Guerra Siria: Ferma accusa Arcivescovo di Aleppo a governi e media occidentali

12.10.2016 Luca Cellini
Guerra Siria: Ferma accusa Arcivescovo di Aleppo a governi e media occidentali
Bambini di Aleppo fra le macerie (Foto di Archivio Pressenza)

Questa che segue nel video a fondo pagina, è la straordinaria testimonianza dell’Arcivescovo maronita di Aleppo in Siria, rilasciata pochi giorni fa da Joseph Tobji, al Senato della Repubblica italiano, che rappresenta pur nella sua pacatezza, un vero e proprio atto d’accusa a tutto l’Occidente.

Come sono state create le condizioni per lo scoppio di questa guerra

E’ una testimonianza straordinaria non perché in veste di uomo di chiesa ma perché come abitante di Aleppo, racconta come è stato creato il conflitto in Siria, come questa sporca guerra viene tuttora alimentata e sostenuta attraverso la vendita indiscriminata di armi, tramite il sostegno economico a sobillatori prima e successivamente a mercenari assoldati ad hoc con lo scopo di creare destabilizzazione e paura nella popolazione, testimonia come siano state create le basi per questo conflitto attraverso l’uso della strategia della tensione creando confusione e violenza, pagando frange estremiste e violente per fare opposizione al governo in carica.

La distruzione di Aleppo

Joseph, spiega come è ridotta adesso Aleppo a cumulo di macerie,  un tempo fiore all’occhiello di arte, di bellezza e di cultura che attualmente invece a causa della guerra, è la seconda città al mondo, dopo Hiroshima, che ha subito le maggiori distruzioni, racconta di una Siria che prima della guerra era una democrazia, caratterizzata da un islam aperto e moderato, un bellissimo Paese dove fino a pochi anni fa convivevano bene e in pace, musulmani, cristiani curdi, drusi, armeni, ebrei da oltre 1400 anni.
Aleppo prima del conflitto era il primo polo industriale siriano, adesso è una città che è ridotta a macerie fumanti e conta solo un terzo della popolazione che vantava un tempo.

In Siria non più una guerra civile bensì una guerra mondiale per procura

Questa testimonianza è un fortissimo atto di accusa rivolto a tutto l’occidente Stati Uniti in primis, un occidente con a capo gli USA che arrogantemente da 5 anni vogliono imporre un loro governo al posto di quello regolarmente eletto di Assad.
Nella sua testimonianza l’Arcivescovo dice a chiare lettere che i terroristi sono finanziati dai nostri stessi governi occidentali, è un fiume in piena lucidissimo che racconta la morte stessa e il terrore che tutti i minuti gli abitanti siriani patiscono per mano dei mercenari e dei cecchini assoldati dai governi occidentali per sparare e bombardare sulla popolazione civile.
Non più una guerra civile bensì una terza guerra mondiale fatta per procura, per capire che trattasi di guerra mondiale l’arcivescovo spiega che basta semplicemente guardare ai due schieramenti che si sono formati, e che stanno attivamente partecipando a questa guerra, Stati Uniti, Europa, Israele e Arabia Saudita da una parte e Russia, Iran, Cina dall’altra.

I Media Occidentali calpestano la verità

Una guerra sostenuta e coperta da tutti i grossi media occidentali che continuano ad essere del tutto parziali, calpestando ogni giorno la verità, nascondendo oppure mistificando i fatti, chiamando ribelli coloro che in realtà sono terroristi al soldo stesso delle potenze occidentali, chiamando sui giornali “rivoluzione” ciò che invece è un vero e proprio colpo di Stato ad un paese sovrano, cercando in tutti i modi d’imporgli un determinato governo. Tacendo che in Siria ci sono migliaia di mercenari pagati dai governi occidentali per uccidere la popolazione, dei media che parlano senza nessuna oggettività, che scelgono di dire una mezza verità, perché come sostiene l’arcivescovo di Aleppo, ogni mezzo d’informazione occidentale parla secondo le direttive del loro padrone e se portano qualche verità, la portano sempre a metà, parlano sempre dei disastri e delle sofferenze di una parte sola e mai dell’altra che coprono continuamente,
La ferma accusa dell’arcivescovo, sorprende per la pacatezza e la lucidità con cui riesce ad esporre i fatti.
L’Arcivescovo infatti, nella sua testimonianza shock che parla a tutte le coscienze, enuncia con una chiarezza sorprendente, come i governi occidentali se solo lo volessero veramente, potrebbero subito fermare questo massacro tramite delle semplicissime azioni.

Come si può ancora fermare questa guerra.

Citato dalle testuali parole dell’Arcivescovo di Aleppo.
1) “Smetterla immediatamente con la vendita delle armi,” come invece non pare stia facendo il nostro Ministro della Difesa Pinotti che in questi giorni, in totale spregio alla nostra Costituzione, è andata a trattare direttamente per conto dei produttori stessi di armi, per la fornitura di armi e bombe italiane ai reali dell’Arabia Saudita, Nazione attivamente coinvolta in questa sporca guerra.
2) “Smettere di pagare gli stipendi ai terroristi.”

3) Bloccare il flusso dei terroristi via Turchia e via Giordania”
“Facendo questo” prosegue l’arcivescovo maronita, “a mio avviso, in pochissimo tempo la guerra finirà tranquillamente” “Oppure credete ancora,” continua l’arcivescovo sorridendo ironicamente” alla favola di una coalizione delle più grandi forze mondiali che combatte da due anni e non può fare fuori una banda di banditi……..
L’arcivescovo maronita conclude chiedendo esplicitamente ai governi occidentali di  “Togliere subito le sanzioni economiche che fanno danno solo al semplice cittadino, lo impoveriscono, uccidono e non sono meno dannose delle bombe, forse a volte sono anche peggiori, per tutti noi sono ingiustizie fatte su un popolo che già subisce delle tremende sofferenze quasi mai viste in questo mondo, tutto ciò è una cosa atroce e immorale, è una cosa ingiusta.”
“Se volete aiutarci veramente”, prosegue la testimonianza dell’Arcivescovo “aiutateci a costruire una democrazia adeguata sostenendo progetti per le scuole, per la cultura, per l’educazione del nostro popolo, favorire accordi, riconciliazioni fra le varie etnie e credi religiosi, incoraggiare le fabbriche il commercio ecc. è così che si vuole il bene per un popolo è così che si costruisce la pace.”

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