Shabbat Shalom

Cosa significa la parola “shalom”?
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«Shalom shalom a chi è lontano e a chi è vicino»

articolo di Ronit Gadish e Tamar Katz
(traduzione dall’ebraico di Federica Giardini)

La parola shalom è tra le parole fondamentali della nostra lingua. La sua radice sh.l.m ne testimonia il significato base – «stato di pienezza, integrità, interezza, completezza»: integrità fisica e spirituale, sicurezza interiore ed esteriore, rapporti sereni tra gli uomini e tra i popoli, e via dicendo. E infatti nella Bibbia la parola compare in numerosi e variegati contesti, in ognuno dei quali si avverte questo significato base. Ad esempio, un versetto che testimonia il significato di integrità fisica (attraverso la negazione) è Salmi 38, 4: «Non c’è un luogo sano nella mia carne per via della tua ira, non c’è shalom nelle mie ossa per via del mio peccato». Qui viene fatto un parallelismo tra shalom e «luogo sano» (“metom”, dalla radice t.m.m), ed entrambe le parole significano integrità.

Nella Bibbia ricorrono accostamenti e parallelismi tra shalom e quiete, sicurezza, serenità: «E il mio popolo abiterà in una dimora di shalom e in abitazioni sicure» (Isaia 32, 18); «Vi sia shalom dentro le tue mura, serenità nei tuoi palazzi» (Salmi 122, 7); «E shalom e quiete darò a Israele» (1 Cronache 22, 9). In altri contesti la parola shalom è usata in parallelismo con bene e in contrapposizione a male. Di Mardocheo si dice che «cercava il bene per il suo popolo e parlava shalom a tutta la sua stirpe» (Ester 10, 3); e in Geremia si dice «pensieri di shalom e non a fin di male» (29, 11). Nell’ebraico moderno, il significato principale della parola shalom è di (assoluta) contrapposizione alla guerra e ai rapporti di ostilità. L’origine di questo significato è nella Bibbia, ad esempio «un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo di guerra e un tempo di shalom» (Ecclesiaste 3, 8). Ma non sempre questa contrapposizione biblica corrisponde proprio a quella della lingua odierna. In Deuteronomio 20, 10-12 si dice: «Quando ti avvicinerai a una città per farle guerra e la inviterai al fine di shalom, e avverrà, se ti risponderà shalom e ti aprirà, avverrà che tutto il popolo che si trova in essa diverrà per te lavoratori forzati e saranno tuoi schiavi; e se non farà shalom con te e se farà la guerra, l’assedierai». L’invito allo shalom qui descritto è in realtà un invito alla resa, il cui scopo è impedire che si versi del sangue in una guerra per la conquista della città.

Altre accezioni della parola shalom nell’ebraico moderno si trovano soprattutto nelle locuzioni e nelle espressioni idiomatiche. Ad esempio:«giungere al proprio posto con shalom» (risolversi; da Esodo 18, 23), «gente del nostro shalom» (persone che appartengono a un certo gruppo, da Geremia 38, 22); dall’ebraico mishnaico[1]: «shalom in casa» (pace domestica), «inseguitore di shalom» (pacifico, pacifista), «al fine dei modi di shalom» (salvaguardare la pace), «far risiedere shalom» (riappacificare); e così anche «uscirne con shalom» (uscirne sani e salvi), «trascorrere con shalom» (trascorrere senza problemi), e l’espressione modernizzata «(mettere in pericolo) lo shalom del pubblico».

Uno degli usi comuni della parola shalom – sia nei testi sacri sia nell’ebraico moderno – è in alcuni modi di salutare, sopratutto al momento dell’incontro e del commiato. In questo contesto alcuni verbi si uniscono alla parola shalom: «chiedere lo shalom di qualcuno» (chiedere come sta), «esigere lo shalom di qualcuno» (mandare saluti, da qui «esigenza di shalom» = saluti mandati a una terza persona), «dare shalom» (salutare). Un’espressione che riflette un’abitudine bella e consigliata è «anticipare lo shalom» (salutare per primi), e a proposito di Raban Yohanan Ben Zakkai si racconta «che nessuno gli ha mai anticipato lo shalom, nemmeno uno straniero al mercato» (Talmud Bavli, Berachot 17a). Oggi quando si chiede «Qual è il tuo shalom?» (Come stai?) è possibile aspettarsi la risposta «Il mio shalom è buono» (Sto bene) ma anche «Il mio shalom non è buono» (Non sto bene). Nella Bibbia la struttura della domanda è diversa e anche la risposta attesa. Giuseppe chiede ai suoi fratelli «È forse shalom il vostro vecchio padre?», ed essi rispondono «Il tuo servo, nostro padre, ha shalom» (Genesi 43, 27-28). Poiché nella Bibbia il significato di shalom è «buono stato», la risposta può essere positiva o negativa, ma non descrive la qualità dello shalom.

Congediamoci al fine di shalom con auguri di shalom: «portate shalom», «siate shalom», «andate al fine di shalom», «che la vostra partenza sia al fine di shalom».

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