USA: “Non è il mio presidente”: decine di migliaia di persone protestano

10.11.2016 Democracy Now!

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

USA: “Non è il mio presidente”: decine di migliaia di persone protestano

Mercoledì 9 novembre decine di migliaia di persone sono scese per strada in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l’elezione di Donald Trump, che ha battuto Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali di martedì.

In California, almeno 13 persone sono state arrestate mentre centinaia di manifestanti bloccavano il traffico sulle autostrade 101 e 110. Altre migliaia si sono radunate davanti alla sede del Comune di Los Angeles, dove alcuni hanno bruciato una gigantesca effigie di Donald Trump. Nella vicina Santa Ana la polizia ha sparato pallottole di gomma e ha usato lo spray al peperoncino contro centinaia di manifestanti, dopo che la folla aveva occupato importanti incroci. A Oakland la polizia ha utilizzato lacrimogeni e granate stordenti contro migliaia di persone, che hanno bloccato il traffico con i loro corpi, acceso fuochi e bruciato pupazzi con le sembianze di Trump.

A Seattle, migliaia di persone hanno risposto all’appello del consigliere comunale socialista Kshama Sawant, mentre a Chicago altre migliaia si sono radunate fuori dalla Trump Tower, dove almeno cinque persone sono state arrestate.

Ci sono state proteste anche a Portland, Oregon; Miami, Florida; New Orleans, Louisiana; Richmond, Virginia; Pittsburgh, Pennsylvania; Austin, Texas e di fronte alla Casa Bianca a Washington, D.C.

Nel nord-est almeno 4.000 persone hanno invaso un parco nel centro di Boston, oltre mille si sono radunate davanti alla sede del Comune di Filadelfia e almeno 10.000 sono scese per strada a New York City e hanno circondato la Trump Tower, dove vive Donald Trump, che era difesa dalle transenne. La folla ha gridato “Non è il mio presidente”, applaudita da lavoratori in divisa. Almeno 65 persone sono state arrestate.

Natasha Elena, una dei manifestanti di New York, ha dichiarato: “Il fatto che si possa pensare che uno come lui sia in grado di offrire qualcosa alle masse la dice lunga sulla disaffezione della gente. Voglio dire, Hillary non poteva certo salvarci, con il suo passato imperialista. La considero una candidata molto pericolosa, ma trovo terrificante la capacità di Donald Trump di mobilitare la mentalità razzista magari latente delle persone. Essere qui oggi per me era un’urgenza.”

Proteste anti-Trump si sono tenute anche in Gran Bretagna e nelle Filippine

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