Il pacifismo

Capitolo VII

IL PACIFISMO

La società degli Amici è stata messa a grave prova dallo scoppio della grande guerra europea. I suoi principi pacifisti erano a conoscenza di tutti e rispettati in tempo di pace: avrebbero essi però potuto sopravvivere ad un conflitto in cui , come quasi tutti gli Inglesi ritenevano, una potenza militare straniera avrebbe voluto conquistare il dominio del mondo, e rovesciar le basi dei rapporti morali fra le nazioni col far nessun caso delle voci dell’umanità  e col beffarsi delle pochissime leggi internazionali tanto difficoltosamente accettate? Alcuni membri della Società credettero loro dovere di condividere il sacrificio nazionale, arruolandosi come i soldati; altri però, in grande numero, fra i migliori ed i più coraggiosi non piegarono, ed affrontarono , per restare fedeli alle proprie convinzioni, la prova ancor più difficile di resistere alla opinione pubblica del paese e disobbedire alla legge che rendeva obbligatorio il servizio militare. Molto fra i giovani , in età di essere coscritti, e molte donne si dedicarono a servizi che, senza recar offesa alle loro convinzioni, consentirono ad essi di apportare aiuto col curare i feriti di guerra, dando prova agli amici come ai nemici, di quella buona volontà sulla quale soltanto può una pace durevole trovar la sua base stabile.

La situazione è troppo delicata perché sia possibile trattare oggi. (1917) Tracciamo quindi brevemente la storia del nostro pacifismo , mostrando quale ne sia il fondamento e il significato reale e per quali vie possiamo trovare modo di superare le molte difficoltà di attuarlo.

 

 

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