Cristo e la Luce Interiore

CRISTO E LA LUCE INTERIORE

 

Può costituire forse una causa di perplessità per qualcuno di noi, il fatto che i santi del secolo decimosettimo identifichino costantemente la Luce che era nelle loro anime con Cristo. Ci chiediamo come sia possibile che un uomo vissuto e morto molti secoli fa, possa identificarsi con la Luce Interiore che crea la certezza nell’anima dei nostri contemporanei. Ecco: non dobbiamo dimenticare che la maggior parte di questi uomini non erano dei filosofi e che molte delle nostre difficoltà non si presentavano affatto nelle loro menti. Essi avevano, inoltre , come fondo delle loro concezioni, l’idea informatrice del Quarto Vangelo (che si trova nelle Epistole di Paolo, benché non via sia apertamente professata), che “Cristo “ ha un significato assai maggiore che la vita umana di Gesù di Nazareth. Il Cristo non ebbe inizio con la nascita di Gesù, né lasciò la terra quando Gesù morì. Tutto l’insegnamento della Chiesa Cristiana sulla persona del Cristo fu basata sulla concezione giovannea, che in Gesù di Nazareth si incarno il “Logos” o “Vervo” eterno, che è stato perennemente la “vita” e la “luce” degli uomini.

“Quantunque Gesù – scrisse Origine nel terzo secolo – abbia realizzato soltanto ai nostri tempi il piano divino della sua Incarnazione, ha in ogni tempo beneficato la umanità. Non sarebbe stata, infatti, possibile fra gli uomini alcuna nobile azione senza che il Divino Logos avesse visitato le loro anime”.

Prima anche di Origine , Ireneo aveva scritto del Cristo che Egli aveva riunito e “ricapitolato” in Sè stesso tutti i valori umani, tutto ciò che costituisce la vera natura dell’uomo.

Il profondo mistero dell’Incarnazione è un soggetto troppo vasto perché possiamo trattarne qui: non potremmo però comprendere il linguaggio dei primi Quaccheri senza tener presente il mistero stesso. La idea essenziale che si nasconde dietro la dottrina del “Logos” – l’avessero essi compresa oppure no – è che Dio e l’uomo non sono così assolutamente distinti come generalmente si ritiene; che hanno qualche cosa in comune , poiché Dio ha in sé ciò che può essere in maniera adeguata  espresso nella vita di un uomo perfetto e l’uomo, al più alto grado della perfezione, può essere una adeguata espressione di Dio.

Inoltre la credenza nella Risurrezione di Cristo porta alla concezione del suo ritorno e della sua permanenza spirituale fra gli uomini come il “Consolatore2, lo Spirito Santo. E allora, poiché si conviene oggi nell’ammettere che il Logos sia la presenza vivente del Cristo stesso, non sarebbe forse azzardato il dire che lo Spirito Santo è il Logos nella sua presenza personale in noi. Così per loro che credono nell’Incarnazione e nella Resurrezione, la parola “Cristo” piò, senza confusione di idee, venire usata sia per designare Gesù di Nazareth , l’uomo perfetto che ha rivelato la personalità di Dio, sia per designare la Luce Divina nell’anima umana.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...