Il Pacifismo dei quaccheri

IL pacifismo

2) La fede ardente che la Luce era stata data in una certa misura a tutti gli uomini elevò la personalità umana a dignità nuova. Non solo i Cristiani, ma gli Ebrei, i Turchi, gli stessi selvaggi, hanno qualcosa di Dio in loro, qualche cosa che li rende capaci di apprezzare e di rispondere alla verità, alla giustizia, alla bontà.

La certezza che la divina “Semente” fosse diffusa in tutti gli uomini è stata raggiunta più per una specie d’intuito che per virtù di raziocinio- Raramente i Quaccheri si sono avventurati in speculazioni filosofiche, e quando ciò avvenne, trovarono un ostacolo nel prevalente “dualismo”, che caratterizzò tutto il pensiero del secolo decimosettimo. Quei che essi riscoprirono fu il segreto di tutti i mistici, la realtà dell’immanenza divina. Malgrado non abbian saputo esprimerla adeguatamente, la scoperta trasformò i rapporti fra gli uomini, creando una fede nella nuova fraternità universale. La guerra era la negazione manifesta di tale fraternità. Come potrebbe, infatti, un cristiano partecipare alla distruzione di corpi umani, ciascuno dei quali, almeno in potenza, è un tempio dello Spirito Santo?

Il linguaggio filosofico, il principio della Luce Interiore significa che in ogni persona cosciente vi è ed opera una “super anima”, una Coscienza superiore a quella individuale. Ciò che rende convinto l’uomo del vero, del bello e del buono, no è soltanto la sua propria ragione, ma una Ragione ed una Bontà universali che – per così dire – si sforzano di manifestarsi attraverso la personalità di lui. In quanto si abbandona ad esse e ne rende possibile l’espressione, egli entra in unione non solo con Dio, ma con tutte le altre anime umane nelle quali Dio cerca di manifestar la sua natura.

La fede cristiana afferma che in Una personalità umana tale manifestazione si adempi perfettamente come perfettamente si verificò l’unione con Dio e con tutti gli altri uomini. Conseguentemente Gesù Cristo è, per il cristiano, l’incarnazione – per così dire – della Luce Interiore, ed il cristiano, tanto più si approssimerà alla perfezione quanto più offrirà al Cristo la possibilità di riprodurre in lui il Suo Spirito e il Suo carattere, e di renderlo così partecipe, in una cera misura, della Sua perfetta unione con Dio e con gli uomini.

Il Cristiano deve quindi costantemente mirare al raggiungimento di questa unità. Tutto ciò che lo separa dagli altri suoi fratelli, dagli altri uomini – l’orgoglio, la bramosia, l’odio, la vendetta – lo separa pertanto da Dio rivelato nel Cristo. Lo spirito che conduce alla guerra, le passioni in cui questa trova il suo alimento e che essa stessa inevitabilmente genera – anche quando gli uomini presumono di elevarsi a vendicatori di Dio contro le nequizie e gli oltraggi – non procedono dal Cristo, ma dall’Anticristo.

3) Poiché lo Spirito di Cristo è così per il cristiano l’autorità suprema, nessuna autorità umana può usurpare i diritti alla obbedienza. I Quaccheri NON HANNO FORMULATO UNA NUOVA TEORIA DEI RAPPORTI TRA LO Stato e l’individuo, ma hanno segnato, con i loro principi, i limiti dell’autorità dello Stato. Essi si sono creduti in dovere di obbedire alle leggi, anche quando queste non fossero perfettamente rispondenti alla giustizia ideale, sempre però che non imponessero loro alcuna cosa che lo Spirito del Cristo proibisce.  Contro i dettami dello Spirito essi non volevano andare e, come gli Apostoli, allorchè le autorità giudaiche intimarono ad essi di non insegnare nel nome di Gesù,  rispondevano : “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” Ed hanno rifiutato di obbedire ad imposizioni che invadevano il sacro dominio della loro fedeltà al Cristo, come già gli  antichi cristiani quando si imponeva loro il culto verso l’imperatore. E ne hanno subito le conseguenze.

Ciò naturalmente importa che essi non possano prestare servizio militare, perché la disciplina militare implica necessariamente l’impegno di obbedire agli ordini di un superiore, quali essi siano.  E’ da notare che, su tal punto, anche molti soldati hanno fatto appello alla libertà di coscienza. Lord Roberts parlando alla Camera dei Lords sul fatto che l’esercito inglese avrebbe potuto essere chiamato, in determinate circostanze, a far fuoco sui lealisti dell’Ulster, ammoniva che vi sono comandi ai quali non si può attendere che un soldato obbedisca. “E’ inutile – egli diceva – addurre, in tali eventualità l’autorità della costituzione, citare sottigliezze di leggi o minacciare sanzioni. Tutto ciò non avrà il minimo effetto quando le coscienze degli uomini si sono ridestate”. I Quaccheri spinsero un po’ più oltre le conseguenze di tal principio  e rifiutarono – come lo hanno fatto, in circostanze terribilmente difficili nella presente guerra, molti dei loro giovani – di sommettere la loro coscienza ad una autorità umana, di promettere obbedienza ad ordini che avrebbero potuto e potrebbero essere in contrasto coi dettami della Luce Interiore.

Per  tre vie quindi, noi siamo condotti a concludere che la Luce Interiore , fedelmente seguita , deve condurre al Pacifismo : primo , perché essa è lo Spirito del Cristo che riproduce nei suoi discepoli il metodo e il segreto di Gesù; secondo perché essa implica necessariamente la Fraternità di tutti gli uomini; terzo, perché essa è e dovrà essere sempre  per il cristiano la suprema autorità.

 

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