L’opera a favore degli alienati

L’OPERA A FAVORE DEGLI ALIENATI

 

Pochissimi hanno un’idea dei radicali cambiamenti operatasi nel secolo decimonono circa i metodi verso gli alienati. All’inizio di detto secolo la follia era considerata con orrore e terrore, come una specie di sortilegio o di possessione diabolica  ed i dementi erano trattati crudelissimamente e curati con tutta segretezza. Mio padre , Gionata Grubb, mi narrava che verso il 1820, quando egli era ragazzo e trovavasi nell’Irlanda meridionale, accompagnò un giorno una persona che aveva il permesso di visitare un ricovero di pazzi, e potette vedere qui miseri , rinchiusi in gabbie ed incatenati come bestie feroci, quasi nudi, con un solo di pò di lurida paglia su cui straiarsi. Fu un quacchero , mercant di tè, Guglielmo Tuke di York, che tentò per primo ad attuare con mezzi propri, metodi più cristiani. Egli fondò nel 1792 l’Ospizio “The Retreat” di Yok per curare e ospitare i dementi , e ne fu il primo presidente. Curò la follia come una malattia , con la tranquillità e il riposo in un ambiente salubre e gaio, sostituì la bonta alla crudeltà e non ricorse più alla forza se non in quanto fosse assolutamente necessaria  per impedire al malato di nuocere a se stesso o agli altri.  Ne risultò che molti guarirono e che la fama dell’Istituzione si diffuse largamente. Essa divenne un asilo modello per i dementi . Così la semplice fedeltà di Giglielmo Tuke al serviozio al quale si sentiva mosso rivoluzionò a poco a poco in tutto il mondo civile, il metodo di trattamento dei pazzi.

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