L’Italia di Renzi infognata nella guerra in Iraq

01.12.2016 Francesco Cecchini
L’Italia di Renzi infognata nella guerra in Iraq
(Foto di Oxfam)

Gentiloni ad al-Jaafari: “l’Italia al vostro fianco, in Iraq”.

Così il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in occasione dell’incontro del 30 novembre alla Farnesina con Ibrahim al-Eshaiker al-Jaafari, Ministro degli Esteri dell’ Iraq: “Siamo al vostro fianco mentre è in corso la liberazione di Mosul e saremo con voi per la stabilizzazione post-Daesh. L’Italia continuerà il suo impegno nella regione, sostenendo il Governo di Baghdad e la coalizione anti-ISIL con attività di cruciale importanza quali la ristrutturazione della diga di Mosul, la formazione della polizia locale e la stabilizzazione delle aree liberate”.
Lo sviluppo delle operazioni militari per la liberazione di Mosul – “La vittoria di Mosul è la vittoria di tutti e anche dell’Italia” ha commentato Jaafari. Gli assetti politici post Daesh sono stati i temi centrali dell’incontro. Gentiloni ha ricordato  ad al-Jaafari anche lo sforzo italiano per l’assistenza al Paese: oltre 20 milioni di euro destinati a dono dal 2014, cui se ne aggiungono altri 30 nel triennio 2016-2018, una linea di credito d’aiuto agevolato del valore totale di 360 milioni.

Questo nel quadro di un aumento di spese per armamenti e di missioni militari dell’Italia all’estero. L’Italia nel 2017 spenderà per le forze armate almeno 23,4 miliardi di euro (64 milioni al giorno), più di quanto previsto. Quasi un quarto della spesa, 5,6 miliardi (+10 per cento rispetto al 2016) andrà in nuovi armamenti (altri sette F-35, una seconda portaerei, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco) pagati in maggioranza dal ministero dello Sviluppo economico, che il prossimo anno destinerà al comparto difesa l’86 per cento dei suoi investimenti a sostegno dell’industria italiana. Nell’ultimo decennio le spese militari italiane sono cresciute del 21 per cento – del 4,3 per cento in valori reali – salendo dall’1,2 all’1,4 per cento del pil. Tutto ciò mentre il paese ha drammaticamente bisogno di spese ingenti per la sicurezza sismica e idrogeologica del territorio.

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