Chiusa a New York la prima sessione per il bando delle armi nucleari

01.04.2017 Alfonso Navarra

Chiusa a New York la prima sessione per il bando delle armi nucleari
A New York nella Conferenza ONU, istituita dalla risoluzione A/RES/71/258 del 23 dicembre 2016 (123 SI, tra i quali l’italia, che poi ha rinnegato il voto), la cui prima sessione si è chiusa ieri, 31 marzo, si sta negoziando EFFETTIVAMENTE un Trattato di divieto delle armi nucleari: è un passo molto importante, tanto importante che per questo abbiamo visto le Potenze Nucleari del Consiglio di Sicurezza, in una conferenza stampa al Palazzo di vetro, protestare ed invitare al boicottaggio.
Il discorso conclusivo della sessione, tenuto da Elayne Whyte Gómez, presidentessa della Conferenza (rappresentante permanente del Costa Rica alle Nazioni Unite), ha annunciato che a fine maggio verrà messa in circolazione una bozza di testo di Trattato, con la volontà che esso diventi un punto di riferimento nella sicurezza collettiva e del diritto internazionale, come lo fu nel 1970 il Trattato di non proliferazione, di fatto superato.
Nella discussione tra gli Stati partecipanti (ovviamente, come si è accennato, nell’assenza dei Paesi nucleari) si è registrata una grande ed insperata convergenza di posizioni; la principale diversità di opinioni sta su quanto il Trattato di proibizione deve anticipare i criteri di una futura Convenzione per l’eliminazione delle armi nucleari.
La consapevolezza dell’urgenza è manifesta perché il rischio nucleare oggi è a livelli che mai visti dai tempi più bui della Guerra Fredda, con USA e Russia che modernizzano e rimettono in discussione i vecchi accordi (tipo il Trattato INF, risultato anche delle lotte pacifiste contro gli euromissili).
La società civile organizzata in ICAN collabora ed interviene attivamente con le sue proposte.
E’ un metodo ONU innovativo che va rimarcato perchè concretizza la speranza di una democrazia internazionale.
ICAN che coalizza tutte le reti storiche del pacifismo, del disarmismo, della nonviolenza, preme perché non vi sia spazio legittimante per la “deterrenza” e per le “condivisioni” (attraverso il divieto ESPLICITO del possesso, cioè della minaccia dell’uso, non solo dell’uso) e perché il Trattato sia collegato ad una più complessa “architettura” di disarmo ed alla pace.
In Italia i Disarmisti esigenti, una coalizione coalizione sociale di organizzazioni, nonché di attiviste e attivisti e personalità nonviolente, stimolate dall’appello di Stéphane Hessel ed Albert Jacquard ad “esigere un disarmo nucleare totale”, premono affinché l’Italia rappresentata dal governo partecipi positivamente alla sessione finale di giugno-luglio.
Registrazione video della conferenza stampa dal titolo “Per il bando delle armi nucleari. Verso il 27 marzo – a New York Conferenza ONU” che si è tenuta a Roma lunedì 27 marzo 2017 alle 11:07.
Con Alfonso Navarra (portavoce dei Disarmisti Esigenti), Antonia Sani (presidente della Lega Internazionale delle donne per la pace e la libertà), Heidi Meinzolt (coordinatrice europea di WILPF), Giovanna Pagani (presidente onoraria della Lega Internazionale delle donne per la pace e la libertà), Manlio Giacanelli (presidente onorario di IPPNW), Patrick Boylan (componente della Rete NoWar Roma).
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