Salvare i lupi

Newsletter Lega Abolizione Caccia – n. 4/2017

SALVARE I LUPI

 

Per gli ambientalisti la preoccupazione primaria è la protezione del delicato equilibrio di questo pianeta Terra. Erano rimaste aree impenetrabili in cui gli animali selvatici si sono rifugiati ma questi ultimi scampoli di relativa Wilderness vengono oggi minacciati da un malinteso concetto di sviluppo di matrice ottocentesca. La terra ci ospita, insieme a tutti gli altri organismi viventi, con cui andiamo a costituire un’unica biosfera. Le domande che dovremmo porci sono:

Può lo sviluppo essere infinito in un pianeta finito?

Gli animali selvatici possono sopravvivere solo nei recinti degli zoo?

Gli animali selvatici hanno diritto in quanto creature di questa Terra a sopravvivere tanto quanto la specie umana e da essa devono essere, se non amati, almeno rispettati?

Solo gli animali domestici, cosiddetti da reddito, hanno diritto a sopravvivere negli allevamenti sempre più enormi e terrificanti, e solo finché si rendono utili agli umani?

Allo sviluppo economico è sacrificabile tutto, dalla dignità dei lavoratori alla salute stessa delle persone, poiché un ambiente inquinato e deteriorato significa inevitabilmente malattie per tutti, uomini e animali compresi?

Quanto turismo e quanto allevamento può ancora reggere un ecosistema sano?

Possiamo comprendere che gli agricoltori, gli allevatori, i cacciatori siano ormai abituati a svolgere le loro attività in assenza di predatori selvatici individuati come “competitori”, ma se solo osservassero semplici precauzioni tradizionali e facilmente intuibili (recinti, stalle, pastori, cani da guardia, allarmi acustici etc.) la supposta pericolosità per gli allevamenti verrebbe meno.

D’altra parte, nessuna positiva correlazione è riscontrabile tra uccisioni di lupi e calo delle predazioni: un’evidenza scientifica indirettamente confermata anche dallo stesso Ministro Galletti, strenuo sostenitore degli abbattimenti, quando afferma che ogni anno almeno 300 lupi cadrebbero vittime dei bracconieri. Uccisioni che però non comportano alcuna riduzione delle proteste degli allevatori.

I cacciatori, anche se tentano, inefficacemente, di giustificare la loro esistenza assumendosi il ruolo di selecontrollori, in realtà non selezionano un bel nulla. I lupi sono capaci di autoregolazione della densità. Gli animali selvatici, anche in assenza di predatori, si assestano su un numero adeguato alle risorse del territorio in cui vivono e il ritorno SPONTANEO di lupi e linci non può che giovare a questo equilibrio poiché i carnivori individuano facilmente le prede più anziane, malate, deboli e inadatte a perpetuare la specie. Abilità di cui i cacciatori umani sono assolutamente incapaci. Gli eventuali danni possono essere risarciti alle categorie economiche interessate e in cambio di una spesa insignificante avremo l’opportunità di vivere in un territorio sano in cui l’uomo virtuoso lascia spazio ai selvatici e al loro (e nostro) ciclo di vita naturale.

 

 

LAC – Via Solari 40
20144 Milano
tel. 0247711806
www.abolizionecaccia.it

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