Dave Webb: “Un trattato per la messa al bando delle armi nucleari è un fantastico passo avanti”

10.10.2016 – Dario Lo Scalzo Anna Polo

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Dave Webb: “Un trattato per la messa al bando delle armi nucleari è un fantastico passo avanti”

Durante il congresso mondiale dell’International a Berlino abbiamo intervistato l’attivista inglese Dave Webb, membro di CND (Campaign for Nuclear Disarmament).

Riportiamo qui sotto la trascrizione in italiano dell’intervista.

A questo link si trova la video intervista originale in inglese.

Dave Webb è il Presidente di Campaign for Nuclear Disarmament (CND) dal 2010 e svolge anche la funzione di Presidente per lo Yorkshire. E’ il coordinatore di Global Network Against Weapons and Nuclear Power in Space, è membro di Scientists for Global Responsibility e fino a poco fa ha insegnato alla Leeds Metropolitan University.

Sul sito di CND si spiega che gli USA stanno sviluppando da decenni un costoso sistema di armamenti denominato “Difesa Missilistica“. Cosa si può fare per fermare l’implementazione di questo piano?

Questa è una bella domanda. Prima di tutto dobbiamo far sì che la gente si renda conto della situazione. Molti non sanno della difesa missilistica, non sanno che cosa significa, non la riconoscono come parte di un possibile sistema di attacco preventivo, per cui una volta partito il primo attacco si possono lanciare molti missili sull’avversario ed eliminare ogni minima risposta a questo primo attacco. Quindi la gente non lo riconosce, pensa che si tratti di un sistema di difesa, non di attacco. Dobbiamo essere sicuri che la gente lo capisca. E’ una cosa lontana, non vedono i vari luoghi.

Noi in Gran Bretagna abbiamo due basi che fanno parte di questo sistema: una è la base di Fylingdales, che è un radar di rilevamento inserito nel sistema di difesa missilistica USA e l’altra è Menwith Hill. Entrambe sono nello Yorkshire, dove io vivo, non so perché ce ne sono tante nello Yorkshire. Menwith Hill è anche un’enorme base-spia per gli Stati Uniti. E’ una base della National Security Agency americana, dove intercettano qualunque forma di comunicazione elettronica; le esaminano e alcune vengono rimandate negli Stati Uniti per ulteriori indagini da parte dell’intelligence. Forse da qui arriviamo anche a un’altra domanda, perché di recente abbiamo scoperto che il ruolo di Menwith Hill è più ampio di quello che pensavamo. Fa ormai parte della guerra dei droni e delle uccisioni in cui gli USA sono coinvolti. Quindi con questo tipo di attività il Regno Unito è sempre più intrappolato nel sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti e noi vorremmo veramente tirarci fuori da tutto questo.

Ieri c’è stata una manifestazione a Fylingdales in cui ha parlato il segretario generale di CND, Kate Hudson. C’erano anche altri oratori, compreso un attivista della campagna per chiudere la base tedesca di Ramstein. Di nuovo, vogliamo mostrare le connessioni tra queste basi nel Regno Unito e altre basi, come Ramstein, che è il quartier generale del sistema di difesa missilistica NATO in Europa. C’è davvero una stretta connessione che vogliamo sottolineare, affinché la gente si renda conto dell’estensione di questo tipo di programmi che gli USA stanno spingendo.

A luglio la proposta per il rinnovo del costosissimo sistema di armamento nucleare Trident è passata al Parlamento britannico con 472 voti contro 117, nonostante l’opposizione della Scozia e di milioni di persone in tutto il Regno Unito. State pianificando nuove azioni contro il Trident?

Sì, il voto del Parlamento per il Trident è stata una delusione. Sapevamo che probabilmente sarebbe passato, ma speravamo che ci fosse più opposizione. Credo che questo sia legato ai forti contrasti interni che in quel momento dividevano il Partito Laburista. Comunque naturalmente la nostra lotta non finisce qui. Si tratta ancora di un enorme spreco di soldi, sta ancora succhiando via soldi dalle cose di cui la gente ha veramente bisogno, welfare, salute, educazione, tutte quelle cose che ora vengono negate per le cosiddette misure di austerità che sono state introdotte. Quindi, sì, continueremo a denunciarlo, non è mai troppo tardi per cancellare questo tipo di programmi. Il dibattito in Parlamento non è stato molto approfondito e la discussione tra favorevoli e contrari si è svolta in modo superficiale. Inoltre è un programma difficile da implementare, visto che la stragrande maggioranza della popolazione in Scozia, dove si trovano le armi nucleari, è ancora fortemente contraria. Ci sono dunque molti problemi per il governo, anche se insiste a portare avanti la cosa. Da parte nostra continueremo a fare pressione e a sottolineare quello che si risparmierebbe con l’abolizione globale delle armi nucleari, perché in Gran Bretagna si tratta di una escalation dei sistemi di armi nucleari. Riteniamo importante che la gente lo capisca e sostenga la possibilità di una completa eliminazione di tali armi.

