Cristiani contro lo stato. Storia libertaria dei quaccheri

Eunomia. Rivista semestrale di Storia e Politica Internazionali Eunomia VIII n.s. (2019), n. 1, 99-121

e-ISSN 2280-8949

DOI 10.1285/i22808949a8n1p99

http://siba-ese.unisalento.it, © 2019 Università del Salento

GUGLIELMO PIOMBINI

Cristiani contro lo stato. Storia libertaria dei quaccheri

Abstract: Since its birth in the mid-600s, the “Society of Friends”, the official denomination of the Quaker religion, manifested a peculiar individualistic, anti-authoritarian and libertarian character. The first Quakers intended to restore early Christianity, and just as the early Christians refused to cooperate with the State. For these reasons they were persecuted by the English crown and the New England puritans. The Quaker William Penn founded a colony, Pennsylvania, which prospered for many decades in conditions of freedom, tolerance, lack of taxes and minimal government. In the eighteenth and nineteenth centuries the Quakers distinguished themselves in the entrepreneurial, commercial and banking fields. In the 1900s they organized impressive humanitarian relief operations for the civilian populations affected by war and famine. Today, Quakerism is in decline, but there are signs of revival of the authentic libertarian and original anti-state spirit.

Keywords: Quakers; Society of Friends; Pennsylvania; Quakernomics; Libertarianism.

cattolici, protestanti

Fin dalla sua nascita la “Società degli Amici”, la denominazione ufficiale della religione quacchera, manifestò un peculiare carattere individualistico, antiautoritario e libertario.1

Nel 1652, nell’epoca turbolenta della guerra civile inglese, George Fox cominciò a predicare la possibilità per ogni singolo individuo di ricevere immediatamente gli insegnamenti di Cristo senza bisogno di intermediazione sacerdotale o di riti esteriori. Fox non intendeva creare l’ennesima setta protestante, ma riportare il cristianesimo alle sue origini, così com’era nei primi secoli, quando non era ancora legato in nessun modo all’autorità statale. La sua critica quindi era diretta in egual misura contro la chiesa cattolica, la chiesa anglicana e le chiese luterane e calviniste.2

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1 Il termine popolare con cui vennero identificati, “quaccheri” (Quakers), significa “tremolanti”. Questo appellativo venne attribuito loro per la prima volta da un giudice davanti al quale George Fox e i suoi seguaci erano comparsi in giudizio. Fa riferimento alle loro estasi mistiche oppure, secondo l’interpretazione dello stesso Fox, al fatto che i quaccheri “tremano” al cospetto del Signore.

2 «Fox viene di solito elencato tra i riformatori protestanti, ma questa non fu mai la sua intenzione. Egli non sperò mai di riformare la Chiesa, ma solo l’individuo. […] Più di Lutero, Calvino e Knox, George

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I membri della “Società degli Amici” rifiutavano l’autorità religiosa del papa, del re d’Inghilterra e di tutto il clero, ma non si consideravano protestanti perché negavano anche l’autorità delle Scritture e le dottrine di Lutero e Calvino. Il principio d’autorità dei quaccheri non era né la Tradizione dei cattolici, né la Bibbia dei protestanti, ma la Luce Interiore, cioè la Verità rivelata internamente dallo Spirito di Gesù Cristo. Essi ritenevano che la rivelazione e l’ispirazione non appartenessero solo al passato, ma anche al presente, e per questo mantenevano la propria anima vigilante nell’attesa. Il quaccherismo è quindi una religione eminentemente spirituale e mistica, poiché afferma la possibilità di un contatto diretto tra l’individuo e Dio, senza mediazioni ecclesiastiche. Il culto quacchero è spesso silenzioso e si accentra intorno alla Luce Interiore, nel pregare Dio di mandarla, nel lasciarsi illuminare quando viene, nel ringraziare Dio di averla mandata. La Bibbia, per quanto importante, non viene considerata un’autorità definitiva, perché non si possono comprendere le Scritture o farne buon uso se l’anima umana non è illuminata dallo Spirito divino.

La fede nella Luce Interiore, tuttavia, non significa che ognuno possa seguire l’ispirazione che vuole. La Luce è la Luce di Cristo che riproduce nei suoi seguaci il suo Spirito e la sua pratica di vita. Ma come stabilire se la Luce interiore è veritiera? I quaccheri risolvono questo problema ricorrendo al principio evangelico, secondo cui l’albero si riconosce dai frutti: da qui l’importanza fondamentale attribuita alla condotta di vita e lo scarso interesse per le dispute teologiche. Il cristianesimo è per gli Amici essenzialmente un’esperienza della Luce di Cristo nell’anima ed una norma di vita basata su tale esperienza. In altri termini, cristiano è colui che agisce con spirito cristiano, non colui che crede a certi dogmi o partecipa a certi riti. Poiché la Luce di Cristo è concessa in una certa misura a tutti gli uomini, i quaccheri vedono una scintilla

