L’essenza del quaccherismo

Edward Grubb

L’essenza del quaccherismo

Traduzione di Ernesto Rutili

 

Capitolo I

La natura del movimento quacchero

Il cristianesimo primitivo: la religione dello spirito

Guglielmo Penn, nel dare ad uno dei suoi libri sul quaccherismo (pubblicato nel 1696)  il titolo Primitive Christianity Revived (il cristianesimo primitivo risorto), ha bene indicato ciò che questo movimento sia stato nella realtà. Giorgio Fox ed i suoi amici non hanno infatti mai lo scopo di aggiungere un’altra forma alle varie chiese della loro epoca : Episcopaliana (romana o anglicana), Presbiteriana, Indipendente e Battista. Ciò che consideravano come un sacro dovere ad essi confidato era di ricondurre il complesso della Chiesa cristiana dall’errore alla verità, della “lunga notte dell’apostasia” al novello giorno che era sorto nelle loro anime.

Ma che cosa intendevano essi per cristianesimo primitivo? Mi sembra che la migliore definizione sia questa: La Religione dello spirito. Più innanzi vedremo quale idea si aveva e quale deve essere la concezione dello Spirito; esaminiamo , per il momento , quel che fosse necessario, al tempo degli Apostoli, per fare di un uomo un cristiano (li distingue questa essenza del cristianesimo neotestamentario dalla chiesa gerarchica o dommatica).

Nel capitolo secondo degli Atti degli Apostoli, vediamo Pietro proclamare che il giorno annunziato dal profeta Joele è arrivato “Negli ultimi giorni, dice Dio, diffonderò il mio Spirito su ogni carne”. Notiamo che non è detto che lo Spirito sarà diffuso su qualche grande profeta, ma su tutti coloro che vorranno riceverlo, giovani o vecchi, padroni o servi, e ciò perché essi “profetizzino”, vale a dire perché siano elevati dall’esperienza spirituale nella quale i profeti del Vecchio Testamento vivevano, lavoravano ed insegnavano (Atti, II, 14,21).

Al capitolo decimo leggiamo la storia del centurione Cornelio, un pio uomo che si sente interiormente sospinto a mandare in cerca di Pietro, il quale, a sua volta, si sente indotto dallo spirito a seguire i messaggeri dell’ufficiale pagano, dopo di aver avuto la nuova rivelazione di non dover  considerare come “immonde” le cose che Iddio ha purificate. Pietro narra a Cornelio la morte e la resurrezione di Gesù e mentre gli parlava , lo Spirito Santo discese su tutti coloro che lo ascoltavano. Gli ebrei CHE AVEVANO ACCOMPAGNATO Pietro, “furono stupefatti nel vedere che il dono dello Spirito Santo era sparso sopra i Gentili”, immaginandosi esse che un tal privilegio fosse riservato al popolo eletto, e che nessuno avrebbe potuto parteciparne se non passando dal giudaismo. Siccome però appariva evidente il contrario, Pietro proclamava doversi Cornelio e la famiglia di questi ammettersi al battesimo poiché essi pure son già cristiani, e “comadò che fossero battezzati nel nome del Singore Gesù Cristo” (Atti, X, 1 – Xi 18) Cosicché – e cio è importante  – essi erano considerati cristiani non perché erano battezzati , ma perché avevano ricvuto lo Spirito. Il battesimo era puramente la testimonianza di un fatto interno (Vedere anche al riguardo i racconti delle conversioni avvenute in Samaria ( Atti VIII, 5-17) e in Efeso (Atti ,XIX, 1-7).

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