Storia del pacifismo quacchero

STORIA DEL PACIFISMO QUACCHERO

Nella primitiva Chiesa cristiana, durante i primi due o tre secoli  – sin che ci avviciniamo all’unione fra Chiesa e Stato sotto Costantino – si ritenne generalmente , almeno fra le persone più illuminate ,che con la confessione di cristiano fosse antitetico il servizio militare.

“Un partito potente – dice lo storico Lecky – che aveva tra i suoi capi Clemente , Tertulliano , Origene, Lattanzio e Basilio, sosteneva che fosse illecito per i convertiti ogni servizio militare. Tale opinione ebbe il suo martire nel famoso Massimiliano che fu messo a morte sotto Diocleziano per il solo motivo che, arruolato come soldato, dichiarò di essere cristiano e che, pertanto, non poteva combattere.”

Il detto scrittore fa a proposito rilevare che se la coscrizione era fortemente dissuasa, non era però dalla maggior parte dei cristiani considerata come  peccaminosa. “ I soldati , reduci dalla guerra anche la più giusta , non erano ammessi nella comunione se non dopo un periodo di penitenza e di purificazione , non erano però esclusi dalla Chiesa”. Tertulliano dopo aver detto che “Il Signore disarmò Pietro, e con ciò egli vede cadere la spada nelle mani di ogni soldato”, scrive nell’Apologia : “Noi navighiamo con voi e serviamo con voi nell’armata. Questa contraddizione evidente , è prova che fra i cristiani vi erano allora diversità di pareri al riguardo.

La convinzione del carattere anticristiano della guerra si ritrova nel Medio vo ed anche successivamente in molte delle correnti mistiche e riformatrici, come nei Catari, nel Valdesi, nei Lollardi, e negli Anabattisti. Queste ritennerp   che la guerra ed il giuramento  fossero interdetti ai cristiani. Tale era anche la convinzione di Enrico Nicolas , il fondatore della “Family of Love (La Famiglia dell’Amore). Appare da ciò che l’adozione di simili teorie da parte dei Quaccheri non è stata fortuita, ma fu la conseguenza naturale del loro Cristianesimo mistico e sperimentale. Ne abbiamo traccia sin dai primissimi anni del ministero pubblico di Giorgio Fox. Nel 1650, mentre era incarcerato a ìDerby, gli si offrì il grado di capitano dell’armata del Parlamento. “Io so- risposi loro – che secondo l’insegnamento di Giacomo, tutte le guerre sono frutto della concupiscenza. So, inoltre di vivere in virtù di quella vita e di quella possanza che ha soppresso i motivi di ogni guerra. Breve tempo appresso , poco prima della battaglia di Worcester, sollecitato ad arruolarsi , rifiutò di nuovo  e fu perciò , ancora una volta imprigionato.

Su questo punto Fox non ebbe mai dubbi ed esitazioni. La sua convinzione non solo gli interdiceva di prender armi , ma si opponeva altresì mad ogni sentimento che conduca a farvi ricorso . Non sembra però che abbia fatto premure perché i suoi amici dovesserlo seguire in ciò, a mewno che fossero essi stessi illuminati al riguardo dallo spirito di Dio.

L’aver egli risposto a Guglielmo Penn, che gli chiedeva che cosa avrebbe dovuto fare della sua spada, “Portala finché ti sarà possibile”. È forse una pura leggenda , ma è rispondente alla pratica allora seguita. Molti soldati che avevano aperto gli occhi alla “Verità” furono lasciati liberi di restar nell’esercito finché apparve ad essi evidente la incompatibilità tra la loro fede e la loro professione. Certo si è che molti di essi si convinsero ben presto di non potere restare soldati e, particolarmente nella Scozia ed in Irlanda , furono in buon numerto dimessi dall’armata. L’essere seguaci della Luce Interiore conferiva loro una indipendenza che non era senza danno per la disciplina militare.

