I quaccheri: eversione e non violenza, ultima parte

I quaccheri – Eversione e nonviolenza:  raccolta di Giorgio Viola

Sezione III

IL CASO NAYLER

Di Nayler si è già parlato abbastanza diffusamente , ma , in questa lettera di George Bishop, abbiamo una testimonianza di prima mano del suo ingresso a Bristol che, secondo gli intenti della sua piccola corte di seguaci, doveva riprodurre il clima della domenica delle Palme, Non si esagera affatto se si dice che il clamore suscitato dall’episodio fu enorme e divise in due l’Inghilterra.

Bishop, già capitano del New Model Army e, pare, anche agente segreto, si dimostra qui ben dotato di acume politico, da tutte le sue parole traspare la preoccupazione per le conseguenze sul movimento e chiaro è il proposito di dissociare in ogni modo possibile gli Amici di Bristol e di ogni altra parte da Nayler e dai suoi. I quali ultimi, a parte una breve prigionia, se la cavarono assai meglio del loro idolo, portato a Londra e sottoposto alla punizione terribile già riferita. Fu uno strano processo a Londra quello che gli intentò il Parlamento: l’unico precedente , forse, in cui la House of Commons aveva riunito i propri membri in corte di Giustizia s’era avuto nel 1649, quando i resti epurati dal Long Parliament avevano processato e condannato a morte Carlo 1. Quello che volle giudicare Nayler era il secondo il secondo Parlamento da quando, nel dicembre del 1653, Cromwell aveva assunto più larghi poteri come Lord Protettore all’interno del nuovo schema costituzionale conosciuto come Instrument of Govermment . La maggioranza conservatrice e intollerante , che in questo caso riuscì ad imporsi alle più larghe vedute di Cromwell in materia di religione, era schiacciante. Nayler ebbe si alcuni difensori  – il maggiore –generale Lambert, ad esempio , braccio destro di Cromwell, sotto il quale il nostro aveva servito come furiere – ma la canea conservatrice riuscì comunque a ottenere la colpevolezza per blasfemia; non passò invece la richiesta della pena di morte, giustificata addirittura , in mancanza di meglio , dal ricorso a un decreto il De haeretico comburendo, istituito a suo tempo per colpire i lollardi, gli eretici di John Wyclif.

Nayler fu, in ultima istanza , la vittima ingenua di un potere alla ricerca di pretesti per stroncare la dissidenza ; e ciò che gli rese anche più dura e amara la prigionia fu la consapevolezza che, all’interno del movimento,  ci fu a lungo chi si faceva forte del suo nome per creare divisioni , per disturbare le riunioni e le meditazioni , secondo quello spirito ranter che lui stesso combatteva. Il potere, intanto , rafforzando ad esempio le leggi contro il vagabondaggio proprio per colpire a discrezione l’itineranza quacchera , affilava le armi che avrebbe perfezionato di lì a poco con la Restaurazione.

 

George Bishop

Lettera a Margaret Fell, del 27 ottobre 1656, da Bristol

 

Cara sorella M.F. ,

nella verità eterna in cui siamo partecipi in diverso grado, ti saluto assieme ai tuoi figli, generati dal seme immortale, eredi di una eredità che non si corrompe e resta immutata, per la ricchezza della grazia di Dio benedetto ovunque e in eterno , che , scendendo con l’aurora dall’alto, ci ha visitato e accolto tra i suoi figli,  proteggendoci in questi momenti di gravi tentazioni, quando tra di voi s’è manifestato per il potere delle tenebre.

Devi sapere che venerdì della settimana scorsa, fra le due e le tre del pomeriggio, J.(ames) N. (ayler) e i suoi compagni, dopo essere stati rilasciati a Exter, sono venuti in questa città , decisi e risoluti a innalzare la propria immagine , a distruggere la verità, a schiacciare , calpestare e divorare (come già c’era stato annunciato) le tenere pianticelle del Signore nella sua stessa vigna, come traboccanti di ebrezza a causa dell’indignazione divina.

