I quaccheri – Eversione e nonviolenza: raccolta di Giorgio Viola

I quaccheri – Eversione e nonviolenza:  raccolta di Giorgio Viola

William Croch

Postuma Christiana (1712)

 

 

Dalla parte III

Dopo che la casa all’insegna del Muso del Toro venne adottata come luogo di riunione, il nucleo originario degli Amici che vivevano nei dintorni della città si riuniva a volte – in otto o dieci e talvolta anche di più – in una stanza ai piani superiori ; si consultavano, consideravano la situazione, si comunicavano l’un l’altro ciò che Dio aveva loro rivelato per fortificarli e concertavano anche le misure necessarie e di volta in volta richieste dal servizio della comunità.

Si ritrovarono anche alcune donne, le prime a essersi convertite, per trattare le questioni che più le riguardavano da vicino, per esaminare le circostanze e le condizioni di coloro che erano in prigione per amore della verità e procurare il necessario onde sopperire ai loro bisogni. Si mettevano anche reciprocamente al corrente di quanto riguardava o poteva in breve riguardare gli Amici. Tutto ciò veniva fatto con amore e unità, senza che fra loro nascesse il minimo disaccordo o litigio, senza lamentele o mormorii: in ogni circostanza regnavano l’amore e l’accordo più dolci. Le donne si informavano anche dei bisogni e delle necessità dei poveri che si erano convertiti alla verità. Non aspettavano di udirne i lamenti, ma la loro carità le spingeva a conoscere le condizioni e a venire incontro alle necessità di chi immaginavano o scoprivano avesse bisogno di aiuto.

Era così che, fin dall’inizio, le cose procedevano, in serenità e gentilezze fraterne. Pettegolezzi e malignità erano banditi, e fra tutti regnavano amore e benevolenza.

In seguito, col crescere e col diffondersi della verità, quando i fedeli si fecero numerosi, le riunioni andarono organizzandosi, grazie alla provvidenza di Dio, secondo l’ordine e le modalità odierne.

DALLA PARTE IV

Nel maggio del 1660, Carlo II ritornò in Inghilterra, in un periodo agitato in cui sembrava che anche la natura fosse in tempesta: le acque si gonfiavano e invadevano le banchine , i venti soffiavano e il mare infuriava. Il popolo infatti era in tumulto, scoppiano disordini e c’era chi non aspettava altro che l’opportunità di distruggere ed eliminare le opere di Dio. Non riesco a dimenticare le bestemmie, le urla, le ubriacature, le gozzoviglie, le intemperanze, le stravaganze di quel periodo, le minacce e gli insulti delle folle contro la sobrietà della gente religiosa e contro le loro riunioni che ora speravano venissero completamente eliminate e soppresse. Subito dopo essere ritornato, il re ricevette molte lettere, indirizzate a lui o al suo consiglio con grande amore e benevolenza da parecchi servi del Signore (i cosidetti quaccheri); a ciò costoro erano mossi dallo spirito di Cristo, per ammonire e consigliare il re amorevolmente, in modo che non attirasse su di sé il giudizio severo che era caduto su quei principi che, seguendo il parere di cattivi consiglieri, avevano perseguitato il popolo di Dio. Tale invito trovò poca o nessuna accoglienza nel suo cuore. Allorché Richard Hubberthorne gli consegnò il messaggio di George Fox il giovane, intitolato Un nobile saluto e un nobile omaggio a te Carlo Stuart, ora proclamato re, ecc, egli promise che nessuno sarebbe stato perseguitato o chiamato in causa per le proprie opinioni religiose, purché non avesse disturbato la pace del regno. E tuttavia tenne in poco conto o nessuno queste promesse, perché , sebbene nessun quacchero fosse mai stato coinvolto in un complotto contro il re o il governo, né in alcun modo potesse minimamente venir sospettato di ciò, in brevissimo tempo venne promulgata una legge che ci bandiva dai nostri luoghi di residenza solo perché mantenevano pura la coscienza verso Dio e ci riunivamo per adorarlo secondo le nostre convinzioni.

Tanto severa e crudele fu l’applicazione di tale legge che molti furono arrestati nel corso delle nostre pacifiche riunioni religiose a Londra, nei dintorni e altrove, ed effettivamente banditi dal loro paese natale. I mariti furono strappati alle mogli, i padri ai figli, le donne alle loro case e alle loro famiglie… Così il re venne meno alla sua promessa.

…In molti luoghi le prigioni si riempirono di innocenti, ma il SIngore era sempre con loro per proteggerli e per tener loro sollevato il capo in modo che le ondate non potessero sommergerli e travolgerli; donò loro la forza necessaria e aprì le sorgenti della vita… affinché non venissero meno nei si sgomentassero.

…Fra le molte persone che in questo periodo vennero rinchiuse in carcere e in fetide segrete vi era Edward Burrough, eminente e degno servo del Signore, del quale mi sento in obbligo di dire qualcosa di particolare grazie al rapporto spirituale che a lui mi univa, come quello di un figlio con il padre. In effetti mi era molto caro e lo amavo e onoravo nel Signore e per amore della verità. Ebbi spesso occasione di intrattenermi con lui e scrissi molte cose che egli mi dettava e che vennero in seguito pubblicate nella raccolta delle sue opere. Era un uomo – ancorché giovane – di enorme coraggio; il Signor e lo aveva liberato dal timore dei nemici e io lo vidi spesso dotato del potere che dà il suo spirito. Ciò accadde ad esempio al Muso del Toro un giorno in cui la stanza delle riunioni, che era assai spaziosa, si era riempita di gente e molti strepitavano e litigavano fra di loro. Alcuni imprecavano contro i quaccheri, accusandoli e incolpandoli di eresia, di essere dei bestemmiatori, dei sediziosi e via dicendo: che ingannavano e deludevano il popolo, che negavano le Sacre Scritture e la Risurrezione. Altri invece cercavano di difenderli e ne parlavano in modo più favorevole. In mezzo a tanto frastuono e contendere, questo servo del Signore che era rimasto in piedi su una panca con in mano la Bibbia – generalmente la portava sempre con sé – si rivolse alla gente con grande autorità, citando le parole di Giovanni  (Cap 7,12) … Queste si adattavano talmente al dibattito di quel momento, che tutti ne furono colpiti e si fecero estremamente calmi e atttenti, andandosene poi in pace e con evidente soddisfazione.

In questa città egli svolse una grande attività ed ebbe così la sua parte di sofferenze. Nel 1662 fu arrestato durante una riunione al Muso del Toro e messo in prigione a Newgate, ove poco dopo cadde ammalato e in pochi mesi terminò il corso della propria vita riunendosi ai padri…

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