A grado però alcuni dei pionieri del Quaccherismo videro qual fosse la logica conseguenza derivante dai loro principii. Parecchi , che ritenevano di essere stati essi stessi affrancati del tutto da una guerra esteriore, sostenevano che in uno Stato , che sia cristiano solo in parte, vi è necessità di un esercito, strumento di Dio per la punizione dei malvagi. L’ardente Edoardo Borrough, che morì in prigione nella fresca età di 28 anni scrisse all’esercito nel 1659: “Il Signore può servirsi di voi per strappare via i rovi e le spiune , e per demolire le roccie e le alture che si sono levati contro di lui” Nel 1661 Isacco Penington , nel suo studio Concerning the Magistrate ‘s Protection of the innocent  (A proposito della protezione giudiziaria dell’innocente ) , diceva che lka vera difesa di una nazione è la giustizia che sopprime la causa delle guerre. “Ciononpertanto – egli aggiungeva – io non intendo riferirmi con questo ai governati ed ai popoli che si difendono contro invasioni straniere , o nei confini del loro territorio fanno uso della spada per sopprimere i criminali e i malfattori; ciò ouò e deve essere richiesto dall’attuale stato di cose ed una grande benedizione cadrà sulla spada che sia impugnata giustamente a tal fine, ed uo uso sarà degno d’onore… Vi è però un migliore stato , verso il quale il Signore ha già condotto alcuni, e verso il quale le nazioni debbono tendere”.

Nel 1659, a Bristol sette Amici furono nominati Commissari militari. Alessandro Parker , incerto sul come dovesse comportarsi , scrisse per chiederne il parere a Fox , il quale sembra si sia espresso contro la loro accettazione. Agli inizi dell’anno successivo Fox fu nettamente dell’avviso che due Amici , ai quali era stata offerta carica analoga, dovessero senz’altra rifiutarla. La posizione della Società fu definitivamente stabilitA CON LA DICHIARAZIONE DIRETTA a Carlo II , verso la fine del 1660. In esso si diceva: “Noi ripudiamo energicamente tutte le guerre e tutte le lotte ed ogni combattimento con armi materiali, quale ne sia lo scopo e quale ne sia il pretesto: questa è la nostra testimonianza che rendiamo dinnanzi al mondo intero.  E se ci si obbietta: “Voi ora dite che non potete combattere, ma se lo spirito vi muovesse voi dovreste mutare allora il vostro principio e combattere per il Regno di Cristo” rispondiamo che lo Spirito di Cristo , dal quale siamo guidati, non può mutare , comandandoci di fuggire oggi una cosa come male e domani , invece, di compierla. E noi sappiamo per certo e lo dichiariamo dinnanzi al mondo, che lo Spirito di Cristo che ci guida alla cognizione di ogni verità , non ci ispirerà mai a prender parte ai combattimenti ed alle guerre , con armi materiali , contro chi si sia , e ciò né per il Regno di Cristo né per i Reami del mondo. Non vi dubbio che da quel tempo la Società abbia sempre offerto una testimonianza collettiva contro la guerra , dichiarando questa assolutamente incompatibile coll’evangelo di amore e di pace predicato dal Cristo . E le dichiarazioni ufficilai emesse all’uopo furono sempre ad eccezione forse di una, chiare e intransigenti. Ed il principio è richiamato di continuo all’attenzione degli Amici con la lettura periodica del nostro ottavo Quesito:

“Siete fedele nel mantenere la nostra testimonianza cristiana contro ogni guerra come incompatibile coi precetti e lo Spirito del Vangelo?”.

Con ciò vuole intendersi il dovere degli Amici di astenersi non solo dal prestare servizio militare o nell’indurre altri a farlo ma anche dall’esercitare industrie di guerra quali fabbriche di munizioni e simili. Un tal quesito non ha però lo scopo di esercitare una coazione sull’opinione privata , che deve promanare soltanto dalla coscienza individuale , né  – da quanto gli Amici seggono in Parlamento – per influenzare il loro libero giudizio sulle questioni relative all’esercito o alla flotta. Se però un Amico avesse a sostenere pubblicamente aumenti di forze militari, la sua azione sarebbe da tutti considerata in contrasto con la nostra professione ed egli potrebbe essere chiamato a render noto.

Non deve ritenersi che tutti e singoli gli Amici abbiano in materia gli stessi convincimenti o che , sin dall’inizio non ve ne siano stati di quelli che abbiano considerato la testimonianza più come un ideale che una norma positiva di attività politica, avuto riguardo alle circostanze. Ma dacché gli Amici furono assunti a posti di responsabilità nel Governo , essi si sforzarono , per quanto fu loro possibile, di tradurre in pratica i loro principi  In Inghilterra , sin verso la metà del secolo XiX non ne ebbero quasi l’occasione; ma non così avvenne in alcune colonie in America. Vedremo nel prossimo capitolo le difficoltà che essi incontrarono . Non è , evidentemente, facile, per chi è convinto che la guerra  – e pertanto anche la preparazione alla guerra – è proibita ai Cristiani, partecipare all’attività di un governo di chi invece la ritiene necessaria.

 

 

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