Yanis Varoufakis: “E’ ora che gli umanisti europei reclamino l’Europa”

17.10.2016 Redacción Madrid

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Tedesco

Yanis Varoufakis: “E’ ora che gli umanisti europei reclamino l’Europa”

L’anno scorso sono venuto a La Fête con un messaggio dalla Grecia. La Primavera di Atene era stata stroncata dalla troika perché l’establishment europeo stava pianificando di portare la troika a Parigi.

Da allora, la troika è venuta a Parigi. Le leggi sul lavoro sono state approvate per decreto presidenziale. Le libertà civili sono state ridotte. E la magnifica gente di Parigi ha risposto con Nuit Debout.

Sì, è sicuro, la Grecia è stata il laboratorio della misantropia. E la Francia deve essere il campo di battaglia dove la misantropia viene sconfitta.

Perché siamo qui? Siamo qui perché siamo umanisti in un’era di misantropia.

Siamo qui perché i francesi stanno soffocando. I greci stanno soffocando. Gli austriaci, i tedeschi, gli spagnoli, i portoghesi stanno soffocando. Tutta l’Europa sta soffocando.

Siamo qui perché la nostra gente sta soffocando in un’Europa che si sta disintegrando.

E la nostra gente continuerà ad soffocare mentre l’Europa continua a disintegrarsi. E l’Europa continuerà a disintegrarsi mentre la nostra gente sta soffocando.

Perciò siamo qui per fermare l’asfissia della nostra gente, per fermare la disintegrazione dell’Europa. Una disintegrazione che si alimenta dalla bestia della Grande Deflazione della nostra era che, come nella decade del 1930, genera xenofobia, razzismo e nazionalismo.

Siamo qui per minimizzare il costo umano di questa stupida gestione dell’inevitabile crisi di questa Europa. E’ solo questo che ci porta qui: una Necessità. Un Dovere: minimizzare il costo della sofferenza umana. Il nostro compito è semplice: nostro dovere è fare ciò che è necessario affinché i volti della gente perdano le rughe della preoccupazione.

Non facciamoci illusioni. Siamo di fronte ad avversari ben organizzati e decisi, che non mettono l’umanità al primo posto. Vogliono solo una cosa: che tutto continui come sempre e un mondo che gli permetta di guadagnare infinite quantità di denaro usando il resto dell’umanità come strumento per ottenerlo.

Non sono persuasi da argomenti razionali. Non sono sensibili all’esempio etico. Disprezzano la democrazia. Sanno che possono intimorire gran parte dell’umanità. Ma nella loro arroganza, come uno stupido virus, il loro “che tutto continui come sempre” sta distruggendo l’organismo dal quale dipendono.

Il loro “che tutto continui come sempre” è responsabile della disintegrazione dell’Europa.

Il loro “che tutto continui come sempre” è responsabile della lenta morte ecologica della Terra.

Il loro “che tutto continui come sempre” è responsabile della paura e dell’odio che si stanno trasformando di nuovo, come nella decade del 1930, nella forza politica dominante su questo pianeta.

Perciò siamo qui. DiEM25, il movimento che è cominciato con la devastazione della Primavera di Atene, prima di espandersi per tutta Europa, è qui. Siamo qui determinati a pagare qualunque prezzo, a sopportare qualunque carica, a opporci a qualunque nemico delle speranze dell’umanità. Siamo qui per difendere gli ideali francesi di libertà, fraternità e uguaglianza e aggiungergli speranza, razionalità, diversità, tolleranza e, naturalmente, democrazia.

Ma non dobbiamo compiacerci. Non dobbiamo innamorarci di noi stessi. Non siamo per niente vicini al successo. Siamo nel mezzo della peggior crisi del capitalismo dal 1929. E ancora le forze del progresso, la sinistra, i liberali autentici, i verdi, sono sconfitti ovunque.

La sconfitta della nostra Primavera di Atene ha avuto un’importanza globale. Podemos in Spagna ha perso il suo impeto. La destra misantropa si alza da tutte le parti. Nuovi recinti elettrificati emergono in tutto il continente. La vela della speranza sta tremando nel freddo vento del nazionalismo. Nel 2017, a meno che non facciamo un miracolo, la Francia avrà come presidente una persona anche più reazionaria del triste signor Hollande.

Perché? Perché gli europei non si sono rivolti ai progressisti nel momento di crisi? La mia risposta: è colpa NOSTRA. E’ colpa dei progressisti, della sinistra, dei democratici, dei liberali e dei verdi allo stesso modo.

