I quaccheri – Eversione e nonviolenza: George Fox, raccolta di Giorgio Viola

I quaccheri – Eversione e nonviolenza:  raccolta di Giorgio Viola

George Fox

Da

Come iniziò a diffondersi la verità, molti vennero gettati in prigione… (1676)

 

La verità scaturì dapprima nel Leicestershire nel 1644, nel Warwickshire nel 1645, nel Nottinghamshire nel 1646, nel Darbyshire nel 1647, nelle contee vicine nel 1648, 1649 e 1650, nello Yorkshire nel 1651, nel Lancashire e nel Westmorland nel 1653, a Londra e in quasi tutta l’Inghilterra, Scozia e Iralanda nel 1654.

Nel 1655 molti si recarono oltremare a diffondere la verità. Nel 1656 la verità si affermò in America e in molti altri luoghi.

E la verità non si piegò davanti a tutte le crudeli sofferenze imposte agli Amici durante il Long Parliament… e poi dal protettore Oliver e da tutte le leggi che questi e i suoi parlamentari emanarono, nonché da quelle promulgate anche da suo figlio Richard e dal Comitato per la sicurezza. Anche in seguito la verità non venne meno, nonostante le leggi e le delibere successive al ritorno del re nel 1660. Ancora oggi, nel 1676, la verità del Signore supera ogni ostacolo e il suo seme regna e si diffonde in abbondanza.

Gli Amici non ebbero mai timore delle leggi , del carcere , delle case di correzione, del bando , di essere spogliati dei propri beni: no, e neppure della morte. Mai ci furono persecuzioni che noi non vedessimo destinate a dare buoni frutti, perché le sapevamo inviate dal Signore. Ogni volta che fu in carcere o ebbi a soffrire, io trasformai queste esperienze in occasioni per convincere moltitudini di persone. Quelli che imprigionano la verità e soffocano lo spirito che pure è in loro, questo vorrebbero mettere in catene… Fu così che ci fu un periodo in cui le prigioni erano tanto piene che, a quel che si diceva, la verità la si poteva trovare solo in carcere.

… Molti hanno sofferto fino alla morte per aver reso testimonianza in Inghilterra e oltremare, sia prima che dopo il ritorno del re, come si vede da quanto segue. Al re e alle due camere del parlamento venne presentata una breve relazione, chiara e veritiera, su alcuni aspetti delle recenti e tragiche persecuzioni subite dal popolo di Dio, quelli scherniti col nome di quaccheri, per aver onorato il Signore e per essersi comportati secondo coscienza verso Dio e gli uomini. Per questi motivi, infatti, ottantanove persone hanno patito sino alla morte (trentadue prima del ritorno del re e cinquantasette successivamente); tra queste ultime, quarantatre sono morte a Londra e a Southwark, dopo l’emanazione della legge che vietava le riunioni, per la durezza del carcere e i maltrattamenti.

… Quando il re chiese al governatore di Dover Castle se avesse disperso e impedito tutte le riunioni dei dissidenti, quegli rispose che l’aveva fatto, ma che coi quaccheri non c’era stato verso, perché nemmeno il diavolo ci sarebbe riuscito ; quelli che disperdeva e imprigionava tornavano poi a riunirsi. Se li percuoteva e li faceva torturare , o addirittura li metteva a morte, era lo stesso: si riunivano di nuovo e non opponevano mai resistenza. Così lo Spirito del Signore sostenne gli Amici e fece aver loro ragione dei propri persecutori, si che questi dovettero infine rendere giustizia alla nostra pazienza e alla nostra indole mansueta. Ciò accadeva attorno al 1671.

…Quando la gloria del Vangelo e la verità si furono diffuse e la parola di vita venne accolta da molti, ovunque si cominciarono a tenere assemblee, prima trimestrali e qualche volta mensili; in seguito, col sempre maggiore diffondersi della verità, dal 1667 al 1668, le assemblee mensili ebbero luogo regolarmente.

Successivamente si istituirono anche delle assemblee di donne e, in un secondo tempo, tale pratica si diffuse anche all’estero, oltre che ovunque nel nostro paese. Molte volte andai a visitare gli ammalati; in una occasione mi recai a White Chapel, alle tre del mattino circa, a far visita a una donna e al suo bambino che stava morendo: La gente attorno piangeva. Dopo un momento mi sentii mosso (nel nome e nella potenza di Gesù Cristo) a parlarle. Ella e il bambino ne trassero giovamento e la mattina seguente, con grande stupore di tutti , entrando nella stanza la videro che si alzava, mentre il bambino era guarito.

Un giorno mi recai a casa di Ger. (ard) Roberts, verso le otto del mattino e colà incontrai Sarah Black bury che con me lamentò il gran numero di poveri e di Amici bisognosi. Il Signore mi indicò allora, nella sua saggezza e nel suo potere eterni, quel che dovessi fare. Dissi a Sarah di pregare una sessantina di donne di venire a un incontro con me verso le quattro del pomeriggio, in una locanda frequentata dagli Amici, all’insegna dell’Elmo. Vennero quelle tra loro che erano sensibili alla verità del Signore e vivevano nel timore del suo nome. Annunciai allora quanto il Signore mi aveva rivelato, e cioè che avrebbero dovuto riunirsi una volta alla settimana, tutti i lunedì, per prendere in considerazione e sopperire alle necessità degli Amici deboli, malati e bisognosi, o delle vedove e degli orfani della città e dei sobborghi.

…In seguito queste assemblee di donne ebbero luogo in tutto il paese e oltremare, alla presenza del Signore.

Onore, gloria e lode al Signore del cielo e della terra, al Signore della vita e della pace…

 

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