Trattato CETA e acqua: un documento per approfondire

 

12.10.2016 Matilde Mirabella

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Trattato CETA e acqua: un documento per approfondire

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha reso pubblica la versione definitiva (scaricabile al seguente link in italiano e inglese) del documento “CETA e Acqua” predisposto dalla Rete Europea per l’Acqua e Food&Water Europe.

L’obiettivo è quello di fornire uno strumento agli attivisti europei in vista della prossima approvazione del trattato CETA da parte del Parlamento europeo, prevista per questo autunno, mentre il prossimo anno saranno i parlamenti nazionali a votare per la sua ratifica.

E’ importante sottolineare che, mentre nel corso dei negoziati l’Europa ha sempre sostenuto che l’acqua sarebbe stata esclusa dal trattato, la lettura finale di quest’ultimo lascia aperti molti dubbi. Per esempio, l’art. 1.9 stabilisce che “l’acqua nel suo stato naturale … non è un bene o un prodotto e pertanto … non è soggetta alle clausole di questo accordo”, ma quasi sempre l’acqua viene estratta dal suo ambiente naturale per poter essere utilizzata, e quindi, in quanto bene o prodotto, potrebbe essere soggetta alle clausole del CETA.

Inoltre il CETA prevede un meccanismo di cooperazione normativa. Questo, in pratica, significa che “società multinazionali potrebbero dare parere negativo su qualsiasi riforma legislativa progressista che possa avere un impatto sui loro interessi”, fino a portare uno Stato davanti a un tribunale privato (arbitrato) con il rischio di “bloccare la discussione e l’approvazione di leggi e provvedimenti di interesse generale sui servizi pubblici, rimuovere diritti umani e diritti sull’acqua, e perfino indebolire la legislazione vigente”.

Un esempio? L’Argentina, più volte citata in giudizio da imprese private per aver cercato di riportare il servizio idrico in mani pubbliche, ha perso diverse cause e, per citarne alcune, ha dovuto pagare 105 milioni di dollari a Veolia (ex Vivendi), e 165 milioni di dollari a una filiale di Enron. Un caso analogo si è verificato in Estonia per quanto riguarda i servizi idrici, ma a livello internazionale sono molti gli esempi di multinazionali che hanno trascinato Stati davanti a un tribunale (privato) per chiedere, e spesso ottenere, ricchi risarcimenti ai loro mancati introiti, a scapito del bene comune.

Ringraziamo per il prezioso lavoro e sosteniamo il Movimento Europeo per l’Acqua e Food & Water Europe nella lotta contro la privatizzazione e la mercificazione di questo bene vitale e contro le grandi imprese che pongono i profitti al di sopra delle persone.

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