Quali altre campagne state portando avanti come CND?

La principale è appunto quella per il disarmo nucleare ed è focalizzata sulle armi nucleari nel Regno Unito, perché questo è possiamo dire il nostro contributo in questo campo. Portiamo avanti anche una campagna contro le basi militari degli Stati Uniti e della Nato nel Regno Unito. Ce n’è una a  Croughton, una grande base di intelligence da cui gli USA hanno la possibilità di controllare e dirigere le loro forze militari in giro per il mondo, o comunque in Europa. C’è un collegamento con la base di Ramstein in Germania. Il ruolo di tali basi non si limita alla sorveglianza, ma è di individuazione attiva degli obiettivi da eliminare. E poi naturalmente ci sono i droni che vengono usati per esempio in Afghanistan. C’è una grande campagna contro i droni, a cui partecipiamo. Nel Regno Unito ci sono un paio di basi e luoghi dove i droni vengono costruiti, quindi ci sono diversi posti su cui possiamo concentrare le nostre attività.

E poi l’opposizione alla Nato, naturalmente, visto che è una forza così aggressiva nel mondo. Sappiamo che l’anno prossimo ci sarà un summit a Bruxelles, in Belgio, dove apriranno il loro nuovo quartier generale. Noi saremo là con il resto della coalizione anti guerra e anti Nato per protestare e presentare alternative, a dire quello che si dovrebbe fare al posto della militarizzazione e a quello che fa la Nato.

Il nuovo Primo Ministro britannico Theresa May ha dichiarato di essere pronta ad autorizzare un attacco nucleare che potrebbe uccidere centinaia di migliaia di persone innocenti. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha detto che non prenderebbe mai una simile decisione. Cosa pensi si possa fare per aumentare la consapevolezza del pericolo nucleare e promuovere un mondo libero dalle atomiche?

Quando il Primo Ministro Theresa May ha dichiarato di essere pronta a premere il bottone nucleare ci sono stati due tipi di reazione. Alcuni hanno detto: “Sì, certo che dovrebbe farlo”, ma penso che la maggioranza abbia pensato alle migliaia di persone che morirebbero come conseguenza. C’è stata molta pubblicità e anche una pubblicità incredibilmente negativa quando Jeremy Corbyn ha detto che lui non premerebbe mai il bottone. I media hanno detto: “Perché dovresti avere un sistema nucleare, se poi ti rifiuti di usarlo?” E’ proprio questo il punto. E’ proprio questo il punto. Non puoi usarlo, dunque non ha senso possederlo.  E’ stata un’ottima dichiarazione da fare e ha creato una discussione e un dibattito su quello che significa avere delle armi nucleari. La gente si dimentica, non si rende conto. I giovani stanno cominciando a rendersene conto grazie alla campagna sugli effetti umanitari delle armi nucleari. Stanno cominciando a capire che queste non sono armi comuni, sono qualcosa di diverso, di speciale, che se mai venissero usate distruggerebbero milioni di vite civili.

Penso che sia una vergogna dichiarare di essere pronta a premere il bottone. Sembra quasi che il Primo Ministro si goda l’intero processo di distruggere tante vite, una cosa vergognosa. Penso che ci concentreremo anche su questo. Se premi il bottone, se usi le armi nucleari non ci sarà solo un effetto devastante sulla gente e sull’ambiente. Potrebbe causare un inverno nucleare e l’estinzione di alcune specie. E’ una cosa terribile a cui pensare. Dovremmo eliminare questa trappola, non dovremmo essere costretti a preoccuparci di una cosa simile. Abbiamo altre cose a cui pensare, come il cambiamento climatico. Dunque questo è il nucleo del nostro lavoro, mostrare alla gente cosa significa possedere armi nucleari e che tipo di cose ci si può aspettare se venissero usate.

In questo scenario ci sono anche novità positive, come la possibilità di un trattato per mettere al bando le armi nucleari

Sì, sappiamo che alle Nazioni Unite ci sarà un tentativo di proporre un trattato per la messa al bando delle armi nucleari dalla terra. Si tratta di un passo avanti fantastico. Penso che al momento le potenze nucleari non lo firmeranno. Saranno i paesi non nucleari a farlo, ma si produrrà una pressione, spero, sui paesi nucleari, così che si sentano isolati, magari che si rendano addirittura conto di quello che stanno facendo. E’ un buon inizio, un segnale che la maggioranza della gente nel mondo non ne può più del sistema attuale, della situazione in cui le armi nucleari minacciano la sua vita e quella di tutto il mondo e vuole che si faccia qualcosa al riguardo. Ci sono stati tanti discorsi e non è successo niente riguardo al disarmo. E’ arrivato il momento in cui la gente sta dicendo basta.
Vogliamo che le cose cambino. Siamo stufi essere tenuti in ostaggio dalle armi nucleari. La maggioranza del mondo vuole che si faccia qualcosa al riguardo. E’ questo può essere solo un bene.

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