E’ ancora possibile evitare una guerra nucleare?

23.03.2017 Redazione Italia

E’ ancora possibile evitare una guerra nucleare?

Ciò che innanzitutto è importante capire è che, dall’inizio dell’Era Nucleare, il problema della “sicurezza” si pone necessariamente sul piano mondiale, dato che oramai sussistono solo due possibilità:

–  o si arriva a garantire la sicurezza di TUTTI i Paesi del mondo (≈ 200)

–  oppure NESSUN Paese puo’ trovarsi in sicurezza, indipendentemente dal fatto di possedere (o di ‘ospitare’) oppure no degli armamenti nucleari: ed è questa la situazione attuale!

Infatti ogni ricerca di sicurezza di singoli Stati, basata sulla minaccia di altri Stati, e quindi ogni “forza nucleare di dissuasione” è un’illusione suicida, come è del tutto facile dimostrare!

La conseguenza è allora evidente: la sola soluzione consiste nella eliminazione totale e irreversibile di tutte le armi nucleari.

La seconda cosa di cui è essenziale prendere coscienza è l’estrema urgenza di una tale eliminazione.

Per convincersene è importante guardar bene il grafico dell’“Orologio dell’Apocalisse” attualizzato, all’inizio di ogni anno, dall’équipe degli ‘Scienziati Atomici’, da cui si vede chiaramente che attualmente il mondo è ritornato allo stesso livello di rischio di “Apocalisse” che nei peggiori momenti della Guerra fredda, e che la situazione si aggrava di anno in anno, a partire dall’inizio degli anni “90.

La “Doomsday clock”, cioè l’”Orologio dell’Apocalisse”, è un orologio simbolico che, all’inizio di ogni anno, dal 1947 in poi, viene aggiornato dal comitato “Scienza e sicurezza” del Bollettino degli Scienziati Atomici, consigliato da un comitato pilota che comprende 15 Premi Nobel di varie discipline. Questo grafico rappresenta, anno dopo anno, sulla base di una analisi della situazione mondiale, quanti minuti mancano a mezzanotte (l’‘Apocalisse’). Naturalmente il valore di partenza di 7 minuti nel 1947 è arbitrario, mentre sono molto significative le variazioni riportate progressivamente negli anni successivi.

Le ragioni di questo ci sono note :

– le 1800 bombe nucleari (equivalenti a 60 000 bombe di Hiroshima) in stato di allerta permanente, pronte ad essere lanciate nel giro di 15 minuti (e 15 400 bombe nucleari negli arsenali, equivalenti a 500 000 bombe di Hiroshima)

–  il forte processo di riarmo, e specialmente di modernizzazione continua degli armamenti nucleari, nel mondo

– il riscaldamento e l’inquinamento climatico, fonte potenziale di ancora maggiori conflitti (oltre agli attuali!)

–  la parte importante dell’industria e commercio militari nell’economia dei paesi detti “sviluppati” o “emergenti”

– i movimenti nazionalisti, populisti, xenofobi e/o totalitari che stanno impadronendosi del potere in piccoli e grandi Stati nel mondo, con dei leader particolarmente inaffidabili (Trump, Putin, Kim Jong-un, …) che maneggiano la paura, l’odio, il disprezzo e che possono … “schiacciare il bottone”!!!

– il rischio di innesco di una guerra nucleare anche solo per incidente, per errore o per sabotaggio (ciber-attacchi)

Che fare allora ?

Una prima tappa importante e preliminare è quella giuridica, attualmente in atto e che, cosi’ si spera, dovrebbe portare all’adozione di un Trattato Internazionale di interdizione delle armi nucleari.

Quali saranno le conseguenze di un tale Trattato?

Alle obiezioni sollevate dagli Stati suoi detrattori, che pretendono che un tale Trattato sarà ‘inutile’, ‘prematuro’, ‘ fautore di divisioni’, contro-produttivo, ‘rischioso’, ecc, si puo’ rispondere che la finalità di un tale Trattato non è, in un primo tempo, quella di ottenere necessariamente l’adesione degli Stati dotati di armi nucleari (o dei loro alleati), ma quella di stabilire un nuovo quadro giuridico nel quale dovrà ineluttabilmente situarsi ogni futuro negoziato in vista dell’eliminazione effettiva di queste armi. In effetti, non si tratterà più di negoziare su delle armi ‘semplicemente’ molto più potenti delle altre, ma di negoziare su delle armi rese ILLEGALI da un Trattato Internazionale della loro interdizione.

Inoltre, un tale trattato che stigmatizza anche il solo possesso delle armi nucleari, non mancherà di cambiare, e anche radicalmente, il modo in cui sono ancora sovente percepite le armi nucleari dall’opinione pubblica, dai responsabili politici, dai ricercatori, dagli operatori industriali, economici, finanziari e … dai militari !

E’ evidente che un Trattato Internazionale di Interdizione delle armi nucleari non produrrà istantaneamente la loro totale eliminazione, ma costituirà, come si è detto, una base eccellente per i negoziati ulteriori a questo scopo, e nel seguito avrà come ruolo quello di garantire l’irreversibilità di un disarmo nucleare totale.

Ora, quale dovrà essere la strategia, per poter giungere, partendo da questo Trattato di interdizione, all’eliminazione effettiva delle armi nucleari?

Non è qui il luogo per entrare nei dettagli di una geopolitica complessa, ma alcune linee direttive possono già essere individuate:

1) Innanzitutto occorre assolutamente rimanere al di sopra delle parti, pena il rischio di aggravare invece che migliorare la situazione! Comunque non vi sono Stati o alleati “buoni” e “cattivi”: in questi giuochi mostruosi di potenza nessuno è buono!

2) I negoziati dovranno essere essenzialmente multilaterali, ed in priorità si tratterà di cominciare dai due “colossi” USA/NATO e RUSSIA, i quali insieme posseggono il 93% delle bombe nucleari esistenti: cosa non sorprendente dato che sono i soli ad aver sinora intrapreso una vera “escalation” (la Guerra fredda).

3) Vi è poi un ostacolo qualitativo: quello di Israele, che sino ad ora si è rifiutato di ammettere ufficialmente il suo possesso di circa un centinaio di bombe nucleari, nonostante che si tratti di un ‘segreto di Pulcinella’!

 Sicuramente il lavoro che rimane da compiere è considerevole, e certamente non facile, ma è indispensabile, e sarà la responsabilità di ogni cittadino del mondo.

Luigi Mosca

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