Pensateci: mentre il capitalismo soffre di un grave spasmo, la destra sta diventando più passionale, vibra con un fervore antiestablishment che, fino a poco fa, era terreno della sinistra. Trump si rivolta contro il TTIP, i conservatori britannici e Orbán in Ungheria contro le pratiche antidemocratiche della UE, Le Pen si erge a difesa di una classe lavoratrice abbandonata da un euro fallito e da una sinistra assente.

La politica soffre di un rimescolamento che il mondo non aveva visto dalla decade del 1930. Una Grande Deflazione sta stringendo entrambe le sponde dell’Atlantico, risvegliando forze politiche che erano latenti da otto decenni.

La passione sta tornando alla politica, ma non nel mondo che speravamo. La passione sta alimentando la misantropia. Il nostro lavoro è fermarla. Il nostro lavoro è imbrigliare la passione a beneficio dell’umanesimo.

Per fare questo dobbiamo innanzi tutto comprendere ciò che sta accadendo. Sì la sinistra contro la destra, la distinzione tra lavoro contro capitale, è sempre rilevante. PERO’ l’Europa ora è divisa in due blocchi che non hanno niente a che vedere con la sinistra o la destra.

Un blocco rappresenta la vecchia troika della globalizzazione, della finanziarizzazione e del neoliberalismo. Continua a stare al potere, benché il suo potere stia svanendo velocemente, come possono confermare François Hollande, Angela Merkel e David Cameron. Anche il governo greco post-resa, che ora serve a quella stessa troika, lo può confermare. La Commissione Europea. Sono in carica, ma stanno perdendo il loro potere e la loro legittimità.

L’altro blocco, che si oppone alla Troika Globale della globalizzazione, della finanziarizzazione e del neoliberalismo, è ciò che io chiamo l’Internazionale Nazionalista. I brexiters britannici, i governi di Polonia e Ungheria, l’Alternativ für Deutschland, lo spregevole cripto-fascista che può diventare il prossimo presidente austriaco e, naturalmente, Marine Le Pen: un Muro di Nazionalismo Xenofobo si sta alzando contro la Troika Globale mettendosi sulla scia della nostra Grande Deflazione.

Il problema del conflitto tra la Troika Globale e l’Internazionale Nazionalista è che è tanto reale quanto ingannevole. La brexit ha mostrato che è reale. Ma è ingannevole perché la Troika Globale e l’Internazionale Nazionalista sono complici, non nemici.

La Troika Globale e l’Internazionale Nazionalista sono solo riflessi della nostra Grande Deflazione, della profonda crisi del capitalismo europeo.

Per rompere questa Alleanza contro natura, abbiamo bisogno di un Internazionalismo Progressista. Questa Internazionale Progressista è ciò che DiEM25 sta costruendo in Europa.

DiEM25 è qui con un’agenda solida per il cambiamento progressista.

DiEM25 è qui per opporsi al fatto che tutto continui come sempre, come abbiamo fatto ad Atene, come facciamo nel Nuit Debout, in ogni popolo e in ogni città in tutta Europa.

DiEM25 è qui per opporsi alle chiamate socialdemocratiche verso “più Europa”. Sotto l’attuale regime e le attuali istituzioni europee, “più Europa” e riforme graduali diventeranno la legalizzazione dell’Unione dell’Austerità Europea.

Ciò che Hollande e i suoi auspicano è, essenzialmente, l’accelerazione del Piano Schäuble di una falsa federazione che trasformi l’Europa in una gabbia di ferro permanente.

DiEM25 è qui ANCHE per opporsi a chi nella sinistra vuole adottare il proposito dell’Internazionale Nazionalista di smantellare l’Unione Europea.

DiEM25 offre l’unico antidoto autentico a quelli che proclamano, falsamente, che nell’Unione Europea non c’è alternativa -l’euro-TINA dogma:

  • A livello nazionale, un governo progressista francese, greco, spagnolo, italiano, dovrebbe offrire alla gente un Piano A esauriente: un barlume di come, con il sistema attuale, si possa restituire speranza alla nazione.
  • Allo stesso tempo, un governo nazionale progressista deve avere un Piano di Dissuasione pronto per quando la BCE e la troika rispondano al Piano A del governo progressista con minacce di chiusure bancarie, restrizioni di liquidità, ecc.
  • Infine, un governo nazionale progressista deve avere un piano pronto per quando/se il “centro” progetti un’espulsione dall’Eurozona.

