La schiavitù dei negri

La schiavitu’ dei negri
 
Nulla puo’ illustrar meglio l’intima connessione tra la filantropia quacchera e la fede della Luce Interiore , e nel tempo stesso, , nulla puo’ dimostrare meglio la graduale penetrazione della luce nella umana coscienza, che l’opera antischiavista esplicata dagli Amici. Quando George Fox fu nelle isole Barbados nel 1671, esorto’ gli Amici che avevano negri come schiavi, ad istruirli nel timor di Dio, a trattarli con gentilezza e non crudelmente °come purtroppo e’ stato praticato e si pratica tutt’ora. E °dopo qualche anno di selvaggio°, a render loro la liberta’. E’ dubbio se egli si fosse reso conto che la schiavitu’ e’ di per se stessa un male. Manifestamente pero’ egli era convinto che i negri erano in certa qual misura partecipi del dono della Luce Interiore nelle loro anime, contro il reciso parere della maggioranza della popolazione bianca dell’epoca e di molti anche del giorno d’oggi. Guglielmo Emundson , che era stato il suo compagno, eche visito’ nuovamente le Barbados nel 1675, aveva sull’argomento idee ancora piu’ precise . Egli fu cosi’ energico nelle sue rimostranze che venne tradotto dinanzi al Governatore sotto l’accusa di incitare i negli alla rivota. Piu’ tardi egli indirizzo’ un monito agli Amici del Maryland e della Virginia , in cui diceva loro espressamente che il tenere schiavi e’ incompatibile con la pratica del Cristianesimo.
Nelle colonie americane , in quel tempo e fino a tardi nel secolo decimottavo, i benestanti che dicevano di professare il Cristianesimo, qualunque fosse la denominazione cui appartenevano , compresi gli Amici, non vedevano nulla di male nella compravendita e nel far uso di schiavi. Gli Amici furono i primi a veder chiaro, per quanto i loro primi passi fossero su questo terreno deboli e irresoluti. Molti anni trascorsero prima che un’Assemblea Annuale si pronunciasse ufficialmente contro la schiavitu’.Nel 1714, il massimo che si potette ottenere dai rispettabili mercanti e piantatori che costituivano la maggioranza dell’Assemblea Annuale di Filadelfia , fu un voto che ° gli Amici facciano in genere tutto il possibile per astenersi dalla compravendita di negri che fossero d’ora innanzi importati, al fine di non offende alcuni Amici che vi erano contrari. Con cio’ si vuol dare soltanto un avvertimento , non esprimere una biasimo°.
Antonio Nemezet ed altri pochi Amici scrissero e parlarono contro la schiavitu’. Fu pero’ merito di Giovanni Woolmann , anima grande e pura , se la causa dell’antischiavismo ebbe successo nella maggioranza dei Quaccheri in America. La convinzione profonda , l’ammirabile tenerezza e l’umilta’ con le quali visitando gli Amici, egli patrocino’ la giusta causa. Le guagagno i cuori di molti che altrimenti non ne sarebbero stati tocchi. Assai grande era il numero degli schiavi posseduti da membri della Societa’. In una Assemblea trimestrale ci si parla di una visita fatta ad alcuni di essi che ne possedevano millecento. L’Assemblea annuale di Filadelfia del 1758 decise per la prima volta che tutti gli Amici che possedevano ancora schiavi dovevano °porli in liberta’provvedendo cristianamente ai loro bisogni° e scelse Giovanni Woolmann e tra altri perche’ visitassero e trattassero con coloro che erano restii ad applicare tale deliberato. L’opera di persuasione fu lenta e piena di difficolta’, e non fu che nel 1776 che un’altra Assemblea annuale di Filadelfia dispose che se qualcuno degli Amici persistesse nel tenere schiavi , fosse escluso dalla Società. Cosi’ il Quaccherismo e’ stato il primo , fra le confessioni cristiane, a purgarsi di questa macchia.
In Inghilterra , durante gli anni che seguirono, gli Amici furono tra i piu’ energici sostenitori di Wilberforce e del Clardkson nella lunga agitazione che si concluse con l’abolizione della Tratta degli Schiavi nel 1807, e con la Legge del 1833 che aboliva alfine la schiavitu’ in tutti i possedimenti britannici. Anche pero’ a favore di cosi’ grande causa lo sforzo fu opera di Amici individualmente presi , e non della Societa’ come tale. Questa anzi considerava anche troppo l’opinione pubblica del paese contraria alla riforma. ° In quel tempo , scrive il biografo di Giuseppe Sturge , quasi tutta la pubblica stampa era espressamente ostile alla causa dell’abolizione° L’Assemblea nnuale di Londra diffidava gli stessi Amici che si mischiavano in un’agitazione politica ed anche maggiore era la preoccupazione in America, dove si temeva di compromettere la Societa’ col cooperare con persone appartenenti ad altre denominazioni religiose.
La illogicita’ di una tal posizione fu vivamente sentita da Giuseppe Sturge da indurlo nel 1841° fare una visita privata agli Amici di America per muoverli a compiere cio’ che egli riteneva come un loro dovere. Egli fu accompagnato in questa visita da Giovanni G. Whittler il poeta, che aveva momentaneamente lasciato da parte una carriera letteraria promettentissima , per dedicarsi anima e corpo a sostenere la causa , impopolarissima , dell’abolizione della schiavitu’. Sturge e Whittler trovarono alcuni Amici pronti a ricevere il loro messaggio . Ma le lettere dello Sturge alla sorella °provano fino a qual punto il principio religioso si fosse paralizzato al contatto con lo schiavismo, anche in questa societa’ che ne aveva subito meno l’influenza , e quanto perigliosa sia la tendenza , alla quale sono esposti tutti gli organismi religiosi di sostituire lo zelo per misere forme particolaristiche a quello per cose di ben maggiore importanza quali °il giudizio e la misericordia e la fede°.Matteo XXIII.
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