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Fox restaurò il cristianesimo primitivo. Gli altri riformatori cercavano di purificare la Chiesa e di portare la teologia più in linea con le Scritture. Essi intendevano quindi riparare il cristianesimo. Per contrasto, Fox scelse di tornare alla semplice fede e pratica dei compagni di Gesù, quando non c’erano preti o santuari ma solo fedeli con i loro leader che si riunivano nelle proprie case; e quando il Vangelo si applicava a tutti, non solo ai battezzati o ai predestinati. Egli cercò di riportare le lancette dell’orologio ai tempi in cui la gente osservava meravigliata i cristiani dicendo: “Guardate come si amano fra loro!”. Così come San Paolo liberò l’ebraismo dal suo legalismo, George Fox liberò il cristianesimo dalle sue formalità, dal suo istituzionalismo, dalla politica ecclesiastica». D. YOUNT, How the Quakers Invented America, Lanham, MD, Rowman & Littlefield, 2007, pp. 59, 62, 68.

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divina in ogni uomo, anche in quello apparentemente più lontano da Dio. Da qui la loro fiducia nella bontà del prossimo e il loro ottimismo, del tutto opposto alla cupa dottrina calvinista della predestinazione.

Fox e i suoi primi seguaci predicavano alle folle che accorrevano ad ascoltarli la stessa protesta dei profeti ebraici, i quali avevano inveito contro i re e contro i sacerdoti perché essi vincolavano la vita spirituale dell’uomo a dei sistemi concepiti per sostenere il proprio potere. I primi quaccheri illustravano con la parola e con la pratica quella che

avrebbe dovuto essere una vita purificata, nella convinzione che tutta la cristianità, anzi tutto il mondo, li avrebbe in breve raggiunti.3

L’epoca della persecuzione

I governanti si accorsero ben presto che Fox e i suoi seguaci, le cui predicazioni riunivano vaste folle in tutta l’Inghilterra, stavano diventando un pericolo politico, e cercarono di contrastarli in ogni modo. I quaccheri, infatti, non mostravano alcun rispetto né per i magistrati né per i ministri del culto: davanti alle autorità, ad esempio, si rifiutavano di giurare, di togliersi il cappello o di dare del “voi” (you) alle persone di rango superiore per censo o per nascita, e davano del “tu” (thou) persino al re! Nessun genere di punizione, tuttavia, riusciva a spaventarli, e affrontavano le persecuzioni con la stessa forza d’animo e lo stesso coraggio dei primi cristiani. Si è calcolato che, nei 25 anni successivi alla Restaurazione di Carlo II Stuart (1660), siano stati tra i 10.000 e i 15.000 i quaccheri imprigionati, e circa 450 quelli che morirono nelle carceri o a seguito dei maltrattamenti subiti. Le persecuzioni colpirono gli Amici proprio perché rifiutavano di ridursi alla clandestinità, persistevano a riunirsi nonostante i divieti,

riprendevano a farlo non appena scarcerati, mentre le donne e i bambini continuavano a riunirsi nelle strade, davanti alle sedi che venivano chiuse.4

I quaccheri, insomma, a differenza di altri dissidenti più prudenti, mantenevano un costante atteggiamento di resistenza passiva e s’intestardivano a rendere pubblica testimonianza della propria fede ad onta di ogni divieto delle autorità.


3 Cfr. J. SYKES, Storia dei quaccheri, Firenze, Sansoni, 1966, p. 45.

4 Cfr. G. VOLA, I quaccheri. Eversione e nonviolenza. Gli scritti essenziali (1650-1700), Torino, Claudiana, 1980, p. 30.

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non servivano la deportazione nelle terre d’oltremare, la confisca dei beni o le multe pesantissime. La persecuzione però disgustava la popolazione, che reagiva con simpatia nei loro confronti. La fermezza con cui i quaccheri continuavano ad affermare il loro diritto a riunirsi liberamente fece colpo sull’immaginazione dei contemporanei e assicurò loro il successo, perché il governo, stanco di avere a che fare con tanta ostinazione, cominciò a lasciarli in pace. Proprio come Gandhi tre secoli dopo, sconfissero l’oppressione senza ricorrere alla violenza, rendendo la posizione dei persecutori sempre più indifendibile agli occhi dell’opinione pubblica. In questo modo i quaccheri, come riconobbe il grande storico cattolico Lord Acton, diedero un contributo decisivo all’avvento della tolleranza religiosa in Inghilterra e, successivamente, in America.5

