Palermo: la Consulta per la Pace e la Nonviolenza in seno al Comune

15.05.2017 Dario Lo Scalzo

Palermo: la Consulta per la Pace e la Nonviolenza in seno al Comune
(Foto di dal post FB di Francesco Lo Cascio)

Lo scorso 4 aprile, Francesco Lo Cascio, presidente del MIR Palermo, si è insediato ufficialmente al Comune di Palermo come portavoce della Consulta per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza e il Disarmo. Abbiamo avuto l’opportunità d’intervistarlo per comprendere quale missione intende assolvere tale organismo e in che modo si sta muovendo dopo le prime settimane di lavoro.

In un momento storico come quello che viviamo che significato assume l’istituzione della Consulta in seno ad un’amministrazione locale? Che finalità si pone e come intende agire sul territorio?

La consulta per la Pace e la Nonviolenza, opera a supporto dell’amministrazione comunale quale organismo consultivo e di proposta. Presseremo l’amministrazione con proposte volte al affermare il ruolo di pace della città di Palermo, sostenendo le iniziative di solidarietà, affinché si intraprendano serie posizioni sui temi internazionali, gesti di Pace concreti, quali gemellaggi e iniziative di Educazione alla Pace.

L’istituzione della Consulta è il frutto di un lungo e perseverante percorso che ha visto interagire il mondo dell’associazionismo, la scuola, l’amministrazione comunale e altri attori. Ci racconti in breve di questo cammino effettuato?

Il cammino è iniziato quattro anni fa, su i iniziativa del MIR Palermo. Con alcune associazioni nonviolente, di solidarietà e per i diritti umani, ci siamo riuniti in un comitato promotore e abbiamo iniziato a formulare le nostre proposte, a sollecitare il consiglio e la giunta comunale con i nostri progetti di delibera, inoltre abbiamo istituito diversi tavoli di lavoro con gli amministratori. Ci siamo confrontati con tutti, non avendo avuto rapporti politici esclusivi, abbiamo voluto evitare che le nostre proposte venissero percepite quale strumento di parte. Parallelamente – continuando a promuovere iniziative su più livelli: dalla partecipazione alla Perugia-Assisi, alla promozione di eventi e feste per la Pace, alla redazione di una proposta di legge regionale per la cultura di Pace (proposta firmata dal 40% del Parlamento siciliano) – al temine di tale percorso, è stato riconosciuta la nostra competenza e il nostro ruolo sui temi dell’educazione alla Pace e alla Nonviolenza.

In Italia ci sono state delle esperienze simili, quali sono i punti forti da ereditare e quali invece le fragilità da evitare?

Questo genere di organismi di partecipazione sono nati negli anni ’80, dando seguito alle istanze provenienti dai movimenti per la pace di quegli anni. Sono stati lo strumento d’azione degli enti locali denuclearizzati e poi degli enti locali per la Pace. A partire dagli anni ’90, per evitare che queste consulte apparissero come strumenti di parte, legate a una particolare concezione politica piuttosto che a un’altra, è andata maturando l’idea di caratterizzare maggiormente queste istituzioni dal punto di vista delle competenza tematiche della Pace e della tutela dei Diritti Umani. Nel nostro percorso stiamo cercando di fare tesoro di questa esperienza, cercando di trarne gli aspetti positivi, ma anche studiando le ragioni della crisi delle realtà meno fortunate.

L’educazione alla cultura della nonviolenza e della pace sono cruciali per porre le basi di una profonda trasformazione del mondo. L’esperienza siciliana della Consulta può fare da apripista per altre esperienze e creare un precedente virtuoso che diventi buona pratica nel Paese?

É la nostra speranza! Vogliamo fare tesoro delle iniziative legate al “Decennio internazionale di promozione di una cultura della Nonviolenza e della Pace a profitto dei bambini del mondo”, indetto dall’ONU su proposta dei Premi Nobel. É nostra intenzione metterci in contatto con altre iniziative analoghe e promuovere la diffusione di tale esperienza a partire dalla Sicilia.

