AMICIZIA

Amicizia

  1. 45 del Dizionario di teologie femministe

 

L’amicizia è una relazione scelta liberamente in cui un individuo vuole il benessere e la pienezza di vita dell’altro . I vocaboli inglesi  friend (“amico”) e free (“libero”) derivano dalla stessa radice sanscrita e indoeuropea, che significa “voler molto bene a” o “tener caro”. E’ questo quello che fanno gli amici.

L’amicizia è un argomento relativamente raro nella teologia cristiana patriarcale, essendosi da tempo accontentata di un ruolo secondario rispetto a quello del matrimonio, considerato la relazione normativa tra gli esseri umani adulti. Questo ha portato all’egemonia delle matrimonio eterosessuale come standard in base al quale misurare tutte le altre relazioni e, di fatto, considerarle carenti. Ma considerare seriamente l’amicizia è un modo per livellare il campo da gioco etico e rendere buone e possibili molteplici opzioni relazionali, in base alla loro generatività e non al loro genere.

Dalla mia prospettiva di femminista cristiana euroamericana, noto che ‘amicizia è sempre più spesso accettata come il modo più incisivo di descrivere una varietà di relazioni volontarie (comprese quelle fra donne, tra uomini, tra uomini e donne, tra adulti e bambini, tra esseri umani e animali, tra gli individui e il Divino e tra gli esseri umani e la terra) che fon che fondano il bene comune. E’ un antidoto ai divieti patriarcali, un modo di esaltare e celebrare la varietà dell’amore presente nella creazione.

Gli amici e le amiche tentano di mettere in pratica l’eguaglianza e la reciprocità, l’amore e la giustizia, come qualità della loro relazione. Non sempre ci riescono l’uno/a all’altro /a l’amicizia n un modo concentrato che distingue da altri sforzi compiuti nelle relazioni umane. L’amicizia è una relazione di pari opportunità, e pressoché chiunque ha almeno il potenziale di formare un simile rapporto di partecipazione. E’ versatile, in quanto offre varie possibilità di intimità nel corso di un’intera vita. Liberata dall’aut – aut del modello invita a numerose e diverse possibilità relazionali.

In tutte le amicizie ci sono dinamiche che comprendono amore, potere, corporeità fisica o sessualità, oltre alla spiritualità, che a grandi linee , un modo di fare scelte sulla qualità della vita comune. Le amiche e gli amici prestano attenzione a queste dinamiche, anziché ignorarle e, nel farlo, cercano di accrescere le proprie possibilità e quelle delle loro amiche e dei loro amici. La perdita di un’amicizia è sempre dolorosa.

Via via che le amicizie si approfondiscono, c’è uno sforzo di cambiare le strutture sociali ed economiche che dividono le persone, di costruire relazioni di integrità che fanno da base al lavoro per la giustizia. In questo senso, una teologa femminista dell’amicizia è profondamente politica. Questa visione femminista contrasta decisivamente con il modello patriarcale di amicizia, basato su categorie gerarchiche(aristoteliche, che è usato come fondamento di pressoché tutte le trattazioni teologiche non femministe dell’amicizia. Il modello patriarcale è basato sull’esperienza maschile di aver sempre meno amici via via cher si sale la scala dell’intimità. Paradossalmente, all’apice ci sono solo uomini, le cui mogli sono anch’esse escluse dalla possibilità di vera amicizia con i loro mariti.

Le esperienze delle donne, tanto storiche quanto contemporanee, sono del tutto diverse. Le donne agiscono  da amiche e sono trattate da amiche in numeri multipli, partendo da se stesse, poi dagli altri, fino ad arrivare al pianeta e al divino. Da questa prospettiva femminista, il termine “amici/che” quasi non esiste al singolare perché l’amicizia è sempre una relazione in cui è coinvolto il sé, automaticamente plurale. Le persone legate da parentela possono essere amici, come nel caso di madri (maternità) e figlie, e l’amicizia può scalzare anche le più rigide aspettative in modi sorprendenti. Il potere degli amici di generare cambiamento sociale, di motivare le persone a costruire comunità in cui ricercare la giustizia, è parte di ciò che rende l’amicizia tanto attraente . L’invito “andate e fatevi amici in tutti i popoli” riecheggia tra le donne di tutto il mondo. Queste amicizie tengono viva la promessa della comunità globale.

 

DALY 1984; LUGONES, in ; KRAMARAE e SPENDER, a cura di, 1992; RAYMOND 1986.

 

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