Io donna… Tra vent’anni sarò prete

Tra vent’anni sarò prete
Prega e scrive al papa chiedendo l’ordinazione

La teologa cattolica Jacqueline Straub (25 anni) si sente chiamata al sacerdozio. Spera di diventare prete entro 20 anni e mettersi così al servizio delle persone.

Jacqueline Straub, quando sarà ordinata al sacerdozio?
Spero di essere prete entro 20 anni! Ma ciò dipende dallo sviluppo della politica ecclesiastica; se, per esempio, dopo papa Francesco i cardinali eleggeranno di nuovo un papa così rivoluzionario. Se sarà la volta di un pontefice più tradizionalista, allora la questione femminile sparirà di nuovo dal dibattito.

Papa Francesco afferma che il sacerdozio riservato agli uomini non è in discussione. Perché spera comunque in lui?
Se rimaniamo impantanati in questa mentalità maschile e in questa gerarchia, allora nulla potrà cambiare. Papa Francesco cerca di partire proprio da ciò, dicendo che il punto non è più il potere, ma il servizio. Ha posto nuovi accenti. Questo cambiamento di mentalità renderà possibile affrontare anche problemi strutturali e quindi prima o poi introdurre il sacerdozio delle donne.

Servire ha anche qualcosa a che fare con l’umiltà. Come conciliarlo con la sua elevata presenza mediatica?
Io servo ponendomi pubblicamente come giovane donna di fronte alla gente e dicendo: credo in Dio e sono orgogliosa di essere cattolica! Io servo Dio e la sua chiesa in un mondo sempre più lontano da Dio. È anche una forma di umiltà. Non mi pongo sotto i riflettori, ma sono i media a venire da me. Attraverso i media raggiungo anche coloro che sono lontani dalla chiesa cattolica, che hanno un rapporto conflittuale con la propria fede e riesco forse a infondere loro nuovo coraggio.

Lei parla in pubblico della sua vocazione, prega e confida nello Spirito Santo “perché faccia accadere tutto al momento giusto. Fino ad allora mi preparo”, come scrive nel suo recente libro [“Jung, katholisch, weiblich”, Publik Forum Verlag]. Quali passi ha compiuto finora per poter diventare prete?
Ho scritto due lettere a papa Francesco e ho ricevuto risposta da Pietro Parolin (Segretario di Stato di papa Francesco, n.d.r.): ha letto con piacere la mie lettera e mi augura di restare ben salda nella fede e inoltrerà la mia lettera al papa. Da papa Francesco non ho avuto alcun riscontro.

Lei è un’eccellente ambasciatrice del sacerdozio femminile. È anche una brava curatrice spirituale?
Credo di sì, ma in definitiva spetta ad altri valutarlo. Dopo le mie apparizioni televisive ricevo molte e-mail in cui le persone mi confidano tutta la loro vita. Allora mi prendo veramente anche il tempo di rispondere in modo adeguato.

Nella seconda parte del suo libro si parla di nuove idee per la chiesa. Lei scrive che la chiesa dovrebbe “andare incontro alle persone”. Non le sembra una proposta un po’ presuntuosa tenuto conto delle molte attività caritative della chiesa?
Ci sono in effetti molte offerte caritative. È importante mostrare l’amore per il prossimo. Vorrei però anche che la chiesa cattolica si proiettasse di più all’esterno. Oltre a ciò la chiesa deve riconoscere la realtà della vita delle persone. Non può giudicare qualcuno perché, per esempio, è divorziato. È questo che intendo per “andare incontro”: riconoscere la realtà della vita delle persone ed essere misericordiosi. (kath.ch/Sylvia Stam; trad. it. G. M. Schmitt)

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