Questi sono i tre Piani che avevo quando ero al Ministero delle Finanze greco: la mia squadra usava riferirsi ad essi come ai Piani A, B e X. Ora abbiamo bisogno che i governi di ogni parte siano disposti ad attenersi ad essi.

Questo è ciò che DiEM25 propone a livello nazionale.

A livello paneuropeo, DiEM25 crede che dobbiamo offrire agli europei un Piano A europeo per l’Europa. Un’Agenda Progressista per l’Europa. Un New Deal europeo: uno sguardo a come, in poche settimane, con gli attuali Trattati, si possa recuperare la speranza, lo sviluppo e la democrazia.

Allo stesso tempo, DiEM25 sta preparando un Piano per gestire quanto meglio e più fluidamente possibile la disintegrazione dell’Eurozona e della UE.

In sintesi, DiEM25 insiste affinché:

  • Guidiamo un Piano A da ogni parte, a livello nazionale e a livello paneuropeo: Piano A o New Deal europeo
  • Prepariamo un Piano di Dissuasione per affrontare le minacce della troika
  • Prepariamo un piano paneuropeo per gestire la disintegrazione dell’Europa che probabilmente avrà luogo se l’Establishment Profondo riesce a rigettare il nostro Piano.

Amici, compagni,

La UE sarà democratizzata. O si disintegrerà!

Noi membri del Movimento Democrazia in Europa, li bombarderemo con razionalità, con proposte costruttive, con piani economici modesti, pratici e che possano essere implementati domani stesso.

Li inonderemo con moderazione.

Ma li guarderemo anche negli occhi, disposti a dirgli, quando ci minacciano, come quando la troika minacciò me nel 2015:

Non passeranno!

Fatevi sotto!

Non ci tireremo indietro!

Il futuro dell’Europa dipende dal fatto che resistiamo al vostro autoritarismo incompetente.

Se ci dicono “dovete accettare che tutto continui come sempre o abbandonare l’Unione Europea e l’euro”, noi risponderemo: “Non andiamo da nessuna parte!” “ANDATEVENE VOI!”

Al loro “che tutto continui come sempre” risponderemo con una DISOBBEDIENZA COSTRUTTIVA, CON UNA COMBINAZIONE DI PROPOSTE MODESTE E DISOBBEDIENZA. Questo è ciò che l’umanesimo esige oggi.

Ai nostri compagni che insistono affinché adottiamo l’USCITA come obiettivo, chiedo:

Credete davvero che, oggi, la sinistra possa vincere la battaglia per l’egemonia contro la destra xenofoba appoggiando la chiamata della destra a costruire nuovi recinti e a mettere fine al libero movimento?

Ma adesso basta. E’ ora di mettersi a lavorare!

DiEM25 ha cominciato a lavorare alla compilazione di un’Agenda Progressista per l’Europa, un New Deal Verde per l’Europa. Un comitato di noti economisti sta già lavorandoci. La prossima settimana, sul nostro sito, annunceremo il lavoro sull’euro, sull’investimento, sulle banche, sulla lotta contro la povertà, sulla risposta al debito. E SIETE invitati a partecipare.

A febbraio 2017, il Documento Politico del New Deal Verde per l’Europa sarà pronto in bozza. E allora tutti noi torneremo a Parigi, l’ultima settimana di febbraio.

  • Per presentare le nostre proposte politiche pragmatiche, radicali ed esaurienti alla gente di Francia.
  • Per dare il nostro Documento Politico del New Deal per l’Europa ai candidati presidenziali.
  • E chiedere loro: lo adotterete? E se no, perché no?
  • Questo è il lavoro che DiEM25 farà in ogni paese europeo.
  • Questo è il lavoro che DiEM25 farà verso un’Internazionale Progressista, verso un’Alleanza Paneuropea di democratici, socialisti, liberali, verdi, femministe, utopisti, che comprendano che l’unica alternativa è una distopia.

Amici, compagni:

Per troppo tempo abbiamo permesso che Francia, Grecia, Germania, tutta l’Europa, fosse governata da “incidente e forza” anziché da “riflessione e scelta”.

Per troppo tempo abbiamo permesso che quello che una volta era Illuminismo svanisse “nell’oscurità”.

E’ ora che gli umanisti europei reclamino l’Europa.

Carpe DiEM25

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