo e la guerra e tutti combattono per la comprensione dei popoli.

Lo spirito di Cristo li costringe ad opporsi impavidamente ad ogni meschino nazionalismo. Essi intravedono che il capitalismo porta al nazionalismo e poi all’imperialismo. Perciò essi predicano contro l’impenitenza nazionale egoista dei Tedeschi. Essi accusano l’egoismo fondamentale della politica nazionale di potenza che significa l’inganno e l’oppressione tramite l’idea nazionale. I socialisti religiosi si oppongono all’ordinamento capitalista e militarista soprattutto perché non hanno dimenticato come le loro conseguenze si siano rivelate nella guerra mondiale. L’insegnamento che ne traggono è l’esigenza che tutti gli stati debbano sottomettersi ad un ordinamento di diritto sovrastatale. Con ogni forza essi stessi lavorano per la comprensione e la riconciliazione internazionale dei popoli. Inoltre non dimenticano che non bisogna accontentarsi dall’appello alla buona volontà, ma che solo una organizzazione della pace può assicurare la pace.

Donde abbiamo derivato questi giudizi sulle questioni sociali? Li abbiamo tratti da 5 programmi rappresentativi che diversi gruppi di socialisti religiosi si sono proposti in tempi diversi. Questi programmi costituivano propriamente il movimento religioso-socialista. Abbiamo studiato il programma dei socialisti religiosi berlinesi del 1919, il programma dell’unione della Chiesa popolare di Baden, il programma elettorale della lega regionale di Turingia del 1932, lo scritto programmatico di Erwin Eckert; Che cosa vogliono i socialisti religiosi ? Del 1927 e infine lo scritto programmatico di Tillich: Il socialismo come questione ecclesiale  del 1919. Benché essi siano stati concepiti in luoghi diversi, mostrano una impressionante unità di intento fin nelle inessenziali sfumature della formulazione. Posti sinotticamente l’uno  affianco all’altro, essi rivelano una quasi perfetta conseguenza di intento.

Tanto erano disparati i termini teologici principali nelle loro inaccordabili rappresentazioni e diverse preferenze, tanto è unitario l’intento dei programmi. Essi  si differenziano solo nella formulazione e in questo o quel punto periferico, particolare , ma non nell’intenzione fondamentale. E queste intenzioni fondamentali vengono formulate in una concisione pubblicitaria:

  1. Il superamento dell’individualismo religioso in favore di un cristianesimo della responsabilità sociale. Ossia della solidarietà con gli oppressi.
  2. La lotta contro il capitalismo e per il socialismo
  3. 3 La lotta contro il nazionalismo e la guerra e per la comprensione dei popoli

Possiamo ora rispondere alla domanda , quali erano i medesimi giudizi sulle questioni sociali che nel movimento religioso –socialista si trovavano in primo piano al posto della teologia. Ciò che era fortemente nei programmi era il costitutivo del movimento religioso-socialista. Era il programma che dava impulsi e direzioni al movimento e lo teneva intimamente unito.

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