James procedeva a cavallo, le mani legate innanzi : Mart. (ha) Simmonds teneva una delle briglie, Han, (nah) Stranger l’altra. Alcuni camminavano ai lati, il marito di Hannah davanti a lui a capo scoperto, e Dorcas Erbury, assieme a un uomo dell’isola di Ely, seguiva a cavallo. Così lo guidavamo , e James procedeva attraverso la città mentre le donne cantavano “santo, santo, santo, osanna!”. Si fermarono al White Hart, un pessimo locale, ove già erano stati quando erano venuti la prima volta a Bristol, nel mese di luglio. Una gran folla (c’era tutta la città) li aveva seguiti per le strade , nonostante la forte pioggia, fino alla locanda e fine nelle camere. Qui , davanti a tutti, le donne si tolsero i mantelli per farli asciugare vicino al fuoco.

A seguito della gran confusione , i magistrati si riunirono e li fecero arrestare. Perquisendo James, trovarono alcune lettere a lui indirizzate da queste donne, in cui gli si rivolgevano chiamandolo Gesù (dicevano anche che da quel momento in poi il suo nome non sarebbe più stato James), unico figlio di Dio, re d’Israele , principi della Pace e in altri modi analoghi. Tutto ciò rivelava che i disegni e i misteri dell’iniquità che pensavamo di aver già giudicato e soffocato ora tornavano alla luce del sole: si stavano verificando le stesse iniquità che il mondo desiderava e che i nostri nemici andavano cercando . Assieme a quelle, furono trovate altre lettere, ove si giudicava e svelava lo spirito di cui James era pervaso e si cercava di ricondurlo sul retto cammino; fra queste una, scritta di mio pugno, che George Fox gli aveva inviata da Reading, dove ci trovavamo assieme il 12 corrente (te ne accludo una copia); e poi due tue e una di Eliz(abeth) Smith . Erano lettere al completo servizio della verità istituita dalla saggezza del Signore , nelle quali, prevedendo quanto stava per accadere, si cercava di salvare la verità stessa e di presentarci di fronte al mondo puri, innocenti e incontaminati rispetto al loro sbandamento.

Le donne (così mi han detto) ammisero che le lettere erano loro e si misero a cantare di fronte ai magistrati come avevano fatto in precedenza. Martha prese dolcemente per mano James, osannandolo. Li misero allora tutti in prigione, nonostante il lasciapassare del protettore Oliver.

Mentre erano davanti ai magistrati , noi tenevamo un’assemblea: e secondo i loro intenti , se i magistrati non li avessero fatti arrestare, ci sarebbe venuti con tutta quella folla al seguito; tra di noi, tuttavia , che eravamo riuniti in silenzio, grande era il senso della presenza del Signore.

E il Signore si manifestò in tutta la sua potenza per salvare i suoi agnelli e le sue creature, per spezzare il potere delle tenebre: furono messi in ceppi , in modo che gli Amici  non ne ricevessero male alcuno; nessuno di noi ha subito conseguenze e nessuno si reca a visitarli, per quanto ne so ; tutti coloro che sono nello spirito del Signore si sono mossi e si sono levati contro queste opere delle tenebre. Coloro che in segreto nutrivano amore di verità, senza averne mai fatto mostra, si resero manifesti; in tutta la città le persone vicine a Dio testimoniano per noi e per la nostra innocenza. Perfino nei nostri nemici cominciò a sorgere qualche simpatia verso di noi e si ebbe moderazione nei nostri confronti, assieme a una segreta gioia per la nostra purezza (anche alcuni dei nostri persecutori cominciarono a considerarci quali eravamo). Là dove ci si poteva aspettare una grande esplosione di collera, la potenza del Signore intervenne a calmare le acque. I preti , che speravano di colpire assieme a quelli la verità – che venne anzi onorate , con grande saggezza, sopra ogni cosa – sono stati delusi. La giustizia ha trionfato e il male ricacciato. Poiché è la sapienza del Signore che ha predisposto tutto questo e ciò che doveva avvenire , è meglio che queste vicende si siano verificate qui e in questo momento, piuttosto che diffondersi e contaminare altri luoghi. Ora tutto si è chiarito e si è resa testimonianza, davanti a tutti, mediante la presenza vivente del Signore, contro l’errore; le lettere degli Amici hanno fatto salva la verità, l’opera delle tenebre è stata stroncata e distrutta. Tutti gli Amici sono salvi e ora la loro purezza di cuore non è vilipesa , anzi testimonia contro il manifestarsi del male. L’opera del Signore è meravigliosa ai nostri occhi; a lui sia resa lode eterna. E’ la sua spada tagliente che abbatte i suoi nemici e rende vane le loro speranze… di distruggere Gerusalemme.