Eredi dei Livellatori

Nelle sue prediche Fox esortava gli individui a migliorare se stessi senza pretendere di cambiare la società, a non partecipare alla lotta politica, a rimanere fuori dagli apparati dello stato: «Siate dei campioni, siate degli esempi in ogni paese, in ogni luogo, in ogni nazione, ovunque vi rechiate; che il vostro comportamento e la vostra vita siano come una predica per tutti […] tenetevi puri dallo spargere il sangue di qualsiasi uomo, sia con le parole, o con gli scritti, o conversando». E ancora: «E voi tutti, Amici, non occupatevi dei poteri terreni; tenetevi lontani da tutte queste cose». Egli reiterò tante

volte questo argomento, finché esso fu incorporato nella Dichiarazione di Pace del 1660, fissando in tal modo i limiti dell’azione sociale dei quaccheri.6


5 Lord Acton spiega che in Europa la prima reazione all’assolutismo si ebbe in Inghilterra alla metà del seicento, quando i puritani, i quaccheri e altre confessioni nonconformiste innalzarono il vessillo della libertà di coscienza. Ciascuna congregazione si governava autonomamente e ogni membro partecipava alla sua amministrazione, mentre la chiesa ufficiale, la chiesa collegata allo stato, era considerata da loro come l’abominio supremo, e andava sotto il nome di Babilonia. In America, aggiunge Acton, «i Quaccheri avevano un sistema politico fondato sull’eguaglianza del potere, senza oppressione, privilegi, intolleranza o schiavitù». Lord Acton, Storia della Libertà, Roma, Ideazione, 1999, pp. 167 e 228.

6 Cfr. SYKES, Storia dei quaccheri, cit., p. 121.

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Gli Amici facevano a meno dei sacerdoti e di un preciso credo dogmatico, ma esigevano la semplicità di vita, la sincerità, l’affetto fraterno e il senso di eguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Fox suggeriva un sistema legale ridotto ai minimi termini: tutte le leggi dell’Inghilterra, diceva, dovrebbero essere contenute in un libretto tascabile che ognuno dovrebbe poter comprendere. Inoltre, nei loro opuscoli gli Amici chiedevano che tutti i governanti e gli esecutori della Legge venissero scelti ogni anno dal popolo e che rendessero conto di tutte le loro azioni: «Anche i massimi capi delle

persone di governo dovrebbero essere soggetti alla Legge, e puniti da lei se la trasgrediscono, del pari come i più poveri fra il popolo».7

Queste idee politico-sociali provenivano dai Livellatori (Levellers), uno dei movimenti politici più attivi durante la Rivoluzione inglese. Guidati da John Lilburne, Richard Overton e William Walwyn, i Livellatori avevano dato vita ad una dottrina libertaria straordinariamente coerente, sostenendo la proprietà privata, la libertà religiosa per l’individuo e la minima interferenza governativa nella società. Sostenevano inoltre che i diritti di ciascun individuo sul proprio corpo e sui propri beni fossero “naturali”, perché derivavano dalla natura dell’uomo e dell’universo, e dunque non dipendevano dal governo né da esso potevano essere abrogati. Per un po’ sembrò che i Livellatori potessero trionfare nella guerra civile, ma Oliver Cromwell chiuse ogni

dibattito all’interno dell’esercito repubblicano imponendo una teocrazia puritana e facendo arrestare Lilburne e gli altri capi.8

I Quaccheri ereditarono molte delle proposte di riforma dei Livellatori. In particolare accolsero il concetto di sacralità della proprietà privata e rifiutarono le idee comuniste propagandate da un’altra setta politico-religiosa sorta in quel tempo, gli “Zappatori”

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7 E. BURROUGH, A Declaration to All the World of Our Faith and What We Believe, 1657, p. 5-6.

8 Murray N. Rothbard osserva che la vittoria di Cromwell e dei puritani sui Livellatori si dimostrò disastrosa per il corso della storia inglese, perché il repubblicanesimo rimase per sempre, agli occhi degli inglesi, associato al dominio sanguinario dei santi di Cromwell, al regno del fanatismo religioso e al saccheggio delle grandi cattedrali inglesi. Per questo, la morte di Cromwell condusse rapidamente alla restaurazione degli Stuart e al discredito permanente della causa repubblicana. È probabile, d’altro canto, che uno stato di natura come auspicato dai Livellatori, una tolleranza religiosa e un governo minimo sarebbero potuti risultare grosso modo accettabili per il popolo inglese, e avrebbero potuto assicurare in Inghilterra un corso di gran lunga più libertario di quanto effettivamente si sia visto dopo la Restaurazione e l’insediamento dei Whig. Cfr. M.N. ROTHBARD, Economic Thought Before Adam Smith, Cheltenham-Brookfield, Edward Elgar, 1995, p. 313.

Segue domani.

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