I motivi dell’opposizione secondo Edward Grubb

I motivi della opposizione

Non si può, però , revocare in dubbio che nel secolo decimosettimo vi siano stati santi cristiani anche in altre confessioni religiose, come Samuele Rutherford, Riccardo Baxter e Giovanni Bunyan e molti altri, sia nella Chiesa Anglicana che in quella Romana, né si potrebbe dubitare della loro fede nello Spirito Santo della realtà dell’influsso dello Spirito Santo nella loro vita. La differenza essenziale fra la loro posizione e quella di Fox consisteva in ciò che questi fidava nell’esperienza personale della immediata prtesenza dello Spirito e nella guida di questo, sino al punto di basare su ciò tutto il suo sistema religioso. Egli ripudiava pertanto tutte le difese esteriori che erano state escogitate nella speranza di mantenere l’ordine e l’unità nella Chiesa, cioè un clero appositamente ordinato con sacramenti e forme ben fissate di culto, le credenze tradizionali, la stessa lettera della Scrittura, se considerata come una regola esteriore della fede e dei costumi. Senza tali cautele, sembrava invece a tali uomini che non vi fosse difesa bastante contro l’anarchia e lo sfacelo, e pertanto condannavano unanimemente i Quaccheri come eretici perniciosi.

Bisogna convenire che, dal loro punto di vista, essi avevano ragione. Il fermento del pensiero religioso fra il grande sovvertimento della guerra civile, aveva generato una moltitudine si “sette e di scismi” ed ogni specie di fantasticherie venivano diffuse da uomini sedicenti ispirati da Dio. Le licenze dell’Anabattismo , in ciò che questo aveva di meno buono, sembravano volersi ripetere in Inghilterra .e si può quindi trovare una scusa per chi era rifugiato all’ombra delle autorità esteriori, che sembravano riparo efficace contro “l’anarchia dei fanatici” (Ranters). Veramente , parecchi di tali “Ranters” furono causa di seri fastidi per i Quaccheri, perché la dichiarata indipendenza dall’autorità pareva offrisse loro la libertà di credere in ogni eccesso. In effetto devesi a Fox e ad i suoi Amici ampio tributo di ammirazione, per la saggezza ed il buon senso con cui, animati dalla possa dello Spirito, seppero disciplinare uomini e donne incolti ed impedir loro di comprometter il movimento Quacchero. ( William Penn, parlando dei Cercatori, dice: “Avvenne che alcuni di essi, mancanti di umiltà e del timor di Dio, si esaltarono oltre modo per l’abbondante rivelazione avuta, ed invece di conservare il loro intelletto in umile soggezione a Colui che aveva aperto   la loro mente perché scrutassero le amplitudini della sua legge, si abbandonarono alla loro immaginazione e confondendo questa con l’ispirazione divina, scandalizzarono con le loro mostruosità quei che conservavano il timore di Dio… Essi furono detti Ranters (fanatici) a causa dei loro discorsi e delle pratiche stravaganti. Secondo essi l’aver Cristo adempiuto per noi alla legge importava l’esonero per noi da qualsiasi obbligazione e dovere imposti dalla legge…e ciò fu causa per cui parecchi si dettero a pratiche oscene ed atroci” (Prefaz. Al Diario di Giorgio Fox, edizione del bicentenario, pag. XXV).

“Fatto sta – dice W.C. Braithwaite  – che i principi dei Ranters non offrivano agli individui la possibilità di distinguere la voce dello Spirito e quella della propria volontà. I Quaccheri, invece, erano “i Figli della Luce”, ed insistevano sul principio che non potrebbe avere la guida lo Spirito se non chi cammina nella luce. Il loro messaggio fu, per conseguenza, un antidoto contro il Ranterismo, e valse a ricondurre molti degli stessi Ranters ad una più vera religione spirituale. Parimenti esso porse la mano a moltio che senza aiuto sarebbero finiti tra i Ranters.

“Malgrado ogni loro debolezza ed ogni loro deficienza – scrisse il vescovo di Westcott – Fox fu capace di plasmare un carattere in quelli che lo seguirono, carattere che sotto i riguardi dell’indipendenza , della sincerità, dell’energia, della intrepidezza, della purità, non è mai stato sorpassato nella storia delle lotte cristiane”.

I quaccheri ritenevano , come tutti i mistici, che la rivelazione e l’ispirazione appartengono non soltanto al passato, ma anche al presente. Essi mantennero le loro anime vigilanti nell’attesa; ebbero il coraggio di confidare assolutamente nello Spirito, e lo Spirito non li abbandonò giammai.

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