…Il giorno successivo J.N. fu condotto dinnanzi ai magistrati; erano presenti anche alcuni preti (anglicani) e gli venne letta dal principio alla fine la lettera di George >Fox. Gli fu chiesto se ne condivideva il contenuto ed egli rispose che lo condivideva solo in parte e che c’erano anche delle menzogne: ad esempio ove lo si ammoniva dicendo che quella era la parola del Signore a lui rivolta e si diceva che loro ritenevano che Martha Simmonds fosse Maria , la madre di Gesù, il che egli negò . Non riuscirono invece a cavar nulla dalle altre domande che gli fecero, perché era molto abile e di poche parole, che pronunciava in tono sommesso. Di questo interrogatorio e delle carte requisite sto cercando di avere delle copie, per conoscerne con esattezza il contenuto. Se riesco a procurarmele , è probabile che possa inviartele , informadoti anche di come procede la questione.

… Non credo però, stando così le cose , che la loro vita sia in pericolo , anche se i preti desiderano ardentemente una punizione esemplare.

Oggi Martha è stata interrogata da sola e sento dire che è stata molto vaga nelle risposte circa il suo primo incontro con J. E il modo di circuirlo; le è stato anche chiesto se James fosse già stato a Bristol e cose del genere. Tutto ciò a vantaggio degli innocenti che, non da oggi, hanno capito e testimoniato contro questo spirito. Le sono state lette anche le lettere di : Fox ; si è mostrata molto sicura e ha vantato senza ritegno gli esiti a venire della sua impresa , scagliandosi in modo eccessivo contro il pastore Farmer. A questo proposito, però, non posso dilungarmi , perché tutto è ancora in corso mentre scrivo e non sono sicuro dei particolari. I magistrati han detto a James che noi lo rinnegavamo, gli han letto le vostre lettere e interrogato su di esse; si sono resi conto che di lui diano giudizio negativo e che non siamo dalla sua parte. Il Signore ha fatto in modo che ogni cosa procedesse a vantaggio della sua verità , che ovunque si sta affermando e rende preziose le nostre riunioni. Queste, nella loro pratica severa (anche se ancora giovani e deboli), si propongono di vincere la potenza delle tenebre. E’ questo che vuole il Signore nella Sua misericordia ; io prego che si possa rimanere saldi e sicuri , lodando la sua grazia, in modo che il nome di Dio , re immortale e Signore di saggezza, sia onorato e benedetto in eterno.

Carissima , amata nel nome del Signore, ho ricevuto la tua lettera e il mio spirito ne è stato rinfrancato.

…Accludo una nota circa il denaro che ti ho inviato. A te tutto il mio affetto, ai tuoi bambini, a tuo marito e a tutti gli Amici. Mia moglie manda a tutti voi i suoi cari saluti—

Bristol, 27 ottobre 1656

Tuo fratello

  1. (eorge Bishop)

 

 

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