È caduta l’ultima roccaforte di Boko Haram

 

25.12.2016 Giovanni Succhielli

È caduta l’ultima roccaforte di Boko Haram
(Foto di hotnaija247.wordpress.com)

 

Sono le 13.35 del 23 dicembre quando, nella foresta di Sambisa in Nigeria, cessa il rumore degli spari. È caduta l’ultima roccaforte di Boko Haram. L’esercito regolare da settimane cercava di prendere l’ex riserva coloniale, base del gruppo terrorista africano. Ora ce l’ha fatta, ponendo fine ad una missione iniziata a febbraio in tutta la zona dello Stato orientale del Borno. Le milizie  jihadiste sono “in fuga e non hanno più un luogo nel quale nascondersi” afferma il Presidente Muhammadu Buhari che annuncia la vittoria alla BBC. Ora vi sono buone speranze di ritrovare le studentesse rapite a Chibok nel 2014: inizialmente 276, alcune erano poi riuscite a fuggire, raccontando di essere state detenute proprio nella foresta.

Boko Haram è nata nel 2002 come complesso religioso e di istruzione per le famiglie povere della Nigeria. Ben presto ha però iniziato a perseguire obiettivi politici di stampo jihadista-sunnita per la soppressione dello Stato federale, fondando la propria propaganda sulla dilagante corruzione e povertà del Paese. Ma facendo anche leva sull’odio nei confronti della cultura occidentale che, secondo i suoi seguaci, avrebbe contaminato quella nigeriana: non a caso, il nome dell’organizzazione terroristica significa letteralmente “l’istruzione occidentale è vietata”. In realtà, a ‘Boko Haram’ sono riconducibili almeno quattro diversi gruppi che agiscono in diverse zone della Nigeria con scopi differenti. Dal 2009 ad oggi, essi hanno agito tramite attentati suicidi a danno di moschee e scuole o contro rilevanti personalità politico-religiose. Fino a provocare una vera e propria guerra interna: stime attendibili parlano di circa 15 mila civili morti e un esodo che avrebbe coinvolto due milioni di persone, costrette a lasciare le proprie abitazioni in cerca di maggior sicurezza. Non solo in Nigeria, ma anche nei Paesi confinanti: Camerun, Ciad, Niger. La grande estensione geografica dell’azione jihadista ha fatto sì che gli iniziali obiettivi terroristici si trasformassero progressivamente in mire espansionistiche finalizzate alla fondazione di un vero e proprio califfato islamico, attraverso il controllo del territorio. Tanto che, nel 2015, il suo leader Abubakar Shekau ha giurato fedeltà all’ISIS. Nello stesso periodo, però, forze congiunte di tutti gli Stati coinvolti hanno iniziato una controffensiva destinata a riconquistare lentamente i dipartimenti occupati di Boko Haram. Azione terminata l’altro giorno.

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