Mentre il governo nazionale si mostra servile e ottuso in merito all’abolizione delle armi nucleari e, più in generale, alla smilitarizzazione del territorio, l’amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando, offre un’apertura verso temi come il dialogo, la riconciliazione e l’azione di pace. É realistico credere che si possa convertire la politica nazionale sugli stessi temi?

Recentemente 123 paesi del mondo con la risoluzione ONU A/C.1/71/L.41 hanno promosso il bando internazionale delle armi nucleari. Il governo italiano ha assunto un atteggiamento ondivago, a differenza delle ferme prese di posizione della società civile e dei rappresentanti di varie amministrazioni comunali. Su nostra proposta, per esempio, il Sindaco Orlando è stato il primo a sostenere la proposta di bando delle armi atomiche. Tale presa di posizione è in continuità con la redazione di un documento importantissimo quale la “Carta di Palermo”, che ha come obiettivo l’avvio di quel processo culturale e politico che porterà all’abolizione del permesso di soggiorno, verso la radicale modifica della legge sulla cittadinanza, e che riconosce il diritto alla mobilità come diritto fondamentale della persona umana. Noi abbiamo un’idea della politica, vogliamo ispirarci a La Pira, al municipalismo ed al federalismo, pensiamo ad una politica che abbia al proprio centro i comuni quale forma di aggregazione originaria, preesistente a quella delle entità statuali e ai conflitti introdotti dalla loro mal intesa idea di “nazione”. Sogniamo un’Europa e un Mediterraneo di città e di cittadini liberamente solidali. Il sogno euromediterraneo risale agli accordi di Barcellona volti ad un’Europa e a un Mediterraneo pacifici, per un Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa.

L’istituzione della Consulta a Palermo è un atto di grande speranza e valorizza l’impegno della società civile. Adesso però è il tempo di mettersi a lavoro, quali sono le prime cose da fare per incidere concretamente nel tessuto sociale?

Per risponderti cito alcuni degli obiettivi assunti dalla prima delibera dalla Consulta:

  • “L’educazione al dialogo e alla Pace, alla Nonviolenza, alla conoscenza, alla difesa e al rispetto dei diritti umani, al disarmo e al lavoro attivo contro la guerra e al suo rifiuto come mezzo di risoluzione dei conflitti, alle mondialità ed all’interculturalità, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla partecipazione civile attiva, ai metodi decisionali orientati al consenso, al rispetto e alla promozione della legalità, alla convivenza civile e pacifica”;
  • “La promozione e il sostegno della risoluzione nonviolenta dei conflitti, a partire dai rapporti interpersonali fino ai rapporti di cooperazione e solidarietà nazionale e internazionale, la promozione e il sostegno della giustizia tra i popoli e nei rapporti tra gli Stati, del disarmo, della diplomazia popolare, le ambasciate di democrazia locale e dei corpi civili di pace”;
  • La garanzia dei diritti di obiezione di coscienza al servizio militare, il servizio civile nazionale ed europeo;
  • “La destinazione a parco e alla fruizione pubblica delle aree comunali attualmente soggette a servitù militare quali caserme o aree addestrative”;
  • “L’istituzione di un Gandhi memorial, in permanente ricordo della giornata ONU della Nonviolenza, richiedendo all’ambasciata indiana la donazione di un busto o di una statua dedicata a Mohandas K. Gandhi;
  • “Un festival della Pace quale occasione d’incontro tra operatori e cittadini sui temi propri della Consulta”;
  • “La promozione di iniziative volte alla tutela di profughi e migranti, delle vittime della tratta per il superamento del permesso di soggiorno, e alla divulgazione e affermazione dei valori espressi nella Carta di Palermo; l’accoglienza dei migranti, sin dal loro arrivo al porto di Palermo, onde poter favorirne l’ospitalità diffusa, per il sostegno alle ONG operanti nell’ambito SAR sotto il coordinamento del MRCC”;
  • “Il sostegno delle iniziative internazionali per il bando alle armi nucleari, e per la dedicazione della prossima Marcia Perugia Assisi al tema del bando delle armi nucleari”.
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